Home » I figli

Category Archives: I figli

Mio marito è tornato

Matrimonio: ricominciare è possibile?
Matrimonio: ricominciare è possibile?

 

Caro Alessandro, è passato un anno e mezzo da quando ti scrissi che trattavi sul tuo blog solo di amanti deluse, sedotte e abbandonate da uomini che, nella maggioranza dei casi, tornano dalle mogli per i figli o per lo status o per convenienza economica

Secondo le tue stime solo una minoranza torna a casa perché realmente innamorato della propria moglie. Ecco, io spero, e dico spero, di far parte di quella minoranza.

Uscito di casa due anni fa perché scoperto dopo più di due anni di relazione con un’altra donna si è vissuto finalmente quella storia alla luce del sole, niente più bugie libertà assoluta di frequentazione…

Non ha mai voluto andare fino in fondo, nessuna convivenza con lei, nessun salto di qualità per quel rapporto che non aveva più impedimenti.

Io moglie disperata (mai in sua presenza) ho capito i miei sbagli, ne ho fatto tesoro e ho iniziato un percorso dalla psicoterapeuta che seguo tutt’ora e che mi ha aiutata moltissimo a gestire la rabbia e a fortificare me stessa in previsione di una vita da reinventare.

Dopo 8 mesi di amantato ufficiale è tornato da me… Inutile dire che l’ho perdonato e che adesso, a distanza di quasi due anni, il nostro matrimonio funziona. Condividiamo molte più cose e dai nostri errori abbiamo imparato.

Una parte di me sarà sempre guardinga, la fiducia è difficile da regalare quando sei stata tanto ferita, ma ci proviamo.

Ho visto un film una volta in cui la madre della protagonista diceva alla figlia disperata perché tradita: lascialo andare… non c’è niente di meglio di una dose massiccia di amante per far tornare un uomo dalla propria moglie.

Ogni giorno per me è diverso: giorni belli e giorni di paura che lui possa ferirmi di nuovo. Non credo alla favoletta che è tutto rose e fiori… non sarà mai più così ma proprio perché si è consapevoli dei motivi che ci hanno allontanati si lavora insieme affinché non riaccada.

Se guardo al passato vedo i gravi problemi di famiglia, ma esterni alla coppia, che mi hanno necessariamente assorbito qualunque energia, io poi sono una madre troppo (ora l’ho capito) ossessivamente attenta alla crescita dei ragazzi.

Lui mi parlava del suo lavoro e io non lo ascoltavo più. Lui mi chiedeva di accompagnarlo nei viaggi e io dicevo sempre no. Ma lo amavo allora come adesso. Solo lo davo per scontato. Non era solo il sesso credi che poteva rappresentare un varco verso un’altra. Un uomo vuole sentirsi accolto, capito ascoltato

Vorrei che tante delle donne-amanti che ti seguono non si raccontassero solo la favoletta che il loro uomo torna a casa perché costretto da cause di forza maggiore ma perché a volte, credo molto più del 10% dei casi, si accorgono che spogliato del brivido del proibito, del sesso dei primi mesi una donna non sempre è la compagna di vita che sogni e che, nel mio caso, era già tua.

Non tutte le mogli sono donne avide che sarebbero pronte a tenersi un marito traditore solo per status o soldi.

Sono una donna indipendente economicamente e i figli sono grandi. Ci sono donne come me che potrebbero vivere benissimo del proprio stipendio ma che nonostante tutto amano e credono ancora nel proprio amore.

E spero di poter continuare a condividere un messaggio di concreta rinascita.

Ho anche un messaggio per le mogli in crisi che vogliono recuperare il rapporto anche di fronte a un tradimento.

In concreto ecco cosa ho fatto io:

 

1. Mai piangere davanti a quell’uomo che sta vivendo tutte le sfumature di grigio fuori casa con un’altra donna.

 

2. Mai ridere come se non aspettassi altro che liberarti anche tu di lui perché lo prenderebbe come alibi per scaricarsi la coscienza.

 

3. Mai senza trucco e tacchi a qualsiasi ora si presenti per fare salutini vari ai figli… questo ha funzionato tantissimo!!

 

4. Bene che sappia che non sei murata viva, che esci con amici che lui non conosce, ma senza esagerare.

 

La mia non è stata solo tattica, ero troppo a terra per avere quel tipo di energia strategica ma mentre io cercavo di rinascere lui mi ha riscoperta. Il resto ancora è da vivere.

Se tutta la sofferenza è servita a ritrovare una centratura allora ripiangerei tutte le lacrime che ho pianto.

 

Una lettrice

 

 Grazie cara lettrice. È vero, parlo spesso di amanti e le difendo soprattutto dai maneggi dei tanti uomini che si dichiarano innamorati sapendo che non lasceranno mai la famiglia, imponendo un calvario fatto di momenti entusiasmanti e attese da tossicodipendenza, come ha efficacemente detto nei commenti un’altra cara lettrice. Ma il tuo punto di vista è quello della moglie tradita, che ha perdonato e che ha vinto (dopo due anni puoi esserne quasi certa) o sta per vincere la sua riconquista del marito.

Un punto di vista interessante che dovrebbe far riflettere quelle mogli che per il tradimento del marito se la prendono con le amanti, magari perseguitandole, come se la febbre fosse colpa del termometro che la misura.

Un punto di vista interessante anche per le tante amanti che si chiedono perché lui è tornato dalla moglie o perché, ormai libero, non convive con loro.

Discutiamo sulle tue parole.

 

I mariti che tornano dalle mogli perché innamorati sono una minoranza.

Purtroppo è vero. Non sarà il 10, sarà anche il 20 per cento ma non di più. E sai perché? Perché tutte le amanti lasciate o più spesso costrette a lasciare se li vedono ritornare. Per sesso, certamente, a mani vuote, certamente, ma un uomo che ricerca un’amante (o altre) non si è di nuovo innamorato della moglie. È tornato per i soldi, per i figli, per paura, per coercizione, per debolezza. Ps: non vanno meglio gli amantati che diventano nuovi matrimoni, siamo sulle stesse cifre o meno. Rarità o, se preferisci, minoranze.

 

 

Lui una volta libero non è andato a convivere con lei

Questo è stato un tuo enorme vantaggio e dovrebbe far riflettere tutte quelle amanti che, finalmente ottenuta la separazione legale e fisica, vedono che invece di godersi la libertà ha un piede sul freno, non apre le porte della sua nuova casa, addirittura ci va sì e no con la scusa dei figli… Tanti uomini cedono alla voglia di libertà convinti al 60%, si vede proprio da, come dici tu, dal mancato salto di qualità importante con l’amante.

 

 

Ho capito i miei sbagli, gestito la rabbia.

È stato il tuo passo fondamentale, grazie anche alla terapeuta giusta. Gestire la rabbia, un sentimento normale di fronte al tradimento di chiunque, è importantissimo, perché finché c’è rabbia o rancore una donna non può capire se è ancora innamorata o se è davvero finita con lui.

 

 

Sarò sempre guardinga, la fiducia è difficile.

Altra reazione normale e purtroppo, ci vogliono in media almeno sei mesi dal perdono del tradimento per non avere più tanti flash di lui e l’amante a letto insieme quando fate l’amore voi, o non guardare con sospetto il suo indugiare sul telefono, o non soffrire ogni volta che torna tardi o è in trasferta. Molto dipende dal suo comportamento: un uomo veramente innamorato, veramente tornato da te si comporta in modo rasserenante. Se dopo due anni di rinascita hai ancora leggeri problemi di fiducia credo che sia normale. Il tradimento è una cicatrice che sente quando cambia il tempo.

 

 

Lascialo andare… Una dose massiccia di amante è la medicina giusta

Tenerlo per forza no di sicuro. Quindi sì, lasciarlo andare, ma che sia conscio che tu, seppur ancora innamorata, potresti trovare un altro. Che ne sia ben conscio. Mi ritengo libera anch’io… Senza esagerare, ovvio che non diventi la “vedova allegra”. 

 

 

Io non lo ascoltavo più, badavo ai figli, non viaggiavo più con lui…

La routine e la noia sono i nemici numeri uno dei matrimoni più longevi. Adagiarsi sugli allori è un veleno, sia che lo faccia lui sia che lo faccia lei. Togliere il sesso a un uomo lo manderà a cercarlo fuori, prima o poi. Trattarlo come l’ultimo dei figli lo fa sentire solo e incompreso. Togliere alla coppia degli spazi esclusivi come weekend da soli, cene o comunque spazi di privacy è letale nel medio lungo termine. Se poi, come sempre, si aggiungono casini esterni, la coppia non ha più la forza di tenere di fronte allo tsunami.

 

 

Non c’entra solo il sesso, un uomo vuole sentirsi accolto, capito, ascoltato

Il sesso è il motivo numero uno di tradimento. Ma quello che dici sulla comprensione è vero. Quante “amicizie” fra sposati e donne single (che mai sarebbero andate con un uomo occupato!) sono diventate “migliori amicizie” toccando i vertici della confidenza per poi sforare nel sesso? Molte. E quante amanti si ritrovano a fare le psicologhe a gratis di uomini che non lasciano la moglie ma hanno bisogno di una spalla sulla quale piangere? Tantissime. Certi tornano dalle amanti e magari non chiedono sesso (all’inizio…), ma una seduta di terapia gratis. Perché solo tu mi capisci…

 

 

Non tutte le mogli vogliono tenerselo per avidità, status o per forza

Vero, però credimi, ce ne sono tante che perdonano perché conviene. Perché non vogliono rimanere sole. Perché nel paesino si parlerebbe male. Come sapete, l’unica vera ragione per una separazione in casa (vera, non finta) che io ritenga valida sono i figli piccoli o nella fase dell’adolescenza, salvo la guerra dei Roses. Per il resto una moglie che vuole tenersi il marito lo dovrebbe perdonare perché lo ama ancora nonostante tutto e vuole lottare per tenersi il partner.

 

 

Sui tuoi pratici consigli alle mogli

Sono d’accordo: fare la vittima piagnucolosa, fatti salvi i pianti fisiologici dell’inizio e qualche lacrima inevitabile in corso d’opera, è controproducente. Dignità trasmette sicurezza e struttura, e la sicurezza deve far pensare a lui che voi, fra un po’, potreste non più perdonarlo. O innamorarvi di un altro. O semplicemente andare a letto con un altro. Sul trucco e i tacchi sottoscrivo: à la guerre comme à la guerre, non esageriamo con le strategie ma la moglie compete sempre con una donna di base più sexy e novità e spesso più giovane.

Chiudo con un pensiero. L’ho già scritto: non esiste la vacca che rovina il pascolo degli altri, e non ci si può lamentare se il vento entra dalla finestra lasciata aperta e butta giù piatti e bicchieri lì belli impolverati da anni. L’amore è semplice, anche nella rinascita di un matrimonio: bada ai fatti. Non sarà mai quello di prima, ma un matrimonio che risorge è una casa quasi del tutto nuova, non basta una ristrutturazione.

