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Ti ha lasciato ed è sparito: il ghosting

Ghosting, fare il fantasma in amore secondo mia figlia, Rebecca Pellizzari, 8 anni
Ghosting, fare il fantasma in amore secondo mia figlia, Rebecca Pellizzari, 8 anni

“La sparizione è la più crudele delle azioni che si possano mettere in atto perché lascia l’altro in sospeso”. #ghosting Una lettrice di www.alessandropellizzari.com

Voglio iniziare così, con l’eloquente frase di una lettrice, a parlare di ghosting, il termine inglese che definisce uno dei malcostumi più un uso nelle relazioni di coppia, quello di lasciare e sparire letteralmente.

Niente spiegazioni, risposte, messaggi. C’è chi addirittura arriva a bloccare la vittima su tutti i canali social, persino a cambiare numero. La cosa è antica come il mondo, viene praticata da maschi (molti) e femmine (in minoranza) ma, al tempo degli smartphone e della comunicazione e collegamento h24, fa ancora più impressione.

Già perché chi mette in atto il ghosting, diventando per la ex un fantasma, non lo fa perché dall’altra parte c’è una stalker, ma per sue ragioni che ci illustra l’amica scrittrice Daniela Luisa Luciani, che qui ha già firmato articoli come il lettissimo Narcisista, Fai l’amore pensando a un altro e Primo appuntamento la prova del gioco.

Ecco cosa scrive Daniela sul ghosting

“Sono stata vittima del ghosting”. “Ho fatto ghosting”. Ma cos’è il ghosting? Sicuramente non una novità!

Se ne parla molto oggi, in tempi di social, ma non abbiamo fatto in tempo a metabolizzarlo che già è stato sostituito dall’orbiting (l’uomo che ti controlla a distanza sempre dopo la fine della storia) e dallo zombing (viene dopo l’orbiting, e succede quando lui si rifà vivo) soffermiamoci sul ghosting.

Piccolo identikit. Chi fa ghosting?

Sicuramente un pescatore a strascico, un vampiro di energia emotiva, un narciso ovvero tutti quelli che fanno del cucco usa e getta il loro motivo di vita.

Sempre pronti a lanciarsi sulla preda, erano già col pensiero altrove alla spasmodica ricerca di carne fresca non appena quella (la preda) fosse caduta nella loro trappola del “dov’eri” ” è una vita che ti aspetto” “sei di un altro pianeta” “lasciati andare” ” di te potrei innamorarmi” “finalmente ti ho trovata” e bla bla bla avanti col solito repertorio, per poi sostituirla con la prima che abbocca ad uno dei tanti ami lanciati.

Il tutto può avvenire dopo una relazione virtuale di qualche settimana, due o tre incontri sfociati nel reale o una frequentazione vera di pochi mesi. Dopo avervi promesso mare e monti o avervi trascinate col suo entusiasmo lui sparisce, si spegne come un cerino sotto un colpo di vento e addio, non esiste più.

Altra categoria: il perverso.

Il narcisista patologico, il manipolatore perverso, il crudele, sempre con qualche patologia a carico. Questi soggetti non hanno bisogno di una relazione ma di esercitare il loro potere, godono semplicemente del fatto di poter disporre a loro piacimento di una persona (la “loro” donna) al pari di un oggetto: Ti voglio? Ti prendo. Sei mia? Non ti voglio più. Ci soffri? Fammi vedere fino a che punto arrivi. Hai bisogno di me? Sparisco. Questi soggetti terribili sono spesso nascosti dietro maschere interpretative degne dei migliori attori di Hollywood. Si sono immedesimati nella parte fino a convincerci per poi rivelarsi tutt’altro e scomparire incuranti dell’effetto, ma godendo di aver gestito la relazione dall’inizio alla fine. Avanti un’altra!

E ora veniamo all’amante.

Eri la sua nuova vita, con te avrebbe cancellato il soffocante passato, tutto aveva di nuovo un senso, si sentiva pronto a rinascere e giù con promesse: faremo, andremo, supereremo,riusciremo e tutti gli emo di questo mondo e poi? Scoperto dalla moglie, il cambio di vita tanto progettato, si infrange miseramente contro gli scogli della realtà. Si torna al presente, si resta a casina e con la coda tra le gambe si interrompe la relazione dall’oggi al domani con tanto di messenger bloccato, facebook bloccato, whatsapp bloccato, cellulare bloccato! Casomai che la donna della loro vita, quella dell’amore vero non capisca l’antifona e voglia rifarsi viva. E’ finita, tutto è finito, lui sparisce e a voi l’interpretazione dell’accaduto, tanto lui non ha bisogno di dare spiegazioni, sarete voi a fare mille congetture fino ad arrivare all’unica vera realtà: lui è diventato un fantasma.

Tutti questi soggetti hanno, a mio avviso, un comune denominatore: sapevano fin dall’inizio che non eravate la donna giusta (magari sul nascere qualcuno ci ha anche pensato) e poi col passar del tempo hanno realizzato che la storia doveva finire, che dovevano uscirne prima o poi… Ma come fare senza rimetterci la faccia, doversi rimangiare tutte le promesse, dare delle spiegazioni convincenti, non doversi sorbire le vostre accuse e recriminazioni?

Semplice: sparendo….da vigliacchi, da pusillanimi. Parlarne? E perché mai?La decisione l’hanno già presa e non c’è nulla che possa far loro cambiare idea, inutile discutere, inutile persino perder tempo.Un taglio netto e via, senza dolore…per loro ma per voi?

Iniziavate a crederci e sembrava che tutto andasse bene, vi eravate donate col corpo, con la mente ma soprattutto col cuore perché vi sembrava un tipo a posto e non l’essere ributtante che si è rivelato poi, eravate amanti e le sue tante parole assieme ai pochi fatti concessi a chi ha una doppia vita vi avevano convinte (parlava sempre male della moglie, non c’era più storia, si litigava sempre, per fortuna voi… la sua isola felice, il suo futuro) e ora? A tutte resta solo l’amaro in bocca, il nulla, il vuoto emotivo, l’assenza e soprattutto l’incomprensione.

Le mille domande a cui inizialmente si danno delle risposte pensando che magari si tratti di un imprevisto, una situazione contingente, qualcosa che si sbloccherà a breve per poi riprendere o tornare tutto come prima avranno una vera risposta?

Niente, nessun messaggio, nessuna spiegazione e soprattuto nessuna risposta ai vostri messaggi! Passano i giorni e ci si rende conto della realtà.

E’ finita,  così , senza la possibilità di capire se ci siano stati errori, se c’era qualcosa che potesse essere fatto o detto diversamente, se ci sono ancora dei sentimenti o della sofferenza da parte dell’altro.

Nulla invece, tutto riversato sulle vostre congetture e sui vostri dubbi fra mille domande ma soprattutto una: PERCHE’? Non era più semplice essere chiari? Non meritavo una spiegazione? Si può mancare così tanto di rispetto verso una persona a cui si dichiarava addirittura amore? Sì, se amore non era, sì, se si viene prima di tutto e tutti, sì, se non si ha semplicemente voglia di discutere perchè in realtà l’interesse si è esaurito. Lui è già a caccia di nuove fiamme.

Non diamo giustificazioni, piuttosto facciamoci le domande giuste: IO che ero presa, che amavo, avrei mai interrotto tutto a rischio di trovare una porta chiusa se avessi tentato di tornare?No, penso proprio di no (se avete risposto sì, in altre occasioni, avete fatto ghosting anche voi e cosa vi ha aiutate a tagliare di netto? il fatto di non essere interessate né alla persona né alla situazione).

Chi ama non vuole ferire, chi ama si dona, vuole dimostrare il suo amore in ogni modo ma soprattutto C’E’.

Quindi con chi scompare non fate l’errore di cercarlo, chi legge e non risponde vi sta dicendo vigliaccamente la sua, avete bisogno di un chiarimento? Fatelo! Anche senza interlocutore, dato che legge (ricordate che quasi tutti questi individui continuano a controllarvi a distanza facendo orbiting) e non risponde cantategliela! Avete mangiato la foglia ma vendete cara la pelle, avete scoperto il suo gioco e chiamatelo col suo nome: vi servirà a non far crollare la vostra autostima e darvi pace, nel tempo.

L’unica cosa che mi sento caldamente di sconsigliare è di cedere a vendette tipo rivelare tutto, cercare di danneggiare pubblicamente le reputazioni di questi “cuori impavidi”. Si rischia di passare inutilmente dalla parte del torto per una soddisfazione effimera. Chi si comporta così è marcio dentro. E, prima o poi, tutto il marcio verrà fuori.

Grazie Daniela, preziosa come sempre. Se devo dire la mia, a conclusione delle tue riflessioni, sono molto d’accordo su due punti: la NON vendetta e il diritto a “cantargliele” sfruttando la consapevolezza che il fantasma è sparito ma aleggia ancora nei vostri social, guarda cosa scrivete e quando siete online.

Vendetta: inutile, poco dignitosa e che vi fa scendere al livello del ghost, che è bassissimo. Inoltre, vi fa passare dalla parte del torto: sputtanare il ghost pubblicamente vi farà apparire come una stalker e gli darà modo di giustificare l’ingiustificabile, di fare la vittima, lui che è spesso carnefice.

No, meglio cantargliele con lui che legge e ingoia il rospo (sa bene che avete ragione ma contava sul vostro silenzio arrendevole e confuso) senza diritto di replica. Vi sentirete liberate.

Oppure non fate nulla: se questa meteora nella vostra vita in realtà, a pensarci bene, non è così importante per voi, fategli voi ghosting. È sparito? Per voi è morto. Punto.

Sincerely yours

Il disegno di apertura è di mia figlia Rebecca, che il 13 giugno avrà 9 anni. Ho spiegato all’artista l’oggetto dell’articolo e lei lo ha interpretato disegnando un fantasma che suona una chitarra per ammaliare le sue vittime. Notate la catena al polso strappata: lui ha lasciato lei che era incatenata, spezzando le sue catene. E nello specchio? Una frase di Rebecca sull’amore e il controllo, bella al punto da perdonarle il refusino…

Lui è sparito ma ti controlla: fa orbiting

l'uomo che fa orbiting ti controlla e osserva come se fossi la terra
l’uomo che fa orbiting ti controlla e osserva come se fossi la terra

Orbiting significa orbitare intorno a una persona con cui si è stati insieme per controllarla a distanza, ed è un neologismo che è entrato a far parte del lessico delle distorsioni dell’amore, del calvario delle donne diventate ex.

Fanno orbiting quegli uomini che se ne sono andati dopo mesi di frequentazione, o quegli amanti che dopo aver promesso mari e monti sono tornati dalla moglie.

Gente che si è fatta lasciare o che ha lasciato praticando spesso anche il Ghosting, sono cioè diventati fantasmi di colpo senza dare spiegazioni del perché e del percome vi hanno lasciato. Ma del Ghosting voglio parlarvene in un prossimo post.

Che cos’è invece l’orbiting con un esempio concreto.

L’uomo che fa orbiting vi ha lasciato o si è fatto lasciare e questo lo abbiamo capito. È sparito molto spesso letteralmente, nel senso che non risponde ai vostri messaggi, alle vostre telefonate, a nessun tipo di comunicazione. È semplicemente scomparso. Comportamento tipico per esempio degli amanti che vengono scoperti dalla moglie e passano da un modo di agire del tipo voglio vivere con te al silenzio assoluto.

L’orbiting si concretizza col fatto di rimanere nella vostra orbita: voi siete la terra e lui è un austronauta che ci gira intorno e osserva quello che fate.

Lui continua a non rispondere, non chiama, non si fa più vivo ma voi ne sentite la presenza perché sapete che legge le cose che scrivete su Facebook, le vostre storie sui vari social, verifica quando siete on-line sulle varie chat e possibilmente con chi lo siete in parallelo, legge quello che scrivete agli amici in comune e interagisce con essi ma non interagisce con voi, se non perché lo vedete che lascia tracce senza commentare, neanche con una faccina, semmai la mette all’altro o all’altra che replica nella vostra conversazione.

Controlla quello che fate e probabilmente si informa con i conoscenti comuni di quella che è la vostra vita attuale. Insomma mantiene un controllo a distanza su quello che dite e quello che vivete e scrivete.

La domanda che mi fate è: perché è ancora in orbita intorno al vostro mondo, pur non rispondendo e non facendosi vivo? Pur avendo chiuso con voi?

