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In amore vince chi fugge?

Lui ha la licenza di ripescarti quando vuole
Lui ha la licenza di ripescarti quando vuole

Dice un vecchio adagio: in amore vince chi fugge. Io lo correggerei dicendo: finché lui sa che tu lo aspetti potrà andare dove vuole e tornare da te quando vuole.

È una regola senza connotazione di genere ma che viene applicata più spesso dagli uomini, perché più cinici e strategici, e più subita dalle donne, più sentimentali e arrendevoli, se innamorate.

E vale per le nuove fidanzate trascurate, per le mogli tradite e per le amanti che aspettano da troppi mesi, a volte anni, che lui scelga e che decidono di provare a lasciare l’eterno indeciso.

Si parte sempre da voi. Dalla fidanzata che si accorge di essere trascurata e a un certo punto dice il fatidico “torna da me quando sei convinto davvero” (leggi lui ti tratta male). Dalla moglie che scopre di essere stata tradita e che pensa di perdonare e ricostruire, a patto che lui lasci davvero l’amante (Leggi ti ha perdonato ma come ha fatto?). E infine l’amante che, stremata dalle sue promesse disattese mille volte di lasciare la moglie adotta il codice del silenzio (leggi qui).

Vi racconto come funziona per noi uomini il giochino. Funziona come la pesca. Noi buttiamo l’esca e voi abboccate. Vi peschiamo e vi portiamo nel nostro laghetto, dove abbiamo fatto vivere tanti pesci, anzi, potreste trovarvi non da sole in questo lago privato: pesci moglie, pesci “altre” possono esserci arrivati prima di voi. Ogni volta che vogliamo mangiarvi vi ripeschiamo. I pesci, però, imparano perché sono furbi. Diventa sempre più difficile ripescarli, non vengono su subito come la prima volta. E allora il pescatore deve affinare la tecnica: non può più dare uno strappo alla lenza perché rischia che voi lasciate e fuggiate spaventate. No, deve giocare di mulinello: tira la lenza e poi vi lascia lasco per nuotare. Poi ritira la lenza in tensione. Poi molla. Quando sarete abbastanza stanche arriverà lo strappo. L’amo si conficcherà nella vostra gola e non potrete impedire alla lenza di tirarvi fuori dall’acqua, ancora una volta. Per essere mangiate, ancora una volta. E rimesse poi nello stesso lago. Ad aspettare che torni lo stesso pescatore. Tu aspetti.

Storia triste, lo so, ma il mio compito è quello di raccontarvi quello che so, che mi raccontate voi, quello che vedo e quello, mea culpa, che ho fatto in passato anch’io più volte.

Ma come facciamo a tenervi legate alla lenza? Approfittiamo del fatto che voi siete innamorate, o comunque molto più prese di noi e che mollare la storia, chiudere, è la vostra ultima opzione. Le donne, insegna il parto, sanno soffrire pene indicibili prima di mollare. Questo vi rende madri eccezionali, lavoratrici decise e preziose, ma anche vittime dei sentimenti e resistenti, troppo resistenti al dolore del cuore. Noi maschi invece non lasciamo mai (leggi qui perché).

A parte la vostra condizione, noi maschi mettiamo in atto tutta una serie di “trucchi” per tenervi legate nonostante siate in “pausa di riflessione” o silenzio per colpa nostra. Eccone alcuni, in crescendo a seconda dei livelli di efficacia e di bisogno..

PRIMO LIVELLO: I MESSAGGINI
Le faccine (o emoticon) hanno cambiato la vita all’uomo moderno che vuole tenere il piede in due scarpe. Un classico esempio? Il fidanzato distratto che ti vuole tenere come base sicura ma intanto “gioca” sui social con altre possibili prede viene messo in pausa da te che ti sei rotta delle sue balle, dei buchi neri di notizie. Oppure non lo hai messo in aspettativa, sei lì che aspetti che voglia di nuovo uscire con te. Come fa lui a tenervi sulla corda o a sapere che siete sempre lì? Con un cuoricino. Un fiorellino. Un bacino. Ci mette un secondo. Gli costa un nulla. Eppure così vi fa sapere che vi ha pensato. Voi non sapete che è durato un secondo. Anzi, penserete “chissà quanto si è tormentato prima di mandarmi la faccina”. No, lui ha solo ributtato la lenza. Per vedere se il galleggiante si muove o sparisce nell’acqua, perché hai di nuovo abboccato. Basta che gli rispondi e lo saprà. Più in fretta gli risponderai più saprà che pendi dalle sue labbra. Più gli risponderai in modo articolato e maggiore del suo (più faccine delle sue, addirittura frasi, addirittura carine) più lui saprà di tenerti in pugno. E’ bastata una faccina per illudervi ancora. E lui potrà aspettare tranquillo di venirvi a trovare (e scopare) quando vuole, e proseguire con le sue nuove “attività”.

IL MESSAGGINO NON E’ BASTATO? LA FRASETTA
Capita che siate più dure del previsto. Magari siete l’amante, in media più sgamata (e trattata male) della fidanzatina. Quindi non avete risposto al messaggio. Lui è pensieroso. L’esca per il pesce non è bastata. Qui bisogna impegnarsi di più. Anche perché lei è incazzata, evidentemente. E già, ti ha beccato che chattavi con quella fighetta su Facebook e non sei stato convincente, mentre lei in costume da bagno lo era. E già, non è stato bello sapere che anche dopo questo Natale non potrete fare un weekend insieme da lungo tempo programmato. Che fare? Ma, soprattutto, che scrivere? Mi manchi. Scusa sono stato uno stupido conti solo tu. Ho voglia di vederti. Quelle chat non significano nulla. E via così. Gettata la lenza vale la regola “risposta, in quanto tempo, quanto elaborata e calda”. Servirà a lui per sapere se siete sempre nel laghetto di sua proprietà, nonostante lui abbia già un appuntamento per un aperitivo con la ragazza in costume o abbia prenotato con la famiglia lo stesso weekend che dovevate vedervi. Basterà che rispondiate nel modo giusto e lui sceglierà la mossa dopo, sapendo però che siete ancora lì, ad aspettarlo.

LA FRASETTA NON E’ BASTATA: IL MESSAGGIO VOCALE
Ahia, lei non ha risposto alla faccina, non ha risposto alla frasetta romantica… Lui inizia a essere in crisi. non è che “questa” si sta davvero staccando? Non è che si è davvero stufata? Non è che sta uscendo per i cazzi suoi dopo che il mondo ero solo io? Ahia. Qui ci vuole la mia bella voce radiofonica. La situazione non è così grave da telefonarle. Meglio un bel messaggio da lasciare lì, in modo che lo possa riascoltare, che inizi con Amore… Tesoro… Patatina o come cavolo vi chiama nell’intimità. Risposta? Stesse regole viste.

IL MESSAGGIO VOCALE NON E’ BASTATO: LA TELEFONATA
Allarme rosso! Faccine, frasette, persino il vocale alla Sinatra niente… Cazzo, ma non è che questa ha trovato un canale che collega il mio laghetto al mare e ha incontrato un cefalo d’altura che ha fatto da chiodo scaccia chiodo (leggi qui la grande funzione salvifica del chiodo). Qui bisogna prendere il coraggio in mano insieme al cellulare. Quante chiamate dovrà fare lui perché gli rispondiate? Quanto tempo gli dedicherete? Dal vostro tono, dalla vostra voce, da quello che direte lui capirà tutto in pochi minuti: se siete ormai lontane oppure, nonostante la “resistenza” che avete fatto ora state capitolando. Basteranno pochi minuti di telefonata per capire. Io ne avrò fatte 100 di queste telefonate. In tutte 100 capivo che lei c’era ancora. Nonostante non ci vedessimo da 20 giorni, nonostante l’avessi delusa per la 99ma volta, sentivo che lei era lì pronta a vedermi e ad accogliermi nel suo letto. Alla 101 non c’è stata più risposta. E allora ho dovuto correre. Fisicamente, altro che telefono.

LA TELEFONATA NON E’ BASTATA O E’ STATA DESTABILIZZANTE: IN GINOCCHIO DA TE
Alla 101ma telefonata lei non ha risposto. Sai dalle tue fonti (amiche comuni compiacenti, amici spie, profili spie) che sta pure uscendo, vedendo gente. Qui i casi sono due: o non te ne frega niente e quindi lasci andare perché il fidanzamento ti stava ormai stretto e l’amantato stava diventando ingestibile oppure te ne frega davvero, hai tirato troppo la lenza, il pesce ha imparato tutti i trucchi e sta guizzando via. La lenza si è rotta. Il pesce non ama più la solita esca. Che tu abbia deciso o no di “sposarla” (una decisione che puoi annunciare ma anche continuare a rimandare) ora la priorità è recuperare lenza e pesce. Non hai scelta. Devi incontrarla e guardarla negli occhi, giocartela di persona. Cena, aperitivo, almeno un caffè. E ora sta a te, a voi, ragazze, donne e Superdonne amiche e lettrici.

Avrete a questo punto capito come usiamo (non tutti, ma buona parte di noi maschietti) lenza, amo e mulinello per tenervi a nostra disposizione anche quando voi ci avete messo finalmente (ma quanta pazienza avete!) in discussione.

Avete capito che in amore vince chi fugge. Non chi aspetta troppo.

Molte di voi si sono sentite dire “non hai saputo aspettare, non hai saputo pazientare, hai mollato nel momento sbagliato, se avessi aspettato ancora un po’ sarei stato per sempre tuo”: balle, ballissime! Ma come, lui ha anche il coraggio di addossarvi la colpa dell’insuccesso della coppia perché non avete aspettato abbastanza? Ma vaffa! Voi siete spesso troppo, troppo pazienti, altro che aspettare ancora.

Però… a parte questa razza particolare che va lasciata immediatamente dopo aver pronunciato “non hai saputo” sta a voi misurare la sua sincerità. Se è arrivato in ginocchio da voi è veramente disperato per la paura di perdervi o è l’ennesimo tentativo di farvi rientrare nel suo laghetto privato?

La risposta dipende da vari fattori.
1. Quante volte avete assistito a questa scena? Più di tre volte? Se avete forti dubbi non posso darvi torto.
2. Quanta paura di perdervi leggete nei suoi occhi? L’avevate mai vista prima così? Se la risposta è tanta paura e mai vista prima nei suoi occhi, se ci tenete o lo amate ancora, forse vale la pena ritentarci. Ma basta con le parole e via con i fatti. Mai più galline in bikini e inizia il count down della separazione (con la nuova legge ci vuole un anno, non 5).
3. Da quanto tempo state insieme? Se siete insieme da poco lui può essere inciampato in un incidente o è così e non cambierà mai. Vedi il punto uno o due. Se siete insieme da tanto brutto segno se si comporta così ed è, spero per voi, una novità. Se siete amanti il tempo non lavora mai a favore. Dopo il periodo ludico e superato l’anno di conoscenza, ogni stop, silenzio e incidente di percorso grave, ogni lasciata e ripresa crea un solco. E’ arrivato il momento di chiudere per sempre? Forse sì.