Sincerely yours

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Amore fra amanti: chi sono, quanto dura e come finisce. I numeri

20140725-193142-70302988.jpg

Numeri numeri numeri! L’amore fra amanti non si misura solo con i numeri a letto (sono più del kamasutra) ma anche usando le cifre come indici di successo e di insuccesso della relazione.
E siccome questo blog è una via di mezzo ormai fra il confessionale (siete in centinaia di migliaia a raccontarvi, pubblicamente e non) e quella che io chiamo prodotto dell’epidemiologia di coppia (la rispiego a fondo articolo), accolgo con entusiasmo la richiesta di una delle commentatrici più assidue del mio blog rispondendo alle sue domande di statistica del cuore, argomento amanti.
Le mie risposte si basano sui seguenti fatti:
  1. gli amanti o ex amanti rappresentano il 70% dei lettori del blog (l’anno scorso 2018 siete stati più di un milione, fate voi i conti…)
  2. Fra pagina facebook e vari social, mail private e messaggi aggiungete alle migliaia di commenti qui moltissime testimonianze pubbliche e private
  3. Sempre più spesso incontro persone che mi raccontano di seguirmi e, live, mi fanno partecipe delle loro storie
Un bel campione ormai…
Ma veniamo al dunque: la nostra amica chiede…
Sarebbe interessante fare una statistica con le frequentatrici assidue del blog rispondendo a delle domande mirate.
Rispondo a queste domande e, ricordo, parlo di amanti:
1) da quanto tempo dura la relazione
La torta di questo blog è divisa in 4 parti. La fetta più grande è rappresentata da chi ha superato l’anno, cioè la fatidica boa che divide l’amantato ludico (ci divertiamo senza impegno) e l’amantato con innamoramento (qual è il nostro futuro insieme, leggi la road map degli amanti). Rappresenta il 60% circa delle amiche e amici (gli uomini scrivono poco ma leggono, saranno un 15% di voi lettori in globale). Alcune storie hanno superato i due anni, certe tre, altre cinque… Il restante 30 si colloca nel primo anno, ma con una netta maggioranza di amanti donne nella fase due, ovvero “non intendo fare l’amante ancora per molto”, della serie dobbiamo parlare. Ci sono non pochi casi oltre i 5 anni, certi superano i 10. C’è anche qualche ergastolo.
2) se si è sposate e con figli
La maggioranza di voi è sposata, spesso con figli piccoli o adolescenti. Però la quota di lui sposato e lei single separata o divorziata è alto, direi circa 4 su 10. Le coppie con gli amanti coniugati entrambi o conviventi e con figli sono le più tiratardi, nel senso che hanno una vita media oltre i due anni ma non a caso ho usato il termine tirartardi perché non si tratta di longevità felice se non in una minoranza dei casi (15% che decidono che va bene così perché i figli sono piccoli o per motivi economici o perché non vogliono rivoluzionare la vita). Si tratta di storie sofferte e inframmezzate da tentativi di distacco e riprese post vacanze, rimandi e navigazioni a vista. Non che le coppie dove lei è libera e lui no non soffrano, ma spesso il calvario è soprattutto di chi è libero, in perenne attesa delle mosse dell’altro. Ecco perché il Codice del silenzio è il trend delle coppie “spaiate” di amanti.
3) se sono state fatte promesse o meno
Solo nel 20% dei casi l’uomo della coppia non ha mai fatto promesse sul futuro passaggio da amanti a coppia ufficiale e, guarda caso, il dato ingloba almeno parte di quel 15% di amanti entrambi coniugati che sono stati chiari sull’assunto Non lascerò mai la famiglia. Il restante 5-10% sono uomini che vogliono divertirsi con patti chiari fin da subito. Sono pochi ma mi piacciono (a parte i seriali, che fanno patti chiari perché vogliono cambiare amanti più spesso possibile o averne più di una in parallelo), perché sono onesti e se voi decidete di andarci non ci sono finte separazioni o altre bugie raccontate per farvi cedere, bugie diffusissime purtroppo. Però … Molti magari iniziano così: non promettono nulla ma poi, col passare del tempo e il passaggio da gioco e basta a passione e sentimenti iniziano a promettere un futuro insieme, certi a parlare di figli insieme, di convivenza, di separazione, ma poi non si arriva a neanche uno straccio di vacanze insieme, a volte di notte insieme, il minimo sindacale.
4) la scusa utilizzata per non concretizzare più diffusa
Negli uomini amanti la formula che non cambia mai è che più sono le parole, le promesse e le dichiarazioni roboanti d’amore infinito meno saranno i fatti. Mi avete raccontato di uomini in ginocchio e in lacrime urlarvi il loro amore ma… non posso. C’è chi è arrivato a chiedere all’amante un figlio ma… hai preso la pillola Vero? Insomma, i grandi promettitori, i grandi adulatori non concretizzano con scuse anche valide, come quella dei figli piccoli, ma c’erano anche prima di promettere. E lui ha promesso sapendo in cuor suo che non avrebbe mai mollato i figli e solo per ottenere più tempo e più sesso con voi? La malafede è un dubbio lecito, anche se lui dice di essere stato sincero, forse troppo entusiasta? Voi gli avete creduto, e spesso siete andate avanti sulla base delle promesse. Più difficile da credere chi non concretizza per figli ormai grandi, cioè ormai diciottenni, che “danno fuori di matto alla parola separazione”. L’altra scusa più diffusa è quella di realizzare all’improvviso che la moglie poverina come faccio ha solo me forse devo provarci seriamente con lei dopo che per mesi, a volte più di un anno, era qualificata come ameba sessuale e insensibile a qualsiasi comprensione umana. Molti tarano e adeguano le scuse perché capiscono che non regge tirarne fuori una vecchia come se fosse nuova. E così l’ostacolo del figlio che prima non c’era lo diventa oggi perché ha dato fuori di testa al solo accenno di separazione o la moglie che non se lo filava improvvisamente si accorge di lui e per tenerselo minaccia di non fargli vedere più i figli (cosa non fattibile per legge). Insomma, sapete quanto io tenga in conto i figli ma vorrei vedere quanto è vera la storia dei figli riesumata all’ultimo momento. Ultima scusa molto di moda è quella economica. Che una separazione sia una cosa da ricchi può essere, soprattutto se lei la coniuge ha in mano il portafoglio e comunque moltiplicare per due case spese e mantenimento non è, oggi, da tutti. Ma se era la moglie ad avere in mano la cassaforte lui lo sapeva già. E se ci sono problemi economici veri non voglio vedere sui social foto del viaggio esotico con tutta la famiglia… ricordo, che per amor di statistica, la mia amica avvocato divorzista dice che solo il 10% degli amanti formano una nuova coppia ufficiale, io aggiungo ottimisticamente un altro 10% di quelli che non ufficializzano perché ormai refrattari al matrimonio ma si “fidanzano” con convivenza o meno.
5) se è finita da quanto tempo è in quali rapporti si è rimasti.
Il problema è se è finita, perché intanto il 90% degli amanti maschi non lascia ma si fa lasciare (leggi qui), e questo lo ottiene facendo passare spesso un tale calvario di tira e molla a lei che i rapporti si inacidiscono per forza. Poi un bel 30% di quelli che fanno in modo di farsi lasciare accusano lei di non averli aspettati (magari dopo più di due anni di tira e molla) o se hanno il sentore o la conoscenza che la povera ex frequenta un uomo, fosse anche un amico e basta, se ne vengono fuori con un ignobile “lo sapevo che ho fatto bene a non investire oltre su di te”… bleah! Potete capire che avere buoni rapporti dopo è leggermente difficile. Anche perché al 95% questi ritornano, ufficialmente per restare amici (leggi qui), ufficiosamente per farvi rifare le amanti o per farsi qualche altro giro di valzer, nudi però (leggi qui). Uno stillicidio di ritorno dove lui non tiene minimamente conto del vostro soffrire nell’interrompere un silenzio che vi è costato sangue e lacrime, il tutto solo per le loro voglie ed egoismo, sfruttando il fatto che nonostante il vostro silenzio siete ancora innamorate. Quindi i rapporti buoni fra amanti il giorno dopo sono più diffusi fra ex che non hanno superato i sei mesi, sposati entrambi, di solito rimangono trombamici.
6) quanto tempo in media è stato necessario per “dimenticare”
Che vi siate lasciati o tu debba aver lasciato adottando il Codice del silenzio ci vorranno dai tre ai sei mesi per stare benino. Dipende molto da quanto eravate innamorate e da quanto siete riuscite a rivivere una vita normale. Riuscire ad avere un chiodo, riuscire addirittura ad avere una storia che non sia imposta come decisione forzata tipo cura farmacologica ma come divertimento liberatorio dimezza i tempi di guarigione. Fra i 6 mesi e l’anno, a parte i flash back inevitabili , anche se lui ci riprova avrete la forza di mandarlo via. Dopo l’anno non vi farà effetto neanche se lavorate insieme. Chi durante i sei mesi e alla fine degli stessi vede che tutto è rimasto uguale e che basta un suo cenno per farlo entrare nel letto dovrebbe consultare al più presto uno psicoterapeuta perché forse ha sviluppato una dipendenza sentimentale.
Bene, ho risposto alle vostre domande spero in modo “scientifico” come piace a me. I numeri a favore della felicità degli amanti non sono bellissimi ma che emozioni straordinarie vivono molte di queste coppie, che scoprono l’amore magari dopo decenni. È sufficiente per trovarsi spesso nei casini e poi soffrire? Un italiano su sei ha tradito almeno una volta e, se lo ha rifatto, forse risponderebbe di sì. Ricordiamoci sempre che siamo tutti adulti e consenzienti (al netto delle balle di certi uomini…).
Sincerely yours
Due parole sull’epidemiologia di coppia
Io Applico i principi di quella che ho chiamato “epidemiologia di coppia”, concetto che deriva dal mio lavoro di giornalista nel campo della salute e nel passato di membro di un comitato etico di un grande ospedale universitario, dove l’epidemiologia delle malattie spiegava e spiega tante cose.
secondo il mio parere e l’epidemiologia di coppia ma soprattutto sulla base della somma di quello che vedo leggo e che mi raccontate ormai in centinaia di migliaia sul mio blog (centinaia di migliaia non 4 amici al bar) il ripetersi in generale di certi comportamenti maschili di fronte a uno stesso input femminile o situazionale dà delle risposte spesso uguali e maggioritarie, salvo più o meno rare eccezioni che qui non interessano
Un comportamento che diventa maggioritario e, appunto, ripetuto e riconoscibile.
 
I vostri racconti aiutano a costruire questo tipo di “epidemiologia”, aiuta anche l’esperienza ma aiutano anche gli uomini che, contrariamente alle donne, hanno in genere un modus operandi abbastanza semplice e ripetitivo, pur essendo bravissimi a “venderlo” come qualcosa di diverso.
Aiuta anche la statistica: il 60% di noi ha tradito almeno una volta nella vita. Nove uomini su 10 che dicono di non avere mai rapporti con la moglie li hanno. Solo il 10% degli amanti crea un nuovo matrimonio…
La statistica e la mia epidemiologia di coppia, come vedete, sono amanti

Amanti in crisi: road map la mappa per andare avanti

mappa2

Roadmap (mappa stradale), dice Wikiepedia, è comunemente intesa come una sequenza temporale di azioni previste attraverso la quale ci si aspetta di raggiungere un obiettivo.

Se immaginiamo gli amanti come due vele che lasciano il porto del matrimonio per avventurarsi insieme in mare aperto queste due vele dovranno sorpassare due boe.

La prima boa è quella della fase ludica dell’amantato. Gli amanti stanno bene insieme, sessualmente e psicologicamente, al punto che i primi sei mesi di gioco sono volati, e si va avanti.

