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In amore vince chi fugge?

Lui ha la licenza di ripescarti quando vuole
Lui ha la licenza di ripescarti quando vuole

Dice un vecchio adagio: in amore vince chi fugge. Io lo correggerei dicendo: finché lui sa che tu lo aspetti potrà andare dove vuole e tornare da te quando vuole.

È una regola senza connotazione di genere ma che viene applicata più spesso dagli uomini, perché più cinici e strategici, e più subita dalle donne, più sentimentali e arrendevoli, se innamorate.

E vale per le nuove fidanzate trascurate, per le mogli tradite e per le amanti che aspettano da troppi mesi, a volte anni, che lui scelga e che decidono di provare a lasciare l’eterno indeciso.

Si parte sempre da voi. Dalla fidanzata che si accorge di essere trascurata e a un certo punto dice il fatidico “torna da me quando sei convinto davvero” (leggi lui ti tratta male). Dalla moglie che scopre di essere stata tradita e che pensa di perdonare e ricostruire, a patto che lui lasci davvero l’amante (Leggi ti ha perdonato ma come ha fatto?). E infine l’amante che, stremata dalle sue promesse disattese mille volte di lasciare la moglie adotta il codice del silenzio (leggi qui).

Vi racconto come funziona per noi uomini il giochino. Funziona come la pesca. Noi buttiamo l’esca e voi abboccate. Vi peschiamo e vi portiamo nel nostro laghetto, dove abbiamo fatto vivere tanti pesci, anzi, potreste trovarvi non da sole in questo lago privato: pesci moglie, pesci “altre” possono esserci arrivati prima di voi. Ogni volta che vogliamo mangiarvi vi ripeschiamo. I pesci, però, imparano perché sono furbi. Diventa sempre più difficile ripescarli, non vengono su subito come la prima volta. E allora il pescatore deve affinare la tecnica: non può più dare uno strappo alla lenza perché rischia che voi lasciate e fuggiate spaventate. No, deve giocare di mulinello: tira la lenza e poi vi lascia lasco per nuotare. Poi ritira la lenza in tensione. Poi molla. Quando sarete abbastanza stanche arriverà lo strappo. L’amo si conficcherà nella vostra gola e non potrete impedire alla lenza di tirarvi fuori dall’acqua, ancora una volta. Per essere mangiate, ancora una volta. E rimesse poi nello stesso lago. Ad aspettare che torni lo stesso pescatore. Tu aspetti.

Storia triste, lo so, ma il mio compito è quello di raccontarvi quello che so, che mi raccontate voi, quello che vedo e quello, mea culpa, che ho fatto in passato anch’io più volte.

Ma come facciamo a tenervi legate alla lenza? Approfittiamo del fatto che voi siete innamorate, o comunque molto più prese di noi e che mollare la storia, chiudere, è la vostra ultima opzione. Le donne, insegna il parto, sanno soffrire pene indicibili prima di mollare. Questo vi rende madri eccezionali, lavoratrici decise e preziose, ma anche vittime dei sentimenti e resistenti, troppo resistenti al dolore del cuore. Noi maschi invece non lasciamo mai (leggi qui perché).

A parte la vostra condizione, noi maschi mettiamo in atto tutta una serie di “trucchi” per tenervi legate nonostante siate in “pausa di riflessione” o silenzio per colpa nostra. Eccone alcuni, in crescendo a seconda dei livelli di efficacia e di bisogno..

PRIMO LIVELLO: I MESSAGGINI
Le faccine (o emoticon) hanno cambiato la vita all’uomo moderno che vuole tenere il piede in due scarpe. Un classico esempio? Il fidanzato distratto che ti vuole tenere come base sicura ma intanto “gioca” sui social con altre possibili prede viene messo in pausa da te che ti sei rotta delle sue balle, dei buchi neri di notizie. Oppure non lo hai messo in aspettativa, sei lì che aspetti che voglia di nuovo uscire con te. Come fa lui a tenervi sulla corda o a sapere che siete sempre lì? Con un cuoricino. Un fiorellino. Un bacino. Ci mette un secondo. Gli costa un nulla. Eppure così vi fa sapere che vi ha pensato. Voi non sapete che è durato un secondo. Anzi, penserete “chissà quanto si è tormentato prima di mandarmi la faccina”. No, lui ha solo ributtato la lenza. Per vedere se il galleggiante si muove o sparisce nell’acqua, perché hai di nuovo abboccato. Basta che gli rispondi e lo saprà. Più in fretta gli risponderai più saprà che pendi dalle sue labbra. Più gli risponderai in modo articolato e maggiore del suo (più faccine delle sue, addirittura frasi, addirittura carine) più lui saprà di tenerti in pugno. E’ bastata una faccina per illudervi ancora. E lui potrà aspettare tranquillo di venirvi a trovare (e scopare) quando vuole, e proseguire con le sue nuove “attività”.

IL MESSAGGINO NON E’ BASTATO? LA FRASETTA
Capita che siate più dure del previsto. Magari siete l’amante, in media più sgamata (e trattata male) della fidanzatina. Quindi non avete risposto al messaggio. Lui è pensieroso. L’esca per il pesce non è bastata. Qui bisogna impegnarsi di più. Anche perché lei è incazzata, evidentemente. E già, ti ha beccato che chattavi con quella fighetta su Facebook e non sei stato convincente, mentre lei in costume da bagno lo era. E già, non è stato bello sapere che anche dopo questo Natale non potrete fare un weekend insieme da lungo tempo programmato. Che fare? Ma, soprattutto, che scrivere? Mi manchi. Scusa sono stato uno stupido conti solo tu. Ho voglia di vederti. Quelle chat non significano nulla. E via così. Gettata la lenza vale la regola “risposta, in quanto tempo, quanto elaborata e calda”. Servirà a lui per sapere se siete sempre nel laghetto di sua proprietà, nonostante lui abbia già un appuntamento per un aperitivo con la ragazza in costume o abbia prenotato con la famiglia lo stesso weekend che dovevate vedervi. Basterà che rispondiate nel modo giusto e lui sceglierà la mossa dopo, sapendo però che siete ancora lì, ad aspettarlo.

LA FRASETTA NON E’ BASTATA: IL MESSAGGIO VOCALE
Ahia, lei non ha risposto alla faccina, non ha risposto alla frasetta romantica… Lui inizia a essere in crisi. non è che “questa” si sta davvero staccando? Non è che si è davvero stufata? Non è che sta uscendo per i cazzi suoi dopo che il mondo ero solo io? Ahia. Qui ci vuole la mia bella voce radiofonica. La situazione non è così grave da telefonarle. Meglio un bel messaggio da lasciare lì, in modo che lo possa riascoltare, che inizi con Amore… Tesoro… Patatina o come cavolo vi chiama nell’intimità. Risposta? Stesse regole viste.

IL MESSAGGIO VOCALE NON E’ BASTATO: LA TELEFONATA
Allarme rosso! Faccine, frasette, persino il vocale alla Sinatra niente… Cazzo, ma non è che questa ha trovato un canale che collega il mio laghetto al mare e ha incontrato un cefalo d’altura che ha fatto da chiodo scaccia chiodo (leggi qui la grande funzione salvifica del chiodo). Qui bisogna prendere il coraggio in mano insieme al cellulare. Quante chiamate dovrà fare lui perché gli rispondiate? Quanto tempo gli dedicherete? Dal vostro tono, dalla vostra voce, da quello che direte lui capirà tutto in pochi minuti: se siete ormai lontane oppure, nonostante la “resistenza” che avete fatto ora state capitolando. Basteranno pochi minuti di telefonata per capire. Io ne avrò fatte 100 di queste telefonate. In tutte 100 capivo che lei c’era ancora. Nonostante non ci vedessimo da 20 giorni, nonostante l’avessi delusa per la 99ma volta, sentivo che lei era lì pronta a vedermi e ad accogliermi nel suo letto. Alla 101 non c’è stata più risposta. E allora ho dovuto correre. Fisicamente, altro che telefono.

LA TELEFONATA NON E’ BASTATA O E’ STATA DESTABILIZZANTE: IN GINOCCHIO DA TE
Alla 101ma telefonata lei non ha risposto. Sai dalle tue fonti (amiche comuni compiacenti, amici spie, profili spie) che sta pure uscendo, vedendo gente. Qui i casi sono due: o non te ne frega niente e quindi lasci andare perché il fidanzamento ti stava ormai stretto e l’amantato stava diventando ingestibile oppure te ne frega davvero, hai tirato troppo la lenza, il pesce ha imparato tutti i trucchi e sta guizzando via. La lenza si è rotta. Il pesce non ama più la solita esca. Che tu abbia deciso o no di “sposarla” (una decisione che puoi annunciare ma anche continuare a rimandare) ora la priorità è recuperare lenza e pesce. Non hai scelta. Devi incontrarla e guardarla negli occhi, giocartela di persona. Cena, aperitivo, almeno un caffè. E ora sta a te, a voi, ragazze, donne e Superdonne amiche e lettrici.

Avrete a questo punto capito come usiamo (non tutti, ma buona parte di noi maschietti) lenza, amo e mulinello per tenervi a nostra disposizione anche quando voi ci avete messo finalmente (ma quanta pazienza avete!) in discussione.

Avete capito che in amore vince chi fugge. Non chi aspetta troppo.

Molte di voi si sono sentite dire “non hai saputo aspettare, non hai saputo pazientare, hai mollato nel momento sbagliato, se avessi aspettato ancora un po’ sarei stato per sempre tuo”: balle, ballissime! Ma come, lui ha anche il coraggio di addossarvi la colpa dell’insuccesso della coppia perché non avete aspettato abbastanza? Ma vaffa! Voi siete spesso troppo, troppo pazienti, altro che aspettare ancora.

Però… a parte questa razza particolare che va lasciata immediatamente dopo aver pronunciato “non hai saputo” sta a voi misurare la sua sincerità. Se è arrivato in ginocchio da voi è veramente disperato per la paura di perdervi o è l’ennesimo tentativo di farvi rientrare nel suo laghetto privato?