Me la fate perché, diciamoci la verità, siete ancora prese da lui, innamorate, o comunque vi tormenta il fatto di sapere perché vi ha lasciate, visto che non vi ha dato spiegazioni o non ve ne ha date abbastanza, oppure ha avuto comportamenti ambigui e contrastanti che vi hanno mandato in confusione. Voi vi state ancora chiedendo perché vi ha lasciato o si è fatto lasciare e, adesso, perché orbita ancora intorno a voi.

La risposta sta anche nel tipo di uomo con cui avete avuto a che fare.

Ci sono i narcisisti, di cui abbiamo già parlato, ci sono i seriali, ci sono gli amanti pentiti, ci sono gli struzzi, ci sono quelli che che non sono capaci di amare le donne, gli anafettivi di ritorno o viscerali.

Facciamoci una serie di domande e cerchiamo di dare le risposte anche con l’aiuto di un esperto vero: io, come dico sempre, sono solo un testimone delle vostre storie e uso, al massimo, la calcolatrice per misurare la ripetitività di certi comportamenti in amore, quella che chiamo epidemiologia di coppia e che dice: se in una stessa situazione amorosa otto persone su dieci si comportano allo stesso modo, quello sarà l’atteggiamento maggioritario e che si ripete nel tempo e nella storia.

Dicevo che il tipo di orbiting dipende dal tipo di uomo.

Iniziamo con il narcisista.
Perché il narcisista fa orbiting? L’uomo che ama solo se stesso succhia energia emotiva dal vostro essere per buttarvi via quando siete rimaste uno straccio (leggi anche qui). Però la sua sete di controllo, la sua sete di potere su di voi non si esaurisce con la fine della vostra storia. Il narciso ritorna sempre, anche sottoforma di astronauta che orbita intorno alla vostra vita sociale e reale. Quindi lui trae dal controllo su quello che scrivete e dal farvi sentire comunque la sua presenza, anche se solo presunta o virtuale, un piacere patologico che è quello di sapere che voi non riuscite a staccarvi da lui, non riuscite a staccare la spina, non riuscite a dimenticarlo, e lui può riprendervi quando vuole. Quindi il godimento che prima poteva essere fisico, se il narciso era overt (sessualità presente), o solo psicologico, se il narciso era covert (sessualià assente o minima), ora diventa il godimento di vedere che voi sopportate la sua presenza e probabilmente sperate in un suo ritorno o in un suo semplice cenno. Lui è il Re sole e voi siete ancora lì, alla sua corte, siete la ex favorita che continua a rimanere a Versailles soffrendo le pene dell’inferno sapendo che, probabilmente, lui ha già un’altra favorita. Voi non riuscite a staccare dal lui. Questo gli basta e avanza. Per ora, perché il controllo serve anche per rientrare dalla finestra, non si sa mai.

L’altro astronauta orbitante è l’ex amante.
Dopo anni che vi dice che lui non ha rapporti con la moglie, che ormai lui e la moglie sono fratelli, che lui ha occhi e cuore solo per voi siete arrivati a un punto in cui, mettendolo con le spalle al muro (della serie o me o lei) ha risposto tornando dalla moglie, magari dicendovi che vi ama alla follia ma che non può lasciarla per i soliti motivi che c’erano prima, c’erano durante e che ci sono anche dopo nonostante le promesse e i sogni condivisi (figli soldi malattie e il femore della nonna). E allora perché rimane nei paraggi? Perché, come molte di voi raccontano, lui non vi lascia andare, si è fatto lasciare, ma non vi lascia andare? Anche in questo caso, come nel caso del narciso, è una forma di controllo, ma qui non è un godimento egoistico egocentrico e fine a se stesso, qui l’egoismo non si esprime con il potere di controllo e basta. Qui l’amante rimane della vostra orbita di ex intanto perché vuole vedere se vi trovate un altro: se vi trovate un altro a lui è preclusa la via del ritorno, una cosa che prima o poi cercherà di sfruttare, perché se ci pensate bene il suo bisogno di trovare un’altra donna risponde a un bisogno molto preciso, fisico e sessuale. Infatti, se le donne tradiscono soprattutto per noia, non solo sessuale ma anche emotiva, l’uomo tradisce soprattutto per un bisogno sessuale, fisico. Che non passerà tornando con la moglie. Allora o lui è un seriale e vi avrà sostituita con un’altra amante, oppure non è un seriale e quindi prima o poi vorrà tornare nel vostro letto. Ma diciamo che anche i seriali vogliono riassaggiare certe pietanze, magari in tempi di magra. Quindi l’orbitare intorno a voi significa controllare quand’è il momento giusto per riproporsi. Ecco perché dice spesso rimaniamo amici, ecco perché rimane nella vostra orbita.

Lo struzzo, l’uomo che di fronte alle responsabilità mette la testa dentro a un buco (leggi anche qui), rimane nell’orbita perché quando vi ha lasciato o si è fatto lasciare si era spaventato dall’impegno che potevate rappresentare per lui. Lui, che in fondo vuole solo una gran movimento sessuale, cioè cambiare donne senza prendersi responsabilità. In questo sta la sua vigliaccheria: voi eravate così bella, così intelligente, così tanta da imporre una scelta che lui non si sente di fare. Lui non può fronteggiare una donna superiore o troppo impegnativa. Sarebbe come scegliere di prendersi responsabilità sul lavoro, cosa che questo tipo di uomo non fa, non a caso, anche se è in posizioni di potere, ci è arrivato con una lunga storia da Yes man. Lui non si prende responsabilità di nessun tipo, però vi desidera e quindi rimane nella vostra orbita. Non illudetevi: è solo una questione fisica, e lui non ha nessuna intenzione di riprendere una relazione seria. Una volta che vi avrà riassaggiato, in un momento di vostra debolezza e riapertura, scapperà di nuovo o rimetterà la testa nella sua buca.

I seriali spesso coincidono con gli uomini che non sono capaci per vari motivi di amare le donne, gli anafettivi di ritorno o viscerali, e questa è l’ultima categoria che fa spesso orbiting.
Il seriale anafettivo, proprio perché vede la donna come uno strumento di piacere usa e getta, una collezione, qualcosa che deve essere cambiato a piacimento, a differenza degli altri “liquidatori di amori” molto spesso non si fa lasciare ma lascia lui, anche se pratica con frequenza il ghosting, cioè lascia senza dare spiegazioni e sparisce, appunto, come un fantasma. Perché orbita ancora intorno a voi? Per una questione logistica, puramente logistica. Qualsiasi uomo, anche il più prestante, il più sciupafemmine, ha dei momenti di stasi, cioè dei momenti in cui le varie donne che sta pasturando e che tiene in stand-by in chat per vedere quale sarà la prossima a entrare nel suo letto spariscono: non ci sono, non sono disponibili. Sono i classici periodi di magra che capitano anche ai più avvezzi al cucco social-generalizzato, ai pescatori a strascico via chat. E allora quando sei nel deserto e hai sete che cosa fai? Visto che di oasi nuove non ce ne sono all’orizzonte, il nostro amico torna all’oasi precedente, che sa dove si trova, che conosce bene, alla quale si è già abbeverato fino a prosciugarla. Ed è proprio grazie all’orbitarci intorno, nonostante abbia impalmato almeno altre cinque femmine nel frattempo, che sa che c’è ancora acqua da bere (nonostante tutto) in quell’oasi, “vecchia” ma sicura, e che lei è ancora single, e che in fondo potrebbe ancora essere lì ad aspettarlo. A quel punto lui si rifarà vivo. Dapprima in punta di piedi: faccina, like, messaggino. Poi attaccherà col grosso delle forze, facendo breccia nei punti che lui conosce bene.

L’orbiting può essere adottato anche da altri tipi di uomo, ma questi sono i profili che più lo usano.

Ma tu come mai sei vittima di questo, e cioè stai subendo coscientemente l’orbiting tollerandolo?

La risposta è semplice: anche se tu sei ferita e in certi momenti odi persino il tuo ex e vorresti fare di tutto per liberartene, sei ancora presa da lui, sei ancora dipendente da lui, sei ancora innamorata di lui, e dentro di te speri che lui ritiro ritorni.

Quindi non prendi l’orbita per quello che è, cioè una sorta di controllo inaccettabile e viscido, ma la prendi come l’ultima speranza di vederlo, di riallacciare, di rilanciare la coppia.

Ecco perché non fai l’unica cosa che dovresti fare in questi frangenti, e cioè impedirgli di orbitare intorno al tuo mondo, impedirgli di tornare, impedirgli di farti di nuovo del male, ancora più male di quello che ti ha fatto.

Che fare dunque in questi casi? Come dico spesso farsi aiutare da un esperto psicologo o psichiatra o comunque un “guru” nella terapia di coppia, soprattutto se ci sono sintomi di dipendenza (hai capito cosa devi fare ma non ci riesci pur provandoci diverse volte), fa la differenza.

Vediamo allora cosa ne pensa dell’uomo che fa orbiting lo psicoterapeuta Adriano Formoso, illuminato “sbrogliatore” di guai delle coppie (per saperne di più su di lui lo trovate qui).

Per parlare di orbiting è inevitabile porre l’attenzione su le radici nei traumi infantili che hanno impedito all’“uomo orbiting” di costruire un’identità funzionale alle relazioni personali e sociali. I legami e l’affettivtà sono le prove più difficili da affrontare perché spesso, il soggetto che fa orbiting, non ha sviluppato una idea chiara di sé e della propria vita, sostituendo il proprio sé reale, fragile e traumatizzato, con un’idea delirante di sé, grandiosa e reattiva.
Generalmente “l’uomo orbiting” è soggetto ad un costante senso di vuoto nel profondo e incline alla depressione a cui cerca di sfuggire, talvolta atteggiandosi a persona brillante che non ha bisogno di nulla e di nessuno, talvolta da “soft-stalker invisibile” chiuso nel risentimento e mosso dal piacere di padroneggiare osservazioni altrui non del tutto desiderate.La donna che non sa difendersi dall’uomo “orbiting” diventa vittima dell’ossessione amorosa percependo costui un essere migliore e con maggior successo rispetto a se stessa.Nelle mie stanze d’analisi incontro molte donne che idealizzano e percepiscono l’altro come un essere più forte e più capace di amare, senza sospettare minimamente di avere a che fare con una personalità fragile e con un’affettività sofferente. Così molte collaborano involontariamente e a volte consapevolmente all’orbiting di alcuni uomini, annullandosi e senza pensare quanto siano indispensabili al loro “carnefice”.

Il nostro esperto sottolinea bene le motivazioni profonde di molti uomini che fanno orbiting, ed è giusto analizzare certi aspetti che producono comportamenti anomali per capire le loro dinamiche, e per capire come mai molte donne li subiscono, li sopportano, cercano addirittura di soccorrerli, di “guarirli”, quasi fossero loro lo specialista.

Ma se è giusto ed è bene sapere perché un uomo arriva a fare orbiting io qui aggiungo una cosa semplice: se vuoi fare del male alle mie amiche, caro uomo che prima prende e poi molla, e che poi controlla a distanza, fai una cosa sola. Fatti curare, perché il primo a vivere male, dopo aver fatto vivere male gli altri, sei tu.

Conosco molti uomini che fanno orbiting. Forse hanno avuto un’infanzia difficile ma quando fanno orbiting lo fanno a ragion veduta con obiettivi precisi. Lo fanno per egoismo e per potere. Lo fanno per gelosia fine a se stessa e per esercitare il loro potere di controllo sulle ex.

Io ti ho presa, ti ho fatto innamorare, ti ho trattata prima bene e poi male, ti ho mollata sparendo senza spiegazioni e adesso sfrutto ciò che ti lega ancora a me per controllarti a distanza. Perché, se voglio, torno quando e come mi pare e ti riprendo.

Un uomo così per me può aver avuto tutti i problemi di questo mondo con la mamma, col papà, con la ex o col panettiere ma non deve fare il fantasma orbitante con chi gli vuole e gli ha voluto bene.

Quindi tu, cara amica, non fare la donna ospedale. Non sei una psicologa professionista. Per quanto tu ti senta crocerossina e lo ami ancora lascia ai veri esperti il lavoro da esperti, ammesso che lui abbia voglia di farsi aiutare invece di mietere vittime.

Se hai ancora le forze dentro di te per reagire da sola, l’unica cosa da fare è staccare la spina e impedire l’orbita adesso.