Dal sesto mese al compimento dell’anno il dna della nuova coppia cambia: ogni volta che si sta insieme le molecole del divertimento si trasformano in molecole di sentimento, iniziando a costruire le basi dell’amore. Non importa che vi siate detti cose tipo “prima i figli” o “io non lascerò mai la famiglia”, o che le abbia dette solo lui. Il sentimento è un tarlo che ormai è entrato nello scafo delle vostre barche e ha iniziato a divorarne il legno, lentamente ma incessantemente, e lo farà finché la barca non colerà a picco (e uno di voi, di solito lui, tornerà in porto) o vi costringerà a salire su un’altra, quella della vostra nuova coppia.

A un certo punto, quando vi renderete conto che state facendo il pieno di sentimenti e che il programma iniziale “divertiamoci senza pensieri” non basta più vi guarderete negli occhi e vi direte la fatidica frase: è adesso cosa facciamo? Ci fermiamo qui o andiamo avanti? La risposta di molti è: io non me la sento di fermarmi qui, andiamo avanti e vediamo cosa succede. Altri si fermano per evitare sofferenze, ma più della metà torna sui suoi passi perché “non posso fare a meno di te”. Altri ancora non torneranno più, ma sono la minoranza.

Una volta deciso il wait and see le due vele lasciano la prima boa e si inoltrano nell’oceano. Questa fase può durare in media altri sei mesi ma la seconda boa è già all’orizzonte: è quella del compimento del primo anno.

Nel secondo semestre di amantato lui e lei, nonostante i primi litigi (prima non c’erano e soprattutto non servivano), la frequenza dettata dall’agenda di famiglia (la coppia avrà superato la grande e spesso crudele prova del primo Natale o prima estate non insieme) e vari sensi di colpa e indecisioni condite da passeggeri ripensamenti, avranno accumulato punti sentimento per cui è chiaro, e spesso dichiarato, che ormai si tratta di amore. E l’amore vuole progetti insieme, anela mettere le mani sul futuro.

Ecco la seconda boa. Di solito è lei a mettere i puntini sulle i: “ti amo ma non me la sento di continuare a fare l’amante a vita”. E qui iniziano i guai.

Di solito è lei soprattutto se è libera e lo sposato è lui. Anche perché è decisamente più duro aspettare da sole che lui torni dalle vacanze con la mogliettina o anche da un semplice weekend se l’amantato è ormai diventato amore. E poi, sposata o no, occupata o no, voi siete in genere molto più oneste di noi maschi. Lo prova il fatto che vi separate più facilmente e, quando non amate più un marito, diventa molto più difficile, e spesso impossibile, farci sesso.

Dicevo che iniziano i guai perché voi donne siete parole ma anche fatti, noi uomini in amore siamo spesso Troppe parole e pochi fatti. Siamo bravi a farvi sentire delle regine finché fate le amanti, ma se presentate il conto sono pochi quelli realmente disposti a saldarlo in tempi brevi o accettabili umanamente, compresi e soprattutto quelli che a parole hanno esagerato, parlando di figli (non si progettano figli se non si è sicuri neanche per “era un desiderio”) o di convivenza.

E quindi, alla seconda fatidica boa, lei scoprirà che in fondo lui potrebbe benissimo andare avanti così da amanti per anni, che non può lasciare i figli (ma non c’erano già quando parlava di futura convivenza?), che ha bisogno di tempo.

Tempo. È la parola Chiave della road map degli amanti. Sono già passati 12 mesi. Sono serviti a far maturare l’amore, trasformando gli amanti in coppia? Bene: ha ragione lei, se non avete deciso per motivi oggettivi (figli, soldi…) TUTTI E DUE che si va avanti così (o ci si ferma e si torna in porto) non potete più fare gli amanti a lungo, perché la cosa si farà insopportabile e, mano a mano che procederete in mare, la barca farà acqua.

Lui (a volte lei) ha chiesto tempo? È comprensibile, ma se è sincero e vuole proseguire ci vuole la road map degli amanti.

Dovete cioè stabilire insieme un percorso fatto di tappe concrete che vi porteranno a coronare il sogno: davanti a voi non ci sono altre boe da doppiare, ma un porto nuovo che sarà la vostra casa o il naufragio della vostra storia.

Dovete quindi sedervi a tavolino (o a letto, luogo più consono agli amanti innamorati) e decidere quali saranno le tappe dei prossimi sei, dodici mesi, il tempo medio che serve a organizzare la rivoluzione della vita precedente.

E qui, di solito, si scoprono i suoi altarini. Di fronte alla sua richiesta di tempo voi rispondete con un “va bene, ma queste sono le tappe”. La prima tappa è l’ufficializzazione dello stato di crisi dell’azienda matrimonio. Un’azienda che va in crisi di solito dichiara ai dipendenti che le cose non funzionano e che c’è uno stato di crisi. Da lì partono tutta una serie di provvedimenti, ma la prima cosa è chiarire che le cose non vanno più bene.

Ovvio no? Mica sempre. Perché, care amiche, sarà proprio nel fissare la prima tappa della road map, e cioè la sua ufficializzazione della crisi matrimoniale, che potrete spesso scoprire che la tanto vituperata moglie, quella con cui non si scopa da anni, si litiga ogni giorno, c’è incomprensione totale, diventa intoccabile e “poverina”, e quindi non è possibile neanche dirle a voce quello che lui tante volte vi ha descritto, e cioè “cara moglie io e te non scopiamo da mesi, siamo diventati come fratello e sorella, non ci amiamo più e io sono infelice, siamo in crisi”. Che poi è il minimo sindacale della dichiarazione di crisi, che va dal minimo sindacale appunto di dichiararla con pausa di riflessione (serve tempo a tutti per metabolizzare anche la realtà di anni) al massimo del coraggio, che è “voglio separarmi”.

Dunque, se lui, dopo un anno che state insieme e vi racconta di come sua moglie non sia più da tempo sua moglie, se già vi ha chiesto tempo e poi non riesce neanche a dirle ciò che è la realtà ho paura che la moglie sia una vera moglie, che si vabbè sono in crisi (se non è un seriale non avrebbe un’amante seria altrimenti) ma in realtà scopano eccome e la vita in casa non è quel piattume o quel disastro che vi ha descritto tante volte… Se è così la road map si ferma qui, perché lui ha bluffato. E se alla prova dei fatti le sue parole erano tutte o quasi esagerazioni ormonali o illusioni (magari anche sue, ma non siamo bambini) siete voi che dovete interrompere la navigazione. Perché non si possono fare progetti di viaggio transoceanico con chi in realtà voleva farsi solo una gita in barca tenendo in vista il vecchio porto.

Se invece lui supera la prova della ufficializzazione della crisi (light, medium o strong che sia poco importa, ciò che importa è iniziare) potete mettere giù le altre tappe.

Inutile tediarvi su quali sono: sono quelle che seguono chi è seriamente intenzionato a separarsi, dalla ricerca della casa nuova ai pareri legali, dal mettere in sicurezza il futuro dei figli (si smette di essere marito e moglie ma mai di essere genitori) in modo civile e consensuale (si auspica) alla divisione dei beni.

Sono tutte tappe che variano di caso in caso, anche se devono essere sempre concrete e precise, devono essere fatti: la specialità degli uomini che vogliono sfuggire a una seria road map è infatti quella di rimanere sul generico, sia su quello che faranno sia sui tempi di quando lo faranno. Quindi occhio a proposte di tappe generiche nei modi e nei tempi.

Una seria road map ha un tempo limite, che in media è un anno. Dal superamento della seconda boa dei primi 12 mesi, la road map ideale prevede tappe che portano al traguardo in un anno.

Non è un ragionamento logistico, è un ragionamento psicologico.

Perché un conto è aspettare ancora un anno per coronare il sogno vedendo, mese per mese, che c’è progressione positiva fra una tappa e l’altra, e un conto è arrivare a distanza di un anno che la lista della spesa è metà vuota.

Una barca che deve andare nel nuovo mondo ha un viaggio lungo, ma non interminabile, altrimenti l’equipaggio (lei di solito) si ammutina. E giustamente. Ci si ferma nelle isole (le tappe) e si fa rifornimento e si prosegue con rinnovato vigore. Se non ci sono tappe e le vele sono sgonfie per la bonaccia troppo prolungata i marinai vorranno abbandonare il viaggio e la nave.

Tieni in conto che nei 12 mesi a venire di road map c’è dentro almeno un giro di vacanze separati, e sarebbe per voi il secondo o il terzo, prove durissime, le più dure.

Ho poi visto che gli amanti che superano il secondo anno di storia lo hanno fatto concordandolo insieme: sono quelli entrambi sposati, entrambi con bambini piccoli che, giocoforza, si devono dare più tempo e più pazienza se le condizioni in casa lo permettono. Ma anche loro non possono pensare di andare avanti all’infinito, anche perché ho visto coppie di amanti resistere 3,4 o 5 anni, ma sono caratterizzate da uno squilibrio evidente. O hanno tirato avanti di comune accordo (è spesso il caso di entrambi sposati con figli piccoli appunto) ma, superato il tetto massimo di attesa, sarà comunque molto difficile che si schiodino dall’amantato (contano anche gli anni del più anziano dei due), oppure lei è single e se supera i tre anni di attesa spesso vuol dire che lui l’ha tirata scema, ha promesso e disdetto varie volte e lei aspetta perché ha una forma di dipendenza (raccomando un buon psicologo) e/o non ha il coraggio di mollarlo lei (magari ci ha provato più volte) ed è quindi in posizione di sudditanza e stand by, ma che infelicità!

Quindi ecco perché ritengo che in generale due anni siano il tempo massimo per una coppia per trasformarsi da amanti a fidanzati ufficiali (almeno): ogni mese in più sarà un calvario progressivo per almeno uno dei due.

Aggiungo due motivi di riflessione, nel momento in cui, di fronte alla proposta di road map, lui tergiversi.

Il primo è un messaggio a lui. Mettiamo che tu sia stato davvero sincero quando hai pensato che la tua amante poteva essere la nuova compagna della vita. Di sicuro vieni da un matrimonio in crisi e, soprattutto se tradisci per la prima volta, ci sei arrivato perché ne avevi necessità, bisogno, per esempio se in casa il letto è gelato da tempo. Però se alla richiesta della tua amante di tracciare la road map della progressiva separazione ti vengono i sudori freddi, e ti accorgi che poi non sei così pronto e troppi dubbi sul futuro ti assalgono sii onesto con te stesso e con la tua amante. Forse il tuo matrimonio non è del tutto archiviato. Forse quella moglie che vedi più come una sorella, soprattutto se non c’è astio ma affetto e convivenza civile anche se “bianca” può tornare a essere una vera compagna, di fronte alla possibilità di perderti davvero. La routine addormenta i sensi ma anche i campanelli d’allarme. Forse dovreste darvi, come matrimonio, un’ultima chance (a meno che tu non ci abbia già provato più volte e da tempo, e le pile siano davvero esaurite). Il consiglio è, caro amante lui, di fermarti, dire chiaramente alla tua amante che non sei certo di voler chiudere con tua moglie e metterti di buzzo buono a rimediare in casa. Anche perché, con un’amante di mezzo, è difficile recuperare con la moglie. Hai paura che l’amante ti mandi a quel paese? Hai ragione e probabilmente lei, se non è disperatamente attaccata a te lo farà, ma se sei onesto questo è un rischio che devi correre, non si può avere l’amante in attesa e la moglie a casa. Se non sei onesto sai che farai già il doppio gioco, e allora non mi interessa consigliarti.