La risposta dipende da vari fattori.
1. Quante volte avete assistito a questa scena? Più di tre volte? Se avete forti dubbi non posso darvi torto.
2. Quanta paura di perdervi leggete nei suoi occhi? L’avevate mai vista prima così? Se la risposta è tanta paura e mai vista prima nei suoi occhi, se ci tenete o lo amate ancora, forse vale la pena ritentarci. Ma basta con le parole e via con i fatti. Mai più galline in bikini e inizia il count down della separazione (con la nuova legge ci vuole un anno, non 5).
3. Da quanto tempo state insieme? Se siete insieme da poco lui può essere inciampato in un incidente o è così e non cambierà mai. Vedi il punto uno o due. Se siete insieme da tanto brutto segno se si comporta così ed è, spero per voi, una novità. Se siete amanti il tempo non lavora mai a favore. Dopo il periodo ludico e superato l’anno di conoscenza, ogni stop, silenzio e incidente di percorso grave, ogni lasciata e ripresa crea un solco. E’ arrivato il momento di chiudere per sempre? Forse sì.

Amiche, l’amore ha poche regole e sono semplici: basta ricordare quando siete state innamorati per rimembrarle. I sotterfugi non hanno a che fare con l’amore. I trucchetti non c’entrano. L’amore non vuole un pesce rinchiuso in un lago e il pescatore che arriva e fa quello che vuole.

Smettila di aspettare e, se deve essere così, lascialo fuggire. Tenerselo alle sue condizioni, soffrendo così, non va bene.

ps: chiusa la storia, a volte certi signori si rifanno vivi dopo mesi, anni, tastando il terreno con gli stessi strumenti che vi ho descritto. Una sola parola: non Abboccate!

L’amore non vuole pescatori e prede: vuole due vele che navigano parallele verso il mare aperto, vicine ma anche indipendenti, libere di seguire la stessa rotta, verso un orizzonte che forse non si vede ma è sereno, solcando le onde della felicità, superando le burrasche con la volontà di stare sempre, semplicemente, insieme.

Sincerely yours

Uomini da evitare: il finto poeta

Ti ho scritto una poesia non mia
Ti ho scritto una poesia non mia

Per trovare una donna sui social e farci sesso al più presto c’è chi gioca la carta della poesia.

Avevo già parlato, nei miei vari profili di uomini da evitare, del finto romantico (leggi qui), tutto nuvolette e cieli azzurri.

Adesso una mia amica lettrice, la chiamerò Ofelia (un omaggio al Sommo poeta) mi racconta della sua esperienza con il suo finto poeta, e subito colgo diverse similitudini con il finto romantico ma anche con altri uomini che ho visto agire in simil modo sui social.

Il poeta a scopo conoscenza per sex usa la poesia per colpire la femmina desiderata.

Il problema è che il suo repertorio è frutto di clonazione, non di ingegno personale.

Le poesie che vi propina, in bacheca pubblica o in privata chat sono di altri autori, più o meno famosi.

I versetti li scova sui social, oppure su siti dedicati alla poesia o alle citazioni. Ne fa una cernita, sceglie quelli più adatti alla situazione (dallo sdolcinato a rischio diabete a quello più ammiccante per la fase avanzata del suo corteggiamento) e ve li propina, uno diverso per ogni donna che tampina, tanto ormai ha un suo archivio pronto.

Piccolo particolare… firma le poesie come se fossero sue. Il finto poeta un po’ più furbo non firma, ma quando la preda gli chiede pubblicamente “che bella è tua?” Lui attua una manovra elusiva del tipo “era adatta a te” oppure “è perfetta per te” o anche “ho pensato a te”. Insomma, non risponde ma ammicca. Il diritto d’autore non è però salvo, perché la poesia è di chi l’ha scritta veramente, e va citato.

Ma stiamo parlando di un finto poeta che campa sui lavori altrui, con la non attenuante della volontà scopatoria.

Ogni tanto qualcuna di voi lo sgama: ma questo non è Ozymandias di Shelley? E lui sparisce, toglie l’amicizia, vi blocca perché le altre estasiate non si destino dal torpore poetico per il fulmine della vostra rivelazione.

Voi mi direte: vabbè, a parte il fregare i versi agli altri che male fa? È uno che si destreggia con la poesia per farsi largo nella folta schiera dei pescatori a strascico e vari uomini che tentano il cuccaggio sui social… lodevole tentativo di distinguersi e poi… ma se è carino perché non uscirci per un caffè o aperitivo di prova?

Un caffè non si nega a nessuno? Forse. In effetti, se avete solo voglia di conoscere nuova gente che importa se faccia il pilota invece del poeta, mica dovete farci dei figli entro sei mesi…

Però…

Sapete che il destino è beffardo e che il mercato degli uomini papabili per una storia decente è irto di spine che possono far sanguinare il cuore (che poetico!) quindi attente.

Usciteci pure per il fatidico caffè ma ricordatevi che:

1. Il finto poeta ha mandato in parallelo altre sette poesie ad altre sette prede. In questo è come il pescatore a strascico classico (leggi qui).

2. Il finto poeta si vende per quello che non è. Lui non crea, copia. E incolla. Lo farà solo con le poesie o anche nei rapporti di coppia? Il buongiorno si vede dal mattino.

3. Il finto poeta mente sapendo di mentire. Sa che la poesia è di Shelley ma la firma come sua, o non la firma ma cerca di farvi credere che sia sua. Insomma, vi ha detto una bugia già prima di conoscervi nella vita reale. Quali altre fandonie vi riserva dopo il caffè?

4. Lo scopo è sempre uno: scoparvi. Non che sia proibito, siamo tutti adulti e consenzienti, una poesia non è ancora considerata molestia sessuale per fortuna, anche se chi ve la propina si spaccia per l’autore. Ma non era meglio propinarvi la poesia e dirvi… è di Shelley l’ho cercata per te? Ah già, quello lo sanno fare tutti. È diverso apparire agli occhi della donna come un poeta originale in carne e ossa. Fasullo però. Peccato veniale o mortale? Giudicate voi

5. Il finto poeta di solito rincara la dose aggiungendo complimenti e dichiarazioni amorose che se non ridicole dovrebbero suonarvi premature nella fase pre e post caffè. Certe smancerie non dovrebbero dirsi neanche alla prima cena. E non provate a metterlo in difficoltà chiedendogli una poesia dopo il dolce, perché con la scusa “ti leggo l’ultima che ho scritto ispirandomi a te” aprirà il file “playlist per galline” sul suo smartphone. Non mi è mai piaciuto il romanticismo un tanto al chilo.

6. Come molti affabulatori il finto poeta è uomo di tante parole e pochi fatti. Così, come i tanti supereroi del sesso che vi promettono o fanno intravvedere a parole mirabolanti imprese fra le lenzuola, anche il finto poeta potrebbe rivelarsi un mediocre amante, e il millantato credito sulla poesia ritrovarsi nella durata della prestazione o nella consistenza dell’erezione. Chi parla troppo… nulla fornisce?

7 E guai a pensare che il finto poeta sia un uomo sensibile, ci spiega Daniela, mia amica e brillante contributor, non foss’altro per la scelta delle poesie!! Lui, appena ne trova una….sta’ già a fregarsi le mani per la bella figura che ci farà e si sentirà ad un passo dalla meta, sbavando all’idea dell’imbarazzo della scelta tra le tante che sentiranno vibrare le corde del suo finto romanticismo.

8 Il finto poeta è il fratellastro del “canzoniere”, quello che vi corteggia a suon di canzoni, avendo per ogni situazione ed occasione le parole della canzone perfetta, quella che va dritta al cuore (il vostro) risparmiandogli fatica e pensiero per raggiungere lo scopo (il suo)….sempre il solito. Alla fine, tra la poesia, la canzone e il “ma dove sei stata fino ad ora….finirò con l’innamorarmi di te” non c’è molta differenza: è solo questione di tattica…..il fine? Sempre lo stesso…..il tipo? L’ennesimo impostore che sgomita per arrivare primo tra i tanti inseguitori, per poi rivelarsi insulso e insignificante a scopo raggiunto e a repertorio esaurito!

Insomma, diffidate amiche del finto poeta perché, così come la firma della poesia, potrebbero essere finte le intenzioni, l’interesse a minima duratura relazione e, peggio ancora, l’interesse per il vostro cervello.

Poi per carità, se il sesso sarà soddisfacente può valere il viaggio, ma si tratta di un tagliando, non di un’auto che farà con voi i 200mila chilometri. E chissà se i chilometri sul display sono effettivi o li ha “tirati giù” per vendervi l’auto “come nuova”.

“Ancora non capisci con che cosa hai a che fare, vero? Un perfetto organismo. La sua perfezione strutturale è pari solo alla sua ostilità.
Ammiro la sua purezza. Un superstite… Non offuscato da coscienza, rimorsi, o illusioni di moralità”.
Ash, Alien

Sincerely yours

Gli uomini non sopportano le coccole?

Che palle queste coccole!
Che palle queste coccole!

In verità vi dico… noi uomini le coccole non le sopportiamo proprio. Alt, ferme un attimo! Non sopportiamo di farvi le coccole, a noi va benissimo, egoisti come siamo, che voi le facciate a noi.

Lo spunto mi viene da una lettrice speciale, un’amica psicologa, che mi racconta di quanto questo sia diventato un problema, tale comunque da creare anche dissidi. E quello che lei mi segnala corrisponde a quello che non poche di voi mi raccontano direttamente. Che si riassume in: non mi fa più le coccole.

Ha ragione. Come la gelosia (leggi qui per saperne di più) le coccole sono un termometro dell’amore.

Ripeto il mio assunto: per quanto spiacevole possa essere, alla maggioranza degli uomini fare le coccole non piace, riceverle sì.

Ora, cari amici maschi che commenterete questo post per farvi belli con le pollastre da beccare, non ammorbatemi con la solita critica “non si può generalizzare, io per esempio sono uno che fa tantissime coccole e adora farle”. Non facciamo del banale e desueto marketing maschile per cuccare e farsi belli con le possibili papabili (leggi qui per saperne di più): anche tu, caro il mio eccezione che fa la regola, una volta ottenuto quello che cerchi (inizia per F) gradualmente smetterai di essere un campione di coccole.

