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Crisi matrimoniale e concorso di colpa

Una lettrice mi scrive: quando parli di matrimoni in crisi, di tradimenti e di coppie si sente una tua propensione a giustificare gli amanti e a dimenticarti o sottovalutare il dolore o il peso che porta una moglie, e invece dovresti parlarne. 

La lettrice ha ragione: in genere propendo per gli amanti per una ragione principale.

 Nella mia esperienza, nelle vostre storie, in quello che vedo nella realtà noto che le coppie non entrano quasi mai in crisi solo per colpa di lui o di lei che, impazziti sotto una tempesta ormonale Iniziano a scoparsi il mondo o per una punta di egoismo si tramutano da partner in “mi faccio i cazzi miei”. 

Le coppie entrano in crisi per concorso di colpa nel 90% dei casi. Come in un tamponamento, dove se è vero che quello dietro ti è venuto addosso perché non ha rispettato la distanza di sicurezza spesso quello davanti, apparentemente l’innocente danneggiato, ha frenato di colpo e senza preavviso.

Così, cara moglie che ti chiedi perché tuo marito non ti scopa più o ti ha tradito chiediti che quota di concorso di colpa tua ha provocato tutto ciò. Perché è troppo semplice liquidare il “ Bastardo” come fedifrago senza scusa, tradire non si fa e basta. Se fosse così non tradirebbe metà della popolazione e in questo povero paese si onorerebbero tutti i “contratti”. 

C’è dunque qualcosa di più complesso e profondo nelle nuove dimamiche di coppia 

Così, caro marito che ti chiedi perché tua moglie non ha più voglia o ti ha tradito chiediti se quella che forse hai già liquidato come una troia non si sia banalmente stufata delle tue tante quotidiane e routinarie colpe, magari aspettando anni, prima di concedersi a un altro. 

Qualche esempio di concorso di colpa per chiarirci le idee?

Prendiamo il sesso, la madre di tutte le crisi.

Lei: è stesa al tuo fianco nel letto. Sa che sei stanco e hai passato il giorno prima a litigare con il mondo e a dissipare grane. Decide che però vuole le coccole da te, innanzitutto quelle, poi si vedrà. Se è intelligente e comprensiva, sa che non sei ben predisposto (qualche saggio ha detto una volta che il cazzo non vuole pensieri) e che quindi dovrebbe farsi parte attiva per ottenere quello che vuole. Quando eravate innamorati, lei avrebbe semplicemente allungato la mano nel posto giusto per raggiungere lo scopo o, nel periodo di grande passione, avrebbe addirittura non usato le mani. Oggi che fa? Conscia del tuo cattivo umore ti si avvicina quel tanto per farti capire cosa vuole lei, ma si guarda bene dall’agire un centimetro di più. Risultato: lui capisce che lei vuole egoisticamente le coccole, che non gliene frega niente del fatto che tu sia di umor nero, quindi tu ti incazzi ancora di più, se avevi un’erezione fisiologica da risveglio mattutino prostatico (si chiama alzabandiera) ti sparisce in un secondo per la rabbia e hai voglia di mandarla a fanculo per la sua grande capacità di azione e di comprensione. Ma taci. Lei tace e si gira dall’altra parte perché, chiaramente, ha ragione lei, e così collezionate altro rancore e silenzio. Ora moltiplica questa situazione per mille occasioni analoghe.

Prendiamo lui, sempre situazione sesso
I figli dormono o, miracolo, non ci sono. A letto lei si avvicina e inizia ad accarezzarti. Tu non ne hai molta voglia perché lo avete fatto già quattro giorni prima, anzi è stata lei a farti la cosa preferita dall’uomo (se non avete capito cosa, chiedete a un’emiliana ma anche romagnola, non facciamo campanilismi) e quindi “tu” saresti a posto. Ma lei insiste. Tu non hai mai voglia di farle le coccole, soprattutto in dormiveglia. E da anni i preliminari sono per te un capitolo dimenticato. Quindi ti limiti a toccarla lì una ventina di secondi, le salti sopra e in un battibaleno hai finito. Lei ha due opzioni: o fingere l’orgasmo con te, come sta facendo da un po’, o non fingerlo tanto tu non le chiedi più se ti è piaciuto, anche perché non vuoi sentirti dire “mi sarebbe piaciuto averne il tempo”. Ora moltiplica questa situazione per mille occasioni analoghe.