Attenzione: la road map implica anche che, quando lui giustamente ufficializza la crisi in famiglia, due mogli su tre, comprese quelle che dormivano, si svegliano di soprassalto e tornano alla carica alla riconquista del marito. Quelle più strutturate e sincere, davvero innamorate, si concentrano sul recupero della coppia, quelle meno illuminate e più legate allo status sociale del matrimonio cercheranno un nemico esterno che le sollevi da ogni responsabilità del fallimento coniugale (quasi sempre è un concorso di colpa) e inizieranno una caccia all’amante, pensando follemente di poter ricomporre un matrimonio eliminando l’avversario che ha trovato la porta di casa spalancata. Illusione che funziona solo se lui è un debole, ma che non ripara da future corna e non ricostruisce una coppia felice.

Anche per questo motivo superare i due anni di attesa con lo status di amanti è controproducente e statisticamente fallimentare. Dunque, cari amanti, occorre darsi una mossa, e qualcosa mi dice che dovrai dartela, come al solito, per prima tu, cara amica amante. E mi raccomando: ferrea sulle scadenze! Se non le rispetta non ti rispetta…

In bocca al lupo a tutti, comunque vada!

Sincerely yours

Il vigliacco: se lo riconosci lo eviti

Il coniglio scappa per sopravvivere, l’uomo in amore spesso per vigliaccheria
Il coniglio scappa per sopravvivere, l’uomo in amore spesso per vigliaccheria

Fra le varie tipologie maschili che vi fanno soffrire e che vi auguro di non incontrare mai quella che detesto di più è il vigliacco.

Purtroppo è diffusa e molte di voi scoprono il vero volto dell’uomo al quale hanno concesso il proprio cuore quando ormai il danno è fatto. Un danno emotivo che può durare a lungo e che può impedire, anche per anni, una vita relazionale normale con l’altro sesso. E non è poco.

Ne parlo perché me ne parlate voi, ma soprattutto per dare a chi di voi lo incontra delle dritte per riconoscerlo e quindi cassarlo subito evitandolo, e a coloro che hanno a che fare con la sua ripresentazione (già, perché il vigliacco, passata la bufera, ha anche il coraggio di riproporsi come se niente fosse successo) ad archiviarlo definitivamente, sfuggendo per l’ultima volta ai suoi trucchi del mestiere.

Il vigliacco ex amante è molto diffuso. È quello che è stato con voi magari per anni, promettendovi mari e monti per il futuro e poi, una volta scoperto dalla moglie, non solo si è dileguato (leggi qui), ma le ha permesso di perseguitarvi.

Ora: che una moglie tradita si incazzi e, travolta dalla rabbia e dal dolore se la prenda anche con voi non lo giustifico ma lo posso capire. I primi giorni può essere un prodotto dell’irrazionalità, fermo restando che a tutto c’è un limite e che c’è differenza fra un insulto dettato dalla disperazione della scoperta e la persecuzione perseguibile per legge. Ma, detto questo, io non potrò mai giustificare il prendersela non con lui, e solo con lui, ma anche con lei, l’altra. Come dico sempre, è come se odiassimo il termometro che misura la febbre incolpandolo anche dell’influenza. Assurdo, inutile, da fetta di salame sugli occhi. Non conosco uomini amanti sedotti e abbandonati, conosco viceversa donne che si sono messe con uomini che hanno spergiurato di essere separati in casa o addirittura liberi ed erano sposatissimi. Occhio…

Chiusa la parentesi, torniamo al vigliacco ex amante.

Che dire dell’amante che, una volta scoperto, non solo si dilegua senza neanche un messaggio di spiegazioni (magari perché ha già consegnato alla moglie il telefono e tutte le password come atto di resa totale…) ma, di fronte alle sue contumelie contro di voi non vi ha difese, ponendovi come è giusto fuori dalla categoria delle zoccole rovinafamiglie (leggi qui). Basta assumersi le proprie responsabilità (lei non centra, ho deciso io, ho scelto io, ho continuato io), ma c’è chi è capace di addossarvi addirittura le sue responsabilità, facendo la parte dell’uomo fragile, il poverino sedotto dall’ammaliatrice che lo ha fatto capitolare usando inimmaginabili insidie sessuali. Che vigliaccata!

Non solo. Il vigliacco, non pago di aver indotto o lasciato credere alla moglie di essere solo un debole e una vittima, quasi appellandosi a essa all’insegna del “aiutami, salvami, salviamo la nostra bella famiglia” non interviene neanche quando la signora va fuori di matto e inizia a perseguitarvi a livello di stalking. Non una parola. Non un “lasciala stare lei non c’entra”.

Allora mi rivolgo a voi care ex amanti del vigliacco. Quando lui, passata la bufera, si ripresenterà con la scusa del compleanno o, peggio, del lavoro (purtroppo molte di voi hanno queste storie sul posto di lavoro), non è che dovete mandarlo a fc, perché non si merita neanche quello. Dovete trattarlo come se fosse morto, perché uno che si comporta così è morto.

Sul lavoro è più difficile? Avete presente quel tipo che vi sta incommensurabilmente sulle palle ma al quale dovete rispondere perché è un fornitore, cliente, collega? Fate come gli inglesi. Gli inglesi sanno dire delle cose terribili restando impassibili. Zero gentilezze, zero problemi di educazione (non è educato fare così… ma stiamo scherzando?), zero saluti, zero contatti, men che meno caffè o pranzi. Lui è morto, e se proprio ci dovete parlare per lavoro parlategli come se parlaste a una scatola, a un fantasma. Io non lo saluterei e gli darei pure del lei per sottolineare le distanze. E che non si permetta nessun contatto fisico, anche in mezzo agli altri: manco la stretta di mano.

Fatelo senza scrupoli. E se avete dubbi ripensate a quello che ha fatto, alle vigliaccate che ha fatto. E se non basta scrivetele su un promemoria del telefono e rileggetele ogni volta che lui vi fa gli occhi dolci e a voi viene in mente la parte bella del vostro passato insieme (bella quanto falsa il più delle volte, adesso lo sapete) o si fa vivo.

Dunque archiviamo per sempre il vigliacco ex amante che non vi ha difeso o venduto alla moglie come rovinafamiglie (dovrebbe essere facile ma molte di voi purtroppo perdonano anche l’imperdonabile) ma liquidiamo anche il vigliacco amante che non se la sente.

Quello che “non se la sente” è l’amante che, superato l’anno di relazione, dopo aver fatto progetti con voi (c’è chi arriva anche a chiedervi un figlio!), avervi ripetuto ti amo in tutte le lingue, avervi fatto mille promesse di meravigliosa vita condivisa, quasi di colpo vi comunica che lui non se la sente di andare avanti. Allora: non è impossibile che in una relazione ci si accorga, a un certo punto, che le cose non vanno, ma non è possibile che questo accada di colpo e senza preavviso congruo! Non è possibile accettare un ieri con “ti amo voglio vivere con te” e un oggi con “non me la sento”.

La verità sta nel tempo. Lui può tirarsi indietro dopo i primi sei mesi di amantato, quelli ludici, dicendoti “questa storia si sta trasformando da gioco in cosa seria e io non volevo mettere in discussione la mia vita, scusa ma mi fermo qui”. Ci sta. Ci sta anche prima, se lui ha sempre detto “io non lascerò mai la mia famiglia, i miei figli” e si accorge che si va verso una storia più seria. Ci sta entro il primo anno, quando quasi tutte le storie fra amanti si trasformano gradualmente da gioco a qualcosa di molto più sentimentale, nessuno dice che l’amantato è un contratto con clausole vincolanti, non lo è più neanche il matrimonio, non lo è più neanche il concetto di fedeltà! Ma non puoi andare a dirle dopo un anno e più non me la sento. Hai scopato fino a ieri, questo te lo sentivi però!

Quindi, cara amica, se lui ti dice non me la sento sei tu che non te la devi sentire più e, mi raccomando, senza appello, perché fra qualche giorno, settimana o mese, il nostro “amico” sostituirà la paura di vivere la vostra storia fino in fondo, come ha detto tante volte mentendo anche a se stesso, con la voglia di fare il migliore sesso della sua vita, che era quello con te, o la voglia di condividere con la sua psicoterapeuta gratuita, che sei tu, tutte le sue magagne mentali, compreso il parlarti della moglie (quante volte hai dovuto sopportare questo mal costume tutto maschile). A basta! Rimandalo dalla moglie con la dicitura sul pacco “destinatario irreperibile” che sei tu.

Infine il fidanzato, partner, compagno, chiamatelo come volete, che sceglie di non scegliere. No, non avete capito: non sceglie di non scegliervi, sceglie di non scegliere. E’ diverso, ma è sempre una forma di vigliaccheria. E’ un uomo libero, può scegliere. E invece non lo fa. Non vi sposa, non viene a vivere con voi, non vuole avere la responsabilità di una famiglia, nemmeno di una vita in comune. Fra questi trovate profili di cui ho già scritto, come lo struzzo o il reduce ammaccato, tutta gente libera di stato ma poco di testa e di volontà.

O meglio: grandi programmi a parole il più delle volte, che poi non si concretizzano. Nel film il Maratoneta, Hoffmann viene torturato ripetutamente da un nazista interpretato da Sir Olivier che continua a ripetergli: E’ sicuro? E’ sicuro? E’ sicuro? Ecco, il partner vigliacco non è mai sicuro di voi. Potete fare il triplo salto mortale per lui che vi dirà: sei sicura? Sicura di che? Mah, lui vorrebbe la certezza (impossibile a priori e se non te la giochi) che fra voi le cose andranno bene, che sarà felice, che non andrà come con le altre (magari è lui ad avere problemi e a far saltare le storie, ma non se lo chiede), che il meteo sarà favorevole… E poi è umorale. Un giorno vi parla di avere figli, il giorno dopo ha il muso. Un bambino di 30, 40, 50 anni e più. Un bambino che ha paura e che, di fronte alla scelta, scappa.

Senza contare quelli che, all’insegna della insicurezza del domani, della paura del domani, nonostante i vostri sforzi hanno in pista almeno tre chat parallele con altrettante potenziali candidate. Perché non si sa mai nella vita, se tu non sei all’altezza delle aspettative meglio avere la gomma di scorta. Meglio non rischiare. Mai. Men che meno in amore.

Fin qui abbiamo analizzato il profilo del vigliacco occupato e non, senza la pretesa di descrivere tutte le sfumature di questi tipi di uomini ma con la consapevolezza di averne centrato più d’uno.

Però abbiamo parlato del problema conclamato, cioè di quando il vigliacco ha fatto oppure sta facendo i suoi danni nel vostro equilibrio emotivo. Il bello sarebbe evitarlo fin dall’inizio, cogliendo quei segnali che non promettono nulla di buono dagli esordi. Vediamo quali potrebbero essere.