Messi a tacere i campioni di coccole e omaggiato quei pochi (ma sì dai, concediamoglielo) che le amano davvero (fare, non ricevere, e non solo per il primo mese di scopate) torniamo alla verità: in otto casi su dieci l’uomo smette di fare le coccole quando smette di essere innamorato o ha ottenuto tutto quello che ritiene di volere. Facciamo sette, mettendoci il fattore pigrizia da partner con le pantofole..

Ecco perché le coccole sono anche un termometro dell’andamento di una coppia.

Quando l’uomo è innamorato fa delle cose contro il suo naturale egoismo: ascolta la propria donna, la guarda sognante, ama farle i massaggi, ama farle le coccole anche se non richiesto. L’uomo innamorato da egoista diventa altruista. Miracoli dell’amore.

Ma, se ci badate bene, anche quando siamo innamorati le coccole che vi facciamo, a guardarle bene, sono già un po’ un preliminare sessuale, preludono cioè al rapporto sessuale.

Sì, è vero, l’uomo innamorato è capace di fare le coccole anche dopo aver fatto sesso, ma quando le fa prima del sesso è il tempo che vi ci dedica prima di allungare le mani “lì” che lo differenzia dall’uomo interessato ma non innamorato che vi fa tante coccole.

Ancora una volta, il fattore TEMPO, nella coppia, fa la differenza nella qualità della coppia stessa (leggi qui per saperne di più).

Prendiamo l’uomo che non è innamorato di voi (non ancora perlomeno, o forse non lo sarà mai?) e che vi fa tante coccole, il campione di coccole di cui sopra appunto: cronometratelo. Inizia a farvi un massaggio sulla schiena bellissimo, fantastico, vorreste non finisse mai… Bene, quanto tempo ci mette per arrivare lì? No perché il massaggio è propedeutico, certo, ma l’uomo innamorato sarà instancabile nel farlo, anche se è visibilmente “pronto” (l’erezione è un complimento sincero) per fare altro.

Quindi la formula quasi matematica (non ho la pretesa che valga per tutti, chiaro?) è questa: minore è il tempo con cui la coccola si trasforma in sesso minore è il coinvolgimento sentimentale del vostro lui (se volete saperne di più leggete qui). Maggiore è il tempo maggiore è il coinvolgimento. Se poi si dedica dopo l’atto sessuale alle coccole beh… siete davvero fortunate, matrimonio in vista? Aspetterei un pochino prima di lanciare i fiori in aria verso altre… fortunate?

Già perché sarà il fattore tempo a dirvi come va la temperatura di coppia coccole comprese.

Le coccole si diradano, diventano frettolose e lasciano sempre più spazio al sesso vero? Non avvengono mai dopo il rapporto o al di fuori del letto? Anche se richieste a gran voce vengono rifiutate o si limitano a un breve massaggino al collo mentre guarda il telefonino? Ahia. Forse è ancora innamorato, forse siete ancora al centro dei suoi pensieri ma o sta per indossare le pantofole o sta chattando con un’altra. Magari no ma, come diceva Andreotti, a pensare male si fa peccato ma spesso ci si azzecca.

Dunque, inutile chiedere e pretendere da un uomo coccole che non vuole fare. Anzi, lasciate che sia lui a proporle: vi darà una buona temperatura delle sue attenzioni per voi. Oddio, anche il migliore intenzionato, essendo maschio, ha quel bel mix di pigrizia ed egoismo che lo porta gradualmente a comprimere il tempo delle coccole a favore del sesso puro (o della tv o del telefono? Ahia), per cui qualche avvertimento va lanciato, ma deve essere una tantum, altrimenti diventate un memo salva coccole che non va bene e che falsa il risultato del test di coppia.

Dunque, l’unico vero campione di coccole è l’uomo innamorato, perché le sue coccole sono spontanee, disinteressate, lunghe, appaganti e durano per tutto il tempo dell’innamoramento che, ricordo, per la scienza ha un longevità che in media va dai 18 ai 36 mesi (o era meno? Spero di no). L’innamorato vi bacia, vi abbraccia continuamente, vi tiene la mano in auto rimanendo in seconda con il motore che urla per non lasciarla, vi massaggia con gusto, e lo fa anche e soprattuto fuori da un contesto sessuale.

L’uomo interessato a voi eminentemente (almeno inzialmente) per il vostro TESSSORRROOO fa anche lui le coccole ma… osservatelo bene: si finisce sempre lì. E sempre prima.

Sincerely yours

foto: teksomolika iPhoto

Amore: perché le donne soffrono e gli uomini no

divertirsi, la priorità maschile
divertirsi, la priorità maschile

Perché noi uomini viviamo le relazioni con le donne in modo più superficiale, ludico e, anche quando ci sono dei problemi, con una minima sofferenza?

Perché c’è una così abissale differenza, nella maggioranza dei casi, nel coinvolgimento in una storia rispetto a voi donne?

Potrei liquidare la cosa in una battuta: l’uomo medio è “semplice” ed egoista, mentre la donna è “intelligente” e altruista.

Confesso la mia ammirazione per il cervello femminile, così complesso e affascinante da far valere la pena di amarvi solo per la vostra intrigata e mai noiosa complessità. Ma confesso anche di soffrire per come il vostro cervello, sempre alla ricerca di risposte, vi fa soffrire per amore.

Ed ecco quindi la prima analisi sul comportamento maschile e sulla capacità di tollerare il dolore che può nascere da una relazione, capacità inversamente proporzionale a quello che un uomo prova con 38 di febbre, quando cioè crede di morire. Pochi uomini sentono di morire per amore.

Insomma, la nostra soglia del dolore per le pene d’amore è altissima, la vostra minima: voi sopportate un parto gemellare, noi neanche un mal di testa. Voi piangete per amore, noi quasi mai.

Perché? Perché noi abbiamo inscatolato l’amore e i suoi capitoli, dividendoli e isolandoli.

Cerco di spiegarmi. La mente femminile ha una visione di insieme dell’amore: sesso, sentimenti, emozioni, futuro della coppia, procreazione, senso di protezione, senso di maternità… Potrei andare avanti con l’elenco ma la cosa importante è che per voi il rapporto di coppia è un insieme, l’amore è un tutto complesso, per noi no.

Noi lavoriamo a camere stagne. Voi a loft enormi.

Per esempio, un primo incontro fra lui e lei.
Per lei lui deve essere piacevole, se non bello almeno affascinante nell’insieme, intelligente, simpatico, empatico, sufficientemente colto, corteggiatore ma sincero e, infine, sexy (dovete immaginarvi con lui a letto e la cosa deve essere già, a livello teorico, accettabile).
Per lui lei deve essere semplicemente figa, ben vestita, sexy, far trasparire una minima certezza che non è un legno ma che le piace fare sesso, essere un minimo piacevole come conversazione (l’uomo sa già di doversi sorbire un tot di cose che non gli interessano minimamente per passare dalla conversazione al letto) e non dare già segnali di essere una rompicoglioni che vuole attaccarsi alla giugulare dopo il primo giro dell’orologio sul matrimoniale.
Queste aspettative, seppur iniziali, rendono per l’uomo meno doloroso che per una donna la disattesa delle stesse. Lei non soddisfa tutte le prerogative? Avanti un’altra, senza tanti problemi. Abbiamo la memoria corta, vi dimenticheremo presto. Forse quello che ci rompe di più è aver investito tempo e denaro per nulla. Sì, ho detto nulla, nessun uomo esce con voi solo per conversare.
Lui si rivela diverso da quello che vi ha fatto accettare l’invito a cena e sognare, anche se solo per un momento, che questo che vi piace esteticamente non è l’ennesimo scopatore seriale? La cosa vi seccherà dieci volte di più rispetto al maschio, facendovi passare da uno stato di “cazzo non ce n’è uno che si salva” al “sono io che non vado bene nessuno mi vuole, che cosa ho che non va per gli uomini” anche se siete belle, intelligenti e perfette. L’autocritica femminile vi farà soffrire anche se è solo tre volte che vedete il tizio e non gliela avete nemmeno data, mentre lui sta già chattando con un’altra.
Uomini 1, donne zero

Gli uomini sanno benissimo che ormai lo sapete come la pensiamo, ma il gioco sta nel farvi credere che “ma io non sono come gli altri“. E via col repertorio di balle: è il cervello che conta, mi piacciono i bambini, mi piacciono i gatti, il sesso non esiste se non c’è sentimento, non potrei mai andare con una se non provo qualcosa, non potrei andare mai con una che non è intelligente e profonda, complessa e intrigante. Disse lui guardandovi la scollatura e le labbra, non perché vuole baciarvi ma perché pensa “sarà brava a…”? Ma andiamo avanti.

Il sesso per noi uomini è LA meta, per voi è diventata una moneta di scambio.
Gli uomini, lo dicevano persino le nostre nonne, vogliono solo una cosa. Ed è vero. E ci semplifica la vita. Noi possiamo giocare anche la vostra partita, fare i passaggi i dribbling i calci d’angolo. Possiamo anche metterci novanta minuti ma, al novantesimo, dobbiamo averlo messo in porta. Non ci riusciamo? Questa è la massima delusione sopportabile. Dolore vicino allo zero, brucia ma avanti un’altra.
Per voi il sesso è, troppo spesso, la vostra cittadella da concedere solo all’ultima battaglia, quando lui ha superato fossato, ponte levatoio, bastioni, fortezza e finalmente è arrivato al portone reale. Ma se aprite la porta non è per godervi una bella scopata o per vedere se siete compatibili su un banco di prova che rappresenta la colonna portante della futura coppia ed è tutto qui. Se vi “concedete” è troppo spesso diventato: “barattare” la vostra cosa più preziosa con un’assicurazione onnicomprensiva firmata da lui fatta di sentimenti, coccole, esclusiva, amore, stare insieme, vedersi tanto, dormire insieme, stare bene insieme, condividervi con il mondo, essere la sola anche su Facebook, cento messaggi al giorno e telefonate illimitate. Facendo così diventare il sesso da linguaggio profondo e universale e normale scambio fra adulti che si piacciono una moneta di scambio per avere sentimenti in cambio. Una volta concessa la patata d’oro, di fronte a una clausola recessiva dal contratto “e adesso facciamo i piccioncini” vi sentirete usate, tradite, turlupinate, stupide, credulone, insomma infelici.
E così lui, dopo aver fatto il romanticone, vi dirà che è meglio se dormite a casa vostra perché domani deve alzarsi presto e se la doccia potete farla non da lui che il taxi (spero ve lo paghi) sta arrivando (perché lui a casa non vi accompagna).
Uomini 2, donne zero.