Ottenere questa cosa è molto semplice da un punto di vista pratico, quanto difficile da un punto di vista psicologico, perché significa che il ghosting lo devi iniziare a fare tu. Devi sparire e soprattutto non devi fare orbiting tu.

Cosa significa in pratica? Sostanzialmente bloccare il suo numero, bloccare il suo profilo, bloccare le chat, cancellare tutto, arrivare forse anche a non avere amicizie in comune, altrimenti in qualche modo vedrai cosa fa.

E poi smettere di controllare quando è on-line e con chi potrebbe essere on-line (molto difficile da fare), lasciando aperta la possibilità di vederlo nella messaggeria o nei contatti.

Quindi la cosa deve essere radicale per essere efficace: cancellate il suo numero, cancellate i collegamenti, mettete le sue e-mail nello spam.

Molte di voi si nascondono dietro al dito dell’educazione e del “non si fa e io sono superiore a queste cose”.

Forse un giorno lo sarai, Ma tu oggi sai dentro di te che in realtà questa tua presunta superiorità è una grandissima debolezza che nasconde la speranza che lui torni, che nasconde il fatto che tu appena vedi che in qualche modo lui sta orbitando intorno al tuo mondo sogni di poter ricominciare.

Sbagliatissimo. Depurati da questa menzogna che ti stai raccontando: taglia ogni tipo di comunicazione. Non fare orbiting anche tu.

E poi, scusa, con tutti gli uomini che ci sono, perché proprio tu devi dare ancora corda a uno dei maschi più problematici circolanti sul mercato? Ricordati: riprendere un uomo che ti ha deluso e trattato come ti ha trattato, e poi essere lasciata di nuovo, significherà creare un danno emotivo ai tuoi sentimenti e alla tua femminilità e capacità di interagire con l’altro sesso talmente pesante che in certi casi potrebbe essere una via senza ritorno.

Gli astronauti lasciali nello spazio profondo.

Sincerely yours

Coppie: Pasqua con chi vuoi?

Pasqua con chi vuole lui
Pasqua con chi vuole lui

Natale con i tuoi Pasqua con chi vuoi. Il vecchio adagio sembra valere per tutti tranne che per gli amanti e le coppie che io chiamo squilibrate, dove cioè uno dei due prevale sull’altro, mi spiegherò meglio più avanti.

Ho già detto (leggi qui) che le vacanze sono il momento della prova del fuoco per molte coppie, regolari o clandestine che siano, una prova che spesso si rivela devastante.

Già perché se è vero che durante la settimana i guai, il lavoro e la routine ci sfessano per tutto il giorno è anche vero che fanno da anticorpi negli organismi con un sistema immunitario deficitario o da basse difese tipici di quelle coppie che, per un motivo o per l’altro, sono da tempo in crisi.

Nei matrimoni e fidanzamenti claudicanti, infatti, arrivare a casa dopo una dura giornata di lavoro significa spesso non… parlare. Complice e scusa la stanchezza, ci si addormenta sul divano, dopo un laconico “per favore guardiamo qualcosa alla tv che è stata una giornataccia” reiterando anche un altro rito ripetitivo delle relazioni asfittiche, e cioè il rimandare ogni rapporto sessuale, ancora una volta, per l’ennesima volta, a tempi migliori.

Quindi stress, divano, tv e sonno postprandiale proteggono le coppie di cui sopra da litigi, confronti e rimandano la cambiale all’incasso quando? Proprio alle feste comandate.

Per gli amanti la settimana feriale è un salvacoppia, perché permette gli incontri furtivi in pausa pranzo, le mattinate in motel vendute come shopping o riunione in un bunker dove, guarda caso, o il telefono non prende o non si può rispondere, mentre sappiamo che Pasqua con chi vuoi non è molto diversa dal Natale o dal Capodanno, perché comporta un allontanamento forzato e un minimizzarsi delle chiamate, per fortuna che c’è WhatsApp (sempre sia lodato). Ma anche sulle messaggerie si litiga, proprio per rimarcare che, ancora una volta, passi questa Pasqua con tua moglie (ma non doveva essere l’ultima Pasqua l’ultima volta?).

Però sugli amanti non mi voglio dilungare perché trovate l’approfondimento in questione qui, nel post Amanti, manuale di sopravvivenza per le feste o in San Valentino the day after.

Mi voglio invece dedicare di più a quelle che ho definito coppie squilibrate, o sbilanciate.

Che cosa si intende per coppia sbilanciata o squilibrata? Non tanto la classica coppia in crisi, quella ormai avanti nella strada verso la separazione.

Intendo quella coppia ancora in quella terra di mezzo in cui lei (o lui, ma lo sapete, io sono spudoratamente dedicato alle lettrici), alla domanda Pasqua con chi vuoi risponderebbe: io e te da soli da qualche parte meravigliosa o, se ci sono bimbi di mezzo, almeno suite, appartamento e camere separate.

E invece no.

Pasqua con i suoceri
Alcuni suoceri, per una coppia, sono più letali di un tradimento (come ho scritto qui). Eppure lui, mammone o succube del padre per qualsiasi motivo (soldi, lavoro, figura dispotica incombente da sempre), non è capace di staccare il cordone ombelicale neanche per i fatidici giorni del ponte Pasquale. Così, la poveretta di turno, si ritrova 365 giorni all’anno alle prese con “mamma e papà”, naturalmente i suoi, perché i genitori della malcapitata sono di solito i suoceri “buoni” e quindi automaticamente messi da parte. Quindi tutti a festeggiare a casa di mamma. Peggio: tutti a festeggiare a casa di mamma in montagna, così ci dobbiamo pure dormire. Peggio: tutti a festeggiare a casa di mamma in montagna che ci danno la camera di fianco alla loro che così amore per queste sere meglio evitare di fare l’amore perché se ci sentono si imbarazzano e poi io non sono a mio agio perché poi a papà, come quando ero ragazzino, gli basta un’occhiata per capire se l’ho fatto (e potrebbe venirsene fuori davanti alla colomba pasquale con un bel “hai usato il preservativo? Ricorda che io nipoti non ne voglio!” O viceversa… “l’avete fatto? Insomma sto nipotino arriva o no?”). Quindi la malcapitata non solo deve sopportare i suoceri, ma va pure in bianco. Queste situazioni sono destinate a portare spesso al fallimento della coppia stessa perché, per fortuna, la pazienza di voi donne, nonostante tutto, non è infinita. Il mio suggerimento, o meglio quello delle tante che ci sono passate e “hanno risolto” è questo: puntate i piedi la prossima volta, se adesso è stata l’ennesima volta con i suoceri la prossima non cedete a costo di stare a casa da sole o, meglio, di andarvene finalmente con l’amica del cuore al mare (che a voi la montagna vi ha rotto da mo’). I figli? Se li puppino i suoceri per una volta!

Pasqua con i “suoi” amici
I nemici potenziali della coppia non sono solo i suoceri versione tiranni, ma anche i suoi amici del cuore, quelli con cui passa già la vita in chat, ha il mercoledì di calcetto, la domenica allo stadio e qualche serata in birreria ci scappa pure, tempo dedicato che neanche la più focosa e attraente delle amanti potrebbe sperare. Quindi a Pasqua che si fa? Si va via con i suoi amici. E lui, finalmente immerso h 24 nella sua goliardia da Animal House (chi non ha visto il mitico film con Belushi vada subito qui) non ti si fila ma neanche di striscio! Te ne accorgi perché non ti risponde quando tenti, in quei rari attimi nei quali non è preso dagli amici, oppure ti risponde con eh? E la sera, finalmente sotto le lenzuola soli? Lui russa, perché ha fatto tre giri di superalcolici dopo due bottiglie di quel vino tanto buono. E sarà così fino al ritorno a casa, quando ti dirà: amore scusa ma questa vacanza mi ha devastato.
Consiglio di chi ci è passato? Dopo il primo giorno abbi il coraggio di tornare a casa da sola. Lo so è grossa, è una mossa azzardata ma… basta! Un uomo che da anni ti fa fare la ruota di scorta dei suoi amici capirà solo un messaggio molto netto, tangibile e preciso, altrimenti ti dirà sì sì va bene la prossima facciamo come vuoi tu. E ci vediamo a Natale o, peggio, all’estate con gli amici. Vedi tu se è ancora il caso di provare il prossimo “turno”, ma se è così, una volta a casa, devi mettere nero su bianco che A Basta con la vita coniugale condivisa con i suoi amici.

Pasqua in immersione (o dove vuole lui)
Pasqua con chi vuoi significa anche dove vuoi o a fare quello che vuoi. O meglio, dove vuole lui, o peggio a fare quello che vuole lui. Alzino la mano le disperate costrette ad aspettare che lui faccia l’ultima discesa a chiusura impianti, a scalare montagne, a fare passeggiate impervie da vescica ai piedi o a correre in Central Park invece di girare per la fifth avenue a vedere i negozi di New York. Ricorderò sempre un’immersione con questa coppia. Lui un maniaco della subacquea, lei terrorizzata dall’andare sott’acqua eppure già costretta a seguire tutto il corso per prendere il brevetto più le settanta immersioni del fidanzato, che non gliene fregava niente di lei ma la voleva comunque lì con lui. La malcapitata, mi ricordo, piangeva lacrimoni che lui non asciugava neanche (tanto siamo al mare e ti devi bagnare) e in una immersione, mentre lui era già 20 metri più sotto, aveva perso i pesi della cintura e io l’avevo dovuta soccorrere, completamente abbandonata. Roba da corna immediate per ripicca (era pure bella), ma non credo siano più insieme, o meglio, lo spero per lei. Insomma, lo sportivo o il maniaco dei posti che non ti piacciono è letale come e quanto quello della mammina sempre insieme o degli amiconi inseparabili. Il consiglio di chi ci è passato? Trovarsi un’attività sportiva o non, personale alternativa, da praticare nei luoghi comuni ma anche no. Nelle coppie squilibrate ciò potrebbe portare lui, se è in versione despota, a non riconoscere lo stesso diritto di pratica di sport o di luogo: forse vi accorgerete finalmente di che pasta è fatto (non è che state con un narcisista? Verificatelo qui) e vi auguro che la prossima vacanza, nella quale farete una settimana insieme e una separati (tu al mare ad abbronzarti con le amiche e lui a scalare l’Everest), troviate (se lo vostra coppia è decotta e Pasqua è solo uno dei tanti sintomi di malattia degenerativa) anche un’alternativa al despota delle montagne o degli abissi congrua, attenta e soprattutto disponibile a fare tutto quello che volete voi o quasi. Insomma, un “chiodo” (leggi qui) magari sedentario.

Finally, ridendoci insieme un po’ su questa Pasqua con chi vuoi, colgo l’occasione non solo per augurarvi buone feste con il mio blog, ma che vi portino anche l’occasione per riflettere su cose che non vanno magari da tempo e che è ora di cambiare o… di chiudere. L’amore è semplice: nessun squilibrio o sbilanciatura, l’amore ama le vacanze dedicate alla coppia e senza interferenze, con una buona dose di sesso senza pensieri finalmente, altro che terzo super alcolico o il russamento dell’alpino.

Sincerely yours

Perché attiro solo mascalzoni

Intimo veleno. Fotografia analogica di Patrizia Nuvolari. www.patrizianuvolari.it
Intimo veleno. Fotografia analogica di Patrizia Nuvolari. www.patrizianuvolari.it

Perché attiro solo mascalzoni o, se vogliamo dirla in inglese, solo degli str, che prima sono così affascinanti e simpatici e poi, quando ti hanno fatto fare un paio di volte la 24 ore di Le Mans a letto ti lasciano legata ai paracarri della tangenziale?

Se lo chiedono e me lo chiedono molte lettrici, che ormai si definiscono, in lacrime, collezioniste di mascalzoni, cioè di uomini che trattano le donne a mo di “usa e getta”, e che spesso hanno pure il coraggio di rifarsi vivi dopo una più o meno lunga e improvvisa latitanza, di solito nei momenti di magra (non hanno nessuna all’orizzonte e vorrebbero tirare fuori dal freezer la vostra “minestra” da riscaldare).

Da quello che mi raccontate, da quello che vedo, leggo e in base alla mia esperienza non c’è un perché solo ma perché diversi. Prima di enunciarveli voglio però raccontarvi la mia prima esperienza di mascalzone, prima per amore e poi pentito.