Dice subito che ti ama
Ti amo è un’affermazione importante, ne ho già scritto qui. Un uomo che la usa in modo inappropriato e troppo tempestivo potrebbe essere il vigliacco di domani. Dirlo mentre fai sesso non è serio e rispettoso nei tuoi confronti. Dirtelo al terzo incontro o giù di lì significa che, fatto la tara dei rarissimi e veri colpi di fulmine, lui dà un significato a quella parola che è pari a una pacca sulla spalla, e la dice lunga sull’amore che potrà provare per voi in futuro, un amore che lo vedrà dileguarsi alla prima difficoltà o necessità. Sua. Mi sono innamorato, racconta l’uomo che non si innamora mai ma lo dice a tutte. Un uomo su cui nessuna può contare.

Parla di avere figli con leggerezza
I figli sono una cosa seria. Chi mi segue da tempo e commenta sulle vicende degli amanti sa che l’unica cosa che mi fa giustificare la non uscita di casa di un amante è la presenza di figli piccoli o con problemi e di fase come gli adolescenti. Prima vengono loro, non ho dubbi in proposito, anche se vedo figli di divorziati assolutamente felici (soprattutto perché i genitori hanno smesso di essere marito e moglie ma non di essere genitori). Detto questo un uomo, amante o no, che vi parla di avere figli insieme o lo fa seriamente o se lo fa come quello che dice ti amo mentre scopa ma fuori dal letto nessun sentimento è da cassare. Conosco donne che si sono sentite dire dall’amante voglio un figlio da te e che poi sono state lasciate una settimana dopo. Conosco fidanzate che si sono sentite dire voglio un figlio da te e lui aveva già in corso una storia parallela. Voglio un figlio è un impegno che qualifica l’uomo che lo dice. Se lo dice con leggerezza scappate a gambe levate, non fatevi ammaliare dalla dichiarazione di amore enorme a parole quanto vuota nella volontà. Voglio un figlio da te detto quando non è vero è da vigliacco.

Non passa la notte con te
Che sia amante o libero un uomo che ha paura di investire una notte a fare l’amore e a coccolarsi con te o è un vigliacco che non vuole rischiare neanche il minimo o tu conti poco. L’amore vuole tempo insieme, e cosa c’è di più bello di una notte insieme, di un weekend insieme, di vacanze insieme? Lui nicchia se tu proponi almeno la notte, minimo sindacale? Non posso perché mi scopre? Il vero tradimento, quello con la T maiuscola, è passare la notte con un altro uomo, perché la notte ha un significato che una scopata di tre ore al Motel non avrà mai. E’ dormire insieme, fare colazione insieme, scopare molto di più. La notte qualifica il tradimento ma anche il tipo di rapporto fra amanti e fidanzati proprio per la sua intimità. Si chiama paura di rischiare se non vuole passare una notte con voi. Lasciate perdere.

E’ sempre colpa vostra
Lui ha sbagliato ma la colpa, almeno in parte è vostra. E’ un po’ come quello che vi tira sotto a un semaforo che non ha rispettato, e poi se la prende con voi perché non avete attraversato in fretta. E ve lo dice mentre siete per terra sanguinanti. Lo beccate a chattare con una tipa agganciata sui social? Vi risponderà che il suo telefono è immacolato, ma non sa quanto lo sia il vostro. Sapete che cosa vi aspetta se non evitate di frequentare un tipo che trova sempre il modo di condividere le colpe? Quando non mollerà la moglie dopo un anno che state insieme vi risponderà che gli mettete fretta, che non sapete aspettare. E quando la terza volta che vi mollerà e vi riprenderà, sposato o no, voi finalmente riuscirete a voltargli le spalle adottando il Codice del silenzio lui vi dirà che non avete avuto pazienza e che non lo amate abbastanza. Donna avvisata…

Ti amo troppo
Troppo è il termine più usato dai vigliacchi. Lo sprecano esattamente come il ti amo. Ti amo troppo per negare una richiesta è come quello che dice a una donna dopo che a letto ha fatto cilecca che non ci è riuscito perché lei è troppo bella, un po’ come dire che un viagra naturale fa perdere l’erezione. Attente quindi alla parola troppo, perché il vigliacco spesso si nasconde dietro al finto altruista che prende decisioni tremende per voi con la scusa di farlo nel vostro interesse. Quando vedete un episodio del genere gettate la spugna, meglio fermarsi agli albori della storia prima di dover digerire certe vigliaccate mascherate da altruismo.

Sincerely yours

I matrimoni non finiscono per colpa degli amanti

sempre colpa degli amanti
sempre colpa degli amanti

L’amante raramente causa la fine di un matrimonio, è solo la fisiologica conseguenza e risposta a un matrimonio claudicante e decotto, spesso da anni, a volte da decenni.

E quando un matrimonio va in crisi, salvo i rari casi di colpo di fulmine (frequenti come i vasi che cadono in testa all’unico passante sotto quel balcone una domenica deserta di ferragosto in città), la colpa non è sicuramente dell’amante.

La colpa è del marito, che dopo il periodo di innamoramento (dura massimo 36 mesi dicono gli scienziati) e fatti fare alla moglie uno due figli rivela spesso una natura arida, legata al soldo. Un uomo dedito totalmente al lavoro e ai propri interessi, con una capacità empatica e di comprensione pari a quella di un sasso, spesso succube della famiglia d’origine che lo comanda come un burattino, mammone che trasforma la moglie in badante cuoca cameriera, amante focoso che diventa eiaculatore precoce in pantofole e barba lunga che scopa solo quando non c’è il calcio in tv (c’è sempre).

La colpa è della moglie, che archivia il completino sexy e indossa la liseuse e il pigiama antistupro, da moglie si trasforma in mamma e tu diventi il terzo figlio, che dorme sugli allori della routine pensando che l’indissolubilità del matrimonio e la fedeltà siano clausole contrattuali, non giardini da seminare curare e innaffiare ogni giorno. Mogli che loro, per prime, abdicano al loro ruolo femminile e trasformano i pochi ma sani e necessari weekend di coppia a full immersion in interminabili feste e impegni dei figli, eventi dei quali non si può perdere neanche un minuto.

Anche il più innamorato dei coniugi prima o poi capisce che essere gentili, premurosi, spiegare cosa non va fino a litigare, provare sempre a recuperare per primo, fare sempre per primo approcci a letto che falliscono il più delle volte, tentare innumerevoli volte di spiegarsi, trascinare l’altro in terapie di coppia che il partner non capisce perché crede di avere sempre ragione… dopo mesi, anni di tentativi di conciliazione e letti gelati anche il più paziente dei coniugi si rompe e inizia ad archiviare la pratica.

Questi matrimoni sono tutti matrimoni di facciata. Sono case spesso sfoggiate su Facebook come castelli delle favole Ma dentro sono come la casa degli Usher di Poe, crollata, in rovina da anni. Dei ruderi dentro intonacati fuori per il pubblico.

E voi, care mogli disperate per “quella Zoccola rovinafamiglie” e voi, cari mariti incazzati a morte con “quel bastardo che ha rovinato tutto” volete venirmi a raccontare che è l’amante ad aver fatto saltare il vostro bellissimo sogno?

Ma mi faccia il piacere! Vi direbbe il grande Totò. Voi non avete il coraggio o la buona fede o l’umiltà o il senso di autocritica per capire che il fallimento del vostro matrimonio siete voi. Innanzitutto voi. Anche voi.

Magari non voi al 100% ma il fallimento di un matrimonio è sempre prodotto da un concorso di colpa. Ieri non ha rispettato il semaforo lei, oggi hai tamponato tu perché non rispetti certe distanze di sicurezza. E se il codice della strada che regola la serena viabilità di una coppia viene violato troppo spesso e per anni non si circola più.

E se un matrimonio non funziona più prima o poi le corna sono assicurate. Qualcuno si separa prima di compiere quello che in Italia chiamiamo tradimento. E che tradimento non è: non si tradisce un matrimonio finito da anni. Non si tradisce il niente.

Le corna assicurate… la scoperta dell’acqua calda. Che cosa deve fare un uomo la cui moglie lo fa scopare male forse una volta al mese? Prova a guardarsi in giro, mica può regredire all’ adolescenza e al fai da te sotto la doccia!

E lei? Prima o poi cederà alle lusinghe di qualche uomo sicuramente piacente, sicuramente simpatico, ma che sostanzialmente la farà risentire al centro dell’attenzione, la farà risentire donna. La farà risentire giovane e bella.

Non che le donne non sentano il bisogno di fare sesso, anzi. Molti mariti passivi scoprono (non senza essere stati “avvertiti” prima) che la donna che pensavano fosse la colf ufficiale di casa si è trasformata in una bomba del sesso con un altro che non dorme e si rade e si lava tutti i giorni.

Le donne però cedono a un corteggiatore inizialmente più perché le fa sentire donne, ne sottolinea la bellezza e la preservata capacità di sedurre, e poi si parla di sesso.

Qualcuno dirà: non c’è bisogno di andare a letto con un altro per chiudere il matrimonio, basta separarsi.

Basta separarsi. Giusto. In teoria. In pratica lo si fa nella maggioranza dei casi quando non ci sono alternative. Questione di soldi? Certo, mica viviamo nel periodo del bengodi, mica siamo tutti ricchi. Due case invece di una, uno stipendio invece di due, spese in più, avvocati, assegni di mantenimento… e chi li ha questi soldi? E i figli? Nessun figlio è contento di vedere i genitori che non dormono sotto lo stesso tetto, a meno che non volino i coltelli e fin che si può. Fin che si può i bambini vogliono credere a Babbo Natale, anche se il compagno di classe gli dice che non esiste. E gli uomini? Molti hanno paura di una vita da soli, e quindi non si cambia auto finché non ne hai vista una migliore che vuoi e puoi comprare. Cinico ma vero, fatevi l’esame di coscienza perché dentro di voi lo sapete, anche se fate gli struzzi.

Quindi cari mariti e mogli che puntate il dito contro le amanti rendetevi conto che vi state facendo un selfie che ha per sfondo la colpa della fine del matrimonio.

Infatti, scoperto l’amante, cosa fate? I più evoluti e intelligenti ne parlano si confrontano cercano di recuperare e, alla peggio, si concentrano su come continuare nel futuro a fare i bravi genitori e a dirlo ai figli in modo da fargli meno male possibile. Cercano un accordo consensuale anche in nome del bello che c’è stato, dell’affetto che spesso rimane per l’altro e del fatto che lui sarà sempre il loro papà e lei la mamma.

Ma ci sono anche tanti struzzi e “ho sempre ragione io” che non si fanno domande, non analizzano le proprie colpe. Si fa prima a dare la colpa a un esterno, l’influenza per loro è sempre colpa del termometro, non del virus che loro hanno fatto entrare dalla finestra e non curato quando lo potevano fare. E i virus devastano i matrimoni che hanno un sistema immunitario debole e che non si difende perché non ha più gli anticorpi dell’amore e della reciproca comprensione.

Gli struzzi coniugali sono anche quelli che avevano già visto le tracce del “tradimento” e che avevano abbassato lo sguardo per quieto vivere e convenienza. Attenzione: non confondiamoli con quelli che hanno affrontato la cosa è perdonato per ricostruire. Io parlo della moglie che sa che il marito ha o ha avuto un’altra o altre e che fa finta di niente.

E questi, siccome una lei o un lui rappresentano un concreto rischio per il matrimonio (della serie gli altri erano “solo” avventure) puntano il dito ed è tutta colpa della rovina famiglie? Troppo comodo, troppo tardi. La colpa è vostra, non dell’amante.