Sulla comunicazione poi c’è un abisso.
Quando vi mettete con noi voi generalmente vi aspettate un minimo di frequenza nelle comunicazioni e anche di qualità, commisurate a quanto tempo avete a disposizione da condividere con lui (quante volte vi vedete al mese?). Quindi una o più telefonate al giorno e poi, visto che chat e messaggi sono così comodi, perché no, due o tre messaggini carini al giorno? la buonanotte? il buongiorno tesoro? Avete perfettamente ragione, vi manchiamo, sentite la voglia di averci e questa cresce fino al prossimo incontro.
Per noi tutto ciò è tempo perso. Non che ci dispiaccia fare una telefonata, ma è in coda a tutte le altre, tanto mica scappate no? I messaggini? che palle, per fortuna ci sono le faccine: così a una lunga e articolata, bellissima frase d’amore vostra ce la caviamo col cuoricino. Se non vi faceste vive per 24 ore noi non risponderemmo: provate. E sapete perché? Perché noi non soffriamo se non vi sentiamo, sappiamo che sabato si scopa assicurato e tanto basta. Ecco, magari intensifichiamo la conversazione alle idi della trombata, tanto per scaldare l’ambiente, ma il resto ci provoca dolore zero. Non sentirvi per 24 ore e anche più equivale a dolore zero. Mentre voi vi tormentate con: perché non mi chiama? Non mi pensa? Non gli piaccio abbastanza? Lo chiamo io? Che sofferenza!
Uomini 3, donne zero

Anche con le amanti soffriamo meno
Devo dire che gli uomini sposati che hanno un’amante spesso hanno una sofferenza superiore agli altri uomini. Se si “innamorano” dell’amante, faranno molta fatica e proveranno sincero dolore, il più delle volte, a non lasciare la moglie, la scelta più diffusa anche dopo anni di storia parallela. Ma la sofferenza maschile, anche in questo caso, è mitigata dal fatto che l’uomo sa, spesso fin dall’inizio che, nonostante le fantasticherie su un futuro con un’altra donna e il sesso fantastico con l’amante, non lasceranno mai la sicurezza economica e comoda della famiglia, mettici i figli e il gioco è finito prima di iniziare. Il cervello di un amante maschio parte già con una grande riserva: sa, anche se in certe fasi scaccia il pensiero, che non lascerà mai la moglie o, come minimo, lo farà sempre “domani”. Ciò succede in molti casi, non tutti ma in molti. E questo preserva dalla sofferenza che arriverà alla rottura con l’amante. Mentre lei soffrirà al massimo e sempre: soffrirà mentre lui è a casa con la moglie (mentre lui magari nella routine ci sta anche, nonostante tutto), soffrirà per le lunghe attese e le feste comandate da soli, soffrirà se anche lei ha famiglia (perché una donna sposata che ama un altro uomo non desidera più il marito anche psicologicamente), soffrirà quando, di fronte al tempo che passa senza che lui si decida di lasciare la moglie, sarà lei a decidere di rompere la relazione.
Uomini 4, donne zero

Ora che avete letto sarebbe semplicistico dirvi “diventate più maschi”, siate più selettive (questo ve lo dico sempre), vivete il sesso in modo più istintivo e spontaneo (invece di considerarlo IL DONO che si concede sempre e solo in cambio di amore o sentimenti) e imparate a fregarvene e a farvi non dico meno aspettative, ma fatevele al momento giusto, quando lui davvero ha dimostrato un interesse sempre più crescente.

Purtroppo o per fortuna, dipende dai punti di vista, le relazioni sono tante e sono diventate sempre più superficiali fra uomo e donna. L’uomo se le gode perché le considera IL divertimento principale della sua vita, voi troppe volte andate oltre al divertimento, entrate nell’area dell’amore vero e delle aspettative grandi e lo fate anche quando la storia è acerba.

E’ come affrontare un gelido inverno noi con la tuta termica e voi in maglietta perché siete convinte che arriverà un sole caldo e ristoratore. Ecco perché certe storie vi gelano.

Imparate a divertirvi di più e a soffrire di meno.

Perché il rischio è quello di alcune care amiche che dichiarano di preferire ormai di vivere da sole, meglio sole che con questi uomini. E così non hanno più relazioni per anni, non fanno sesso per anni, e sono anche giovani e belle.

Ma care amiche siete perfettamente in grado di riportare la partita in parità semplicemente evitando di crearvi aspettative eccessive quando i tempi non sono abbastanza maturi decretando un bel 1 a 1. Se poi doveste esservi sbagliate (anche per l’ennesima volta) non fatevene una colpa, non è voi stesse che dovete mettere in discussione, si sa, e perdersene uno che non vale tutte le vostre attenzioni è un bel 1 a zero per voi!! Non rinunciate alla vita perché gli uomini fanno soffrire. Per fortuna qualche principe azzurro (per chi ancora ci crede) o semplicemente l’uomo capace di amarvi come meritate gira ancora per strada e magari vi aspetta proprio dietro l’angolo.

Sincerely yours

foto DGlimages-iStock

Che cos’ha lei che io non ho? L’altra donna

due si contendono un uomo, una sola vince: perché?
due si contendono un uomo, una sola vince: perché?

Spesso, nelle nostre storie amorose, esiste un’altra con cui competere. Moglie, amante, una fidanzata che lui continua a frequentare, persino altre donne di cui non sappiamo ma che lo “distraggono” dal concederci le stesse attenzioni di una volta, o darci l’esclusiva.

La domanda, per tutte, rimane la stessa: che cos’ha lei che io non ho? Perché non mi sceglie in modo definitivo? Perché non la lascia ancora?

Vediamo che cosa dice quella che io chiamo l’epidemiologia di coppia, la “mia personal scienza” che studia “statisticamente”, attraverso le vostre storie e confessioni (con un pizzico della mia esperienza) l’andamento delle relazioni di coppia.

La risposta cambia a seconda del vostro ruolo. Vediamoli singolarmente

SEI LA MOGLIE
L’altra, ovviamente, è l’amante. Da quando hai saputo o hai scoperto che c’è, a parte lo sgomento e la disperazione iniziali e tendenti al cronicizzarsi, soprattutto se hai deciso di lottare per tenerti il marito, il fatto di sapere che cos’ha lei più di te ti tormenta ma è anche la chiave per capire quante probabilità hai che tuo marito torni a Canossa.
Beh, lei ha innanzitutto una carta che tu non hai più: il sesso. Tuo marito ti ha tradita, secondo la mia epidemiologia di coppia, perché non scopavate più, oppure non scopavate abbastanza (e abbastanza non è una volta al mese, anche se lui è over 50) oppure scopavate così così. Scopare così così significa che il modulo sequenza (preliminare preferito, posizione preferita, durata preferita, orgasmo preferito) che all’inizio funzionava perché rappresentava il mix del sesso di coppia preferito (appunto) da tutti e due ora è diventato routine, noioso, quasi uno sfogo fisico più che vera attrazione e voglia di farlo. Se poi lo fate così solo o meno di una volta al mese non solo lui ma anche molte donne, prima o poi, spinte proprio da questa mancanza, troveranno un modo per fare del sesso migliore.
E l’amante scopa SEMPRE meglio di voi. Perché ha deciso di mettersi con vostro marito per le sue stesse esigenze (qualità del sesso e suo fascino), perché se è single evidentemente non gliene frega niente che lui sia occupato (e una donna che dà questa sicurezza è un enorme vantaggio per uno sposato, almeno finché lei non si innamora e inizia ad avanzare pretese), perché è un “corpo nuovo” tutto da scoprire, perché è più giovane (non sempre ma spesso sì, o solo più in forma e curata), perché lo riempie di quelle attenzioni che voi ora date a casa, lavoro e figli. L’amante sullo scopare è invincibile per almeno 3-6 mesi, la fase ludica dell’amantato, quella con molto sesso, emozioni e novità.
E non importa che lui scopi ancora anche con voi (cosa che i più negano quando l’amante glielo chiede): lo fa perché in un primo tempo l’eccitazione di avere un’amante ha un effetto ridondanza, porta cioè ad avere più rapporti su due fronti (mio padre diceva che l’esercizio sviluppa l’organo); poi perché un uomo “caldo” difficilmente rifiuta un approccio; infine perché non concedersi a voi, almeno una volta ogni morte di Papa (avete forse notato che siete voi ultimamente a farvi avanti senno lui sta tranquillo?) toglie inevitabili sospetti, e anche quando lo avete scoperto è un buon “calmante” (teorico, ma vi fa sperare in un “mi vuole ancora”).
Scopare meglio di voi non è poco: sono convinto che il sesso rappresenti l’80% dell’asse portante di una coppia, visto che è anche il motivo numero uno, insieme a noia e voglia di emozioni/sentimenti, a portare più del 50% di noi a tradire almeno una volta.
Altro che lei potrebbe avere più di voi? Di solito è una versione riveduta e rinfrescata di quello che eravate voi nei tempi d’oro della coppia: divertente, brillante, vogliosa, fresca, magari senza figli fra le balle e tanti pensieri mutuo compreso.