Avevo 16 anni ed ero innamorato di lei, più grande di me, per la prima volta (credo anche perché era stata la mia prima volta “completa”). Dopo tre mesi di grande romanticismo e kamasutra lei mi lascia per un altro, un suo ex che mi aveva descritto come un mascalzone, macché mascalzone, uno str di prima scelta! La trattava malissimo, la tradiva, non la richiamava, non si faceva trovare… io invece ero il classico bravo ragazzo, sempre carino, presente, premuroso, la riempivo di attenzioni e regali… troppo, mi aveva detto lei lasciandomi. Sei troppo carino e bravo. Fammi soffrire un po’ aveva pure aggiunto, fatti desiderare…

E lì ho pensato che il mondo girasse alla rovescia e che non era vero, come nei film, che i “buoni” vincono sempre, erano i cattivi a fare il bello e cattivo tempo con le donne, già a quell’età.

È c’era un’ingiustizia Cupidica per la quale chi come me dava tutto era destinato a farsi soffiare la morosa della vita (a 16 anni già volevo sposarla? Forse sì, sognatore pescino com’ero già allora) da un mascalzone che la faceva pure piangere. La felicità perdeva contro la sofferenza, non capivo ma… volevo, dovevo adeguarmi al “trend” femminile che mi sembrava maggioritario, e cioè viva i mascalzoni! Altrimenti… chi cuccava più! Sognatore romantico sì, ma l’ormone è l’ormone.

Così avevo cominciato anch’io ad applicare la parte dark del Teorema di Ferradini dal “in amore vince chi fugge” al “fuori dal letto nessuna pietà”. Con alcune funzionava con altre No. E il perché lo capiremo insieme, forse, rispondendo ai tanti perché attiro solo mascalzoni.

Poi, e qui finisco il mio personale racconto, avevo presto capito che solo una parte, seppur numerosa, di ragazze preferivano lo str, le altre proprio no. E non essendo io un mascalzone “naturale”, presto avevo abbandonato la caccia alle collezioniste di cattivi per seguire la mia indole romantica, per quanto lussuriosa (romanticismo e sesso vanno benissimo d’accordo), mietendo così conquiste sul versante più dolce e sognante del mondo femminile.

Ma veniamo finalmente a voi, a te. Allora… perché attiri solo o prevalentemente mascalzoni?

Perché cerchi emozioni
Lo str è divertente e mai noioso: ti stupisce con effetti speciali, prima positivi e poi, purtroppo, negativi. Non ti aspetti mai quello che fa. È eccitante. Non ti sembra mascalzone, ti sembra simpatico all’inizio. Scambi la sua propensione a “farsele tutte” per “esperienza” e virilità, è un uomo vero, un maschio alfa (per chi ci crede). È imprevedibile. Peccato che le emozioni positive si trasformeranno in negative quando sarà stufo di te (le sue storie durano raramente più di 3-6 mesi consecutivi) o avrà una preda più appetitosa di te. In realtà, fuori dal letto, a lui di te non interessa nulla.

Perché vuoi essere la sua prima scelta
Che fascino ha questo mascalzone simpatico e guascone che ci sa fare così bene con le donne. Mi scrive una lettrice: certe donne hanno il bisogno di affermare la propria autostima attraverso storie difficili e complesse. Più lui è mascalzone e più si ostinano. Sanno che lui è un rubacuori ma questo fa da calamita irresistibile in chi di voi, anche inconsciamente, vuole primeggiare sulle altre, vuole essere la sua regina, vuole essere scelta e la sua preferita. Cosa possibile, ma il tempo del suo timer, che scatta dalla prima volta che farete l’amore. Inesorabilmente.

Perché voi sì che lo cambierete
Si chiama sindrome della crocerossina, e ne ho già scritto qui. Colpisce molte donne, che di fronte a un mascalzone conclamato, nonostante gli avvisi delle amiche che hanno capito o ci sono già passate, pensano di avere la forza e il potere di cambiarlo, per poi conquistarlo definitivamente. Le crocerossine sono quelle di voi che sopportano di più le sue angherie e cambi di fronte, il passare dall’amore totale all’indifferenza più crudele, e quindi sono quelle che soffrono di più. Più è prepotente più fate quello che vuole lui. Più chiede senza dare più vi piegate. Ma poi lui vi ringrazia lasciandovi. Mi scrive una di voi: quando lo squalo sente l’odore del sangue corre! Sente lontano mille miglia l’aroma intenso che sprigiona la croce rossa che è in ognuna di noi…e dopo si salvi chi può! I lati negativi fanno presto a sorgere, ma certe donne hanno la presunzione dell’io lo cambierò. E ancora scrivete: la maggior parte dei mascalzoni si presenta come bisognoso d’affetto, e all’inizio ti corteggiano e ti prendono come nessuno ha mai fatto. Così noi donne, che amiamo tanto fare le crocerossine, ci affezioniamo ogni giorno di più e poi tac….. l’uomo si rivela per quello che è!

Perché è bravo a illudere e a farsi perdonare
A differenza di molti altri uomini il mascalzone, il più delle volte, lascia, non si fa lasciare dalle donne. E lascia senza pietà. Te lo dice dall’oggi al domani, di solito con un messaggio perché è inutile perdere tempo con un incontro, ci siamo detti tutto non c’è altro da aggiungere. E sparisce. Ma spesso torna. Perché c’era qualcosa di fisico (non intellettuale, a lui del vostro cervello interessa solo dove far breccia per il letto) che gli piace e gli manca e vuole riassaggiare, ma soprattutto perché in quel momento è “sprovvisto di carne fresca”. Il mascalzone è quello che poi, per scusarsi, ti porta in un posto bellissimo o fa il mega regalo e tu abbocchi. È un grande illusionista che ti sa riconquistare con “come te nessuna, me ne rendo conto solo ora” o ” quanto mi sei mancata, non posso vivere senza di te” ma… presto la minestra riscaldata finirà, e lui vi rilegherà al guardrail della tangenziale definitivamente, perché in chat la bellina che tampina da un po’ gli ha detto di sì.

Analizzati i perché, cosa fare per evitarlo o per liberarsi di lui prima che faccia danno?

No perché voi ragazze innamorate dei mascalzoni rimanete così annichilite da queste esperienze che spesso per tornare alla vita normale e a un semplicissimo flirt ci mettete anche più di 12 mesi, e certe di voi arrivano a pensare che gli uomini siano tutti così, dei mascalzoni, e quindi l’unica è il ritiro sociale e fisico. Un dramma per la femminilità: non confondete la vostra preziosa fragilità per un handicap che vi impedirà di amare la persona giusta.

Per evitare questo occorre innanzitutto lavorare su se stesse, sulla propria autostima, soprattutto se siete già passate da un’esperienza con un mascalzone e vi ritrovate al secondo giro.

Imparate a non accettare quello che non accettereste normalmente: l’amore è semplice. È serenità non dolore. È rispetto, non prevaricazione. È democrazia, non dittatura. È equilibrio, non squilibrio a favore di un componente della coppia. Per il mascalzone la coppia non esiste, l’amore è una parola che non ha nessun peso, tanto che ne abusa soprattutto quando fate l’amore, anche se è assurdo per precocità pronunciarla le prime volte, a poche settimane di intimità.

Scappate subito da tutto o parte di questo, ai primi segnali: non perdete tempo pensando che cambi o sottovalutando le piccole crudeltà alle quali presto inizia a sottoporvi. È vero, ci sono anche i mascalzoni accasati, ma pensate che siano dei buoni mariti in genere? In pubblico certamente, ci tengono alle apparenze più degli altri, ma chiusa la porta di casa sono padroni delle ferriere, non compagni. Sono despoti, perlopiù. Quello è solo il loro porto, ma da lì partono le scorrerie nel mondo femminile.

Quindi… Pretendete di più dai nuovi amori, come scrivo qui. Scappate dai simpaticoni che danno segni di superficialità o esagerano in promesse premature di futuri troppo radiosi insieme.

Fatevi aiutare dalle amiche più sagge ed esperte, circondatevi di amici veri, non isolatevi mai per stare e fare solo quello che vuole lui. Il mascalzone vi isola per dominarvi.

E se l’autostima già zoppica o ha subito duri colpi non serve sparire dalla società, serve un esperto che vi faccia ragionare e tiri fuori di nuovo la superdonna che eravate, che siete.

Il cimitero è pieno di mascalzoni insostituibili. Non finiteci voi nel cimitero dei sentimenti solo per un… mascalzone.

Sincerely yours

Ricominciare dopo una storia

Si ricomincia sempre in salita ma alla fine c'è sempre una discesa
Si ricomincia sempre in salita ma alla fine c’è sempre una discesa

È finita. Dopo mesi, anni, a volte tanti anni la vostra storia è finita. Eravate sposati, conviventi, fidanzati, amanti. Eravate, perché ora è finita.

Siete state lasciate, o avete lasciato voi, spesso perché lui vi ha messo nelle condizioni di lasciarlo, perché molti uomini non lasciano mai. Non cambia: siete sole.

E siete sole dopo molto tempo, oppure da poco ma, se eravate innamorate, anche pochi mesi possono pesare come anni.

Magari, di fatto, sole lo eravate già. Quanti matrimoni sono separazioni di fatto sotto lo stesso tetto coniugale, quanti legami sono ormai ridotti al minimo sindacale da tempo, senza dialogo e senza sesso. Quante amanti hanno visto scemare, col tempo, gli incontri una volta così belli e passionali, o sono diventate l’ombra della moglie.

Ora anche le ultime parvenze di legame sono davvero finite. Ognuno a casa sua, ora siete davvero sole.

Come ricominciare a vivere? Come rinascere?
E, soprattutto, come non cadere nella trappola dell’isolamento, del ritiro sociale e sessuale? Come non sostituire definitivamente gli uomini, per la grande delusione, con la carica dei 101 gatti?

Dalle vostre tante storie, da chi ci è già passata e ce l’ha fatta, si possono trarre dei consigli preziosi. Vediamoli.

Il periodo zombie
È normale che le prime settimane, i primi mesi, stiate male, alternando momenti di disperazione a quelli catatonici, a momenti nei quali vi dite “che bello essere sole dopo tanta sofferenza” a quelli in cui “quello stronzo mi manca da morire, adesso gli scrivo un messaggio, forse non posso vivere senza di lui”. È normale, vi comportate come degli zombie che si aggirano in casa trascinandosi dietro il plaid, passando dalla TV al frigo, ma non siete degli zombie. Guarirete. È solo questione di tempo ma, come per l’influenza, potete decidere di sopportare stoicamente, quasi fosse un’autopunizione (aaaah come siete brave voi donne ad autopunirvi e autogiudicarvi al peggio) i 39 di febbre alzando le mani, battendo i denti e soffrendo l’impossibile oppure usare i farmaci sintomatici che, proprio perché si chiamano così, non curano le ferite d’amore ma leniscono il dolore fino a guarigione avvenuta (e si guarisce, è solo questione di tempo).

Li vediamo nei prossimi step.

I rimedi della “donna” (non della nonna, o forse li usava già anche lei).
Per uscire dal o combattere il periodo zombie la prima cosa da fare è individuare, nel vostro carnet di amici e conoscenti i più positivi, affidabili, allegri e poco sedentari. No, non sto parlando della vostra migliore amica, quella sa già tutto della vostra storia, ha la spalla rotta per i vostri pianti, ha fatto tutto quello che poteva per sorreggervi e continuerà a farlo. Ma quello che vi serve adesso è altro. È una donna, o un gruppo di donne, o anche di uomini amici che avete classificato come nonscopabili (e loro non vi vogliono frequentare e assillare per questo, altrimenti evitateli) che vi raccolgano e vi portino fuori dal covo dello zombie. Per un aperitivo, per parlare, per ballare, anche solo per passeggiare o per iniziare un corso da metalmeccanico o di tango, basta che vi tirino fuori. Devono essere propositivi, allegri e riuscire a stopparvi dopo massimo un quarto d’ora di riepilogo della storia che vi ha fatto soffrire tanto per farvi parlare di qualcos’altro. Valgono anche quelli messi da parte perché a lui non piacevano o non ve li faceva frequentare. Sforzatevi di contattarli, magari con un messaggio iniziale, come se doveste prendere un farmaco salvavita. Inizierete a mettere un piede fuori dal covo dello zombie, c’è ancora tutto un mondo lì fuori, il mondo non era solo lui. Vietatissimo il coro greco, cioè quel gruppo di amiche lasciate o deluse dagli uomini al punto da appendere le ovaie al chiodo che potranno solo unirvi a voi in un pianto greco che vi porterà alla depressione condivisa, non a uscire dall’antro.