Amiche, l’amore ha poche regole e sono semplici: basta ricordare quando siete state innamorati per rimembrarle. I sotterfugi non hanno a che fare con l’amore. I trucchetti non c’entrano. L’amore non vuole un pesce rinchiuso in un lago e il pescatore che arriva e fa quello che vuole.

Smettila di aspettare e, se deve essere così, lascialo fuggire. Tenerselo alle sue condizioni, soffrendo così, non va bene.

ps: chiusa la storia, a volte certi signori si rifanno vivi dopo mesi, anni, tastando il terreno con gli stessi strumenti che vi ho descritto. Una sola parola: non Abboccate!

L’amore non vuole pescatori e prede: vuole due vele che navigano parallele verso il mare aperto, vicine ma anche indipendenti, libere di seguire la stessa rotta, verso un orizzonte che forse non si vede ma è sereno, solcando le onde della felicità, superando le burrasche con la volontà di stare sempre, semplicemente, insieme.

Sincerely yours

Aperitivo con il mio blog a Milano il 4 ottobre

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Aperitivo con il mio blog a Milano il 4 ottobre

Care lettrici e lettori, come promesso iniziamo “le serate Pellizzari”.

Cosa Sono e cosa succederà? Di fronte a un gustoso aperitivo corredato dal giusto contorno mangereccio chiacchiereremo a ruota libera degli argomenti del mio blog.

Domande, risposte, scambi di idee e di storie: ci sarò io ma il bello sarà confrontarci a tutto tondo su questi argomenti.

La prima serata si terrà a Milano, zona Magenta, mercoledì 4 ottobre, inizio alle 19 e fino alle 21 circa e tratteremo gli argomenti di un post di particolare successo tra di voi: “Lui non lascia lei ma non lascia neanche te”.

I posti alla serata sono riservati e a esaurimento.
Per informazioni e prenotazione scrivere a :
Seratapellizzari@gmail.com

Vi aspetto!

http://www.alessandropellizzari.com/lui-non-lascia-lei-ma-non-lascia-neanche-te-perche/

Primo appuntamento: la prova del gioco

devi provarlo per vedere se non ha difetti
devi provarlo per vedere se non ha difetti

Avete letto su questo blog Primo appuntamento: dopo quanto tempo fare sesso? Leggetevelo su questo link ma vi riassumo velocemente di che cosa si trattava, perché devo fare un aggiornamento sul tema che spero vi piacerà.

Il tema in sostanza era: ci esci e lo fai la prima sera, dopo un po’ o dopo un BEL PO’?
Tre testimonianze.
Rita, che ho chiamato la decisionista, che dice che in sostanza se c’è feeling e ti immagini bene a letto con lui inutile perderci tempo e fare la finta santarellina o la bigotta, decidete voi.
Monica, la chiamo l’imprenditrice perché ha la teoria del 4. Un’impresa, dice, ha 4 fasi e decolla solo alla quarta “sera”, quindi mai concedersi prima.
Elena fa fare agli uomini una sorta di maratona: devono frequentarla per almeno due tre mesi rimanendo a bocca asciutta prima di ottenere quella che i nostri nonni chiamavano “la prova d’amore”, che mi fa ancora tanto ridere come concetto (ma davvero siamo molto lontani da quei tempi? Ogni tanto ho dei dubbi…).

Rita ne usciva in minoranza, anche nei commenti delle lettrici e amiche sui social. Una minoranza alla quale voglio fare la tara, perché non tutte voi in pubblica bacheca avete sempre il coraggio di dire… “ma a me se uno piace me lo porto a letto al più presto”.

Siamo in Italia d’altronde, paese teoricamente libertino ma in pratica spesso molto bigotto, in prima fila gli uomini che la vorrebbero subito ma poi ti giudicano male (sia se gliela dai sia se non gliela dai).

Ma ecco la sorpresa: fra le mie lettrici ne compare una che, letto l’articolo suddetto, lancia una tesi assolutamente affascinante e intelligente, che a me è piaciuta e che vi giro per farvi riflettere.

E’ la versione della prova del gioco, o meglio del giocattolo.

Sapete che ogni tanto ospito qui colleghe, amiche ma anche lettrici che abbiano da dire (o da scrivere, se lo sanno e vogliono fare) qualcosa di interessante e che vada al di là di un apprezzatissimo ma breve commento, quindi ecco la…

LA VERSIONE DI DANIELA, ovvero “provare per credere”

Leggendo quanto scritto dalle tre amiche precedenti, mi viene in mente
un esempio che sfida preconcetti e strategie da attuare su quando
concedersi rispetto a un primo appuntamento con una nuova conoscenza.

Supponiamo che sia martedì, abbiamo acquistato un giocattolo, la sera
dobbiamo andare a dormire presto, il giorno dopo abbiamo la
solita levataccia per andare a lavorare, che facciamo? Cediamo alla
voglia di aprirlo comunque e giocarci un pò? Aspettiamo il sabato che
abbiamo la giornata a disposizione per giocarci con calma? Oppure ci
pregustiamo l’attesa, sabato lo scartiamo ma non ci giochiamo, magari
solo un pò e ci ripromettiamo di accenderlo per divertirci a giocare
quando avremo letto il manuale e scoperto tutti i suoi trucchi e segreti
e ne conosciamo perfettamente il meccanismo?

In tutto questo, però, non abbiamo considerato un fattore: il giocattolo
che abbiamo comprato HA UN DIFETTO!!!!

A questo punto mi chiedo: quando sarebbe stato meglio scoprirlo?

Se agissi come Rita, la “decisionista”: Martedì sera….chi se ne frega
se domani mattina avrò gli occhi gonfi e sonno tutto il giorno, ho deciso di cedere alla curiosità e alla voglia di giocarci fino a notte fonda……OPS il
giocattolo è rotto!! Pazienza…per fortuna me ne sono accorta subito,
ora di sabato l’avrò già sostituito! Anzi da ora in avanti proverò
subito i giocattoli nuovi perchè così ci gioco appena possibile, quanto
mi pare e senza sorprese sgradite!

Se agissi come Monica, l'”imprenditrice”: Mi pregusto l’attesa…mercoledì, giovedì, venerdì e finalmente è sabato!! Quanta gioia, quanta emozione, quante aspettative
di bei giochi……NOOOOOO il giocattolo è rotto…. accidenti, se solo lo
avessi aperto martedì non avrei sprecato il sabato e non avrei tutta
questa delusione per l’attesa inutile.

Se agissi come Elena, la “maratoneta”: Meglio non aprire subito i giocattoli, si sciupano. Meglio aspettare, giocarci poco la volta, non accenderlo pregustando l’attesa,far crescere il desiderio di giocarci un bel giorno quando tutto sarà
perfetto, nessuno intorno, libera da impegni e tanta voglia cresciuta
col passare del tempo e l’avvicinarsi del fatidico momento magico….

MA CHE SUCCEDE? PERCHE’ NON PARTE? DOVEVA ACCENDERSI SPOSTANDO LA
LEVETTA…MALEDIZIONE….CAVOLI…..E’ ROTTO!!!!!!!! Quanta rabbia,
delusione, frustrazione, tutti quei giochi su cui avevo fantasticato e
che non potrò fare…mi viene quasi da piangere…. se lo avessi aperto
quel fatidico martedì non ci avrei investito tanto e ora non starei così
male e no mi sentirei persino sciocca….

Personalmente, pensando a tutte queste evenienze mi sento di dirci: facciamo quello che vogliamo e sentiamo, senza giudicarci ma facendoci un regalo…

ESPRIMIAMOCI LIBERAMENTE, SPONTANEAMENTE

se sarà l’uomo a giudicarci vorrà dire che lo avevamo sopravvalutato e
quindi non era quello giusto. Se una cosa ci va e ci piace, se l’uomo
con cui siamo uscite ci ha regalato una serata appagante e stuzzicante
al punto che oltre che mentalmente ci sentiamo coinvolte anche
fisicamente….divertiamoci fino in fondo!! Magari scopriamo che è
l’uomo dei nostri sogni o che il giocattolo, almeno questa volta, funziona!

Daniela Luisa Luciani

Grazie Daniela, molto convincente e divertente la tua visione dei fatti, che porta acqua al mulino della versione di Rita, quella “pronti e via”, ma con un pizzico di praticità in più.
E io cosa ne penso? Penso che bisogna ritrovare spontaneità anche nel sesso, e non solo nelle relazioni umane. Non possiamo sempre calcolare, pensare, soppesare, misurare tutto e tutti prima. Poi voi siete donne, fidatevi del vostro istinto e, perché no, delle vostre voglie e dei vostri ormoni (è una balla quella dell’uomo sempre arrapato e la donna tutta e solo cervello). Non dico di non fare selezione, ci mancherebbe, con i soggetti maschili in giro per le chat… ma quella si fa prima dell’incontro fatidico, quello potenzialmente decisivo.

O no? Ditemi cosa ne pensate, commentate!

Sincerely yours

Grazie amiche lettrici! 

Perché adesso lui si comporta in modo strano?

inutile spremersi il cervello sui perché - A75 iStock
inutile pensarlo troppo – A75 iStock

In questo momento, come molte altre, ti stai spremendo il cervello per capire come mai lui si comporta in modo… strano? I conti, infatti, non ti tornano.

Dopo una corte serrata, prima via chat (nella maggior parte dei casi si inizia così) e poi nei vari incontri (non so a quanti incontri sei prima di esserti decisa a… “darla”: due? Tre? Sette?), tutto sembrava andare come qualsiasi persona, e non solo una donna, si aspetta che vada.

Complimenti, carinerie, attenzioni, persino regali. E poi messaggi a profusione: buongiorno, buon mezzogiorno, buon pomeriggio, buona sera, buona notte, sogni d’oro e faccine a profusione. Nell’era del sempre connessi la presenza anche con una faccina, un cuore o un messaggino è eloquente quanto un silenzio che duri più di 24 ore.

Poi siete andati a letto. A te è sembrato tutto bene, lui era contento, magari si è pure sbilanciato in complimenti mirati sul tuo fisico e sulle tue… prestazioni. Magari lo avete fatto anche più di una volta. Il sesso, si sa, checché molti uomini dicano che non è la cosa più importante (la maggioranza non lo pensa sul serio, lo dice per ottenerlo più in fretta, la volpe brama sempre l’uva a dispetto di quello che dice), è la cosa più importante per noi. E quindi, ottenuto il premio più agognato, come mai questo calo di attenzione nei tuoi confronti, come mai un comportamento inaspettato?