Non si va con gli uomini sposati! Tuona il solone della morale con il matrimonio degli altri. Ma quelli che descrivo e che poi trovano degli amanti non sono degli sposati, sono nel limbo degli sposati in attesa di passare o al paradiso della nuova felicità o all’inferno della solitudine dovuta a un matrimonio fallito (anche se credo che sia un inferno sempre abbandonabile, Cupido ha frecce infinite nella sua faretra). Le amanti non vanno con gli sposati, vanno con uomini e donne che sono separati in casa da anni, in attesa della persona giusta. A meno che non siano dei traditori seriali o bugiardi che mentono sul loro status, ma quelli non lasciano mai mogli e mariti.

I matrimoni non finiscono per colpa degli amanti e dare la colpa a qualcun altro della fine del tuo non servirà a salvarlo, ma solo a far scendere la tua dignità al livello delle scarpe.

Non c’è niente di più brutto e inutile che sputare nel mare per contenerne la forza: chi non ha voluto nuotare verso riva è destinato ad annegare.

Sincerely yours

Ci si può separare avendo figli?

Un articolo online sostiene, citando delle ricerche, che la separazione dei genitori per i figli è un vero tsunami, a volte paragonabile al lutto.

Non esageriamo.

Sui figli ho una posizione netta (non si lasciano finché non arrivano ai 16 anni, più o meno, dipende dai casi e dalla loro maturità ed equilibrio e se non ci sono guerre e conflitti insanabili) ma conosco figli di genitori separati e civili, buoni papà e mamme che, nonostante il matrimonio sia finito, hanno gestito la separazione causando il minor danno ai figli che crescono assolutamente sereni.

Su questo blog ne dibattiamo spesso.

Alla luce dell’articolo sotto che ne pensate?

http://www.vitadamamma.com/144952/il-divorzio-per-i-bambini.html

Coppie: Pasqua con chi vuoi?

Pasqua con chi vuole lui
Pasqua con chi vuole lui

Natale con i tuoi Pasqua con chi vuoi. Il vecchio adagio sembra valere per tutti tranne che per gli amanti e le coppie che io chiamo squilibrate, dove cioè uno dei due prevale sull’altro, mi spiegherò meglio più avanti.

Ho già detto (leggi qui) che le vacanze sono il momento della prova del fuoco per molte coppie, regolari o clandestine che siano, una prova che spesso si rivela devastante.

Già perché se è vero che durante la settimana i guai, il lavoro e la routine ci sfessano per tutto il giorno è anche vero che fanno da anticorpi negli organismi con un sistema immunitario deficitario o da basse difese tipici di quelle coppie che, per un motivo o per l’altro, sono da tempo in crisi.

Nei matrimoni e fidanzamenti claudicanti, infatti, arrivare a casa dopo una dura giornata di lavoro significa spesso non… parlare. Complice e scusa la stanchezza, ci si addormenta sul divano, dopo un laconico “per favore guardiamo qualcosa alla tv che è stata una giornataccia” reiterando anche un altro rito ripetitivo delle relazioni asfittiche, e cioè il rimandare ogni rapporto sessuale, ancora una volta, per l’ennesima volta, a tempi migliori.

Quindi stress, divano, tv e sonno postprandiale proteggono le coppie di cui sopra da litigi, confronti e rimandano la cambiale all’incasso quando? Proprio alle feste comandate.

Per gli amanti la settimana feriale è un salvacoppia, perché permette gli incontri furtivi in pausa pranzo, le mattinate in motel vendute come shopping o riunione in un bunker dove, guarda caso, o il telefono non prende o non si può rispondere, mentre sappiamo che Pasqua con chi vuoi non è molto diversa dal Natale o dal Capodanno, perché comporta un allontanamento forzato e un minimizzarsi delle chiamate, per fortuna che c’è WhatsApp (sempre sia lodato). Ma anche sulle messaggerie si litiga, proprio per rimarcare che, ancora una volta, passi questa Pasqua con tua moglie (ma non doveva essere l’ultima Pasqua l’ultima volta?).

Però sugli amanti non mi voglio dilungare perché trovate l’approfondimento in questione qui, nel post Amanti, manuale di sopravvivenza per le feste o in San Valentino the day after.

Mi voglio invece dedicare di più a quelle che ho definito coppie squilibrate, o sbilanciate.

Che cosa si intende per coppia sbilanciata o squilibrata? Non tanto la classica coppia in crisi, quella ormai avanti nella strada verso la separazione.

Intendo quella coppia ancora in quella terra di mezzo in cui lei (o lui, ma lo sapete, io sono spudoratamente dedicato alle lettrici), alla domanda Pasqua con chi vuoi risponderebbe: io e te da soli da qualche parte meravigliosa o, se ci sono bimbi di mezzo, almeno suite, appartamento e camere separate.

E invece no.

Pasqua con i suoceri
Alcuni suoceri, per una coppia, sono più letali di un tradimento (come ho scritto qui). Eppure lui, mammone o succube del padre per qualsiasi motivo (soldi, lavoro, figura dispotica incombente da sempre), non è capace di staccare il cordone ombelicale neanche per i fatidici giorni del ponte Pasquale. Così, la poveretta di turno, si ritrova 365 giorni all’anno alle prese con “mamma e papà”, naturalmente i suoi, perché i genitori della malcapitata sono di solito i suoceri “buoni” e quindi automaticamente messi da parte. Quindi tutti a festeggiare a casa di mamma. Peggio: tutti a festeggiare a casa di mamma in montagna, così ci dobbiamo pure dormire. Peggio: tutti a festeggiare a casa di mamma in montagna che ci danno la camera di fianco alla loro che così amore per queste sere meglio evitare di fare l’amore perché se ci sentono si imbarazzano e poi io non sono a mio agio perché poi a papà, come quando ero ragazzino, gli basta un’occhiata per capire se l’ho fatto (e potrebbe venirsene fuori davanti alla colomba pasquale con un bel “hai usato il preservativo? Ricorda che io nipoti non ne voglio!” O viceversa… “l’avete fatto? Insomma sto nipotino arriva o no?”). Quindi la malcapitata non solo deve sopportare i suoceri, ma va pure in bianco. Queste situazioni sono destinate a portare spesso al fallimento della coppia stessa perché, per fortuna, la pazienza di voi donne, nonostante tutto, non è infinita. Il mio suggerimento, o meglio quello delle tante che ci sono passate e “hanno risolto” è questo: puntate i piedi la prossima volta, se adesso è stata l’ennesima volta con i suoceri la prossima non cedete a costo di stare a casa da sole o, meglio, di andarvene finalmente con l’amica del cuore al mare (che a voi la montagna vi ha rotto da mo’). I figli? Se li puppino i suoceri per una volta!

Pasqua con i “suoi” amici
I nemici potenziali della coppia non sono solo i suoceri versione tiranni, ma anche i suoi amici del cuore, quelli con cui passa già la vita in chat, ha il mercoledì di calcetto, la domenica allo stadio e qualche serata in birreria ci scappa pure, tempo dedicato che neanche la più focosa e attraente delle amanti potrebbe sperare. Quindi a Pasqua che si fa? Si va via con i suoi amici. E lui, finalmente immerso h 24 nella sua goliardia da Animal House (chi non ha visto il mitico film con Belushi vada subito qui) non ti si fila ma neanche di striscio! Te ne accorgi perché non ti risponde quando tenti, in quei rari attimi nei quali non è preso dagli amici, oppure ti risponde con eh? E la sera, finalmente sotto le lenzuola soli? Lui russa, perché ha fatto tre giri di superalcolici dopo due bottiglie di quel vino tanto buono. E sarà così fino al ritorno a casa, quando ti dirà: amore scusa ma questa vacanza mi ha devastato.
Consiglio di chi ci è passato? Dopo il primo giorno abbi il coraggio di tornare a casa da sola. Lo so è grossa, è una mossa azzardata ma… basta! Un uomo che da anni ti fa fare la ruota di scorta dei suoi amici capirà solo un messaggio molto netto, tangibile e preciso, altrimenti ti dirà sì sì va bene la prossima facciamo come vuoi tu. E ci vediamo a Natale o, peggio, all’estate con gli amici. Vedi tu se è ancora il caso di provare il prossimo “turno”, ma se è così, una volta a casa, devi mettere nero su bianco che A Basta con la vita coniugale condivisa con i suoi amici.

Pasqua in immersione (o dove vuole lui)
Pasqua con chi vuoi significa anche dove vuoi o a fare quello che vuoi. O meglio, dove vuole lui, o peggio a fare quello che vuole lui. Alzino la mano le disperate costrette ad aspettare che lui faccia l’ultima discesa a chiusura impianti, a scalare montagne, a fare passeggiate impervie da vescica ai piedi o a correre in Central Park invece di girare per la fifth avenue a vedere i negozi di New York. Ricorderò sempre un’immersione con questa coppia. Lui un maniaco della subacquea, lei terrorizzata dall’andare sott’acqua eppure già costretta a seguire tutto il corso per prendere il brevetto più le settanta immersioni del fidanzato, che non gliene fregava niente di lei ma la voleva comunque lì con lui. La malcapitata, mi ricordo, piangeva lacrimoni che lui non asciugava neanche (tanto siamo al mare e ti devi bagnare) e in una immersione, mentre lui era già 20 metri più sotto, aveva perso i pesi della cintura e io l’avevo dovuta soccorrere, completamente abbandonata. Roba da corna immediate per ripicca (era pure bella), ma non credo siano più insieme, o meglio, lo spero per lei. Insomma, lo sportivo o il maniaco dei posti che non ti piacciono è letale come e quanto quello della mammina sempre insieme o degli amiconi inseparabili. Il consiglio di chi ci è passato? Trovarsi un’attività sportiva o non, personale alternativa, da praticare nei luoghi comuni ma anche no. Nelle coppie squilibrate ciò potrebbe portare lui, se è in versione despota, a non riconoscere lo stesso diritto di pratica di sport o di luogo: forse vi accorgerete finalmente di che pasta è fatto (non è che state con un narcisista? Verificatelo qui) e vi auguro che la prossima vacanza, nella quale farete una settimana insieme e una separati (tu al mare ad abbronzarti con le amiche e lui a scalare l’Everest), troviate (se lo vostra coppia è decotta e Pasqua è solo uno dei tanti sintomi di malattia degenerativa) anche un’alternativa al despota delle montagne o degli abissi congrua, attenta e soprattutto disponibile a fare tutto quello che volete voi o quasi. Insomma, un “chiodo” (leggi qui) magari sedentario.

Finally, ridendoci insieme un po’ su questa Pasqua con chi vuoi, colgo l’occasione non solo per augurarvi buone feste con il mio blog, ma che vi portino anche l’occasione per riflettere su cose che non vanno magari da tempo e che è ora di cambiare o… di chiudere. L’amore è semplice: nessun squilibrio o sbilanciatura, l’amore ama le vacanze dedicate alla coppia e senza interferenze, con una buona dose di sesso senza pensieri finalmente, altro che terzo super alcolico o il russamento dell’alpino.

Sincerely yours

Era mio padre

Mio padre con mamma fidanzati a Venezia
Mio padre con mamma fidanzati a Venezia

Era mio padre

Oggi, festa del papà, voglio raccontarvi il mio e pensare a lui.