SEI L’AMANTE
Perché, nonostante il grandissimo sesso che state facendo, la passione, magari anche i sentimenti che state provando tutti e due (almeno dice che è così anche per lui) e il divertimento, le affinità elettive, la luna e le stelle lui non lascia la moglie? Lasciamo per un attimo da parte le solite ragioni che sappiamo pesano tantissimo sulla bilancia (figli, reddito, casa, beni, separarsi costa un botto e non solo in avvocati, sensi di colpa) e concentriamoci su quelle che, sotto sotto, non lo convincono a fare il grande passo, soprattutto se lo ha annunciato (salvo retromarcia) tante volte.
Che cos’ha più di voi la moglie? Di fatto e spesso lui la stima (sì, ho detto stima) più di voi. Quando lui pensa a un possibile futuro con voi, messi da parte gli accessori che rendono una mezza giornata con voi una vacanza (sesso e divertimento, possibilità di parlare ed essere capito, persino poter parlare male di moglie colleghi e amici con qualcuno nudo – in tutti i sensi- di fianco a te), lui lo paragona a quello che ha. E lui ha una donna che certo non scopa più bene come voi, ma alla quale è affezionato (salvo casi di guerra familiare, qui stiamo parlando di una moglie che può competere, non di un’arpia che lo tiene per il collo con figli e soldi: ripeto, andiamo sullo psicologico questa volta, non sul materiale). Magari la stima anche sul lavoro.
Rimarrà sempre la madre dei suoi figli, e questo è un legame viscerale, come quello dei figli con la madre. Tu non ce la fai a scalzarla perché, nonostante tutto, non reggi il paragone. E lui, quando vi pensa sotto lo stesso tetto in un futuro, pensa che tu potresti non essere all’altezza di colei che per tanti anni lo ha reso felice al punto di costruirci una famiglia. Già perché, anche se il loro matrimonio è “finito” da certi punti di vista, lei rimane la casa, tu sei la palestra, la piscina, il campo da tennis. Belli quanto vuoi, ma “annessi” alla casa di famiglia. E se lui non riesce a vederti come “casa”, non andrà a vivere in un campo da tennis.
Sul sesso, poi, ci sono due tipi di uomini: quelli che scopano davvero solo con voi e quelli che scopano ancora, non importa se ogni tanto, con la moglie. La maggior parte degli uomini, su questo punto, mente all’amante: bisogna avere del coraggio per porvi di fronte a questa ammissione che è fonte inesauribile di gelosia e dolore, quindi perché farlo? Una bugia “bianca” si dice, ma nasconde un pericolo. Perché mi risulta, da quello che mi raccontate e ho visto con i miei occhi, che sono quelli che davvero non hanno più rapporti sessuali con il coniuge da tempo non irrilevante a essere quelli che poi si decidono (pochi), purtroppo o per fortuna (dipende dai punti di vista) a crearsi una nuova famiglia.
Insomma, lasciare la strada sicura, per quanto ammaccata vecchia e da riparare, per una nuova della quale non si intravede l’orizzonte è difficilissimo per gli uomini, fatta anche la tara sul discorso soldi e figli, che comunque pesa come la carta legale. Dovete davvero valerne la pena, il letto da solo e due risate non basteranno, quello è l’effetto vacanza e novità.
Dimenticavo: gli uomini parlano meno delle donne ma quanto a promesse alle amanti, se non sono eccezione di correttezza (lui non ti ha mai detto la lascerò, per esempio), sono logorroici. Credo faccia parte dell’eccitazione sessuale per voi dire che siete la migliore, che non si era mai sentito così eccetera eccetera. Se è vero davvero la lascerà. Se, come spesso accade, è una dichiarazione di intenti dettata da entusiasmo coitale, voi non avrete abbastanza carte per vincere la partita.
Ma se è più di sei mesi che state insieme forse lo sapete già dentro di voi: lui fa tante parole, ma pochi fatti. Viene comunque, per un motivo o per l’altro, sempre prima lei e voi non guadagnate terreno: questo è il vero termometro del futuro.

SEI LA FIDANZATA UFFICIALE
Non poche fidanzate single, non importa l’età, devono spesso competere con una o più sconosciute. Sono cioè delle “concubine” a loro insaputa, cioè secondo Treccani Donna che convive in unione libera con un uomo. Per te la domanda diventa “che cosa hanno le ALTRE più di me”. Credo che questo sia un tipo di lotta con l’altra possibile nella vita del vostro uomo che forse non ha la drammaticità delle vostre “colleghe” amanti o mogli tradite ma che ha un grande limite che vi rema contro, se siete prese o addirittura innamorate di lui: l’altra c’è ma è un fantasma. E voi siete la seconda scelta, concubina o riserva, non importa come chiamarvi.
Nel senso che l’altra o le altre sono reali, ma lui ne nega l’esistenza (un po’ come con l’amante all’inizio), e questo non vi permette spesso addirittura di capire perché con voi le cose non vanno bene o come andavano all’inizio. Come si fa a rispondere alla domanda “che cos’ha lei più di me” se non sei neanche sicura o al corrente della sua esistenza?
Facciamo un esempio concreto. Lui dice di essere innamorato, affezionato (ahi affezionato… che è tuo fratello?) preso da voi ma… sta tantissimo su chat telefoni e social. Esce per i cavoli suoi ha molti amici e vi coinvolge in queste cose una volta ogni dieci. Il tempo insieme è limitato: lavoro certo, amici certo, libertà personale (è vero che preserva la coppia, ma non se la coppia di fatto non c’è per mancanza di tempo insieme). Se non siete vittime di un caso di stashing (Lui ti nasconde? Non ti fa mai uscire in pubblico con lui, non conosci i suoi amici, men che meno i familiari, sai poco della sua vita? leggi qui di cosa si tratta) lui potrebbe avere un’altra.
Può essere in fase di corteggiamento di un’altra, o di altre, perché molti maschi, grazie ai social, lavorano su più donne contemporaneamente, in attesa che la prima abbocchi. Oppure aver già rivisto la ex ripescata su Facebook che da acerba bellina si fatta una over superdonna irresistibile. Oppure è già andato a letto con una che gli piace più di voi. In ogni caso, se lui è in caccia, che cos’ha lei più di me ha una risposta: tutto perché tu non basti e, per questo, tutte sono migliori di te potenzialmente. Insomma, sei messa male perché il nemico è nascosto nella giungla, ti spara addosso e tu non capisci neanche da dove arrivano i colpi. Una cosa la capisci: lui è cambiato o sta cambiando. E tu non sei più sul piedistallo, perché c’è (o ci sarà presto) un nuovo sceriffo in città.
Perché non vi lascia? A parte che l’uomo non lascia mai (leggi qui perché) voi siete comode: se è in caccia intanto ha la scopata assicurata, così come in fase di corteggiamento. Se sta già scopando con un’altra magari voi andate, per adesso, ancora bene per alcuni aspetti, anche sessuali. Un consiglio a voi lo passo, ve lo meritate: se appena avete sentore di qualcosa del genere scappare da lui a gambe levate. Non prima di avergli fatto un terzo grado: leggetegli negli occhi le risposte. Nel bellissimo film il Destino di un cavaliere il protagonista dice al suo avversario: Sei stato pesato. Sei stato misurato. E quant’è vero Dio, sei stato trovato mancante.
Se tu sei una “concubina” a tua insaputa non processarti: condanna lui e liberatene. Perché tutte quelle “nuove” hanno qualcosa più di te già da ieri.

Sincerely yours

credito foto iStock princigalli

Amanti: quando lui sparisce perché viene scoperto

Lui sparisce di colpo? È la moglie
Lui sparisce di colpo? È la moglie

Lui è il tuo amante da un po’ e ti ricopre di attenzioni. Messaggi, telefonate, vi vedete appena può, il sesso va da dio.

Avete anche iniziato a fare progetti insieme per il futuro, visto che avete superato quella fase prettamente passionale e di divertimento che caratterizza il periodo ludico dell’amantato e che, in genere, corrisponde ai primi sei mesi della vostra storia.

Tutto fila liscio, e veramente ti stai facendo concrete illusioni di costruire con lui, se non subito nel giro di un anno o giù di lì, tempi tecnici delle separazioni e varie da rispettare, una nuova vita insieme.

Poi, di colpo, il mondo ti crolla addosso. Lui passa da 100 a zero. Silenzio assoluto. Non risponde alle telefonate. Non dà spiegazioni. Niente messaggi. Zero. Per giorni.

Sei anche preoccupata, cos’è successo, cerchi di informarti… finalmente un messaggio. Lapidario. Mia moglie ci ha scoperto ed è successo un casino: ti prego, non contattarmi più.

Ma come! Mi lasci così? Ma la moglie non era quella che non scopavi da anni, che volevi lasciare, che gli avevi già detto che eravate in crisi, che eravate separati in casa?

Tutte balle? Tutti sogni, nell’ipotesi lui non ti avesse raccontato storie inesistenti ma solo belle intenzioni?

Ma tu ti sei innamorata di un pallista, di un millantatore o di un matto? L’uomo che ti ha fatto sognare non era il dottor Jekyll ma mister Hyde?

Di uomini che raccontano balle sul loro stato matrimoniale (la più diffusa è quella che non fanno mai sesso con la moglie, ma c’è anche quella dei separati in casa che non lo sono per niente, certi raccontano persino di dormire su un divano letto che non c’è) ce n’è oggettivamente un sacco: se leggete i commenti delle lettrici su questo blog a corredo di certi articoli scoprirete addirittura quello che chiede all’amante di scrivere alla moglie che “no non è vero niente non siamo mai andati a letto insieme”.

Certe balle non sono cattive, a onore del vero, si dicono all’amante per non rovinare il momento o i momenti magici, tipo appunto quella che con la moglie non si fa mai sesso. Una bugia bianca che evita tante discussioni e, forse, non fa male a nessuno? Può darsi, la trasparenza non è molto maschile. Però c’è una bella differenza fra il non dire ho scopato ieri con mia moglie e dire che in casa c’è un disastro mentre invece le cose funzionano, più o meno. O dire lascerò mia moglie che sai benissimo, e lo sai mentre lo dici all’amante, che non lo farai mai.

Ma, a parte i bugiardi incalliti e senza ritegno e quelli delle piccole bugie “perdonabili” una cosa unisce tutti questi uomini nel momento in cui la moglie scopre la relazione extraconiugale: la paura!

E la paura è più forte di voi tanto desiderate amanti.

Che paura? Ma quella di perdere la moglie.