Intendiamoci un attimo su cosa significa in genere comportamento normale e comportamento strano.

Dicesi comportamento normale quello di colui che, dopo che ti ha agganciata, corteggiata, baciata e avuta, e dopo che ha espresso il suo compiacimento su tutto ciò, dovrebbe cercare di frequentarti di più, vederti di più, magari cercare anche di dormire con te (e non solo per scopare di più) e magari iniziare a fare il primo weekend insieme. Come dico sempre, l’amore è semplice, anche nelle fasi iniziali, quando raramente si è già innamorati (non credo nei colpi di fulmine) ma solo più o meno “presi”: l’amore è come una torta buona, se l’assaggi non ne avanzi, ma ne vorrai sempre di più e sempre più spesso.

Dicesi comportamento strano quello di colui che, con le premesse positive dette sopra, fa esattamente il contrario di quello che chiunque, e sottolineo chiunque (quindi tu non sei un’aliena, sei normale a pensarla così) si aspetterebbe dopo aver fatto il primo gol in porta.

Esempi? Rimanda il prossimo appuntamento con scuse da scuola media (lavoro, problemi, mancanza di tempo, gomma bucata, nonna malata, nonna morta, nonna resuscitata), non vuole trombarti appena possibile, gli incontri si diradano e “tornano indietro” (eravate arrivati al letto e siete tornati al caffè di prima mattina) e i messaggi, da quotidiani e plurimi, diventano a fatica delle risposte (in ritardo di mezze giornate) ai vostri, i cuoricini diventano pollici simil ok.

Se il tuo lui rientra nel secondo identikit non resta che cercare di spiegarti il perché secondo l’”epidemiologia di coppia”, e cioè, secondo il mio modesto parere ma soprattutto sulla base della somma di quello che vedo e che mi raccontate, il perché dicevo il ripetersi in generale di certi comportamenti maschili di fronte a uno stesso input femminile o situazionale, fatte le debite eccezioni, diventa maggioritario e, appunto, ripetuto e riconoscibile. I vostri racconti aiutano a costruire questo tipo di “epidemiologia”, aiuta anche l’esperienza ma aiutano anche gli uomini che, contrariamente a voi, hanno in genere un modus operandi abbastanza semplice e ripetitivo, pur essendo bravissimi a “venderlo” come qualcosa di diverso.

In realtà le spiegazioni del perché sono diverse ma il risultato è unico: lui si comporta così perché non gli piaci abbastanza. E non gli piaci abbastanza se… in ordine di frequenza…

…non gli piaci abbastanza se lui ha fatto l’entusiasta per finta
Non pochi uomini decidono se tu gli piaci o no in base al sesso, e se il letto conferma o meno quello che si aspettavano da te. Ricorda: tu hai bisogno, per fare sesso con lui, di molti elementi: attrazione, fascino, seduttività, bellezza (ma su questo sei anche pronta a venire a patti, se il resto c’è), simpatia, carisma e, infine, ti ci devi immaginare a fare sesso con lui. Lui, per averti, in media deve avere almeno tre di questi elementi. Per noi maschietti è più semplice, e dipende da quanta voglia abbiamo e di quanto è raffinato (lui è uno che che ogni lasciata è persa o un selettivo?) il nostro “palato”. Ci sono uomini capaci di andare a letto con una donna solo perché ha un bel seno, un bel sedere o gli fa semplicemente “sangue”: in questi casi la prova letto è ripetibile fino a che l’occhio non ha avuto la sua parte, ma comunque la coppia, se vogliamo chiamarla così, avrà vita molto breve. Se lui è un selezionatore tu gli piaci in toto, ma è più esigente a letto: se c’è stato qualcosa che non va, potrebbe darti una seconda chance, ma anche no. Ecco spiegato perché lui è sparito o sta sparendo. Come mai tanti complimenti anche sul sesso se è così la verità? Noi uomini non rischiamo quasi mai scenate o situazioni imbarazzanti con voi, quindi meglio una bugia “bianca” (a proposito, per noi sono quasi tutte bianche, ah ah ah) che reggere la vostra faccia a un “non mi trovo bene a letto con te” o “non mi piaci abbastanza” o “di faccia (tra noi uomini non lo chiamiamo viso) non mi piaci ma hai delle tette da urlo”.

… se lui è un pescatore a strascico
I social (lo hai conosciuto lì?) sono pieni di pescatori a strascico. Ne ho già parlato in questo blog (trovi qui l’articolo) ma in sintesi si tratta di uomini che usano il web per cuccare. Niente di male in questo, trovo che Facebook e simili siano fatti anche per questo (se si seguono le minime regole di educazione e rispetto reciproco), ma il pescatore a strascico non è selettivo, non usa una canna da pesca mirando al branzino da due chili e di profondità… Usa la rete per prendere più pesci possibili, grandi e piccoli, belli e meno belli. Quindi, uno dei motivi del suo comportamento anomalo è che ha un’altra presa in rete, o altre. E tu, nella sua hit parade, non sei al top di gamma oppure, semplicemente, sei scesa di turno.

…se lui è occupato e non te l’ha detto
La grande galassia degli uomini occupati (conviventi, fidanzati, maritati) è appunto grande, e non tutti hanno la correttezza di mettere in chiaro da subito il loro status, anche perché farebbero parte dei superselettivi, visto che poche donne accettano l’idea di condividere con un’altra il letto, più o meno usato che sia dall’altra parte, o semplicemente di fare le amanti e godersi la parte ludica (esiste, almeno all’inizio) dell’amantato. Così, per non perdere ghiotte occasioni e alzare l’asticella delle possibili nuove partner, i non selettivi (la maggioranza secondo la mia epidemiologia di coppia) glissano sul loro status, mentono, dicono mezze verità. Sono in crisi, sono separati, i più “coraggiosi” si spacciano persino per single. Più della verità potè la voglia dunque. Beh, questa pantomima non può reggere a lungo. Chi ha un impegno vero non può contare su grande libertà di movimento, a differenza dei veri separati (anche in casa, ce ne sono di veri, e sono anche tanti in questi tempi di crisi) che comunque si distinguono proprio dal fatto che hanno tempo per te, magari non come un single, ma serate weekend e persino vacanze insieme sono possibili. Se lui è impegnato e non te l’ha detto, e se tu non gli piaci abbastanza (in caso contrario il coniglio della sua disponibilità salterebbe fuori dal cappello ripetutamente), si dileguerà a rate. Stessa cosa se non è avvezzo alle scappatelle (magari tu sei la prima volta) e si fa prendere dai sensi di colpa: anche qui però non gli piaci abbastanza, o sei stata meno eclatante di quello che si aspettava a letto (non di rado più per colpa sua che tua, soprattutto i maschi alle “prime armi” si fanno dei film che non esistono sul sesso), altrimenti “resisterebbe” come assiduità e tempo.

…se lui è un narciso
Qui non è che non gli piaci abbastanza o sei andata “così così” a letto. Lui ti vede semplicemente come uno specchio che dà forza e riflette la sua immagine. Il narciso è innamorato solo di se stesso, gli piace abbastanza solo se stesso, scopa bene solo con se stesso. Tu sei uno dei tanti passaggi. Certo, per sopravvivere ha bisogno di conferme, e quindi delle donne, ma devono essere storie brevi, tante e fugaci. Quindi ha imparato quel tanto di savoir faire che serve per ottenere i vostri favori (altrimenti sarebbe solo e senza “specchi” nuovi), è un bugiardo complimentoso ma è un fautore dell’usa e getta. Quindi voi non avete nulla che non gli va bene, anzi, vi ha scelto solo perché siete all’altezza di camminare brevemente al suo fianco, ma siete solo un passaggio.

…se lui è un arido sentimentale
Esistono uomini che, come molte donne, escono con le ossa rotte da disfatte sentimentali precedenti. Matrimoni falliti, delusioni cocenti, come voi hanno sofferto: solo che le donne, se ferite gravemente, si tengono alla larga almeno per un po’ dall’altro sesso (certe vi rinunciano, rischiando di rinunciare anche alla loro divina, preziosa femminilità) mentre noi, ancora una volta, “più del dolor potè il digiuno” e quindi abbiamo bisogno di venire a letto con voi. Esistono anche uomini che nascono e crescono così, aridi sentimentalmente, magari perché i loro genitori non sono stati felici e li hanno fatti soffrire come figli. Sono persone che non si innamorano di nessuno, che frenano l’auto dei sentimenti molto prima di rischiare di posteggiarla anche nel migliore dei parcheggi. Molti si dicono e credono innamorati, ma spesso lo sono di tutte, almeno all’inizio: peccato che le loro storie durino poco. Questi uomini si comportano in modo strano perché non hanno stima delle donne o non credono nell’amore. Sanno presentarsi bene perché, come nel caso del narciso, devono passare almeno i vostri primi test per arrivare al vostro letto. Ma poi troverete il deserto. Comunque. Sono fatti così, guai a pensare di poterli cambiare.

… se lui è il “peggiore”
Cioè somma due o più profili precedenti. Ho conosciuto e mi avete raccontato di narcisi aridi sentimentali, di pescatori a strascico con donna fissa, di entusiasti che non si innamorano di nessuno. Al peggio non c’è mai fine diceva qualcuno, ma almeno in questi casi avete più elementi per giudicare e per prendere i provvedimenti che leggerete a conclusione del mio pensiero.

Finally, ecco dunque perché, secondo la mia (o forse sarebbe meglio dire la vostra, visto che io sono solo un cantastorie raccontate da voi) epidemiologia della coppia, lui ha iniziato bene e adesso si comporta in modo strano. Magari mi sbaglio, ma è solo questione di tempo, lo saprai presto.

Che fare? Molla prima tu. Prima lo fai, meno soffri, meno sarai presa. Ai primi segni di comportamento anomalo, non seguiti da spiegazioni logiche e comprensibili o, peggio, seguiti sempre dalle stesse spiegazioni (ricorda un sintomo importante: l’uomo che prende tempo fa molte parole e pochi fatti) o simili, fai tu la mossa dell’addio, o almeno del silenzio (quello vero: zero messaggi zero comunicazioni, altrimenti avrà sempre il “controllo” su di te). Non farti scrupoli di correttezza nel darci un taglio, perché evidentemente lui non se li sta facendo. E non cadere nella trappola di credere a un “sei tu che non ti sei fatta più viva”. Eh no bello, le regole sono che è l’uomo che deve farsi parte diligente ed educata facendosi vivo, a meno che non dichiari correttamente che la cosa non funziona e perché, situazione assai rara. Non esiste democrazia nel corteggiamento, ma ruoli precisi, almeno io la penso così.