Il codice del silenzio
Quasi tutti gli ex si rifanno vivi o tentano di ricontattarvi.
Per questioni di egoismo, possesso, per scoparvi ancora una volta, per tenervi in stand by. Non potete neanche pensare di rimanere amici, leggete qui perché. Ecco perché è fondamentale fare terra bruciata il più presto possibile con l’ex. Non cadete nella trappola del “non è educato tagliare tutti i ponti”. Fregatevene: in questo momento L’emergenza siete voi, siete voi che dovete rinascere dalle ceneri della storia fallimentare e dolorosa, provate a essere egoiste almeno un quinto di quello che è o è stato lui. Basterà. Usate la rabbia e il rancore che avete per la delusione inflittavi per bloccare tutto, cancellare tutto. Non un messaggio deve passare nell’etere e raggiungervi. In questa fase anche un banale “come stai” scritto da lui potrebbe farvi perdere in un lampo i progressi di autostima e rinascita faticosamente collezionati fra pianti e tentativi di reagire positivamente. Più farete silenzio con lui prima guarirete e starete meglio in fretta, meno lo fate o posticipate o lasciate qualche canale aperto e più il calvario sarà lungo. Lo so, capisco, si cade e si ricade. Non fate l’errore, nei casi in cui ci ricadiate, lo risentiate o lo rivediate di biasimarvi, di darvi della debole idiota irrecuperabile. Tutte ci sono passate, anche quelle che oggi sono nuovamente accoppiate e felici: è possibile, non finisce il mondo con un uomo, per quanto amato. Montanelli diceva che i cimiteri sono pieni di persone insostituibili. Non vi giudicate, non vi biasimate, chiamate l’amica del cuore, le amazzoni alla riscossa per uscire e ricominciate da zero. E, mi raccomando, in silenzio con lui. Se lavora con voi è più difficile ma appellatevi alla vostra professionalità: si parla di lavoro, possibilmente in team e non da soli e non si accetta neanche un caffè. Nemmeno uno, fanculo l’educazione.

Il primo chiodo
Uscendo con gli amici, prima o poi incontrerete un uomo interessante. Col tempo, quel senso di nausea a pensare solo di essere sfiorate dalle mani di qualcuno che non sia l’ex passerà. E, quando incontrerete uomini che in voi risvegliano un barlume di femminilità, gli immediati flash baci di voi a letto con uno “nuovo” travolti dalle scene d’amore con l’ex svaniranno. Ci sono donne che arrivano a questo punto di guarigione in sei mesi, altre che ci mettono di più. Ma se seguite i consigli precedenti sarà inevitabile, prima o poi, incontrare un uomo interessante. Che cosa significa interessante? Non cadete nell’errore di giudicare i nuovi uomini paragonandoli al vostro ex: lo so, con lui è stato per lungo tempo tutto meraviglioso, dal sesso allo stare insieme, ma poi tutto è finito e, molto spesso, perché questa meraviglia di uomo si è rivelato tutto l’opposto di quello che era agli inizi. Quindi NO PARAGONI COL PASSATO: questo tipo si chiama nuovo perché è nuovo, e voi ora guardate al futuro, non al passato. Che significa interessante? Banalmente che vi piace fisicamente, che è simpatico, vi fa ridere, dice cose intelligenti. Non deve essere il principe azzurro, deve essere, in questa fase, un donatore di serenità. Usciteci quando se è come volete. Non sentitevi obbligate a nulla. È quello che chiamo chiodo scaccia chiodo. Se dà segni di impazienza liquidatelo. Non attaccatevi a lui come l’ancora della speranza, gestitelo come una persona piacevole da frequentare punto. Per ora. Siate esigenti, molto esigenti (per approfondire perché leggi qui).

La prova del bacio
A un certo punto, passati anche due tre dieci uomini interessanti che però non vi hanno fatto decidere per riprovare ad andare a letto per la prima volta, magari dopo anche un anno, dall’ultima col vostro ex (o perché non eravate pronte o perché questi uomini non si sono rivelati poi così interessanti o perché erano assillanti sul fare sesso), avrete frequentato un uomo che, dopo un tempo variabile da settimane a qualche mese, risveglia in voi l’ormone. Se vi attrae non solo più come compagnia dell’aperitivo e della chat c’è solo una cosa da fare: baciarlo. Il bacio, come ho scritto qui, è il cancello d’entrata del sesso. Un bacio è già un rapporto sessuale, e può dire moltissimo. Anzi, è la porta che una volta aperta vi farà decidere se richiuderla subito o entrare nella stanza da letto. Un uomo che bacia male, che non vi regala una bella sensazione, che non vi eccita già dal bacio, ascoltate me, meglio non andare oltre. Se invece funziona, baciatevi e baciatevi. Allora la porta si potrà aprire.

La vostra prima nuova volta
Se lui ha superato la prova del bacio inutile e compromettente aspettare troppo per fare sesso. Perché da una parte non ce n’è ragione (se avete provato le sensazioni giuste descritte prima siete pronte) e dall’altra lui potrebbe giustamente incazzarsi e dileguarsi. Ha aspettato, ha seguito i vostri ritmi, non tirate inutilmente la corda solo per punire il genere maschile cattivo o per essere sicure che questo non scappi dopo la prima scopata. Se avete in testa queste idee o le scacciate via o non siete ancora pronte. Giocateci, come ho scritto qui. Detto questo andateci a letto per divertirvi, per provare emozioni che saranno comunque nuove e diverse rispetto al passato. Quindi godetevela. Non dovete dimostrare nulla, non dovete fare nulla che non Vi piaccia, dovete semplicemente rimontare in bicicletta, godervi la giornata di sole e la brezza sul viso. La bici scricchiola, ha una gomma sgonfia o è scomoda? Magari andrà meglio la seconda volta. Oppure lui, non voi, lui non ci sa fare. Non fate l’errore che fanno tantissime donne di giudicarsi se a letto qualcosa è andato storto, tipo L’orgasmo non è arrivato o non vi siete sembrate all’altezza della situazione. Mai giudicarsi, vietato giudicarsi. Forse siete arrugginite, ma è più probabile che lui si sia intimidito e non sia così bravo come dovrebbe essere un uomo di esperienza. Quindi o rimandate i giudizi alla seconda e seguenti volte o, se davvero non vi è piaciuto, applicate la regola del bacio non convincente: avanti un altro. E non fatevi menate del tipo ormai sono frigida non sono più capace tanto vale aspettare la menopausa… ma sapete quante donne in menopausa si godono dello splendido sesso? Tantissime. Quindi non facciamo paragoni assurdi o pensiamo al convento per una trombata così così. Men che meno pensare che l’unico uomo in grado di farvi godere fosse lui, l’ex… i ristoranti dove mangiare bene, anzi meglio, sono milioni.

La rinascita dei sentimenti
Dopo che sarete state a letto con un uomo nuovo io vi auguro che questo evento si tramuti in una storia decente, serena, duratura (non dico amore per scaramanzia ma succede, per fortuna, mica si ha una sola chance nella vita). È invece solo una storiella? Tutto rodaggio. Tutte prove, intanto per riprendere una sana attività sociale e sessuale con gli uomini papabili, cosa normale, naturale e che fa bene anche alla salute oltre che al cervello e allo spirito, e poi per prepararsi al vero decollo, cioè all’incontro con un nuovo vero amore. Perché non solo è possibile trovarlo ancora, è addirittura probabile. Basta essere esigenti, come scrivo qui, e aver seppellito la storia precedente nel camposanto dei ricordi belli e brutti.

Ah, niente fiori per l’ex ma opere di bene per voi

Sincerely yours

Traditori per bisogno e seriali

Il traditore seriale fa le corna in serie
Il traditore seriale fa le corna in serie

I cosiddetti “traditori” si dividono in due categorie ben precise, maschi o femmine che siano: traditori per bisogno e traditori seriali.

I TRADITORI PER BISOGNO
Tradiscono il proprio partner perché l’amore è finito o sta finendo. I maschi lo fanno prevalentemente per problemi sessuali nella coppia irrisolti da tempo: si scopa poco, male, sempre nello stesso modo.

Sono uomini, questi, che non sono mai stati traditori incalliti e nemmeno vedono l’ora di cornificare la compagna perché sono dei morti di figa.

Sono spesso uomini che non hanno avuto molte donne nella loro vita e che si sono innamorati presto, anche da giovanissimi.

Sono spesso uomini alle prese con un rapporto di coppia di lunga data, che per anni è stato felice e che poi, come molti amori e rapporti di lunga data si è inaridito, a partire dal sesso.

Lui ci ha anche provato a proporre varianti, ha fatto spesso il primo passo a letto, ha riproposto quei weekend da soli senza figli che si facevano agli inizi dove la coppia che funziona, per quanto oberata da compiti adolescenti mutui e problemi vari rinasce. Nulla. Certi non scopano da mesi. Tanti mesi per un uomo. O male, raramente e quando vuole e come vuole lei.

Lei è cambiata nel tempo: prima passionale e attenta, da troppo tempo ormai concentrata su altro (la famiglia, spesso) e ormonalmente quasi ferma (una volta prendeva pure l’iniziativa).

Lei Non è più moglie, è azionista al 50% della Spa famiglia. Non è più amante, è una scopata una tantum. Non è più compagna è madre, e tu spesso sei uno dei figli, e neanche il preferito. Ecco perché ho scritto che il tradimento è spesso un concorso di colpa (leggi qui).

Allora capita che questi uomini incontrino o inizino a cercare una donna con la quale fare principalmente sesso di qualità.

Certo, i più evoluti e sensibili sono spinti anche dal bisogno di risentirsi vivi, attrarre gli interessi di una donna come una volta faceva la moglie, parlare, riprovare l’adrenalina della passione ma, statene certe, per i maschi il primum movens del tradimento è il sesso.

Può esserlo anche per la donna che tradisce per bisogno, alle prese con un marito che non la guarda più, che la scopa ogni tanto, troppo in fretta per ottenere il suo orgasmo, che non le fa complimenti, che non la porta più fuori, che vive in pantofole e doccia fatta con lo spray anti traspirante.

Spesso sono famiglie queste che sfoggiano la perfezione nella società ma che nascondono il nulla in camera da letto. Di fatto, già da molto tempo dei separati in casa.

Per le donne però che tradiscono per bisogno più spesso a far decidere il passo di concedersi a un altro è un bisogno spirituale, affettivo, sentimentale. Risentirsi giovani belle e attraenti, importanti grazie alla corte di un uomo piacente e simpatico è come un fulmine che rimette in moto anche la passione, e molte di loro faranno a letto, con uno sconosciuto, quello che non hanno mai fatto, e provato quello che non hanno mai provato.

Ecco chi sono i traditori per bisogno, maschi e femmine.

I benpensanti diranno, come mi scrivono sempre: sono comunque dei traditori senza attenuanti. In questi casi, prima di tradire, ci si separa.

Semplice no? Ci si separa. Da un punto di vista teorico potrei essere d’accordo. Peccato che ci siano piccoli particolari come i figli ( prima di farli saltare di gioia perché mamma e papà si lasciano io ci penserei un attimo no?) e i soldi. Per separarsi bisogna essere spesso ricchi. Bisogna vendere tutto e andare in affitto. Pagare avvocati e assegni. Separarsi significa spesso diventare poveri. Tutti, compresi i figli. Ecco perché ci sono tanti separati in casa. Dovevano pensarci prima? Per certe persone è tutto facile in nome di una correttezza morale (spesso ipocrita e non corroborata dai fatti) con i figli la storia e il portafoglio degli altri.

Ma l’amore non ragiona per clausole contrattuali, il bisogno di felicità segue il karma, non la lista delle buone intenzioni.

Ma veniamo al traditore seriale

I TRADITORI SERIALI
Il loro bisogno non è dettato da una storia fallimentare, dalla mancanza di sesso (ne fanno moltissimo e spesso con più persone in parallelo) o dalla solitudine indotta da un amore finito.

Anzi, il traditore seriale, maschio o femmina che sia (eh sì care amiche, ci siete anche voi in questa categoria) di solito ha un marito o una moglie o fidanzato/a di riferimento ritenuti intoccabili, anche se all’amante spesso li vende come irrilevanti. Ma ci sono anche gli impenitenti single fra di loro.

Di solito vi dicono che con la moglie non scopano mai (in realtà hanno spesso rapporti regolari) e che sono separati in casa, cosa che non collima tanto con le foto sui social alle feste comandate (con la sua irrilevante metà coperta di fiori regali e in viaggio premio) e la sua disponibilità per voi.