Perché l’altro comune denominatore degli uomini scoperti dalle mogli che fanno una ritirata repentina e disordinata nel panico totale è che loro, consciamente o meno, in modo premeditato o imprevisto, la moglie non la vogliono perdere. Con tutti i suoi difetti, limiti, problemi loro la moglie non la lasciano. E forse non la lasceranno mai.

Il bugiardo lo sapeva già che non l’avrebbe mollata mai, quindi quando viene scoperto va in panico perché la paura è di perdere il suo stato sociale, i soldi, i figli. In fondo lui si è messo con te per farsi un’avventura, per divertirsi con la tua massima partecipazione, anche a costo di riempirti di balle.

Ma non tutti gli uomini sono così bugiardi. Certi ci credono veramente alla seconda famiglia, a costruirsi un futuro con te. Quando ti dicono ti amo ti amano, sognano, ci credono ma…

Ma per l’uomo fra il dire e il fare in amore c’è un oceano, non il mare.

L’ho scritto tante volte: in tema d’amore e, soprattutto, quando si tratta di lasciare moglie amante convivente o fidanzata l’uomo medio, nella maggioranza dei casi, non decide, non lascia (leggi qui un altro articolo sul tema). Si fa lasciare. È praticamente statistico, fatte le solite eccezioni ma, in quanto eccezioni, di minoranza.

Ricordata questa piccola tendenza all’indecisione maschile, cosa succede al vostro amante versione “sincero” quando la moglie lo scopre? Stessa reazione dell’amante “pallista” : paura, panico.

Anche quest’uomo, che era davvero legato a voi, di fronte alla furia o ai pianti della moglie vede spesso crollare le sue certezze, quelle che tenevano e facevano sognare un futuro con voi.

Un conto è pensare di mollare la moglie, prendendosi anche del tempo e tutte le cautele del caso, un conto è farlo davvero, o addirittura trovarsi nella posizione di non essere l’attore del cambiamento, ma di colpo la vittima, con lei che ti dice ti rovino, ora vai fuori di casa, non vedrai più i figli.

Oppure, dopo lo sgomento, gli dice ma io ti amo ancora, possiamo ricostruire, è un incidente di percorso, possiamo farcela, per noi, per i figli. I sensi di colpa possono esplodere come un’atomica, in questi casi.

Oppure da traditore si trasforma in vittima, con la moglie che lo tratta come un ulteriore figlio, e se la prende con quella zoccola (leggi qui non è la zoccola ma il sesso il vero rovinafamiglie) che lo ha traviato, poverino, e lui ci è caduto. Ci sono donne, lo raccontate voi, che arrivano a chiamare l’amante per accusarla, a volte perseguitarla, perché non vogliono vedere le colpe del marito e magari anche le loro colpe, perché spesso il naufragio di un matrimonio è frutto di concorso di colpa (leggi qui l’articolo dedicato). Sbagliatissimo, inutile e, soprattutto, significa chiudere gli occhi sul problema interno.

Prendersela con l’amante è come prendersela con il termometro per la febbre.

Insomma, mentre tu ti chiedi perché l’uomo che ti giurava amore fra le lenzuola solo il giorno prima è sparito nel nulla lui sta lottando con una moglie disperata, arrabbiata o vendicativa a seconda delle molteplici versioni e reazioni, e spesso lotta non per fare finalmente outing dichiarandoti, ma per negare e minimizzare la tua presenza. In una parola, per restare con la moglie.

A meno che non sia uno di quegli uomini con la U maiuscola che hanno sempre detto la verità, che non solo hanno “provato” amore per te ma sono innamorati di te, e che il loro primo pensiero non è perdere lei, ma perdere te. E allora approfitteranno (certo avrebbero preferito dirlo loro a tempo debito e in modo meno drammatico) per dire la fatidica frase: sì sono innamorato di un’altra, cerchiamo di gestire la cosa in modo civile.

Ma in questo caso saresti la prima a essere avvertita dell’accaduto e non ci sarebbero lunghi e strani inspiegabili black out.

Che fare in questi casi? Rincorrerlo per recuperarlo o per avere spiegazioni?

Io credo che qualsiasi tipo di uomo descritto, dal ballista a quello che ci credeva e adesso non ci crede più e ha scoperto che è la moglie a essere la più importante, non tu, ti debba una spiegazione decente e di persona, altro che messaggino liquidatorio, fosse anche per dire alla moglie “l’ho vista e le ho spiegato, ho chiuso”.

È una questione di correttezza e di dignità, e vale anche per quello che ha sempre raccontato palle: deve avere il coraggio di incontrarvi e di chiedervi scusa, di spiegare il suo comportamento.

Non ne ha le palle? Non insistete più di tanto. Un uomo che si rifiuta di incontrarvi un’ultima volta per spiegare e per affrontare la vostra giusta delusione non merita un minuto in più del vostro tempo. Vuol dire che non ha neanche la decenza di fare il suo ultimo dovere, congedarsi di persona magari chiedendovi scusa.

Vi siete sbagliate, anche se lui era in buona fede (a maggior ragione dovrebbe venire a spiegarsi, mi aspetto di più dal pallista che scappi, non dal’innamorato pentito).

Fa male, è doloroso, ma non dovete processarvi come se foste delle stupide allocche oppure odiarlo perché vi ha illuso, non ne vale la pena. Soprattutto, non prendetevela con voi stesse.

La moglie vi contatta? Voi non dovete nessuna spiegazione. È lui che deve spiegare alla moglie, non voi. Nessun altro. Che poi gli racconti un sacco di balle e riversi tutte le colpe su di voi sarà un problema per chi gli crederà ciecamente, sarà peggio per quella famiglia che non avrà colto questa occasione per rompere o rinascere, per ripartire da zero insieme o separati.

Chi si comporta così o spiega o va cancellato, possibilmente anche dalla memoria. Impossibile? No, difficile ma non impossibile. Il silenzio e il distacco (leggi qui di cosa si tratta) materiale totale è terapeutico, e non passeranno anni. Imparerai a sostituire il senso di sgomento per il crollo del vostro castello con l’indifferenza.

E presto incontrerai un uomo magari non della tua vita, ma con il quale ricomincerai anche a fare l’amore in modo bello. Basta che non ti chiudi in clausura, leggi chiodo scaccia chiodo e capirai.

Cancellalo. Rinascerai.

Ps: e se a breve si fa vivo perché gli manchi o la moglie lo ha sbattuto fuori di casa?

Una domanda da fargli: perché vieni qui adesso che ne senti il bisogno e non ti sei degnato neanche di vedermi una sola ultima volta per spiegarmi? Perché dovrei credere a uno che mi ha raccontato balle per anni? Perché dovrei investire in un uomo che mi ha promesso la luna, che sembrava davvero innamorato e che invece è scoppiato come una bolla di sapone di fronte alla moglie?

No. Se ha bisogno di scopare si cerchi una prezzolata se vuole. Se ha bisogno di una casa si rivolga a una agenzia immobiliare. E per i soldi ci sono le banche o le finanziarie.

Il re è morto, viva un nuovo, spero prossimo, vero re.

Sincerely yours

Lui ti “nasconde”? Fa stashing e… non ti amerà mai

mai con i suoi amici o famiglia
mai con i suoi amici o famiglia

Lui ti nasconde? Non ti fa mai uscire in pubblico con lui, non conosci i suoi amici, men che meno i familiari, sai poco della sua vita?

No non siete amanti, che qualche ragione di segretezza c’è l’avrebbero: vi siete messi insieme da poco.

Gli anglosassoni lo chiamano stashing che vuol dire, appunto, nascondere, mettere da parte.

È bene per te riconoscere questo atteggiamento nel tuo nuovo partner perché se davvero sta facendo stashing con te, la possibilità che lui voglia costruire una storia vera, duratura, addirittura che ti ami (prima o poi) è pari a quella che avrebbe un pesce ferito di sopravvivere nella vasca dei piranha.

Quindi con lo “stasher” non hai futuro: o accetti le sue regole per stare con lui finché non si stuferà o gli dai tu il benservito subito, presto, prima che danneggi il tuo dna emotivo in modo faticosamente riparabile.

Stasher… come potremmo chiamarlo in Italiano? Stronzo egoista? Nooo ce ne sono troppi, si confonderebbe. Ci sono! Lo chiameremo l’uomo dell’organo! E sai perché (così ti anticipo cosa pensa lui di te veramente)? Perché quando parla di te con gli amici che gli chiedono “ma questa che ti scopi ultimamente ce la fai vedere” lui risponde: è solo un “organo”, uno strumento. Lo so, brutto ma realistico. Se vuoi usiamo passatempo, tappabuchi, ma sai che in certe cose preferisco essere cinico e diretto come… uno stasher.

Che cosa vuole realmente e solamente da te l’uomo dell’organo. Facile: l’organo. Che non è lo strumento musicale preferito da Bach. Vuole scoparti e basta.

All’inizio è gentile, sembra un corteggiatore normale (altrimenti col cavolo che ci stai), ma presto cambierà.

Tu non gli piaci veramente, o meglio hai qualcosa che gli piace (viso, culo, tette) ma non sarà mai abbastanza per farti indossare il tailleur da fidanzata ufficiale o compagna, quella che per intenderci si sfoggia con piacere in pubblico vantandosi anche della preda di livello con gli amici che sbavano per la tua bellezza.

Magari gli piace una tua forma di sensualità, qualcosa che gli trasmette un messaggio visivo (molti maschi non pensano IL sesso nel suo insieme, pensano a singole scene porno con macro inquadratura), come la bocca. Nel caso te ne accorgerai perché a letto ti chiederà di fare/usare soprattutto quella parte.

In ogni caso, tornando a bomba, oh scusa all’organo, a lui interessa scoparti e basta.

La tua intelligenza? Non importa. Dici cose sensate e interessanti? Va bene, copriranno il tempo breve che ti concederà prima o dopo averti scopato.. Il tuo cervello è un riempitivo, un accessorio sacrificabile dell’organo.

Ti chiederai: ma perché mai mi tiene con sé (tranquilla, al massimo qualche mese, fino a che non si stufa o trova una che lo coinvolge veramente)? Perché, una volta addestrata a fare quello che vuole lui, sei una scopata comoda e pronta, on demand.