Più tempo aspetti quindi, più lo giustifichi, più lunga e pesante si farà l’agonia. Perché tu ti sentirai più legata, cercherai di giustificarlo di più se ti piace molto (o se covi la speranza che sì, questa volta è la storia giusta) e intanto il tempo passerà, segnando come una nuova ruga profonda il tuo ottimismo sentimentale.

E, credimi, la cosa peggiore che può capitare a una donna è non credere più all’amore per colpa di qualche sopravvalutato uomo. Non sopravvalutare. Non dare tempo e possibilità a chi non le merita o non se le sa guadagnare o, spesso, non le vuole più.

Se non gli piaci abbastanza archivialo come una cena in più, una serata o una scopata divertente in più. E basta. Non come un tuo errore, niente processi, niente capitano tutti a me. Sii uomo in questi casi, guarda avanti senza voltarti indietro: preserverai la tua meravigliosa femminilità.

Sincerely yours

Un uomo può amare due donne contemporaneamente?

Per la moglie un abbraccio, per te la manina... foto di cyano66 iStock
Per la moglie un abbraccio, per te la manina… foto di cyano66 iStock

Un uomo può amare due donne contemporaneamente?

È uno dei dilemmi numero uno di tante persone che vivono lo status di amante da un po’ di tempo, in media da oltre un anno diciamo.

Sono quelle amanti che hanno ormai superato la parte temporale ludica dell’amantato, quel primo periodo nel quale lui (sposato) e lei (libera o sposata, non importa, poi vi spiego perché) stanno insieme perché si sono conosciuti, piaciuti e scopati.

Hanno deciso di diventare amanti per rispondere a un bisogno diffuso con il tradimento che, secondo le statistiche, risiede principalmente nella caduta in verticale della qualità del sesso e del livello di attenzioni nella coppia ufficiale. Condisci il tutto con la noia della routine coniugale e l’insalata è pronta.

Dicevo, superata la fase ludica dei primi mesi di amantato, e cioè quello che io chiamo il “semestre delle giostre a letto”, i due amanti di solito si accorgono che oltre alle giostre, al sesso divertente ed emozionante, c’è di più. Saltano fuori sentimenti, legami che vanno oltre l’attrazione fisica e si inizia, piano piano, a pensare al futuro. Insieme.

Mi separo, non mi separo. I figli, la casa, ora glielo dico, gliel’ho detto ma lei dice riproviamoci, e poi la casa, la crisi, i costi. I sogni di una vita insieme contro la realtà di tutti i giorni.

Dopo il “semestre delle giostre a letto” gli amanti entrano dunque in una nuova fase, quella dell’anno (stima media) del “matrimonio parallelo”. I due continuano ad avere tutti i benefit o quasi degli amanti (principalmente sessuali e passionali) ma diventano una sorta di marito e moglie paralleli alle storie ufficiali. Insomma, è la fase in cui si vuole costruire qualcosa di nuovo insieme ma, per costruire, bisogna distruggere ciò che esisteva precedentemente.

E’ una fase mista di piacere e dolore, di programmi fatti e disfatti, di lasciarsi e riprendersi che, purtroppo, nella maggior parte delle volte sfocia in uno status quo che può durare anche anni.

Perché può durare anni? Perché lui, qualche volta lei ma a me interessa l’analisi del maschio, re incontrastato anche in questo campo dello status quo, a questo punto dell’amantato spesso risponde:

IO NON POSSO LASCIARE LEI E NON VOGLIO LASCIARE TE PERCHÉ VI AMO TUTTE E DUE, IN MODO DIVERSO MA VI AMO TUTTE E DUE

Di fronte a questa affermazione, maturata apparentemente nel tempo e fra gioie e dolori, voi ammutolite non avete scelta: continuare a fare l’amante, prendendovi le briciole di ciò che l’altra lascia (se siete fortunate anche pasti interi) o lasciare, cosa tutt’altro che facile, VISTO CHE VOI AMATE UNA SOLA PERSONA.

Allora, per deglutire l’amara e corposa pillola del AMO DUE DONNE MA COMUNQUE LEI, LA TITOLARE, NON LA LASCIO, vi chiedete:

SI POSSONO AMARE DUE DONNE CONTEMPORANEAMENTE?

LA MIA RISPOSTA È NO

Lui vi sta raccontando una balla, nel migliore dei casi una balla di cui lui si è convinto quasi fosse verità.

Analizziamo gli argomenti di chi vorrebbe sostenere che è possibile amare due donne contemporaneamente.

Si possono amare due donne contemporaneamente perché si amano in modo diverso.
Un po’ come la mamma o la sorella? Non fatemi ridere. Qui parliamo essenzialmente di sesso. La moglie non lo capisce, la moglie non scopa, la moglie fa solo la mamma, la moglie è diventata un’amica, una sorella alla quale lui è TROPPO affezionato per lasciarla e per farle del male: ok, tutte ragioni sufficienti per trovarsi un’amante, d’accordo, non sono un bigotto, ma l’amore è un’altra cosa. Possiamo infarcire le nostre motivazioni maschili di filosofia delle relazioni decotte ma il primum movens delle corna rimane, soprattutto per il maschio, il sesso. Lui scopa ancora la moglie? No? Guarda che non pochi uomini che dicono che non scopano da anni con la compagna hanno rapporti sporadici ma regolari. Anche perché lei avrà poca voglia, ma se la crisi matrimoniale non è dichiarata ufficialmente, lui non può avere sempre Mal di testa proprio quel giorno al mese in cui lei ha voglia… come spiegarglielo? No cara non posso perché domani ho un giro di giostra al motel con l’altra? Ma mi faccia il piacere, direbbe il grande Totò.

No care amanti, l’amore è quella cosa lì: tutto e subito. L’amore è semplice, egoista, geloso, esclusivo. Chi è davvero innamorato non ha compromessi, altrimenti parliamo di altro.

Lui ama lei in modo diverso, come una sorella o un’amica e non potrebbe mai farle del male lasciandola?
Come no, possibile, però ha deciso. Di non lasciarla. E di fare, quindi, del male a te. Ti vuole ancora? Certo, altrimenti non ti racconterebbe la favoletta dell’amore DIVERSO per due donne, ma se tu lo mettessi, come immagino abbia fatto più volte nella vostra storia ormai, con le spalle al muro, della serie scegli me o lei, la sai già la risposta. Non può lasciare lei. E allora ama più te o lei? In realtà lui non ama nessuno, ama se stesso. Non lascia lei per tutti i motivi soliti del mondo (timore, sensi di colpa, soldi) e non vuole lasciare te perché scopi bene, lo fai sognare, sei una vacanza dalla routine, ti vuole anche bene non dubito, ma non abbastanza. NON ABBASTANZA. Brutto? Forse, ma spesso è così.

Lui ama due donne in modo diverso e quindi non può lasciare nessuno
Falso. Se lo metti con le spalle al muro lui non lascerà lei, lascerà te, o meglio farà in modo che sembri che tu l’hai lasciato, perché non hai capito la grande filosofia del cuore spezzato e diviso in due, perché lo hai costretto a scegliere, perché sei egoista. Ma secondo te, i secondi matrimoni, quelli fra ex amanti che si amano al punto da mandare all’aria delle famiglie e si risposano, sono basati su scelte ponderate, su amori condivisi o sull’Amore con la A maiuscola? Se mai sarai costretta a lasciarlo ricorda: è lui che ha fatto in modo che accadesse, non sei tu che non capisci.

Insomma, possiamo raccontarci mille volte la storia dei due amori paralleli possibili, ma è solo una scusa per giustificare il nostro egoismo.

Se sei mai stata veramente innamorata sai come funziona davvero l’amore vero. Ti fa scegliere senza esitazioni. Di fare sesso. Di sposarti. Di fare figli. L’amore non ti fa vedere nulla tranne che lui, e forse ti sta succedendo anche adesso mentre lui ti dice che ama due donne in modo diverso e quindi non può lasciare nessuna delle due. Però è disposto a farsi lasciare da te, in estrema ratio. Già, una scelta alla fine c’è. O rimani alle sue condizioni, con la tua fetta di amore parcellizzato o lo lasci ma, dice lui, sarà colpa tua, scelta tua.

Un po’ come se un rapinatore dicesse che ti ha sparato perché chiedendoti o la borsa o la vita hai scelto di non dargli la borsa. Non è colpa sua.

E tu, adesso, sei innamorata solo di lui, non di tuo marito. Tu sei pronta a lasciare tuo marito. le donne scelgono più degli uomini, hanno più coraggio degli uomini, sono meno legate alle cose terrene se sono davvero innamorate. Poi vabbè ci sono quelle che fanno i matrimoni azienda SPA, ma io qui parlo di amore vero.

Guarda, l’unica motivazione vera che io rispetto al punto da giustificare anche la separazione in casa è quella dei figli minorenni. Di fronte a figli minorenni, piccoli, adolescenti, la scelta degli amanti, lui o lei cHe siano, di resistere fino a quando non abbiano raggiunto un’età nella quale possano capire e metabolizzare al meglio (non senza dolore, questo sarà sempre impossibile) una separazione, che io credo sia in modo accettabile i 18 anni, sempre che non ci siano litigi tali da rendere ai figli per primi la vita coniugale impossibile, io dico che in questo caso ha senso dire Io non me ne posso andare. Ricordiamoci: non hanno scelto loro di venire al mondo, lo abbiamo scelto noi per loro. E, salvo situazioni di litigio aberranti, i figli vogliono egoisticamente i genitori insieme. Vacanze, notti e feste comandate. Sono naturalmente e giustamente egoisti. A loro non frega un cazzo se scopiamo o no, a loro frega di mangiare in tavola con i genitori. A loro frega “insieme”.

Figli a parte, quindi, la storia del io vi amo tutte e due in modo diverso e quindi non posso lasciare nessuna delle due è una cagata pazzesca, come direbbe il mitico e ormai perduto, almeno qui sulla terra, Villaggio.

Preferirei cento volte un uomo con i coglioni che vi dicesse: guarda, è vero che la nostra è una storia travolgente, è vero che ho fatto piani per il futuro con te, è vero che quando stiamo insieme è il paradiso ma… non me la sento, non sono pronto a lasciare lei, nemmeno a dirglielo, nemmeno a ridirglielo se mi perdona nonostante la notizia della tua presenza. Perché lei è ancora importante: per affetto, per i soldi, perché non posso reggere psicologicamente ed economicamente (il divorzio è ormai roba da ricchi) una separazione, perché…

Attenzione: dietro a questo amore diviso in due spesso si cela anche la paura dell’uomo per lo sconosciuto. Lasciare la strada maestra per una via sconosciuta non è da tutti, l’uomo è vigliacco e abitudinario. Come sconosciuta! dirai tu: sono tre anni che stiamo insieme, quando siamo insieme fuochi artificiali, mi hai detto che mi ami (attenta, lui ama ANCHE te, abbiamo scoperto dopo…) e adesso hai paura del passo? Certo, ha paura del passo. Del passo dal quale non si torna indietro. Ecco perché i secondi matrimoni rimangono comunque una minoranza e fanno pure fatica a decollare.