Ecco, questi due esempi maschili e femminili di concorso di colpa nella crisi di una coppia, in un settore come quello del sesso coniugale che io considero il pilastro primo della felicità e longevità di coppia e il primo motivo di tradimenti, anche se un po’ coloriti delle mie battute e del mio linguaggio slang per andare diritti al punto, secondo me dovrebbero far riflettere chi si piange addosso quando pensa a “quel bastardo” o “quella zoccola” me lo ha portato/a via.

Aggiungici il temibile Silenzio di coppia, quell’assenza di confronto, discussioni e litigate che all’inizio servono alla coppia per chiarirsi, ripartire e non ripetere più certi errori e che adesso che siete decotti serve solo ad aggiungere rancore, incomprensibilità di certi atteggiamenti e a creare un baratro in mezzo al letto coniugale.

Capite come questi due elementi, sesso di merda e silenzio assordante, se non giustificano il tradimento ne siano perlomeno propedeutici 

Quindi care amiche e amici, forse siete stati perfetti mariti e mogli e quello che è accaduto poi è esclusiva colpa dell’altra parte (ci sono anche i fulmini a ciel sereno, come innamorarsi di altri o, banalmente, ogni coppia ha una sua fine temporale, seguita o agevolata dal tradimento o meno) ma siete l’eccezione che conferma la regola del concorso di colpa.

E chi riconosce il suo concorso di colpa per tempo, invece di fare la vittima e attendere inerte, e chi ne parla invece di opporre un silenzio assordante, ha la Chiave per riparare il rapporto.

Sempre che lo faccia prima che un’altra o un’altro facciano scoprire a te o a lui che fuori esiste ancora un mondo fatto di attenzioni sublimi e di sesso di qualità.

Dopo un tamponamento firmare un’amichevole è meglio che andare in causa per danni. 

Sincerely yours 


11 commenti

  1. Questo pezzo mi é piaciuto moltissimo Alessandro.
    Verità tutto ciò che scrivi analizzata in quei dettagli che spesso sfuggono a chi preferisce dare la colpa all’altro/a piuttosto che capire certe dinamiche e aggiustare il tiro.
    Peccato che la maggior parte però, preferisce rimanere in rapporti del genere nonostante le magagne…magari sperando che ci sia un cambiamento!!

  2. Ho vissuto quanto hai scritto sulla mia pelle. A volte penso che forse un solo matrimonio non basta nella vita di una persona perché mi piace credere che si sbagli in buonafede, per inesperienza. Non tutti per fortuna, io ho bisogno di un’altra possibilità. Dal primo matrimonio si deve imparare. Nel secondo si deve mettere in pratica quanto imparato. Cercare di non ripetere errori, anche banali, che se ripetuti nel tempo creano voragini. E dopo è solo questione di tempo. Quando parte il conto alla rovescia è impossibile arrestarlo. Se poi si incontra una valida alternativa… È come voler fermare l’acqua con le mani… Non è da tutti pensare che forse il tradimento, sia solo la conseguenza di errori fatti insieme e non l’inizio della fine. Dopo il tradimento bisognerebbe mettere un punto e andare a capo, ma con chi si ama.

    • E a volte due matrimoni non bastano. Il tempo corrode tutto e puoi rivedere dopo tanti anni gli stessi errori del primo matrimonio anche nel secondo

  3. Il tempo e l’amore. Il tempo cercherà sempre di vincere sull’amore…ma lo hai scritto tu “se non giochi la schedina non potrai mai vincere!”…

  4. Io sono al secondo matrimonio… una figlia ora già grande dal primo, finito molto male anche (ma non solo) per essermi innamorata di un altro che poi dopo alcuni anni ho sposato, per diventare felicissimamente mamma di nuovo di due bei bambini. Dopo quasi 14 anni sono di nuovo innamorata ma di un altro… una storia breve ma che non riesco a dimenticare. Mi chiedo se sono io il problema, a questo punto. Grazie di tutto quello che scrivi, riescoi a capirci meglio di chiunque altro, leggo e mi pare di trovare solo qui un po’ di verità