Alto, Occhi azzurri, dicevano che fosse uno degli uomini più affascinanti di Venezia.

Faceva il giornalista come me e aveva vissuto per un po’ a Londra, dove aveva imparato a giocare al suo amato bridge e mi faceva lezioni di inglese, mostrandomi la cartina della metropolitana che dovevo studiare segnando col dito le zone dove abitavano le sue fidanzate, tre o quattro almeno.

Non so se fosse davvero cosi sciupafemmine, so che le donne lo amavano e lui piaceva molto.

Anche il fatto di essere corrispondente per un settimanale tedesco e il suo dover periodicamente recarsi ad Amburgo, città libera e piena di “libere donne”, come le descriveva lui, a fare quelle serate all’insegna di “Alberto please, make for us your magnifica Carbonara!”, non depone a favore della fedeltà.

Non so dunque se sia sempre stato fedele a mia madre, mi piace pensarlo anche se non è realistico per molti motivi: il suo fascino, i suoi viaggi, quei lunghi agosti noi a Venezia e lui a lavorare da solo a Milano o in qualche parte del mondo, il suo essere cresciuto all’epoca delle case di tolleranza…

Forse non è stato sempre fedele fisicamente a mia madre, ma con la testa sì, perché l’amava. Quindi che importa la fedeltà caro papà?

Si erano conosciuti a Venezia con mamma, perché il suo miglior amico era mio zio Plinio, mio padrino e fratello di mia madre.

Papà orfano già a tre anni, veniva da una famiglia povera che abitava alla Giudecca, all’epoca non proprio il sestriere di lusso della città. Mia madre invece veniva da una famiglia ricca e rispettata, che lo accoglieva a pranzo come amico di Plinio, ma mi ricordo che mia nonna diceva che “così mangiava un po’, povero ragazzo”.

Era nato così l’amore fra mia madre e mio padre, a palazzo Morosini, dove abitava la famiglia di lei all’epoca.

Mio padre non ha avuto un padre. Il nonno, morto giovane per un’infezione allora incurabile, aveva lasciato lui e sua madre soli in una Venezia prefascista, difficile da vivere.

Sua madre, mia nonna Regina detta Ginetta, si era presto risposata con quello che sarebbe diventato un fotoreporter famoso. Un matrimonio di salvataggio per lei, bellissima, d’amore per lui, almeno all’inizio narravano i miei avi.

Lui non amava mio padre, ancora meno quando mia nonna ebbe il fratellastro di mio padre.

Mi ricordo che mio padre, se solo osava fare qualcosa di sbagliato alla tavola del patrigno, riceveva una bicchierata gelida d’acqua in faccia. Un’umiliazione che a immaginarla mi ha sempre fatto del male.

Il patrigno lo aveva anche preso a lavorare nella sua agenzia e gli aveva insegnato a fotografare. Era il periodo della moda, e mio padre aveva avuto una storia con una famosa attrice. Però lui preferiva scrivere, non fotografare o commerciare in foto.

Mio padre era legato, non ricambiato, al patrigno. Quando in un momento di difficoltà lavorativa mio padre è stato abbandonato al suo destino dal patrigno, con mia nonna che rispondeva a mia madre che la pregava di aiutarci “ognun per sé, Dio per tutti”, aveva 40 anni.

Il peggior tradimento è quello dei genitori o dei fratelli.

Ma mio padre si è risollevato dai debiti E dall’infarto (fumava 60 sigarette al giorno) e ha fatto fortuna da solo, rilanciandosi nel lavoro e assicurandoci una vita agiata.

Questo era mio padre.

Io gli sono diventato amico solo a 18 anni. Con lui il rapporto è stato difficile, sempre mediato e salvato da mia madre.

Lui, che non ha avuto un padre, aveva idee confuse sul come farlo. Da una parte era troppo permissivo, dall’altra voleva essere autoritario e rispettato come il patrigno. Risultato: la mia ribellione.

Mio padre pretendeva infatti rispetto senza applicare la regola aurea del do tu des che io applico con i miei figli: io ti premio se tu fai bene il tuo lavoro, io non sono una volta tuo amico e una volta un padre autoritario, io sono tuo padre punto. E tu mi porti rispetto perché io me lo sono guadagnato, anche.

Così ogni anno la stessa storia: due materie a settembre e lui che mi comprava il motorino avvertendomi che era un investimento per il futuro. E poi la moto. E poi l’auto. E io ne approfittavo. Litigavamo ma lui cedeva.

Ma ci amavamo pur litigando ferocemente.

A 18 anni provo a lavoricchiare con lui, per guadagnare un po’. E scopro che mio padre è un Figo, non un debole. Scopro che è bravo nel suo lavoro, che sa tramutare idee in ricchezza per la famiglia. E così si guadagna la mia stima per la prima volta. E con la stima e il lavoro insieme migliorano i rapporti.

Da allora io e mio padre siamo diventati amici.

mamma se ne è andata prima di lui, e lui un giorno mi ha detto che era stufo di vivere senza di lei.

Aveva ripreso a fumare ma poi, forse spaventato dalla paura di qualche sintomo inconfessato, aveva smesso.

Dopo soli 15 giorni l’ho trovato addormentato sulla sua poltrona in pigiama, in attesa che si scaldasse la sua brioche. Se ne era andato dalla mamma.

Quando parlo con lui in questo periodo scherziamo sul fatto che smettere di fumare lo abbia di fatto ucciso.

Questo era Ed è Alberto Nicolò Pellizzari, mio padre.

Coppie e amanti: quando il silenzio uccide, quando salva

Il silenzio scoppia la coppia
Il silenzio scoppia la coppia


Il silenzio uccide le coppie di lunga data, non è un buon segno in quelle nuove ma salva l’amante abbandonata.

Come ho già avuto modo di scrivere, ma l’argomento merita di tornarci visto il numero di commenti che ha suscitato l’articolo sugli amanti che si lasciano (o meglio lei lascia lui per sfinimento) e che fare dopo (leggi qui per saperne di più), il silenzio per la coppia, regolare o no, ufficiale o no, può essere un veleno o una medicina.

Vediamo perché e come mai il ruolo del silenzio fra lui e lei cambia a secondo del tipo di coppia ma anche della sua longevità. Ovvio che mi rivolgo innanzitutto alle amiche lettrici, le mie preferite in assoluto. I maschi sono i benvenuti ma sanno che di solito analizzo le loro malefatte, chi è senza peccato scagli il primo silenzio.

IL SILENZIO NELLA COPPIA RECENTE
Vi siete messi insieme da qualche mese e tutto sembra andare bene, anche perché di solito, secondo la mia “epidemiologia di coppia” (leggi qui se vuoi saperne di più), i primi sei mesi (si contano dal primo bacio, il bacio è fondamentale leggi qui perché) sono quelli ludici per tutti, amanti compresi. Ci si diverte, si scopa molto e si inizia a vedere se oltre al sei bello/a, simpatico/a, scopi bene c’è o ci potrebbe essere qualcosa di più in grado di far superare la boa del primo semestre. Come a scuola: promossi, bocciati o con debiti rivedibili.
Ecco, il silenzio, in questa fase, è la votazione che promuove, boccia o rimanda a settembre e poi vediamo se torni preparato.
In che senso silenzio? Omissioni o mancanza di confronto.
Il dialogo, in ogni coppia, è un po’ come il suo segno astrologico.
Se il segno di base (come il mio dei pesci) è rappresentato dalla qualità del sesso che si fa insieme (il sesso, lo dice l’epidemiologia di coppia, ha un’importanza sulla salute della stessa e sua longevità pari al 70%, che tradotto vuol dire che se non si scopa bene e spesso addio a presto o corna prima o poi) l’ascendente (per me leone), importante perché stabilizza ed enfatizza il segno-sesso di base, è il DIALOGO. Il contrario del dialogo è, appunto, il silenzio, l’altro ascendente del segno di coppia.
Dunque, l’oroscopo di una coppia appena formatasi sarà tanto favorevole quanto il suo ascendente è il dialogo.
Facciamo degli esempi concreti, perché ci sono due tipi di silenzio in questa fase da parte dell’uomo: il silenzio omissivo e quello egoistico.
Il silenzio omissivo di solito è quello dei primi due-tre mesi e si esprime con il fatto che lui, su certi argomenti, non si esprime. Non parla, svicola, se è prepotente li vieta addirittura. Comportamenti che rasentano a volte lo stashing (ne ho scritto qui se vuoi saperne di più) e che si concretizzano fondamentalmente con omissioni o non risposte su argomenti che vanno dalle sue storie precedenti, allo stato di famiglia, a che cosa fa quando non vi vede, a che cosa farà domani, a dov’è in quel momento e così via. Insomma, lui di voi ha tutte le informazioni in tempo reale e voi no.
Capite bene che se questi buchi neri toccano cose importanti come “dove vai questa sera senza di me” o “ma tu mi ami o no” la coppia ha un oroscopo che è nefasto quanto Saturno lo è stato per i Pesci negli ultimi anni (ah, fra un po’ dovrebbe togliersi dai cabbasisi, come dice Montalbano, cari Pesci). E non importa che vi dica che il silenzio omissivo è la bandiera della libertà individuale della coppia sana, perché o lo è per tutti e due (e allora forse diventerete una coppia aperta, della serie scopata liberi tutti) ma se vale solo per lui o non siete già importanti oppure sta broccolando un’altra o altre.
Il silenzio egoista è più grave perché non recuperabile. Infatti, se il silenzio omissivo può cambiare con la crescita dell’interesse dell’uomo per la donna (più diventate importanti, meno silenzio ci sarà però… attente: ciò deve avvenire presto e dare segnali di miglioramento precisi, non fate le crocerossine con la bandiera in mano del “io lo cambierò, cone me lui sarà diverso”) il silenzio egoistico è parte del Dna dell’uomo che vi è capitato. Che è uno che le donne come dire sono importanti come una bella auto, che il sesso e basta e poi avanti un’altra, che le donne sono tutte uguali e quindi sacrificabili sentimentalmente… insomma uno che di innamorarsi o ha già dato e pensa di aver sbagliato o non ha mai dato e, vista anche l’età (dopo i 40 si peggiora notevolmente), mai darà. Potete anche non credere all’oroscopo ma le vostre amiche che lo leggono in modo retroattivo (provate a leggere quello di ieri: era giusto?) potranno dirvi che silenzio omissivo o egoista non sono di… buon auspico.