In conclusione, di fronte alla scelta CONTINUO A STARE CON UN UOMO CHE AMA DUE DONNE O LO LASCIO aspetterei cento volte di più uno sincero, che dice che nonostante siano passati anni con te ha bisogno ancora di tempo e adesso non ce la fa, forse non ce la farà mai, di un uomo che cerca di intortarti con la favoletta del poliamore condiviso e possibile.

Un uomo sincero forse un giorno lascerà lei per te, uno che parla di amore diverso e a percentuali credo di no.

La scelta rimane tua. Fare l’amante, una volta preso atto dei vantaggi ma anche dei limiti di un amore condizionato, chiamiamolo così, è possibile. Ha anche dei vantaggi, lo sai, se non sei già perdutamente innamorata.

Però, cara amica, se scegli di rimanere ragionate insieme su questo: l’esclusiva. Lui l’esclusiva non te la da, perché c’è l’altra (che dica di non andarci mai a letto hai già visto prima come la penso). Perché dovresti dargliela tu? Sì lo so, tu sei davvero innamorata e quindi gli altri uomini ti fanno quasi schifo ma… siccome avete parlato tanto di massimi sistemi e di amore diverso e condiviso, tu non puoi inventarti l’amicizia diversa e condivisa con altri maschi? Lui non vuole perché è geloso? Comodo, anche tu sei gelosa della moglie. Ma lui non ci scopa? Neanche tu (a meno che non ti venga voglia) non scopi i nuovi amici…

La sua reazione al SI ANDIAMO AVANTI COSÌ MA SENZA ESCLUSIVE è fondamentale. Capirai quanto tiene a te veramente, e quanto regge la filosofia degli amori diversi. Un bel test, soprattutto per lui. tra l’altro, ti farebbe bene frequentare in questa fase altri uomini, anche solo per socialità.

Molti uomini sono dunque capaci di tenere i piedi in due scarpe, a patto che l’amante si comporti da seconda moglie, cioè non abbia una sua vita privata libera. Troppo comodo.

E se lui rispondesse Non c’è problema esci pure con altri? Beh, o la sua fetta di amore per te è molto limitata o non siete amanti, siete una coppia aperta. E una coppia aperta si che è un amore “diverso”, ma deciso veramente da entrambi, non subito da uno.

Sincerely yours

Sei pronta per un’avventura?

provarci o tornare indietro? foto mihitiander iStock
provarci o tornare indietro? foto mihitiander iStock

Vi amavate molto. Per questo avete messo su, anni fa, casa, famiglia, a volte persino un lavoro insieme. Eravate felici. Poi lui è cambiato. Meno attenzioni. Sempre meno. Serate noiose.

Uscite meno frequenti, possibilmente con gli amici, perché tu e lui non riuscite più a “riempire” come una volta una serata da soli. Lunghi silenzi, se non si parla di problemi. Lui guarda tanto il telefonino. Meno risate, già. Oppure esci tu, perché lui non ne ha voglia: vai tu, ti dice sempre più spesso. Non riuscite più a stare bene da soli. Troppi silenzi.

Lui? Si fa abbastanza gli affari suoi. Amici, sport, calcio, tanta TV. E si addormenta sul divano. Oppure parlate di problemi.

Infine il sesso. Da quello meraviglioso degli inizi a quello salvalitigio del primo periodo della decadenza di coppia, e infine quello standard e ripetitivo, fatto di rado, perché lui non è più preoccupato del tuo orgasmo, ormai a lui basta venire lui. Stessa posizione o magari, meglio, tu che fai a lui, punto. E tu? Ah scusa, ci sei anche tu. La prossima volta magari eh?

No, non si può dire che tu sia infelice. Non sei felice, semplicemente. Non più. Vivi. Con lui.

Lo ami ancora, almeno così ti sembra, sicuramente siete ancora legati. E tu aspetti paziente che le cose migliorino. Magari in vacanza. Ma lui è stanco in vacanza, lasciami stare devo riprendermi dal lavoro. Devo riposare. È stanco, assente, l’ombra dell’uomo che amavi. A pensarci bene in vacanza le cose peggiorano, almeno un po’.

Ma tu resisti. Speri.

Tu sei ancora bella, giovane (inutile che fai i calcoli, togliti pure 5-10 anni dall’anagrafe come minimo, molti uomini ti vedono così, è solo che non ci sei più abituata), desiderabile.

Ed è proprio in vacanza, sul lavoro, in palestra o a una festa che ti accorgi per la prima volta di lui. Per la prima volta ti accorgi di un altro uomo che ti desidera.

Non che non succedesse prima di essere corteggiata, solo che non c’era proprio spazio per altri, anche se la coppia già zoppicava. Ma per te c’era solo lui, tuo marito, il tuo compagno, il tuo fidanzato.

E adesso? Per la prima volta ti sei accorta di un uomo. Ti interessa, ti piace che ti corteggi, ti fa ridere, stai bene.

Accetti di uscire con lui. Per la prima volta racconti una bugia al tuo uomo per uscire con un altro e magari ti fai coprire, non si sa mai, dalla tua migliore amica.

Lui ti corteggia, è al meglio ma tu ti stai rovinando la serata. I sensi di colpa ti soffocano. Non vedi l’ora che finisca la cena, ti senti in colpa come se fossi già andata a letto con lui. Ti riporta alla tua auto o vicino casa e cerca di baciarti. No, scusa, non me la sento. Addio.

Il tuo primo “tradimento” è finito così. Con un niente di fatto, tanta paura e sensi di colpa. Tornata a casa hai provato la paura di essere in qualche modo scoperta ma tranquilla, lui è addormentato come al solito sul divano e quando ti raggiunge a letto a malapena ti chiede com’è andata.

Sei sollevata. Ti senti bene. Hai imparato la lezione. La coppia è scampata al pericolo peggiore e potete ricominciare da qui. Con nuovo entusiasmo.

Già, un nuovo entusiasmo. Tu ci provi ma lui non c’è. Per lui la vita continua come prima, non si è accorto di nulla. Per lui tv, calcetto, uscite poche con i suoi amici, problemi da discutere e dormire tanto (lui, tu hai da fare, la casa, i bimbi… mica lavori e basta!). E poi una scopatina ogni tanto.

Passa ancora tempo. Non sei infelice ma… sei sempre meno felice. Dov’è finito l’uomo che amavi? Lui è sempre più sbiadito, e pensare che tu hai persino resistito e non lo hai tradito. A volte vorresti quasi rinfacciarglielo.

Poi succede di nuovo. Incontri un nuovo “estraneo”. Simpatico, brillante, affascinante: è evidente che gli piaci. È evidente cosa vuole. Ti provoca emozione. Che fare? Ripetere l’errore?

Ripartiamo da qui. Sei pronta adesso, oggi, per un’avventura?

Lo saprai solo se ci esci. Sì lo so, ti sembra un deja vu, sì lo so l’altra volta è stato un disastro… ma sta qui il punto. Sei pronta adesso per un’avventura?

Immaginiamo che il tempo passato e gli zero progressi della tua coppia (spesso peggioramenti) ti portino ad accettare di uscire a cena con il nuovo pretendente, magari dopo qualche incontro preparatorio soft superato senza sentirsi un’assassina di matrimoni, tipo un caffè, un pranzo, un’aperitivo… insomma ci esci.

È la prova del nove. Provi ancora sensi di colpa? Tanti? Come allora? Torna a casa. Pochi? Quasi nessuno? Sopportabili e comunque meno importanti della serata che stai vivendo? Goditi la serata, non devi decidere di dargliela adesso. Stai a vedere, o meglio, senti quello che provi. Sentiti. Ascoltati.

Ti senti di nuovo donna? Bella? Desiderabile? Corteggiata? Giovane? Al centro di tutte le attenzioni di un uomo? Bello vero? Cose perdute che riemergono in un torrente di emozioni, risate, anche desiderio sopito che riemerge. Una volta era il tuo uomo a trattarti così. A farti sentire così. Spesso. Sembra non esserne più capace.

Finita la serata niente sensi di colpa (o gestibili e comunque non tali da farti scappare) e ti senti bene come non ti sentivi da tanto? Beh, è un sintomo di maturazione.

Teoricamente sei pronta per un’avventura. Ma fra il dire e il fare c’è ancora di mezzo il mare.

Però non sei scappata. Ti sei divertita. E ti spiacerebbe liquidare il tuo spasimante come avevi fatto con l’altro, scappando di nuovo a gambe levate.

A questo punto hai diverse opzioni.

Lo saluti e prendi tempo
Gli uomini sanno che il primo giro raramente si quaglia. Proverà magari a baciarti, tu fai quello che ti senti. Se lo baci avrai molte informazioni preziose in più. Io credo che il bacio sia la miglior selezione per capire come andrà a letto E non solo. Nel tuo caso non serve tanto a questo: servirà a capire che emozioni ti dà e se ti provoca sensi di colpa, il metro di misura che ti dirà se sei pronta per un’avventura. Non sei pronta per baciarlo? Nessun problema. Telefonate, messaggini e chat vi aspettano nei prossimi giorni per prendere le misure e pianificare o meno un altro appuntamento, forse quello decisivo. Oppure chiuderla qui, nuovamente.

Lo frequenti per un po’ ma non ti decidi
Non provi più sensi di colpa, ti fa piacere avere una persona con cui parlare e confidarti (tuo marito non lo fa con te da tanto), non ti pesa raccontare quelle piccole bugie per uscire con l’altro ma… andarci a letto… la vedi come una strada senza ritorno. E se poi ti scopre? E se poi ti innamori? Forse non vale la pena giocarsi tutto per un’avventura. Hai ragione. Ma analizziamo quello che pensi. Rischiare tutto: tutto è il tuo compagno di adesso? Se questo tutto è ancora “tutto”, sarai poco felice, non più felice come una volta ma ti basta. E allora fermati. Però non prima di aver analizzato l’altra parola chiave: avventura. Un’avventura non è un nuovo amore, un nuovo matrimonio, una strada senza ritorno, è un’avventura. E qui ti rimando al prossimo capitolo. Ah, solo una cosa: il tuo nuovo spasimante non aspetterà per sempre e non può diventare tuo amico. Gli uomini che ti vogliono scopare non diventano mai tuoi amici. Magari dopo, magari anche buoni amici, ottimi amici. Ma dopo. Non contare quindi su una sua attesa superiore a due tre mesi di frequentazione, chat telefonate e messaggi compresi.