Il traditore seriale, poi, vi promette una cosa che non mantiene mai: l’esclusiva. Vi dice: sto con mia moglie per i figli eccetera eccetera ma tu sei la mia donna, sei l’unica. Io non avrò altre donne all’infuori di te.

Ma siccome il seriale ha come caratteristica l’infedeltà cronica e il bisogno di cambiare perché dopo un po’ si annoia dello stesso corpo e della stessa persona (tanto una di riferimento, moglie o fidanzata ufficiale, c’è l’ha già), mente sta con voi lui fa nuove amicizie sui social, chatta con tre o quattro possibili sostitute, si dà da fare anche quando vi sembra che sia tutto dedicato a voi. Il suo centro commerciale è sempre aperto.

Il traditore seriale quindi deve essere giocoforza un bugiardo cronico, una persona, uomo o donna che sia, o che racconta una vita immaginaria o che racconta pochissimo della sua vita reale, per aggirare domande alle quali non saprebbe rispondere se non scoprendosi.

Il seriale è quindi elusivo, prepotente a tratti (assomiglia al narciso e spesso lo è pure) e le sue storie durano poco.

In realtà la storia con lui può durare anche mesi, ma ha una parabola caratteristica.

Un preludio, fatto di corte serrata virtuale e non che sfocia nei primi incontri. Qui se voi non piacete per qualche motivo (non siete brave a letto abbastanza o semplicemente vi classifica come rompiballe, che significa troppe domande di solito) vi fa fuori massimo in 2-3 incontri a letto e vi tratta facendo stashing, cioè vi nasconde (leggi qui).

Se gli andate bene a letto e non siete troppo invasive nella sua vita durerete anche fino a sei mesi, con i primi due mesi di sesso sfrenato, qualche weekend (se il suo impegno di riferimento lo consente, ma ci sono i seriali anche single) due mesi in cui la cosa si stabilizza, nel senso che iniziate a non vedervi più come prima (il lavoro sai…) e gli ultimi due dove si sgancia: gli impegni sono troppi, non ce la fa, insomma se vi vedevate due volte a settimana ora forse una volta ogni dieci giorni.

Il seriale è un entusiasta all’inizio: corte esagerata, proposte di vacanze insieme lunghissime, voli pindarici su un futuro fatto di casa insieme e chissà… Ma dura nei primi mesi, quando il sesso è ancora bollente. Poi questo entusiasmo si tramuterà gradualmente in indifferenza.

Il seriale non prova sensi di colpa. Per lui tradire è uno status, sa che non è etico e fa male agli altri, ma se ne fa una ragione. Chi vive di bugie mente anche a se stesso e, spesso, crede alle sue stesse bugie come se fossero la realtà.

Come lascia un seriale? Lo fa appena entra una nuova pretendente, ma di solito aspetta di essere sicuro di portarsela a letto prima di sganciarvi. Però già dai primi approcci, se capisce che quella “nuova” promette bene, inizia a trattarvi peggio, a litigare con voi, in modo da avere poi la giusta maturazione di “cattivo rapporto” per lasciarvi (il seriale con forte carattere) o farsi lasciare (il seriale con profilo prudente).

C’è poi il seriale che non lascia mai. È il mago dello stand by. Quando vi sostituisce con un’altra (o un altro se è una donna) non vi molla, non vi frequenta se non sporadicamente e vi tiene lì parcheggiate nel box, facendosi vivo con telefonate o messaggini (carichi di scuse e di tutti guai e imprevisti che gli impediscono di dedicarsi a voi come vorrebbe) per tenere “aperta” la sua esistenza. Al primo momento di “magra”, se non ci sono sostituite migliori, vi ripescherà per riportarvi a letto. Ma durerà il tempo di una eiaculazione (o due).

Ma perché il traditore seriale si comporta così?

Per natura. Voglio fare un esempio al femminile, per non parlare sempre e solo dei maschi. Un’amica, bella e intelligente, che è infedele dice lei espressamente per natura, mi racconta che lei vive il sesso come qualcosa di disgiunto dai sentimenti, come un bisogno forte ma fine a se stesso. Non è ninfomane, no se ne fa uno ogni tre giorni. Può rimanere fedele anche per anni se non trova un’altra persona giusta o che le fa esplodere l’ormone. Semplicemente se incontra una persona che la attrae prima mentalmente e poi fisicamente ci va a letto, perché è un normale completamento del suo piacere di conoscere. E lo fa anche se ha una persona di riferimento alla quale, dice, non nego nulla e alla quale voglio bene. Semplicemente la mia natura non è fatta per dedicarmi, sessualmente, a una sola persona per sempre. Perché è bella l’adrenalina dell’avventura e del sesso nuovo ma è bello avere anche una persona di riferimento. Le due anime, nel traditore naturale, convivono benissimo. Queste persone amano i compagni di riferimento? Dicono di sì, ma non danno l’esclusiva per sempre.

Per bulimia sessuale. Non so se esista il ninfomane maschio ma in questo blog ho già descritto profili simili come lo sportivo, una sorta di collezionista di mutande. In fondo noi uomini siamo semplici, e lo è anche il traditore seriale: siamo spinti dal sesso, dalla voglia di conquistare nuove donne più belle, più sexy, più brave a letto. Mio padre diceva che l’attività sviluppa l’organo. Ecco io credo che il traditore seriale più se ne fa più se ne farebbe. E’ il cosiddetto morto di figa? Dipende dalla qualità delle donne che sceglie. I morti di figa di solito “basta che respiri”.

Per aridità sentimentale. Il seriale, essendo in non pochi casi una persona sostanzialmente incapace di innamorarsi seriamente (lo dice all’inizio, forse lo è stato secoli fa una volta, ma non confondete il suo entusiasmo della fase corteggiamento con la verità) non farà che girare in questo moto perpetuo finché il suo fisico (e le donne disponibili) glielo permetteranno.

Un giorno il seriale appenderà l’ascia di guerra al muro. E diventerà fedele suo malgrado per limiti di fisico o di età. Avrà forse ancora l’eterna moglie o fidanzata ad aspettarlo, che sarà “premiata” per la pazienza secolare dalla sua nuova “fedeltà”.

Oppure, pur non amandola, il seriale sceglierà l’ultima delle sue prede elevandola al rango di compagna per il resto della vita. Ma sarà un calcolo, non amore vero.

Infine, il seriale potrà rimanere solo. Una contrappasso pesante, anche se molte delle sue donne passate potrebbero dire adeguato alle lacrime che ha fatto cadere a fiotti per la sua infedeltà cronica e accessori vari, dalle bugie Fino a certe punte di crudeltà emotiva, robe che spesso fanno collimare la figura del traditore seriale con quella del narciso.

Di uomini e donne seriali ce ne sono molti ma per fortuna, sono riconoscibili ed evitabili. Di traditori per bisogno altrettanti, ma qui entriamo in un discorso particolare e la domanda principale che dovete farvi è: siete disposte/i a fare gli amanti? Siamo tutti adulti e capaci di intendere e volere, e sappiamo tutti qual è il percorso tipico degli amanti.

Con questi soggetti, amiche e amici miei, basta non fare l’errore, purtroppo diffuso soprattutto fra le amiche lettrici, di passare sopra a certi “sintomi” sottovalutandoli o, peggio, pensando che voi siete la donna giusta (o uomo) che lo/la cambierà. Prima lo sganciate meno soffrirete, la regola è semplice ed è sempre la stessa. Quindi, al primo dubbio o bugia beccata in flagranza di reato via a gambe levate.

I traditori per bisogno o si risposano o diventano single.
I seriali non cambiano. Smettono perché anche per loro arriva il momento della pensione (ma per voi….vale la pena?)

Sincerely yours

Sesso a tre: perché te lo chiede

Lui vuole fare sesso a tre
Lui vuole fare sesso a tre

Lui vuole fare sesso a tre. Prima era una fantasia, ma ora si è tradotta in richiesta. A volte anche insistente, comunque ripetuta.

Ogni tanto è lei a chiederlo, ma prima analizziamo la richiesta maschile, più frequente.

Lui, di solito, vuole fare sesso con te e un’altra donna, più raramente con la partecipazione di un altro uomo, che però è una fantasia più femminile: la competizione fra sessi e la paura che il proprio partner faccia paragoni estetici e di prestazione entra anche fra le lenzuola.

Intendiamoci: è la più frequente delle fantasie erotiche fra coppie di breve (se molto spigliate), medio e lungo corso, non importa se ufficiali o amanti (anche se gli amanti sono in media più fantasiosi e birichini).

E fin qui niente da osservare, ce la si racconta, ce la si immagina, produce eccitazione e godimento all’interno della coppia e, una volta raggiunto l’orgasmo, finisce lì. La prossima puntata, sempre di fiction, è rimandata al giro successivo che rimane però, nella realtà, rigorosamente a due.

Ma cosa succede se lui, superato l’obnubilamento dell’eccitazione, a bocce ferme, ve lo propone davvero? Vuole farlo davvero, nella realtà? Vuole addirittura organizzare…

C’è da rifletterci.

Quasi tutti i maschi, e anche voi femminucce, durante la scopata e prima del sommo piacere, grazie all’eccitazione, chi più chi meno, siete disposti a irrefrenabili voli pindarici erotici e numeri del kamasutra, roba a volte da far impallidire il video porno più spinto.

Ma, raggiunta l’estasi, soprattutto nell’uomo che non gode di quella benedizione al femminile che si chiama multiorgasmo, di solito scende una pace fisica e cerebrale che il meglio che vuole fare è dormire.

Insomma, prima dell’orgasmo lui è come in un supermercato a mezzogiorno, con una fame pazzesca e la voglia di comprare tutto. Dopo l’orgasmo è come il postprandiale, si è mangiato tutto quello che ha comprato e agogna il divano per russare in 5 secondi netti di televisione.

E invece? Invece, a pancia piena, a eiaculazione avvenuta, lui insiste: perché una volta non lo facciamo davvero? Quella tua amica carina che mi sembra un po’ vogliosa… Oppure: quello che ti fa la corte da anni, non ci starebbe?

Che cosa significa, che cosa nasconde psicologicamente e come vero bisogno per lui, e per la coppia, e per te sua partner, questa richiesta?

TE LO CHIEDE PERCHE’ VUOLE SPERIMENTARE
Se siete insieme solo da tre-sei mesi siete nel cosiddetto periodo della sperimentazione a letto. State facendo di tutto e provando tutto l’alfabeto del sesso per conoscervi meglio e vedere come e cosa funziona. Se il sesso è molto appagante, per assurdo una richiesta del genere può essere normale e non nascondere una insoddisfazione, da parte del partner, della serie “non gli basto io”. Se siete una coppia che non ha tabu particolari sessuali, “usare” un terzo, maschio o femmina, per il proprio godimento, ci sta. Si fa una prova, se funziona si ripeterà, altrimenti si va avanti in due. Però occhio alle insistenze eccessive: tutto è lecito a letto, ma deve piacere ed essere condiviso da tutti e due, con regole di ingaggio del terzo elemento molto chiare, anche nei limiti. Conosco coppie dove lei, per paura di perdere lui, ha acconsentito ad andare con un altro uomo o un’altra donna “per forza”. Lì godeva solo lui, lei si sentiva umiliata o costretta, si sono giustamente lasciati. Il sesso a tre deve rimanere un sesso a due: il terzo è solo un sex toy che la coppia usa a suo piacimento.

TE LO CHIEDE PER SPEZZARE LA ROUTINE
Nelle coppie di medio e lungo corso a un certo punto il sesso si fa ripetitivo, si adotta una certa sequenza di preliminari e posizioni che vanno benissimo, perché sono il mix del meglio a letto degli ultimi anni, ma anche la playlist più bella, a furia di risentirla, richiede nuove canzoni di aggiornamento. Così una delle fantasie più gettonate può diventare proposta concreta. Avete la necessaria confidenza per metterla in pratica certo. Ma piace a tutti e due? E tu andresti con una donna? E se preferisci un uomo lui come la vede? Il gioco funziona solo se c’è concordia, ma attenzione. La routine nel sesso è una brutta bestia: questa sì che può nascondere l’insidia del voler cambiare e non mi basti più. Se lui, anche dietro il vostro no, insiste troppo, allarme rosso. Potrebbe avere bisogno di evadere. Insomma, l’insistenza davanti al terzo vostro NO può nascondere un problema a letto di coppia che va affrontato con una chiara e profonda discussione, se vi amate ancora, magari trovando alternative che ravvivino il rapporto sessuale che non siano la scopata in tre ma comunque di comune soddisfazione. Occhio allora perché, come scrivo sempre, il sesso è l’80% del cemento che costituisce il pilastro portante della coppia.