Bene, abbiamo capito cosa vuole l’uomo dell’organo, ma come riconoscerlo?

Dicevamo che stashing significa nascondere, tenere da parte. In qualche modo lo stasher si comporta come un amante che ti deve nascondere per non farsi beccare dalla moglie, ma ci sono differenze fondamentali. L’amante può amare, lui no.

Intanto uscite in pubblico pochissimo. Perché lui si “vergogna” di te (non sei abbastanza mostrabile per lui, non importa se sei carina davvero, per lui non lo sei abbastanza o non gliene frega punto) quindi cinema di periferia (al buio non si vede), ristoranti fuori mano e a tarda ora quando i più se ne sono andati (meglio pizzerie, si spende meno) e ti chiede di raggiungerlo in un punto con i mezzi, così nessuno ti vede in auto con lui. Forse si vergogna davvero di te (il suo narcisismo ambisce a vette molto più alte secondo i suoi gusti ma si sa, non sono sempre disponibili), si vergogna ma non tanto da non venire a letto con te.

Lui preferisce venire a casa tua, magari mangiare qualcosa (se ha tempo) e scoparti. Niente coccole, gli danno fastidio (le chiama smancerie), sesso duro e puro, ti bacia pochissimo e non ha tenerezze, poche, centellinate perché gliele chiedi. Si preoccupa solo che tu usi precauzioni, ma spesso ci pensa lui perché non si fida di nessuno.

Dormire da te? No ti disturberebbe e non riuscirebbe a riposare, lui è abituato a dormire da solo.

Weekend insieme? Ritagli di weekend vorrai dire! Lui deve uscire con i suoi amici (che non ti presenta, le coppie moderne devono avere i loro spazi, sai che noia fare tutto insieme… peccato che voi manco lo shopping insieme) ti raggiunge prima o dopo. Passa a mezzanotte… a scoparti. Oppure ti scopa alle otto, mangia qualcosa e poi esce.

Ti racconta il minimo indispensabile della sua vita. Sai poco della sua famiglia, del lavoro. Ti parla di cose generiche, magari di sport, del meteo, di un hobby. Ma niente mai di troppo personale. Meno sai meglio è, tanto lui sa che non durerà, quindi perché condividere? A te chiede poco (se chiede chiederai anche tu non va bene) e ti interrompe spesso perché si annoia quando parli. Inutile perdere tempo ad ascoltare quando vuoi solo scopare.

Scrive poco, risponde in ritardo ai messaggi (leggi l’articolo perché non mi risponde qui), si limita a monosillabi e faccine. Dopo ore, mezze giornate. Doveva lavorare, non disturbarlo.

Non siete amici sui social (al massimo ti ha contattato su messenger e non vuole che tu veda quello che fa, scrive e il suo entourage), non conosci i suoi amici (non ti piacerebbero dice) non vuole che frequentiate le tue amicizie: voglio stare da solo con te abbiamo già poco tempo, preferisco stare solo con te, è più bello dice. Ma non è vero, ti vende un’esclusività e un’attenzione che non è reale.

Ti sta addestrando a fare quello che vuole lui: non uscire, non condividere, aspettarlo, non sapere, non chiedere e scopare.

Perché accetti questa misera vita di coppia? Perché lui è bello e ti piace un sacco. Perché quel “voglio stare da solo con te” te lo fai suonare come un privilegio, non come quello che è, una scusa. Perché in fondo i bei tenebrosi silenziosi misteriosi che ti trattano un po’ male ti sono sempre un po’ piaciuti. Perché pensi che sia timido o un ferito da qualche donna che lo ha trattato male e il tuo spirito da crocerossina ti suggerisce “io ti salverò e cambierò”. Perché pensi che andando avanti migliorerà. E quindi fai quello che vuole, vivendo di speranze e di briciole di quello che ti sembra almeno affetto.

A qualche lettrice che ci legge potrai sembrare una schiava, una poveretta che non si accorge di essere usata.

Più a rischio stashing le donne che escono da una relazione lunga e importante, che pensano di viverne una leggera e di passaggio, per poi trovarsi coinvolte emotivamente e distrutte nell’autostima… Di solito all’inizio non si fa caso all’atteggiamento “isolante” di lui e si accetta perché si parte un po’ insieme con le stesse idee di puro divertimento… poi però la donna si lascia coinvolgere e non capisce perché per lui è sempre uguale se non peggio.

E poi, care amiche che vi stupite su come si possa cadere nella rete dell’uomo dell’organo, anche se cinicamente ho descritto come agisce e cosa pensa davvero questo tipo di maschio può davvero sembrare non egoista ma gentile a tratti, riservato ma non stronzo.

E poi è bello, ti scopa spesso (l’unico vantaggio, anche se come dicevo tende a usare solo quella parte di te che gli piace davvero, quindi poca varietà) e tu pensi di poter investire nel futuro. Ci sono stasher gentili che invece che aridi sembrano timidi e musoni. Confonderai i suoi egoismi per manie che magari puoi cambiare, migliorare nel tempo.

Quindi vai avanti, in fondo non sei ancora innamorata, però sei presa abbastanza da lui e speri che la situazione migliori.

Fermati qui. Perché i casi sono due.

O ti lascerà lui (lo stasher uomo organo è uno dei pochi che lascia, spesso solo con un misero messaggio e senza rivederti per spiegare, al massimo breve telefonata di congedo) perché si sarà stufato o, più probabilmente, perché ha trovato una che gli piace davvero o solo più di te…

Oppure…

Se già lo stai riconoscendo dalle mie parole affrontalo. Se ci tieni ribalta la situazione. Chiedigli quello che non ti dà. Se rimanda ponigli termini temporali per vedere i suoi amici, per uscire, per avere una storia NORMALE.

Si arrabbia, se la prende con te, dice che non lo capisci, lo vuoi soffocare, non hai capito il concetto di libertà nella coppia? Tutte balle. Mandalo a cagare!

Se mi sbaglio ti darà quello che chiedi e non è un suonatore d’organi, forse voleva farlo ma tu un po’ hai fatto breccia. Forse… Ma mi raccomando… fatti non parole!

Se sparisce avevo ragione e tu hai fatto bene a metterlo con le spalle al muro e mandarlo a cagare o, semplicemente, vedere che ci mette davvero un attimo ad andarsene, alle prime richieste legittime di normalità di coppia. E lo avrai fatto prima di sentirti dipendente nei suoi confronti, prima di innamorarti davvero.

Non si rifarà più vivo. Forse qualche tentativo per saggiare il terreno con messaggi interlocutori ma non farti fregare: forse c’è penuria di figa in giro e lui cerca un porto sicuro e conosciuto pret a porter. Non rispondere. Non cadere nella trappola per poi sentirti riusata e rivedere la stessa superficialità, una volta ottenuto quello che vuole.

Soffrirai un po’ ma non troppo. Ti mancherà ma non troppo. In due mesi sarà un non troppo brutto ricordo. Ma solo perché hai agito tu e per tempo. Prima di essere abbandonata in un autogrill. È diverso: sei tu che sei scesa dalla sua auto e hai preso un pullman in direzione opposta.

Come diceva il mitico Bracardi: stashing FANGALA!

Sincerely yours

Partono gli eventi e le serate Pellizzari: cosa è successo in Toscana

Incontro con i lettori nella meravigliosa Toscana
Incontro con i lettori nella meravigliosa Toscana

Amiche e amici, il mio blog non è più solo mio, adesso è “fisicamente” vostro.

Nato da un aggiornamento professionale come esercizio spirituale 2.0 nel 2014 siamo passati da 37mila lettori alle centinaia di migliaia di oggi.

E pensare che quattro anni fa il mio intento, oltre a quello di prendere dimestichezza con la tecnologia, era soprattutto parlare della mia Venezia è cazzeggiare qua e là come si può fare su un diario online.

Poi ho aperto il canale SuperDonne, perché uno dei temi che mi intrigava di più era il Sapere perché le mie amiche belle, intelligenti e single non riuscivano a trovare uno “straccio” d’uomo in grado di intessere con loro non dico la storia della vita, non dico l’Amore ma almeno una relazione decente in grado di superare qualche mese”.

È così ho iniziato, lo sapete, a parlare di quello che io chiamo il Mercato degli uomini papabili, a fare profili dei tipi di uomini che incontrate, a parlare di amanti.

Siete arrivate (e arrivati, gli uomini qui sono circa il 20%) in tante, facendo la gioia di qualsiasi scrittore e giornalista, che è quella di toccare con mano che ciò che scrivi interessa e viene letto da tanti.

Così ho deciso, con la forza del vostro entusiasmo e delle vostre richieste, di portare questo blog e i suoi temi fuori dal web e iniziare a incontrarvi, per parlarne anche direttamente.

Grazie a una lettrice (poi divenuta anche contributor del blog, leggi qui l’articolo sulla prima sera e la prova del gioco), e amica, Daniela Luciani, che ha avuto la voglia e l’entusiasmo di ospitarmi nella sua splendida Le buche Wine Resort and Spa, il mio blog è uscito da queste pagine per venirvi a trovare di persona.

Partendo dalla Toscana, terra a me cara (mi sono sposato nella bellissima Cortona) dove in quel di Sarteano (provincia di Siena) ho incontrato gli ospiti di Daniela e suo marito Riccardo.

Il tema di discussione era tosto: può una coppia resistere alle intemperie del tempo che passa rimanendo unita di fronte a routine, problemi, figli incombenti e litigi vari? E anche “robette” tipo “la fedeltà esiste davvero o resiste solo nel periodo di innamoramento”, quei 18-36 mesi che gli esperti indicano come “al sicuro” da ogni tentazione esterna per il livello di passione e la qualità del sesso?

Per una volta, devo dirvi, ho trovato l’intervento degli uomini, di solito defilati e silenziosi (soprattutto in presenza delle mogli), sagaci e puntuti. Per esempio, un bel tema legato alla qualità del sesso di coppia è stato quello della eiaculazione precoce maschile, un problema molto diffuso, sottaciuto da maschi e compagne per imbarazzo o superficialità (soprattutto maschile, della serie tanto io sono venuto), spesso tollerato (quante donne fingono l’orgasmo!) e spesso ignorato al punto da portare la coppia a un sesso totalmente insoddisfacente per lei (e qui mi piace ricordare la famosa battuta della vignetta di Altan con lei che dice a lui “complimenti, più veloce del cambio gomme al box Ferrari”).