Decidi di concederti l’avventura.
Vuol dire che in te hanno prevalso elementi più importanti del senso di colpa e della paura di essere scoperta o di essere una “traditrice”. Vuol dire che ti rendi conto che quello che stai facendo è un ulteriore test. O semplicemente un gioco che ti fa stare bene. È come se, dopo tanto tempo che non lo fai, ti concedessi una vacanza spensierata e senza regole, se non quella che, finita la vacanza, si torna a casa. E il sesso? Fondamentale, come sempre. Il tuo lui dell’avventura devi immaginartelo a letto con te prima di andarci, e la cosa deve come minimo sembrarti fattibile, se non piacerti, incuriosirti o addirittura eccitarti. Se non è così fermati e torna sui tuoi passi. Se invece ti piace l’idea, hai di fronte a te un’esperienza che potrebbe piacerti molto. O deluderti. Non importa. È solo un’avventura. Un test per te stessa.

L’epilogo: cosa succede dopo…
Molte donne che si sentono come te e hanno l’occasione di un’avventura spesso decidono di non fare il passo perché hanno paura del dopo.

Per esempio hanno paura di innamorarsi. Ma cara, se ti innamori di un altro non è vero che eri poco felice, la realtà è che il tuo matrimonio era finito e aspettava solo la goccia per traboccare. E poi senti, i colpi di fulmine sono rari come i vasi che cadono in testa da un balcone e pure centrandoti, avrai tempo di “frenare” (o accelerare) dal giorno 1 della tua avventura.

Per esempio hanno paura di soffrire. Divise fra due mondi, con l’avventura che si trasforma in amantato con tutti i difetti del caso, dalla lontananza ai nuovi sensi di colpa, dalle feste comandate divisi alle vacanze negate. Ma non stiamo correndo troppo? Siamo all’inizio dell’avventura, la maggior parte delle avventure finiscono in breve e servono a quello che devono servire: una boccata d’ossigeno, una vacanza ristoratrice, alla peggio un test. Non è stato così? Addio e non si ripete. Ma non si può decidere a tavolino prima. Oppure si può, se ti senti così.

Per esempio alcune donne hanno paura che il rapporto di coppia si guasti del tutto, dopo l’avventura.
Della serie dopo aver assaggiato l’avventura, anche se il nuovo amico non diventa il classico amante fisso, il tuo rapporto con tuo marito non sarà più lo stesso. Anzi vi dividerete. Possibile. Però sappi che il 60% delle donne ha tradito almeno una volta. Quanti di questi tradimenti si sono trasformati in divorzi? Non mi pare molti, non vedo così tanti divorzi o nuovi matrimoni. Anche perché credo che questi tradimenti, per lo più, rimangano quello che sono, un’avventura. O l’inizio di una serie di avventure.

Non poche donne hanno imparato a usare le avventure, quando capitano, per sostenere, non affossare il proprio matrimonio. Potrà sembrare discutibile, ad alcune di voi addirittura riprovevole, ma è così, io non giudico le scelte in sesso e in amore. Lui non è in grado di dare più come una volta attenzioni e sesso ma rimane la persona più importante per tutta una serie di ragioni? Ogni tanto ci si concede un fuori pista, e poi si riparte meglio come dopo una cura ricostituente. Molte la pensano così, vivono così.

Succede anche che un’avventura rilanci il matrimonio. Perché tu scopri che, dopo, la realtà è diversa dalla fantasia e che in fondo il tuo lui, anche se cambiato in peggio, resta il migliore. Oppure l’avventura rilancia il matrimonio perché viene confessata: non poche donne (a differenza degli uomini, che devono essere scoperti con le mani nel sacco, il più delle volte), dopo un’avventura, hanno il coraggio di dire al proprio partner il fatidico “ti devo parlare”. E sapete cosa sta succedendo con mia grande sorpresa? Lui non se ne va subito, sempre, automaticamente, ogni volta. Loro non si separano. Superato lo shock iniziale lui potrebbe capire due cose: la prima è che non è solo un tradimento ma che tu gli stai dando un’ultima chance, racconti perché vuoi restare, non vuoi andartene. La seconda è che ha rischiato e rischia di perderti per sempre.

Proprio recentemente un’amica mi raccontava della sua confessione fra le lacrime al marito allibito. Sapete com’è andata? Lui ha detto: possiamo farcela, è un incidente di percorso. Ha buttato via le pantofole e sta cercando di tornare il partner che l’aveva fatta innamorare. Come finirà? Non lo so, ma l’avventura qui è servita per riprovarci seriamente. E conosco coppie che si sono rilanciate alla grande.

Altre coppie, è vero, sono state seppellite dall’avventura. Ma forse non gli serviva neanche questo scossone. Era solo questione di tempo. Ma… tempus fugit!

Allora, sei pronta per un’avventura?

Come dico sempre l’amore è semplice e risponde a dei bisogni elementari ma profondi. Se stai leggendo hai dei bisogni.

Quando dici sono ancora innamorata di lui tu sai dentro di te quanto sia vero, se è vero, o se ti stai raccontando una vecchia favola. Tu lo sai, non scappare con la mente da questo pensiero, dalla verità.

Dentro di te hai la risposta. Solo dentro di te.

Io sono solo un cantastorie

Sincerely yours

Dopo il sesso lui sparisce ma poi riappare: perché?

Se si sentiva incatenato perché torna?
Se si sentiva incatenato perché torna?

Dopo il sesso lui sparisce ma poi riappare: perché?
Di Alessandro Pellizzari ed Elisa Eliselle Guidelli

Ci esci, ti piace, decidi di farci sesso, per un po’ sembra filare tutto liscio, sembrate una coppia normale ai suoi primi passi ma anche promettente ma poi… lui sparisce.

Perché? E, soprattutto, perché dopo un po’ ricompare con mille scuse (si va dal lavoro alla gomma bucata) e, come nulla fosse successo, pretende di ricominciare la relazione, sesso naturalmente in testa, da dove l’aveva interrotta lui?

La vexata questio mi viene posta da una delle giovani menti illuminate che mi onorano della loro amicizia, anzi, dalla mia sparring partner di blog più agguerrita e di successo, la scrittrice Elisa Eliselle Guidelli, coautrice fra l’altro dell’articolo più letto di questo blog, Lui non ti scrive? Non gli piaci abbastanza, e Owner di Eliselle.com. A lei la parola dopo alcune mie considerazioni da uomo masculo ex alfa innamorato delle donne.

Torniamo a bomba: perché, innanzitutto, il de cuius a un tratto sparisce? Andava tutto bene vi sembrava. Eravate state attente pure a non essere soffocanti, troppo presenti, assillanti. Vi siete pure guardate bene dal non eccedere in quelle “smancerie” che fanno scappare a gambe levate molti uomini, spaventati dal “Oddio questa mi si vuole sposare!”. Non gli avete riversato tonnellate di problemi personali in monologhi da settecentomila battute senza punteggiatura… Si trombava bene, si rideva, lui era pure premuroso… perché sparisce?

Prima risposta che vi date: non gli sono piaciuta abbastanza. Io dico non è statisticamente vero. A meno che la sparizione non sia avvenuta dopo la prima trombata. Allora sì, forse a letto, nonostante le sue assicurazioni sull’orgasmo più bello della sua vita (nessun uomo dice mai verità spiacevoli, evitando così pallose discussioni, musi o scenate), qualcosa è andato storto, o al di sotto delle sue aspettative. Ma, se anche fosse così, non si spiega perché si è rifatto vivo pronto a ricominciare. Quindi no, non se ne va perché non gli piaci abbastanza, se poi torna.

Lo sposatino
In realtà se ne va perché vi ha mentito su un particolare: non è libero come vi ha detto. No, non penso alla bugia più grossa che è così facile da scoprire al punto da non essere più di moda, del tipo non sono sposato e in realtà lo è. In questi casi la bugia più frequente è “sono sposatino”. Cioè sì, vivo ancora con mia moglie ma non trombiamo, non dormiamo insieme, ognuno ha una vita in buona parte sua. Lo “sposatino”, o anche “conviventino” (mica ci vuole l’anello al dito per cercare di mettervi l’anello al naso), soprattutto se è alle prime esperienze di fuori pista, sparisce spesso per i sensi di colpa e le paure di essere beccato. L’inesperienza, nel campo delle corna, pesa sulla sua coscienza che non ha ancora formato quel callo di menefreghismo che in un futuro non lontano della sua carriera di sposatino, se andrà avanti, lo farà arrivare a credere lui stesso nelle bugie che dice. Ma non illudetevi: i sensi di colpa sono riservati alla sua compagna che, nonostante le corna, rimane la “titolare”, e sappiamo quanto in Italia anche il più fedifrago dei fedifraghi rimanga incollato fino alla fine alle due sottane della sua vita, la mamma e la prima moglie. A voi riserva la paura delle scenate, visto che comunque vi ha mentito, scenate che pochi uomini sopportano.
Perché ritorna lo sposatino? Perché, come Ugolino, più del dolor potè il digiuno. Sensi di colpa e paure spesso non sono sufficienti a tenere alla larga il bambino cresciuto da quella pasticceria che gli ha fatto assaggiare una torta tanto nuova e tanto buona.
Che fare? La prova vacanza: vuoi tornare con me? Si va via una/due settimane insieme. Subito. Presto. E prima non te la ridò. Credetemi: nessun sposatino conviventino regge un tempo così lungo se non è davvero libero o quasi. I veri separati in casa (leggi qui per saperne di più) la loro settimana a Cuba se la possono fare eccome, perché la partner se ne fa altrettanta in Jamaica! Lo sposatino invece vi tirerà fuori lavoro figli mamma ammalata influenza morbillo antrace ma più di un weekend non riesce a scucire. Quindi, se non è in grado di garantirvi a breve sette giorni sette tutti per voi niente torta. Anzi, niente più pasticceria.