TE LO CHIEDE PERCHE’ SIETE IN CRISI
Vale anche per lei. E vale quanto detto sopra per la routine. Ragionate su certi dettagli. Lui prima era tranquillo e non faceva richieste di questo tipo? Era geloso, e quindi non si poteva neanche parlare di altri? Ultimamente, lo fate di rado, molto meno di prima? Dovete “aiutarvi” con dei video porno come preliminari, cosa che prima usavate come variazione sul tema e ora serve per avviare la macchina altrimenti rischia di non partire? Ahia. Forse lui è stufo di voi. O voi di lui. Ha bisogno di nuovi stimoli. Prima di tradire per la prima volta un uomo cerca in diversi casi di coinvolgere la partner in una sorta di tradimento “controllato”, un gioco a tre dove lui possa scoparsi un’altra, ma con il vostro permesso, partecipazione e zero sensi di colpa. Poi però, se la coppia è finita o comatosa, il farlo a tre per lui diventerà una sorta di droga: non riuscirà più a farlo (o quasi) se non c’è di mezzo qualcuno o qualcuna, alla fine magari questa qualcuna inizierà a frequentarla di nascosto per conto suo… O c’è già, e lui o lei chiedono cose “esagerate” perché l’eccitamento prodotto dalla storia parallela enfatizza anche quello di casa, che così diventa più trasgressivo. O serve a essere poi raccontato all’amante.

TE LO CHIEDE PERCHE’ CONTI POCO
La gelosia è un buon termometro dell’amore. Ma ci sono coppie molto ben strutturate e libere che la usano come elemento di gioco nella performance a tre. Una sorta di gioco “sadomaso”, uso un termine forte e improprio ma che rende l’idea, dove il piacere si unisce alla sofferenza: soffro a vederti con un altro o con un’altra ma godo fisicamente a vederlo fare. Queste coppie hanno ben saldo in mano il boccino del rapporto a due e sanno usare queste cose per mantenerle all’interno della coppia, condividerle, non abusarne praticandole come diversivo una tantum, o chiuderle addirittura per sempre. Della serie smetto quando voglio, ma non come lo dice il fumatore da 60 sigarette al giorno. Di solito sono coppie più o meno aperte (esplicitamente o no) e che hanno provato (o proveranno prima o poi) lo scambismo. Ma fuori da queste eccezioni (che non sono rare) la gelosia impedisce alla maggioranza delle coppie di passare dalla teoria ai fatti, soprattutto se la coppia è fatta di persone che non vivono il sesso in modo scanzonato e senza tabu, ma in maniera abbastanza codificata. Quindi, che siate una coppia di breve o media data, il fatto che lui all’improvviso faccia una richiesta del genere e insista, nonostante la vostra riluttanza, a metterla in pratica, non è da sottovalutare come sintomo di disagio di coppia in genere. Un distinguo importante: se lui ti chiede di andare con un’altra donna l’allarme potrebbe essere falso, perché gli uomini non sono gelosi delle altre donne, le vedono come uno strumento non pericoloso di trasgressione. Ma se ti chiede di andare con un altro uomo, se ti concede a un altro, eh beh, fuori dal discorso fatto sulle coppie che sanno davvero gestire queste cose come “gioco”, il fatto può significare, soprattutto se è una novità tipo fulmine a ciel sereno, che tu per lui non conti più. Non c’è più gelosia, senso del possesso, di protezione. Tu diventi un mezzo, non il fine. La coppia non c’entra più: lui vuole farti fare una cosa per il suo piacere, ma anche perché ti stima di meno, può “concederti”, il che può anche significare che non sei così importante da non poterti lasciare. E spesso, dopo questi esperimenti, lui ti lascia (o lei ti lascia). Ha solo avuto la prova che conti poco e che, anche dando di più, il massimo a letto, persino in tre, non gli basta.

TE LO CHIEDE PERCHE’ E’ DIVENTATA UNA DROGA
Il sesso a tre, pur essendo la fantasia più diffusa fra gli italiani, e quindi in teoria piace alla maggioranza, nella pratica è poi portata a termine “solo” da un terzo di chi la sogna (comunque tantissimi, e in crescita: basta guardare il successo e il diffondersi di locali per scambisti e siti internet e chat dedicate; ma basta anche ascoltare qualche chiacchiera in palestra o fra amiche).
Rimane però più facile tradire che costruire e sostenere, all’interno della coppia, un gioco di questo tipo. Ma mettiamo che lo abbiate già fatto una volta, e che sia piaciuto a tutti e due. Bene, avete trovato, oltre ai sex toys, a farlo in auto, a vestirvi da contessa e autista e a vedere video porno un nuovo gioco, molto avanzato e appagante. Che succede ora? Ciò che piace lo si vuole ripetere. Ma qui non stiamo parlando di tornare al ristorante che ci ha stupito favorevolmente, qui si tratta di andare a letto in tre, a volte in quattro! Nelle coppie equilibrate, questo gioco, per quanto appagante, viene catalogato fra le varie ed eventuali da fare ogni tanto, spesso non con le stesse persone, proprio per evitare che si creino legami con i partecipanti esterni (un lei o una lui) che potrebbero mettere in crisi il menage a due o produrre gelosie. Diciamo che si userà l’esperienza reale per migliorare quella fantasiosa di routine e magari si ripeterà il gioco a tre forse, una, due volte all’anno. Un po’ come concedersi una fuga dalla realtà, se diventa un po’ ripetitiva. O per il piacere di trasgredire, ma sempre in due, sempre in accordo, sempre per la coppia e, fondamentale, perché la cosa diverte e non crea problemi o gelosie patologiche a nessuno. Ma se invece per lui (di solito) la cosa diventa un bisogno? Se insiste per farla tutti i mesi? Se insiste anche sulle stesse persone, perché lui, lei, quella coppia sono così belle e affidabili? Attenzione. Il rischio di questi giochi, se diventano estremi, è la dipendenza. Non mi eccito più con la normalità, deve esserci sempre uno stimolo forte, sempre più forte. Se la richiesta diventa incontrollabile, addirittura ci litigate per la sua insistenza, o avete un problema di coppia interno sotto la brace (leggi punti precedenti) o è meglio, anzi meglio comunque, rivolgersi a un terapeuta di coppia. Le dipendenze non vanno mai d’accordo con l’amore, e neanche col sesso di qualità.

TE LO CHIEDE PERCHE’ NON VUOLE PERDERTI
Il sesso a tre, o comunque proposte ardite al partner, vengono fatte da lui o da lei (e accettate da lui o da lei anche controvoglia) perché uno dei due elementi della coppia si è accorto che sta perdendo il partner e il motivo è il sesso o, se preferite, la routine, che comunque si riverbera sempre anche sulla qualità del sesso di coppia. Allora uno dei due, perché sente allentarsi il legame, propone una cosa ardita a tre. Di solito questa proposta viene da lei, perché vede che lui non la nota più, non la scopa più, magari sospetta un tradimento o ha già perdonato un tradimento ma le cose a letto non sono migliorate. E sa che se offre il massimo della trasgressione il risultato è garantito. In ogni caso è un bel rischio. Perché questa frustata emotiva può rilanciare la sessualità di coppia o affondarla del tutto. Per esempio la rilancia se era proprio il sesso a non andare ma per il resto la coppia era solida. Può rilanciare se lei che propone ha veramente voglia di farlo, lo farà bene, lo farà per la coppia e senza pentimenti o forzature: non c’è niente di peggio che vedere una donna che assaggia un’ostrica e dice “che buona” nascondendo un leggero conato di vomito. Può rilanciare se, come detto prima, non diventa un droga, cioè l’unico modo per fare del sesso appagante.

In conclusione, non demonizziamo chi vuole tradurre in realtà la fantasia erotica più diffusa fra gli italiani, ma non sottovalutiamo neanche i messaggi reconditi che questo comportamento può nascondere.

Io non sono un bigotto che pensa che queste cose siano “porcherie”, come dicono tanti che spesso fanno i santi sulla bacheca dei social e poi nell’armadio hanno una succursale di un sexy shop (che va benissimo, non va bene essere ipocriti e pure giudici degli altri).

Non accetto neanche le critiche di quelli che perché hanno un solo ormone in circolazione pretendono che quelli che ne hanno mille facciano sesso solo guardando il soffitto (lei) e il cuscino (lui), o che pensano che il sesso orale faccia schifo o sia la parte di un esame che viene sempre dopo lo scritto. E dicono che chi non fa così come loro è un pervertito.

Quindi nessuna critica alla parte del sesso fatto in tre, solo riflettiamoci sempre bene prima: farà male o farà bene? E’ un gioco o è una necessità? Lo riusciamo a gestire o ci scappa di mano? Dopo, ci amiamo come prima, siamo contenti o si è creato un disagio che sembra non passare?

Meditate gente, meditate.

Sincerely yours

Il tradimento non esiste, è l’amore che finisce

il tradimento è il sintomo di un amore finito
il tradimento è il sintomo di un amore finito

Il tradimento non esiste, è l’amore che finisce

Tradimento, corna, infedeltà, adulterio… sono termini antichi ma sempre di grande attualità.

Prima della fine degli anni ’60, soprattutto se eri donna, potevi pure finire in galera per una scappatella. Eppure succedeva lo stesso, nonostante i rischi. Come succede oggi, preludio a molti divorzi, ma anche a tante separazioni in casa o amantati infiniti.

Mi impressionano sempre le cifre in proposito, che amici avvocati matrimonialisti mi dicono essere ottimistiche, perché i numeri sono più alti: in Italia almeno il 60% delle donne ha tradito almeno una volta superando i maschietti, che sono “solo” a un “misero” 50%. Cifre, dicevamo, calcolate per difetto, non per eccesso.

Quindi siamo un paese dove più della metà della popolazione ha fatto o fa le corna, ma siamo anche un paese di bigotti e facili censori della vita altrui (mentre dal nostro armadio ormai troppo affollato fa capolino la mano di uno scheletro), dove tutto ciò ha gli epiteti negativi che abbiamo visto. Tradire si fa ma non si dice, non è bello e non conviene, almeno fino a carte legali pronte e avviate.

Ipocrita? Dipende da chi subisce e fa. Chi le corna le subisce (e chi non le ha subite, anche da una “semplice” fidanzatina. Non valgono? Sarà, ma quanto fanno soffrire, e qualcuno ci rimane pure “segnato”) urla in faccia al traditore il suo disprezzo ma, sempre le statistiche lo dicono, lo perdona sempre di più. Soli non sappiamo restare. O non conviene.

Chi le fa, le corna intendo, risponde spesso a un bisogno che, nel tempo, si è fatto più pressante: sesso coniugale morente, voglia di evadere, di risentirsi uomini o donne, noia…

E’ solo questione di tempo e di resistenza personale: chi è infelice, chi “ha bisogno”, prima o poi lo farà. Magari prima con una chat che si fa sempre più spinta, magari in un viaggio di lavoro con un collega simpatico e che ci sa fare, magari col tizio della palestra… è solo questione di tempo.

E’ solo questione di tempo perché in realtà il tradimento non esiste o, se c’è, non è che un sintomo dell’amore che finisce.

Ve lo ricordate l’amore, quello vero? Era quello che faceva davvero palpitare il cuore quando la vedevi, era quello che ti provocava paura di perderla quando l’avevi fatta arrabbiare, era quello che ti faceva sembrare un orgasmo normale il migliore della tua vita, era quello che a letto non ne avevi mai abbastanza e il telefonino esisteva solo per rispondere o chattare con lui.

Purtroppo tempus fugit e, come ho avuto modo di scrivere spesso in questo blog, anche l’amore ha un timer. Più o meno lungo a seconda dell’assortimento della coppia e del destino, che ti fa incontrare o meno altre donne o uomini della tua vita, esistono anche i colpi di fulmine, tsunami emotivi che fanno saltare qualsiasi count down dell’amore, anche se era promettente e agli inizi.