IL SILENZIO NELLA COPPIA DI LUNGO CORSO
Il silenzio nella coppia di lungo corso è alla lunga e in genere un metodo infallibile per guadagnarsi le corna. La coppia di questo tipo usa il silenzio, di solito, per non discutere o litigare. All’inizio su piccole cose, piccoli sgarbi, disattenzioni o peccati veniali (una battuta infelice di lui o di lei davanti a estranei), poi per evitare scontri su grandi temi, importanti per la coppia.
I figli per esempio: le coppie che non sono unite di fronte a decisioni che riguardano i figli danneggiano la loro educazione ma anche la coppia stessa. Il papà che smentisce la mamma di fronte a loro, un genitore che revoca una punizione diventando il buono contro il cattivo, far assistere anche i più piccoli a una diatriba sulla maestra… avendo io tre figli potrei farvi milioni di esempi di occasioni per sbagliare ma di fatto, se i coniugi non fanno Testuggine Romana (formazione da guerra che rese gli antichi antenati di questa terra un esercito quasi invincibile) il risultato di fallimento sui figli e il fatto che uno dei due genitori uscirà come il cattivo o il perdente o il cretino di fronte ai figli sconvolgerà, è solo questione di tempo la coppia.
Il silenzio sul sesso è altrettanto deleterio. Ho già detto quanto conta il sesso e non ammorbatemi con il “c’è altro in una coppia”: sì certo ma se lei non ti fa scopare bene e spesso e tu non fai altrettanto prima o poi, a meno che gli ormoni non “spariscano”, si scoperà fuori. O l’uno, o l’altro, o tutti e due. Se fai un sesso routinario, ripetitivo, breve, ogni morte di governo (durano più del Papa ormai) e non ne parlate, o non ne parlate più perché non cambia nulla, le parole non dette si trasformeranno in rancore.
La parole non dette, il silenzio nella coppia di lungo corso, anche quello travestito da silenzio per quieto vivere ucciderà la coppia.
Ogni silenzio, dal più banale al più grave, riempirà il vaso della pazienza fino a farlo esondare anche con una sola ultima goccia, e allora si produrrà, spesso, un altro tipo di silenzio.
Il silenzio del tradimento. Le coppie che si abitueranno al silenzio per evitare chiarimenti o litigi, che non avranno più o poco dialogo, troveranno più facile celare nel silenzio il primo amante. Insomma, il silenzio in questi casi è un veleno che agisce lentamente e che non ha antidoto.

IL SILENZIO DEGLI AMANTI
C’è il silenzio di lui e quello di lei.
Lui di solito è quello che dice di amare la propria amante e poi però non lascia la moglie per mille ragioni (anche valide, come quella dei figli piccoli): sono coppie queste, dove uno dei due tradisce (o tutti e due) che vengono da silenzi come quelli descritti sopra. Con te, cara amante, il silenzio omissivo è quello che consiste nel dirti che lui non ha rapporti con la moglie (la stragrande maggioranza li ha, per quieto vivere anche ma li ha) e tutta una serie di omissioni che vanno dalle cene di anniversario (se non è così allocco da postarle sui social, ma magari lo fa lei) ai regali e al fatto che la moglie della crisi in corso non sa nulla, un po’ perché non la vuole vedere un po’ perché lui, al contrario di quello che ti ha detto (o non ti ha detto), in famiglia è quasi normale.
Questo tipo di silenzio è apparentemente da bugia bianca, quindi veniale, ma diventa dirompente quando tu ti accorgi (e prima o poi te ne accorgi, perché passa il tempo e lui non la molla) che il non detto nasconde un iceberg di “segreti di famiglia”.
L’altro silenzio è il tuo, ed è l’unica medicina capace di guarire da una storia fra amanti lunga arrivata al capolinea. Ormai siete insieme da più di un anno e lui, dopo aver giurato il suo amore, dopo aver detto questo è l’ultimo Natale in casa, questa è l’ultima estate in casa, questo è l’ultimo quadrimestre poi giuro signora maestra a settembre studio rimedio alle materie che mi ha dato e mi separo… non lascia la moglie.
Come ho già scritto in Crisi degli amanti e ora del silenzio la tua medicina è amarissima, indigesta, difficile come smettere di fumare per una fumatrice di quelle che si mettono la sigaretta in bocca sulle scale per guadagnare tempo e “ossigeno” prima di uscire dall’ufficio ma dopo tre sei mesi di silenzio assoluto, magari aiutati da amici e dalla strategia del chiodo scaccia chiodo (leggi qui) inizierai a sentirti più autonoma, libera, a disintossicarti, il mondo non sarà solo più solo e solo lui, ricomincerai a vivere e, rpima o poi, a cercare e probabilmente trovare un nuovo amore, forse non quello della vita ma cara, non lo era neanche lui credimi.
Ah, lo ripeterò fino alla nausea: il silenzio deve essere totale, ininterrotto e assoluto. Niente social. Niente telefonate. Niente messaggi. Niente incontri (se lavorate insieme leggi il link segnalato sopra). Solo così disintossica. Anche perché lui, il codice del silenzio, lo violerà. Gli uomini sono egoisti, anche quando sanno che fanno male e che il silenzio serve a te come terapia, perché lui ha scelto. Eccome se ha scelto. A meno che il silenzio non lo faccia rinsavire e correre da te veramente. Allora era vero amore e ritiro tutto. Ma deve correre e rimanere, il tuo silenzio deve farlo “impazzire” per farlo rinsavire.

E adesso… silenzio.

Sincerely yours

foto:Voyagerix iStock

Quando il matrimonio si trasforma in amicizia 


Esistono matrimoni bianchi e trasformatisi in separati in casa con grande anzianità di convivenza.
Un classico? Quelli che si sono sposati giovanissimi, magari ancora studenti e hanno avuto subito un figlio.
Si amavano, ma il tempo ha fatto pesare sul piatto della bilancia la rinuncia precoce alla libertà della giovinezza. 
Allora giudicati più maturi dei coetanei, oggi vedono il loro amore trasformato in affetto, amicizia, fratellanza.
Niente più sesso (se non raramente, roba da una volta al mese, forse) spesso molto affetto, solidarietà, ancora un grande progetto in corso, come quello dei figli.
Una buona parte di loro decidono di non separarsi ma di continuare insieme.
Approfittatori? Vigliacchi? Ignavi? Astuti amministratori dei beni comuni? 
Può darsi, in qualche caso.
Ma i più, pensando a una separazione, si sono fatti una domanda principale…
Ma cosa c’è fuori? Un uomo o una donna per i quali vale la pena buttare in aria tutto? Raramente 

E che cosa c’è a casa? Nonostante tutto c’è amicizia e ancora molte cose in comune. 

Allora, per ovviare al problema sesso (non tutti riescono ad appendere i genitali al chiodo) molti optano per la separazione in casa con un patto non scritto che dice: noi stiamo insieme e condividiamo tutto tranne il letto. Quello che succede con gli altri succeda, non vogliamo saperlo e non faremo domande. 
Qualche commentatore dirà: che brutto esempio da dare ai figli. Ma ai figli, soprattutto se under 13 non gliene frega niente della vita sessuale dei genitori, che fra l’altro non percepiscono. E gli adolescenti, alle prese con una grande e rivoluzionaria Crisi di identità, non sono certo in cerca di problemi genitoriali da risolvere fra due case, problemi economici e varie ed eventuali. Se in casa è sereno, raramente nuvoloso e mai tempesta in maggioranza i figli, egoisticamente, vogliono i genitori insieme. Quindi quale brutto esempio? Vero è che se il matrimonio è fallito non per consunzione naturale ma per un tradimento o incompatibilità insopportabile è banale dire che è meglio anche per i figli separarsi, non costringetemi sempre a precisare questa ovvietà. Negli altri casi no. Non è “meglio” per loro, è meglio forse e più spesso per noi.

Qualche commentatore dirà: comodo i separati in casa, ognuno fa quel cazzo che vuole che famiglia è? Rileggi bene. Le coppie di cui parlo, e sono tante (non tutti i separati in casa sono finti al fine di scoparsi anche chi non va con gli sposati, non tutti sono finti perché hanno appeso il cappello), hanno tutto della coppia tranne che il sesso. Dici poco, vero, ma se fuori non c’è nessuno che valga la pena di un divorzio, per costruire una nuova coppia? 

E Fuori spesso non c’è nessuno, lo sanno bene le single belle e intelligenti che sono sole da anni e che, tranne qualche scopata selezionata e fisiologico-ludica, non riescono a trovare un partner che regga più di sei mesi neanche con il lanternino.

Vero, ci sono donne con le palle (pochissimi uomini) che non accettano il matrimonio bianco o la separazione in casa. Ne conosco e le ammiro. Hanno affrontato i propri figli e la responsabilità di parlargli di separazione, hanno avuto le palle di affrontare spesso la loro disperazione per poi, con le loro forze (e magari l’aiuto di qualche papà intelligente), ricostruire la propria serenità e quella dei figli. Donne che lavorano sodo, perché spesso non hanno un assegno sufficiente dall’ex. Donne che non hanno scelto per egoismo, ma perché hanno creduto profondamente nella loro scelta di verità. Una scelta coraggiosa, ma non tutti ne hanno la forza e, aggiungo, le motivazioni. 

Torniamo ai nostri separati in casa. I più evoluti non affrontano lo status di separati in casa omettendo o sorvolando sul problema sessualità, come se non esistesse o fosse poco importante. Si trasformano in coppie aperte soft. Cosa vuol dire? Che al silenzio assenso della coppia separata in casa quando lui o lei “escono con amici” si sostituisce un patto il cui assunto è: “noi ci vogliamo bene ma il sesso non c’è più e quindi è lecito trovarlo fuori quando e se capita. Ne parleremo o non ne parleremo se succederà? Lo decidiamo subito o li decideremo al momento. Siamo consci del rischio di poter incontrare qualcuno che ci porti a una separazione vera”. 

Impossibile direte voi. Io vi dico che queste coppie esistono e funzionano da anni. Senza musi, scenate di gelosia o una vita in comune fatta di silenzi, menzogna e squallida routine.

Come fanno? Innanzitutto si rispettano e si vogliono ancora molto bene, anche se non si amano più. Hanno sostituito la scappatella degli amanti mordi e fuggi con la possibilità preventivata di avere delle storie in giro. Attenzione: se li immaginate sempre in giro a scopare e fuori una sera si è una no avete ragione, non sono separati in casa con opzione coppia aperta, sono coppie aperte e basta. No, questi escono ogni tanto, fanno le vacanze in famiglia pur mantenendo un 30% circa di area privata non condivisa dove spesso avviene un incontro. Aree private fatte di amici, hobbies e sport che anche chi si ama ancora può avere. Sono persone che non hanno altri partner “fissi”, hanno storie di sesso, spesso molto brevi, incidentali e sporadiche. 

Lo so, ho detto che preferisco i classici amanti alle coppie aperte: più adrenalina, passione, tensione. Ma non mi sento di dire che le coppie aperte sono fatte di ipocriti, in primis quelle dei separati in casa. Anzi.

Ah, attenzione amanti che vi state facendo delle idee su qualche uomo o donna con questo profilo: se si innamorano, loro sì che sono pronti a ricostruirsi una nuova vita perché, nonostante vivano una vita “comoda”, a loro manca tanto la passione, e non hanno tutte quelle sovrastrutture mentali del classico amante che di da i sensi di colpa. Nella separazione in casa il patto era: può succedere. E i coniugi sono ormai amici, solo amici da tempo quindi, per assurdo, tutta questa comodità non resisterà a una buona motivazione per divorziare. Sempre che siano separati in casa VERI, e lui o lei non vi abbiano raccontato una storia.

Detto questo, ecco dunque come vivono e sopravvivono molto amici che sono ancora sposati e non fanno più sesso. 
A loro auguro comunque di trovare, in qualche fuori pista concordato, “permesso” o no, una nuova motivazione per creare una nuova famiglia.
Senza però ricadere nell’illusione che il matrimonio sia uno e indissolubile. Un bel sogno che però, spesso, non corrisponde a realtà. 

Sincerely yours 

Ps: non ho trovato la firma dell’autore della simpatica vignetta che pubblico. Se qualcuno lo sa sarò ben felice di accreditarla.