Un lettore, a un certo punto ha avuto l’ardire di esclamare: “beh certo, se voi ci fate fare l’amore una volta al mese, per forza non si dura!”. Coraggioso, sincero e utile: io, lo sapete, sono più spesso un censore dei comportamenti maschili, ma anche le donne a volte fanno la loro parte nel creare una situazione traballante sul fronte sesso di coppia, un bastione che, se cede, fa crollare il castello e apre il ponte levatoio alle avventure con altri o altre.

Abbiamo parlato tanto anche di coppia aperta e separati in casa, cioè dei nuovi tentativi di stare insieme pur riservando la categoria sesso ad altri esterni alla coppia, in modo più sporadico (i separati in casa) o frequente e ufficiale (coppia aperta) e tutti, pur non prendendo posizione se non per dire “conosco tantissimi separati in casa e matrimoni bianchi” hanno convenuto sul fatto che la coppia si deve dar da fare soprattutto sul sesso per mantenersi unita, riprendendosi anche degli spazi che lavoro, figli, stanchezza e routine hanno eroso nel tempo a cene da soli, weekend fuga romantica e altri strumenti salvacoppia.

L’incontro è durato un’ora in più del previsto, e questo mi fa molto piacere perché significa che se i lettori non ti mollano vuol dire che l’interesse è alto e l’oratore non noioso.

Domande, risposte, le vostre storie a ruota libera, è stato davvero bello e pieno di spunti per nuovi articoli che vedrete. Sono saltati fuori persino “trucchi”, quasi tutti sexy, per ravvivare il rapporto. Siete curiosi? Beh, certe signore hanno capito che non sempre sesso significa avere un rapporto sessuale completo ma “dedicarsi” solo al marito e viceversa. Banale? Sarà, ma solo una minoranza lo fa, almeno periodicamente (e non parlo di quelle amiche che lo fanno per dare un contentino al marito riservando ad altri la “cena completa”…).

Dunque, sono soddisfatto, e voglio condividere con voi il successo di questo esperimento. Ecco perché questo sarà solo il primo degli eventi con il mio blog “itinerante”, ai quali seguiranno delle serate Pellizzari (vi darò conto anche di quella poi avvenuta a Milano, siamo passati dallo Spicy tea di Daniela all’aperitivo) fra aperitivi e persino cene.

Lo voglio fare io e lo chiedete voi in tante anche sui miei social: ho avuto inviti praticamente ovunque: Roma, Firenze, Torino, Bologna, Modena, Lecce…

Le Buche wine Resort sono solo un fantastico inizio, un vero spicy tea ma… se il buongiorno si vede dal mattino, ci vedremo spesso care lettrici e lettori (sì, siete sempre invitati anche voi uomini).

Sincerely yours

Aperitivo con il mio blog a Milano il 4 ottobre

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Aperitivo con il mio blog a Milano il 4 ottobre

Care lettrici e lettori, come promesso iniziamo “le serate Pellizzari”.

Cosa Sono e cosa succederà? Di fronte a un gustoso aperitivo corredato dal giusto contorno mangereccio chiacchiereremo a ruota libera degli argomenti del mio blog.

Domande, risposte, scambi di idee e di storie: ci sarò io ma il bello sarà confrontarci a tutto tondo su questi argomenti.

La prima serata si terrà a Milano, zona Magenta, mercoledì 4 ottobre, inizio alle 19 e fino alle 21 circa e tratteremo gli argomenti di un post di particolare successo tra di voi: “Lui non lascia lei ma non lascia neanche te”.

I posti alla serata sono riservati e a esaurimento.
Per informazioni e prenotazione scrivere a :
Seratapellizzari@gmail.com

Vi aspetto!

http://www.alessandropellizzari.com/lui-non-lascia-lei-ma-non-lascia-neanche-te-perche/

Crisi matrimoniale e concorso di colpa

Una lettrice mi scrive: quando parli di matrimoni in crisi, di tradimenti e di coppie si sente una tua propensione a giustificare gli amanti e a dimenticarti o sottovalutare il dolore o il peso che porta una moglie, e invece dovresti parlarne. 

La lettrice ha ragione: in genere propendo per gli amanti per una ragione principale.

 Nella mia esperienza, nelle vostre storie, in quello che vedo nella realtà noto che le coppie non entrano quasi mai in crisi solo per colpa di lui o di lei che, impazziti sotto una tempesta ormonale Iniziano a scoparsi il mondo o per una punta di egoismo si tramutano da partner in “mi faccio i cazzi miei”. 

Le coppie entrano in crisi per concorso di colpa nel 90% dei casi. Come in un tamponamento, dove se è vero che quello dietro ti è venuto addosso perché non ha rispettato la distanza di sicurezza spesso quello davanti, apparentemente l’innocente danneggiato, ha frenato di colpo e senza preavviso.

Così, cara moglie che ti chiedi perché tuo marito non ti scopa più o ti ha tradito chiediti che quota di concorso di colpa tua ha provocato tutto ciò. Perché è troppo semplice liquidare il “ Bastardo” come fedifrago senza scusa, tradire non si fa e basta. Se fosse così non tradirebbe metà della popolazione e in questo povero paese si onorerebbero tutti i “contratti”. 

C’è dunque qualcosa di più complesso e profondo nelle nuove dimamiche di coppia 

Così, caro marito che ti chiedi perché tua moglie non ha più voglia o ti ha tradito chiediti se quella che forse hai già liquidato come una troia non si sia banalmente stufata delle tue tante quotidiane e routinarie colpe, magari aspettando anni, prima di concedersi a un altro. 

Qualche esempio di concorso di colpa per chiarirci le idee?

Prendiamo il sesso, la madre di tutte le crisi.

Lei: è stesa al tuo fianco nel letto. Sa che sei stanco e hai passato il giorno prima a litigare con il mondo e a dissipare grane. Decide che però vuole le coccole da te, innanzitutto quelle, poi si vedrà. Se è intelligente e comprensiva, sa che non sei ben predisposto (qualche saggio ha detto una volta che il cazzo non vuole pensieri) e che quindi dovrebbe farsi parte attiva per ottenere quello che vuole. Quando eravate innamorati, lei avrebbe semplicemente allungato la mano nel posto giusto per raggiungere lo scopo o, nel periodo di grande passione, avrebbe addirittura non usato le mani. Oggi che fa? Conscia del tuo cattivo umore ti si avvicina quel tanto per farti capire cosa vuole lei, ma si guarda bene dall’agire un centimetro di più. Risultato: lui capisce che lei vuole egoisticamente le coccole, che non gliene frega niente del fatto che tu sia di umor nero, quindi tu ti incazzi ancora di più, se avevi un’erezione fisiologica da risveglio mattutino prostatico (si chiama alzabandiera) ti sparisce in un secondo per la rabbia e hai voglia di mandarla a fanculo per la sua grande capacità di azione e di comprensione. Ma taci. Lei tace e si gira dall’altra parte perché, chiaramente, ha ragione lei, e così collezionate altro rancore e silenzio. Ora moltiplica questa situazione per mille occasioni analoghe.

Prendiamo lui, sempre situazione sesso
I figli dormono o, miracolo, non ci sono. A letto lei si avvicina e inizia ad accarezzarti. Tu non ne hai molta voglia perché lo avete fatto già quattro giorni prima, anzi è stata lei a farti la cosa preferita dall’uomo (se non avete capito cosa, chiedete a un’emiliana ma anche romagnola, non facciamo campanilismi) e quindi “tu” saresti a posto. Ma lei insiste. Tu non hai mai voglia di farle le coccole, soprattutto in dormiveglia. E da anni i preliminari sono per te un capitolo dimenticato. Quindi ti limiti a toccarla lì una ventina di secondi, le salti sopra e in un battibaleno hai finito. Lei ha due opzioni: o fingere l’orgasmo con te, come sta facendo da un po’, o non fingerlo tanto tu non le chiedi più se ti è piaciuto, anche perché non vuoi sentirti dire “mi sarebbe piaciuto averne il tempo”. Ora moltiplica questa situazione per mille occasioni analoghe.

Ecco, questi due esempi maschili e femminili di concorso di colpa nella crisi di una coppia, in un settore come quello del sesso coniugale che io considero il pilastro primo della felicità e longevità di coppia e il primo motivo di tradimenti, anche se un po’ coloriti delle mie battute e del mio linguaggio slang per andare diritti al punto, secondo me dovrebbero far riflettere chi si piange addosso quando pensa a “quel bastardo” o “quella zoccola” me lo ha portato/a via.

Aggiungici il temibile Silenzio di coppia, quell’assenza di confronto, discussioni e litigate che all’inizio servono alla coppia per chiarirsi, ripartire e non ripetere più certi errori e che adesso che siete decotti serve solo ad aggiungere rancore, incomprensibilità di certi atteggiamenti e a creare un baratro in mezzo al letto coniugale.

Capite come questi due elementi, sesso di merda e silenzio assordante, se non giustificano il tradimento ne siano perlomeno propedeutici 

Quindi care amiche e amici, forse siete stati perfetti mariti e mogli e quello che è accaduto poi è esclusiva colpa dell’altra parte (ci sono anche i fulmini a ciel sereno, come innamorarsi di altri o, banalmente, ogni coppia ha una sua fine temporale, seguita o agevolata dal tradimento o meno) ma siete l’eccezione che conferma la regola del concorso di colpa.

E chi riconosce il suo concorso di colpa per tempo, invece di fare la vittima e attendere inerte, e chi ne parla invece di opporre un silenzio assordante, ha la Chiave per riparare il rapporto.

Sempre che lo faccia prima che un’altra o un’altro facciano scoprire a te o a lui che fuori esiste ancora un mondo fatto di attenzioni sublimi e di sesso di qualità.

Dopo un tamponamento firmare un’amichevole è meglio che andare in causa per danni. 

Sincerely yours