L’uomo dell’algoritmo
L’ho già scritto: noi uomini in caccia siamo tutti un po’ pescatori a strascico. Che non vuol dire morti di figa: quelli sono pescatori a strascico che si accontentano di qualsiasi pesce pescato, scarpe comprese. L’uomo comune di range medio alto è pescatore a strascico per una questione di natura e di logistica, enfatizzata dall’era dei social, ma comunque fa selezione sull’estetica, qualcuno anche sul cervello. Per portarti a letto una però, pensa il pescatore, devi corteggiarne cinque, questo è l’algoritmo che molti di noi applicano nella caccia alla donna (non a caso il pescatore, prima di gettare la lenza, pastura, ovvero lancia una manciata di esche per attirare non uno, ma un branco di pesci).
Così, tu che ti chiedi come mai è arrivato e poi sparito, hai la risposta nella matematica: mentre era con te un’altra, in lavorazione corteggiamento, ha spalancato le porte della sua pasticceria. E se anche lui si trova bene nella tua, perché mai non dovrebbe assaggiare la concorrenza? Cara lettrice, noi uomini siamo limitati e investiamo nei rapporti solo dopo parecchio tempo di felice frequentazione. Se stiamo bene con una donna e ne appare all’orizzonte un’altra, mentre voi e il vostro sesto senso vi dice “io inizio a star bene con questo, l’altro lo accantoniamo perché voglio investire su questa storia” il nostro sesto senso ci dice solo una cosa: “fatti anche l’altra, poi si vedrà”. Pochi, davvero pochi uomini decidono di frequentare una pasticceria alla volta, se nel quartiere ne hanno viste altre quattro.
Perché ritorna? Perché ha scoperto che l’altra, le altre pasticcerie non sono al vostro livello. Sì, buona la sacher di là, ma come fa i cannoli lei! Ragazze, mi spiace fare questa fotografia materialistica e un po’ fellationistica del modo di pensare dell’uomo comune ma, come Andreotti, spesso a pensare male purtroppo ci azzecco.
Che fare? Qui è più difficile che con lo sposatino. L’uomo dell’algoritmo, una volta capito che voi siete la scelta migliore, sarà capace di ridurre tutti i suoi calcoli un una sola ed esaustiva equazione, oppure dopo un po’ riprenderà a far di conto e la pesca a strascico? E voi, dopo aver capito che avete inconsciamente fatto parte di una gara per appalti amorosi, siete disposte a continuare col piccolo matematico? Se la risposta è sì, perché comunque la gara l’avete vinta voi è lui vi piace molto, dovrete preoccuparvi solo della prima domanda, giudicando sulla base delle regole dell’amore, che sono semplici: se gli interessi vuole stare con te più tempo possibile, vuole scoparti sempre, vi divertite e siete sereni. Insomma, migliorerà e basta, niente più fughe e… fighe.

Lo zitello sentimentale
Ci sono uomini che, per cause diverse, non riescono a prendere una decisione definitiva su una donna, nonostante il rapporto abbia le carte in regola per funzionare. Corteggiano, sono anche brillanti all’inizio e scopano pure di gusto, ma poi scappano. Iniziano, perché hanno bisogno di sesso, di compagnia e in fondo sperano anche loro in un rapporto duraturo o migliore dei precedenti, ma poi la loro natura li scoraggia, gli fa vedere nero e scappano. Chi lo fa perché è stato mamma dipendente, chi perché è stato tradito (sì, non tradiamo e in modo crudele solo noi), chi perché ha vissuto un matrimonio e un divorzio devastanti… insomma, sono diventati delle zitelle sentimentali, il contraltare maschile di quelle donne fra voi che stufe di disfatte sentimentali hanno bollato il genere maschile (e neanche troppo a torto) con il classico “siete tutti dei bastardi uguali” e hanno deciso di appendere i genitali al chiodo. Noi uomini possiamo fare uguale, tranne che appendere i genitali al chiodo.
Ma allora, perché lui è tornato? Perché, nonostante il suo status di zitello sentimentale, voi avete provocato emozioni, forse nuove speranze. Attente però. Riprenderselo non deve essere una manovra tipo “io lo salverò” facendovi incorrere nella pericolosissima sindrome della crocerossina (leggi qui). Poté investire, ma all’insegna del do tu des. Lui guarisce, risponde agli stimoli? Non scappa più? Si va avanti. Altrimenti ciaone. Dimenticavo: attente all’età. Più il zitello sentimentale è “anziano” più è difficile che cambi e inizi a vedere in voi un bicchiere almeno mezzo pieno.

Questo il Pellizzari pensiero. Vediamo che dice la Pulzella di Canossa, Elisa, che chiamo così per il suo carattere scoppiettante e per il suo fortunato libro, il Romanzo di Matilda.

Mi sono divertita molto nella lettura di questo pezzo. Pellizzari è una sorta di guru per comprendere la psicologia maschile ed è bene ogni volta trovargli una sfida, un’occupazione nuova per non fargli perdere l’allenamento: e non è proprio un caso se gli ho chiesto di raccontarmi che cosa scatta nella testa di un uomo che dopo tanto, molto, davvero troppo tempo, dopo essere sparito silenziosamente negli anfratti di whatsapp, si rifà vivo e come se nulla fosse ricomincia a mandare messaggi dove si ripropone come la peperonata, offrendo di nuovo il proprio arzillo virgulto per prestazioni sessuali non richieste. Ripresentandosi come se si fosse fatto sentire il giorno prima, come se tutto fosse normale, come se non si fosse mai interrotto il filo delle parole e degli incontri con la donna che invece, dall’altra parte, legge il messaggio campeggiare sulla chat e aprirsi con una delle solite scuse trite e ritrite [c’è anche quella della perdita e del recupero miracoloso della rubrica, un grande classico] e pensa: “Ma questo, sul serio, chi cazzo si crede di essere? con chi crede di parlare? con la figlia più sfigata della serva?”.

Perché diciamocelo, siamo sincere: indipendentemente dai motivi per cui non lo abbiamo più sentito, la cosa che brucia più di tutte non è tanto il fatto che dopo una bella storia scoppiettante lui sia sparito e si sia defilato con un po’ troppe scuse o, peggio, senza dire niente [indipendentemente dalle motivazioni sottese a questo gesto]. Quello che brucia è che lui si ripresenti pensando che noi siamo rimaste lì ad aspettarlo, senza avere di meglio da fare. Si ripresenta dando per scontato di essere (stato) il migliore, forse credendo di essere l’ultimo uomo sulla terra, senza sapere che in realtà il paniere è pieno di maschi più presenti, più veloci, o anche solo più capaci di mantenere un equilibrio tra la storia leggera e senza pretese e il farsi sentire “senza impegno” per sapere come va e mantenersi caldo il letto [avevo parlato di un minimo sindacale nei messaggi, perché l’educazione e il saperci fare vale anche in queste occasioni, soprattutto in queste].

“Ciao, avevo perso tutti i numeri ma alla fine ti ho ritrovata! Qua si lavora sempre, si corre sempre, la vita moderna! Scopiamo?”: questo più o meno il senso del discorso, lo schema sempre quello. Una scusa a caso – poi parlare del più e del meno – last but not least proposta sessuale: senza chiedere nient’altro, dando per scontato che tu sia libera, senza informarsi di nulla ché magari nel frattempo tu ti sia fidanzata e sposata e abbia partorito un figlio o due, visto che c’è gente che sparisce pure per anni per poi bussare di nuovo alla tua porta e dire “hey ciao eh, sono qui, sono ancora interessato, dammela di nuovo”. Con un’arroganza e un ego spropositato come biglietto da visita, tanto che ti chiedi se davvero l’hai data a un cretino di tal fatta. La risposta è purtroppo sempre sì, era un cretino ma non te n’eri accorta perché all’inizio è sempre tutto nuovo e bello e intrigante e figo, ma è alla lunga e sempre alla fine [sì, perché gli uomini devono imparare questo: se non ti fai più sentire, se sparisci, se accampi scuse per non scopare più, la storia è FINITA, e stop] che si vede la vera natura e l’autentica qualità intrinseca di una persona.

Un consiglio dunque alle donne che si trovano in questa situazione: se un vostro ex [che sia amante, frequentante, trombamico, o in qualunque modo vogliate chiamarlo] si ripresenta abbiate un minimo di amor proprio e di orgoglio che no, non fa male, soprattutto in questi casi, e mandatelo a stendere. Potete usare la risposta che volete: dal “scusa, chi sei?” al “sto frequentando una persona e sono fedele, io” fino al definitivo “non ti sei fatto sentire per mesi, credi che nel frattempo io non mi sia riorganizzata con uno più capace di te?” in modo da togliervelo di torno in modo definitivo. Dopotutto è stato lui a sparire per primo, non vedo perché dobbiate avere compassione e fare pure le gentili o, peggio, ridargliela in amicizia.

Un consiglio anche agli uomini dotati di ego eccessivo che pensando di essere gli unici detentori del piacere e di avere un pene sacro e insostituibile, si abbassano a tali giochi di prestigio per tornare su campi già conosciuti: se siete spariti, abbiate il buon senso di rimanere tali. Non ripresentatevi, non fatevi più sentire ma per sempre, almeno evitare la figura degli imbecilli. Siete ominicchi o uomini? Se vi proclamate tali, allora l’unico modo per salvare la faccia è chiamare, fissare un appuntamento faccia a faccia, dire tutta la verità a costo di umiliarsi e infine chiedere scusa. Tutto il resto sono cazzate e insulti all’intelligenza. Soprattutto la vostra.

Ah, sia chiaro: so benissimo che non è questione di maschi/femmine e che anche le donne fanno gli stessi giochetti, l’illusionismo è uno dei più praticati e la sparizione/riapparizione è uno dei preferiti dai paraculo che si sa, sono trasversali tra i due sessi. Quindi, il discorso precedente vale anche al contrario. Compresi i consigli.

Credito foto: osmanpek iStock

Quando il matrimonio si trasforma in amicizia 


Esistono matrimoni bianchi e trasformatisi in separati in casa con grande anzianità di convivenza.
Un classico? Quelli che si sono sposati giovanissimi, magari ancora studenti e hanno avuto subito un figlio.
Si amavano, ma il tempo ha fatto pesare sul piatto della bilancia la rinuncia precoce alla libertà della giovinezza. 
Allora giudicati più maturi dei coetanei, oggi vedono il loro amore trasformato in affetto, amicizia, fratellanza.
Niente più sesso (se non raramente, roba da una volta al mese, forse) spesso molto affetto, solidarietà, ancora un grande progetto in corso, come quello dei figli.
Una buona parte di loro decidono di non separarsi ma di continuare insieme.
Approfittatori? Vigliacchi? Ignavi? Astuti amministratori dei beni comuni? 
Può darsi, in qualche caso.
Ma i più, pensando a una separazione, si sono fatti una domanda principale…
Ma cosa c’è fuori? Un uomo o una donna per i quali vale la pena buttare in aria tutto? Raramente 

E che cosa c’è a casa? Nonostante tutto c’è amicizia e ancora molte cose in comune. 

Allora, per ovviare al problema sesso (non tutti riescono ad appendere i genitali al chiodo) molti optano per la separazione in casa con un patto non scritto che dice: noi stiamo insieme e condividiamo tutto tranne il letto. Quello che succede con gli altri succeda, non vogliamo saperlo e non faremo domande. 
Qualche commentatore dirà: che brutto esempio da dare ai figli. Ma ai figli, soprattutto se under 13 non gliene frega niente della vita sessuale dei genitori, che fra l’altro non percepiscono. E gli adolescenti, alle prese con una grande e rivoluzionaria Crisi di identità, non sono certo in cerca di problemi genitoriali da risolvere fra due case, problemi economici e varie ed eventuali. Se in casa è sereno, raramente nuvoloso e mai tempesta in maggioranza i figli, egoisticamente, vogliono i genitori insieme. Quindi quale brutto esempio? Vero è che se il matrimonio è fallito non per consunzione naturale ma per un tradimento o incompatibilità insopportabile è banale dire che è meglio anche per i figli separarsi, non costringetemi sempre a precisare questa ovvietà. Negli altri casi no. Non è “meglio” per loro, è meglio forse e più spesso per noi.