  5. Alessandro mi interessa il tuo punto di vista.
    Il mio amante si è allontanato dalla sua compagna perché lei è assente all’interno della coppia, e spesso anche della loro famiglia (2 figlie adolescenti). Preferisce dedicarsi al lavoro piuttosto che a loro. Il sesso è praticamente inesistente, e quando lui ancora provava ad avvicinarla, lei dichiarava la sua stanchezza.
    Però ogni tanto lei si mostra gelosa.
    Una volta gli ha chiesto il cellulare (davanti alla figlia di 11 anni), e, davanti alla reazione di lui, gli ha detto ti dà fastidio perché hai qualcosa da nascondere? Ho capito che hai avuto una “distrazione” ma se c’è altro devi dirmelo…discorso chiuso lì.
    Un paio di sere fa, a tavola davanti alle figlie, lei gli ha detto “devo stare attenta a lasciarti andare in giro da solo perché sei ancora molto bello e piaci alle donne”. Lui non ha risposto.
    Ma cosa significano queste frecciatine? E poi fatte davanti alle figlie? Ho detto a lui che se non ci fossero state davanti le figlie avrebbe potuto risponderle ” Se vuoi che non sia una facile preda, conquistami tu”.
    Il tradimento è scaturito sicuramente da un allontanamento tra loro due, dal fatto che non si parlano mai apertamente. Allora lei perché usa questa tecnica stupida di insinuare in circostanze in cui lui non può parlare chiaramente? qual è il suo scopo reale??

    • Dunque intanto trovo sbagliatissimo che uno dei due coniugi o tutti e due I coniugi facciamo certi discorsi davanti figli in particolare lei così lo umilia. Detto questo mi pare di capire che abbiamo a che fare con una donna manager tutta concentrata sul lavoro e sulla carriera. Quindi una donna che sostanzialmente possiede. E forse possiede anche il marito. Non so quanto lei sia sicura delle scappatelle del marito il suo modo di dirglielo in modo che non possa replicare significa metterlo in guardia e in realtà non vuole sapere se lo ha fatto davvero vuole solo che non lo faccia e gli manda degli avvertimenti che non permettono repliche.Non è gelosia quella sana dell’amore è gelosia possessiva. Mio marito è mio. Anche il riferimento alla sua bellezza significa che lei forse in pubblico lo sfoggia come un bel trofeo come un risultato positivo sul lavoro se lo portiamo su un altro piano psicologico. Questa donna non lo ama lo possiede e non lo possiede neanche fisicamente perché i suoi interessi sono altri. Può anche darsi che anche lei abbia un amante ma la vedo troppo concentrata sul lavoro. Forse mi sbaglio ma il tuo racconto mi fa fare queste riflessioni

  6. Non è una donna manager, lavora in un negozio di arredamenti.
    Semplicemente non le piace prendersi cura della casa e delle figlie.
    E’ una persona emotivamente fragile, ex anoressica, a rischio depressione, soggetta ad attacchi di panico.
    Per preservare il suo pseudo-equilibrio, in 18 anni di relazione, lui si è sempre fatto carico di tutto. Gli bastava il suo amore e il fatto che lei lo vedesse come il suo salvatore. Poi lei nel tempo è diventata sempre più fredda, assente. Lui ha rincontrato me, ed ha iniziato ad apprezzarmi oltre che come donna, anche per il modo in cui mi sono sempre dedicata alla mia famiglia, a creare un luogo confortevole in cui vivere, a seguire mio figlio nella sua crescita.
    Adesso è molto infastidito dalle sue mancanze, dalle sue assenze.
    Lei pensa solo al lavoro, lavora anche nel giorno di riposo, a volte anche di sera sta davanti al pc a progettare cucine.
    Lui ha un lavoro di grossa responsabilità, e fa i salti mortali per seguire le figlie (dentista, attività sportive, scuola). Vorrebbe una vita più serena, una donna con cui condividere tutto, che lo coccoli un po’, che lo faccia sentire amato.
    Lo scorso anno spesso per lavoro arrivava a casa verso le 22, lei non gli ha mai fatto trovare un piatto caldo in tavola. Anzi, a volte lo mandava a prendere le pizze.
    Mette i calzini legati in lavatrice perché puntualmente non si trovano più…
    All’esterno sono una coppia bella e affiatata.
    Spesso lo rimprovero perché non ha il coraggio di parlarle, di metterla di fronte alle sue responsabilità di compagna, ma soprattutto di madre (rimprovera alla figlia un 9 in inglese, perché doveva essere un 10…). Lui mi dice “faccia quello che vuole, a me interessa solo delle mie figlie”.
    E’ un infelice con le manette.

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