Qualche commentatore dirà: comodo i separati in casa, ognuno fa quel cazzo che vuole che famiglia è? Rileggi bene. Le coppie di cui parlo, e sono tante (non tutti i separati in casa sono finti al fine di scoparsi anche chi non va con gli sposati, non tutti sono finti perché hanno appeso il cappello), hanno tutto della coppia tranne che il sesso. Dici poco, vero, ma se fuori non c’è nessuno che valga la pena di un divorzio, per costruire una nuova coppia? 

E Fuori spesso non c’è nessuno, lo sanno bene le single belle e intelligenti che sono sole da anni e che, tranne qualche scopata selezionata e fisiologico-ludica, non riescono a trovare un partner che regga più di sei mesi neanche con il lanternino.

Vero, ci sono donne con le palle (pochissimi uomini) che non accettano il matrimonio bianco o la separazione in casa. Ne conosco e le ammiro. Hanno affrontato i propri figli e la responsabilità di parlargli di separazione, hanno avuto le palle di affrontare spesso la loro disperazione per poi, con le loro forze (e magari l’aiuto di qualche papà intelligente), ricostruire la propria serenità e quella dei figli. Donne che lavorano sodo, perché spesso non hanno un assegno sufficiente dall’ex. Donne che non hanno scelto per egoismo, ma perché hanno creduto profondamente nella loro scelta di verità. Una scelta coraggiosa, ma non tutti ne hanno la forza e, aggiungo, le motivazioni. 

Torniamo ai nostri separati in casa. I più evoluti non affrontano lo status di separati in casa omettendo o sorvolando sul problema sessualità, come se non esistesse o fosse poco importante. Si trasformano in coppie aperte soft. Cosa vuol dire? Che al silenzio assenso della coppia separata in casa quando lui o lei “escono con amici” si sostituisce un patto il cui assunto è: “noi ci vogliamo bene ma il sesso non c’è più e quindi è lecito trovarlo fuori quando e se capita. Ne parleremo o non ne parleremo se succederà? Lo decidiamo subito o li decideremo al momento. Siamo consci del rischio di poter incontrare qualcuno che ci porti a una separazione vera”. 

Impossibile direte voi. Io vi dico che queste coppie esistono e funzionano da anni. Senza musi, scenate di gelosia o una vita in comune fatta di silenzi, menzogna e squallida routine.

Come fanno? Innanzitutto si rispettano e si vogliono ancora molto bene, anche se non si amano più. Hanno sostituito la scappatella degli amanti mordi e fuggi con la possibilità preventivata di avere delle storie in giro. Attenzione: se li immaginate sempre in giro a scopare e fuori una sera si è una no avete ragione, non sono separati in casa con opzione coppia aperta, sono coppie aperte e basta. No, questi escono ogni tanto, fanno le vacanze in famiglia pur mantenendo un 30% circa di area privata non condivisa dove spesso avviene un incontro. Aree private fatte di amici, hobbies e sport che anche chi si ama ancora può avere. Sono persone che non hanno altri partner “fissi”, hanno storie di sesso, spesso molto brevi, incidentali e sporadiche. 

Lo so, ho detto che preferisco i classici amanti alle coppie aperte: più adrenalina, passione, tensione. Ma non mi sento di dire che le coppie aperte sono fatte di ipocriti, in primis quelle dei separati in casa. Anzi.

Ah, attenzione amanti che vi state facendo delle idee su qualche uomo o donna con questo profilo: se si innamorano, loro sì che sono pronti a ricostruirsi una nuova vita perché, nonostante vivano una vita “comoda”, a loro manca tanto la passione, e non hanno tutte quelle sovrastrutture mentali del classico amante che di da i sensi di colpa. Nella separazione in casa il patto era: può succedere. E i coniugi sono ormai amici, solo amici da tempo quindi, per assurdo, tutta questa comodità non resisterà a una buona motivazione per divorziare. Sempre che siano separati in casa VERI, e lui o lei non vi abbiano raccontato una storia.

Detto questo, ecco dunque come vivono e sopravvivono molto amici che sono ancora sposati e non fanno più sesso. 
A loro auguro comunque di trovare, in qualche fuori pista concordato, “permesso” o no, una nuova motivazione per creare una nuova famiglia.
Senza però ricadere nell’illusione che il matrimonio sia uno e indissolubile. Un bel sogno che però, spesso, non corrisponde a realtà. 

Sincerely yours 

Ps: non ho trovato la firma dell’autore della simpatica vignetta che pubblico. Se qualcuno lo sa sarò ben felice di accreditarla.

Lui ti dice ti amo, ma ti ama?

Ti amicchio
Ti amicchio

Lui ti dice ti amo, ma ti ama?
Ti amo è un’affermazione che dà, in un istante, tutto il peso della coppia, uno status report della relazione in atto, sia essa matrimonio, fidanzamento, convivenza, amantato o una start up sentimentale. Lo è anche se detta frettolosamente come un banale ciao, o se viene detta mentendo.

Ti amo è quindi rivelatore dello stato della coppia, e segue delle norme di comportamento che dovrebbero riservarlo a momenti di verità, mentre nelle realtà subisce un abuso che lo rende spesso più annacquato del ti voglio bene, una dichiarazione di affetto idonea per amici e fratelli, non per chi ha reiterati rapporti sessuali.

Ecco alcuni ti amo per me e per voi, che me li raccontate con le relative storie, degni di nota e di riflessione.

Il ti amo durante il sesso
È il più falso e il più abusato, soprattutto dagli uomini. È facile amare una donna che ti sta facendo godere e dirglielo sotto orgasmo. Lo trovo però molto scorretto, chiunque sia a dirlo, se non corrisponde al vero. Sarebbe da stigmatizzare durante il periodo refrattario. Fossi in voi gli chiederei, mentre fumate dopo o qualunque cosa facciate: “hai detto che mi ami, lo pensi davvero?”. E poi giudicate dalla risposta. Se lui afferma “sono cose che si dicono in certi momenti” sappiate che avete probabilmente a che fare con un personaggio disposto a mentire anche sull’amore. Ammiro invece quei lei o lui che evitano di esprimere il massimo dei sentimenti nel momento di massima gratificazione e debolezza umana, il sesso. Non sarà gratificante per voi magari dire ti amo (se lo amate veramente) e non sentire risposta analoga, ma almeno avrete a che fare, se non con un partner che vi ama, con uno sincero che non spreca questa parola. Un consiglio: ti amo va bandito dalle lenzuola, che sia vero o no. Va detto forse dopo, quando l’orgasmo è sfumato e siete rientrati nella realtà, anzi lui è nel periodo refrattario maschile, un momento di verità impagabile, visto che il maschio in genere rivela proprio in questo frangente la sua vera natura (ha ottenuto quello che vuole: vi coccola o dorme? Vi sta vicino o lontano? Vuole andarsene a casa sua o vi chiama un taxi?… leggi anche Era più simpatico prima di venire.).

Il ti amo troppo precoce
Vi siete conosciuti qualche mese fa. Tutto sembra andare bene, vi vedete abbastanza spesso, sesso e dialogo funzionano. Ma, oggettivamente, ripulita la mente dai sogni sul principe azzurro, è davvero troppo presto per parlare di innamoramento. Passione fisica, coinvolgimento, divertimento, belle speranze ma… siete all’inizio. Credete al colpo di fulmine? Io anche, ma come credo ai miracoli: sono frequenti quanto una vincita milionaria a qualche gioco. Quindi se lui vi dice ti amo in questa fase primigenia della vostra storia allarme rosso! O è un bugiardo, o è un esagerato entusiasta. In tutti e due i casi il sintomo non è buono. Il bugiardo vi sta vendendo oggi l’amore, domani chissà. L’entusiasta vive fuori dalla realtà e quindi, spesso, non sa neanche che cosa vuol dire amore, forse non lo ha mai provato. È come se dicesse pizza: gli piace, ma è pur sempre una pizza, non il pranzo del matrimonio.

Il ti amo all’amante
Se ve lo dice siete arrivati a una svolta, spesso drammatica. Gli amanti seguono delle regole precise, come i robot della Fondazione di Asimov. La prima legge della robotica recita: Un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, un essere umano riceva danno.
La prima legge degli amanti recita: lui e lei non possono recare danno alla famiglia di riferimento né permettere che il segreto della loro relazione, rivelato, possa recare danno. L’amore vero reca sempre danno agli amanti, tranne che in un caso. Perché è falso o impossibile, cioè viene detto solo per gratificare ma non produce quello che deve produrre, cioè una nuova coppia vera, non a cottimo. Oppure è vero, e allora produce un bivio. Il più frequente, con lui che vi ama ma non abbastanza da rinunciare alla moglie, ai figli, ai soldi. Così inizia uno stillicidio di sentimenti finché Voi non lo lascerete per mancate decisioni. L’altro bivio è più raro ma lo auguro a tutti gli amanti ai quali non basta essere amante. La nascita di una nuova coppia innamorata. Divorzio, in una parola. Nuova vita, in una parola. Ti amo veri a go go. Ma sempre al prezzo di molte sofferenze per tutti.

Il ti amo alla moglie tradita
Spesso è un ti amo di pietà. Voi siete l’amante e chiedete: tu ci scopi ancora con lei? Otto su dieci risponderanno no. Mentendo. Chiedetegli: lei ti chiede se la ami? E tu cosa rispondi? Non importa cosa vi risponderà. Nella realtà un uomo che tradisce la moglie ed è ancora a casa perché non ha preso la fatidica decisione (e spesso non la prenderà mai) risponderà “certo che ti amo”. Non ha scelta. A meno che non sostituisca il “ti amo” con un ” ti devo parlare”. Un ti amo obbligato, spesso senza via di uscita. Come amante dovete offendervi di questo? Solo se non siete più “amanti pure”, ormai aspirate ad altro che non è più la parte ludico sessuale dell’amantato e avete già trasgredito le leggi della robotica amorosa. Se siete ormai qualcosa di più di una “semplice” amante il fatto che lui dica ti amo a sua moglie, e magari lo dica anche a voi, impone una scelta. O lei o voi.

Ti amo è troppo prezioso per abusarne. Ditelo poche volte nella vita. E mai con il cervello.

Sincerely yours