Così, un giorno, dopo mesi o anni, quegli scricchiolii che sentivi nel legno del telaio della finestra che proteggeva il tuo amore dai pericoli esterni delle tentazioni, dagli altri uomini o dalle altre donne, quei tarli nascosti fatti di routine e incomprensioni, di lei che diventa madre e non più compagna, e lui fabbricatore di soldi e non più partner, faranno spalancare i vetri sul mondo esterno, a volte crollare tutta la finestra in uno schianto secco.

Entrerà aria fresca laddove pensavi che l’aria fosse sempre la stessa, vero, ma protettiva e buona. Entrerà un vento che potrebbe portarti via.

E tradirai prima o poi. O meglio, non tradirai, ma andando con un’altra o un altro a letto metterai la parola fine a quello che una volta chiamavi amore.

Perché l’amore sarà anche a termine, ma quando c’è vuole l’esclusiva, non ti fa vedere gli altri, non c’è spazio per gli altri. E’ a tenuta stagna. Quando non lo è più è semplicemente finito. Il tradimento ne è solo la conseguenza.

Il tradimento è il termometro della febbre letale che decreta la morte dell’amore, non si dà colpa al termometro della malattia che provoca una febbre mortale.

Possiamo continuare a chiamare la FINE DELL’AMORE tradimento, per cercare di colpevolizzare il termometro e colpevolizzarci per trascinare avanti un amore morente, per fare accanimento terapeutico su coppie che non hanno più risorse per andare avanti e dove l’amante, più o meno importante che sia, non c’entra nulla, è conseguenza, non causa.

Capisco le mogli affrante che urlano: se non avesse incontrato quella lì! Sarebbe tutto a posto? No, l’amore era finito.

Non voglio giustificare nessuno, errori di percorso nelle coppie di lungo corso si fanno, e si possono anche recuperare, conosco coppie rinate dal tradimento (poche, rinate veramente). Ma sono comunque scappatelle, e possono essere una massimo due, altrimenti è un trend che dice solo una cosa: in casa qualcosa è morto, e di solito è il sesso.

E se non c’è sesso frequente e di qualità, vuol dire che il sangue della passione non arriva al cuore, e il matrimonio prima o poi subirà un infarto letale. E non ci sono farmaci che tengono, perché anche usare i figli come farmaci anti-infarto non può durare per sempre.

Dunque smettiamola di dire “quella è stata tradita, poveretta, che porco lui, che troia l’altra”, perché la verità è che quell’amore è finito, che lui non è un porco (salvo eccezioni, ma qui a noi interessa la realtà più diffusa) ma un uomo che cerca nuova linfa vitale, il sesso di qualità, e che l’altra non è una troia, perché o è lei stessa reduce da un amore finito o è solo una nuova occasione di ricominciare il gioco dell’amore.

Il gioco più bello del mondo, che ormai spesso riparte da un tradimento, che noi qui chiamiamo ancora corna come nei film in bianco e nero, e invece dovrebbe chiamarsi semplicemente THE END.

Sincerely yours

The day after San Valentino

San Valentino, festa degli innamorati. Che sono gli unici che la festeggiano volentieri, a parte gli irriducibili che da immemore tempo la snobbano come “rito commerciale” (irriducibili se sono in due, perché se lei ci crede lui, se la ama, fa buon viso a cattivo gioco).

In questo momento esiste però un day after, una specie di San valentino postumo, un deep web dell’amore che, nascosto al web ufficiale coniugale, scorre sotterraneo per festeggiare, sempre in ritardo, le ricorrenze ufficiali dell’amore.

È il day after, il momento delle coppie clandestine (brrr che sentore di peccato!)

Ma è proprio in queste ricorrenze universalmente ed espressamente dedicate all’Amore che vengono a galla tutti i difetti della freccia di Mister Cupido, una freccia che è intrisa del farmaco dell’innamoramento, una molecola che ha una efficacia limitata nel tempo, un tempo che gli esperti hanno calcolato con una durata variabile fra i 18 e i 36 mesi in media.

Il periodo dell’innamoramento ha una caratteristica principale e unica, perché è il solo parametro in cui troviamo uomo e donna che si comportano allo stesso modo nelle relazioni di coppia: principalmente con la fedeltà.

Uomo e donna innamorati non vedono gli altri, per quanto belli e disponibili siano, e quindi sono naturalmente felicemente sinceramente fedeli.

E poi? Di San Valentino in San Valentino l’innamoramento e la passione si trasformano in molte coppie (non tutte per fortuna) in una scena diversa da quella degli inizi, dove lui e lei sono al ristorante che si sbaciucchiano e non vedono l’ora di tornare a casa a letto. Nel tempo, li vedrai al tavolo col telefonino, qualche scambio di parola sui figli, telefonino e conto. Una cena come un’altra.

Ora un pensiero agli amanti, con lui preoccupato perché la moglie sta postando i piatti della cena fuori e si immagina già l’amante che li vede da rabbonire in un San Valentino postumo, the day after appunto (tutte le feste comandate sono postume per gli amanti). E lei che piange dicendo; sarà anche vero che fra loro non c’è più nulla ma i fiori e la cenetta?

San Valentino può essere anche molto doloroso cari amanti.

Comunque, stasera o domani, cioè nel vostro day after, avrete anche modo di confrontarvi su quello che avete visto su Facebook o Instagram del suo Valentino ufficiale.

E lui dovrà spiegarvi perché, dopo avervi dipinto un regime coniugale fatto di silenzi e gelidi letti voi avete visto selfie sorridenti, fiori, regali, cene stellate.

Tutta scena per tutelare l’immagine della famiglia felice, dice lui. Forse è credibile, soprattutto se a postare giubilo è la moglie, che sa e non sa che tu ci sei ma sospetta. E allora che fa? Marca il territorio, provoca, si difende come può, e io la capisco.

Nell’Età dell’innocenza, meraviglioso film sul triangolo amoroso, una apparente ingenua moglie Winona Ryder fa finta di non sapere che suo marito Daniel Day Lewis sta pensando di lasciarla per Michel Pfiffer e che fa? Gli dice che aspetta un bimbo da lui: non è vero ma lo mette in ginocchio e lui rinuncia al suo vero amore, tragedia che lo accompagnerà fino alla fine.

Certo, postare le foto del San Valentino ufficiale non allontanerà forse l’amante, ma può rovinare quello del day after.

O meglio, se ci pensate bene care amanti questa è una bella occasione per chiarirsi e chiarirvi le idee: il vostro amantato a che punto è? Riuscite ancora a reggere queste situazioni? Da quanto lo fate? Lui mente? Ancora?

Per esempio, per chiudere la serata lui e lei, la coppia ufficiale, hanno consumato? Lui dice di no, ma non lo saprete veramente mai. E comunque, il primo ufficiale vero San Valentino si è compiuto.

Però se lei ha postato i piatti e poi sono stati al telefono tutta la sera darà fastidio, ma è probabile che una volta a casa abbiano dormito.

Con buona pace della gelosia degli amanti, la più tollerante ma anche la più faticosa.

Buon San Valentino a chi ci crede. Buon day after “a tutti gli altri”…

Sincerely yours

Ma se è tornato è perché mi ama ancora?

Sono tornato perché ti amo ancora (forse) e ti ho portato pure i fiori...
Sono tornato perché ti amo ancora (forse) e ti ho portato pure i fiori…

Lui era il tuo amante, il tuo compagno, il tuo fidanzato. Era perché, dopo mesi o anni di amore dichiarato, di sesso sfrenato e di sogni di vita insieme è finita.

E’ finita perché lui vi ha tirate sceme con le promesse ma non le ha realizzate. Non ha lasciato la moglie. Non è venuto a convivere con voi. Non vi ha sposate. Non ha smesso di tradirvi. Non ha lasciato l’altra, a volte LE altre.

Così voi, dopo aver staccato tutti gli assegni del vostro conto corrente dei sentimenti firmandoglieli in bianco, li avete visti investire in vacanze con la moglie, in fiori per l’altra, in weekend “da solo” con gli amici.

Finché, alla fine del calvario dell’attesa, vi siete arrese e avete deciso voi di finirla. Lo avete lasciato perché al vostro ultimatum lui ha risposto: ti amo ma non posso. Sei il più grande amore della mia vita ma non posso. E via con le scuse. Ma non posso.

Qualche campione di sensibilità ed egoismo avrà avuto anche il coraggio di dirvi che, dopo uno, due, tre, dieci anni di promesse non mantenute non avete saputo aspettarlo e quindi è tutta colpa vostra se lui non lascia l’altra. Rido per non piangere per voi.

Bene, questa la cronaca fino ad oggi. E adesso che succede?

Sono settimane, mesi che non lo sentite. Il silenzio terapeutico (leggi qui) calato fra voi e lui dopo la vostra decisione che così non si andava più avanti sta dando i suoi frutti emotivi.

Chi prima o chi dopo, ognuna di voi sta sostituendo il panico, la rabbia, il dolore profondo, la perdita, la sensazione che senza di lui il mondo sia vuoto e senza senso, con un senso di rinnovato benessere, di indipendenza, del fatto che non vederlo fa soffrire ma finalmente ha spezzato la continuità del dolore profondo, e che c’è un mondo la fuori ancora “vivo” e, soprattutto, che state tornando di nuovo voi stesse, le grandi donne che eravate prima di conoscerlo.

Qualcuna ha magari iniziato a rivivere una sana socialità, le più evolute e meno ferite o veloci a superare la convalescenza frequentano addirittura uomini nuovi (leggi la teoria del chiodo qui) andandoci o meno a letto, questione solo di quanto la ferita si è rimarginata.

Finalmente la vita normale sta riprendendo nonostante i flash back e i fisiologici e inevitabili momenti di malinconia e qualche lacrima sul passato quando… lui si rifà vivo.

Un messaggino. Un incontro più o meno casuale per strada. Una telefonata. Quelli senza ritegno osano persino un invito “per sapere come stai”, all’insegna dei bei vecchi tempi. Per “amicizia”, almeno quello dice…

A questo punto molte di voi si sentiranno come teletrasportate da una macchina del tempo infernale nell’abisso. Tutto ciò che avete costruito in settimane, mesi di riparazione del vostro dna emotivo distrutto da come vi ha trattato per mesi, anni, di come si è fatto lasciare per sfinimento ai limiti della crudeltà, sembra crollare di fronte a una mail, un messaggio, alla sua voce, alla sua presenza.

E’ gentile, usa i ricordi del passato più belli per blandirvi, si dimostra affranto per come è finita, vi ama ancora, siete state la donna più importante della sua vita, sì è vero è rimasto con la moglie perché è malata, perché non ha soldi, perché i figli sono fragili (anche se magari hanno 20 anni) ma lui sogna e ha sempre sognato voi. E, naturalmente, con l’altra non scopa. Mai. Forse non ci ha mai scopato (eppure hanno sei figli).

Se era libero non ha altre, non ne aveva mentre eravate insieme e i vostri sospetti erano infondati e lo hanno allontanato giusto il tempo di fare le vacanze con un fantasma con la terza di seno e il culo alla brasiliana.

Insomma, l’uomo perfetto si ripalesa con tutto il suo cuore. In quel momento, molte di voi si fanno subito la domanda sbagliata, sulla quale lui ha puntato le sue fiches.

Vi chiedete se lui è tornato perché vi ama ancora, ed è il primo passo per diventare di nuovo dipendenti da lui e, soprattutto, aprirgli le porte del vostro letto, del vostro cervello, della vostra capacità di ascoltare anche tutte le sue menate con la moglie o con l’altra (siete state delle sante a sorbirvi i dettagli di che cosa lui gli avrebbe regalato a Natale e di tutte le menate di scuola dei suoi figli).

Lui è tornato perché vi ama dunque? Domanda sbagliata. Quella vera è: lui è tornato, ma che cosa è cambiato?

Ha lasciato la moglie? E’ finalmente libero? Ha in mano la separazione scritta? Oppure vi sta rassicurando, a voce, per la milionesima volta, che adesso davvero lo farà? E’ tornato per rimanere o è solo di passaggio?

Perché, al netto del fatto che lui vi sta dicendo, esattamente come vi ha detto mille volte finché VOI non lo avete lasciato per distruzione fisica e mentale e fine fisiologica delle lacrime da versare, dicevo al netto che lui vi dice IO TI AMO E NON POSSO VIVERE SENZA DI TE… che cosa è cambiato concretamente? Vivrà ora adesso con te? O aspettiamo i “tempi tecnici”? Ma per favore, ragionate!

L’altra c’è? Scopate e poi lui torna a casa “per sistemare le cose”? No ragazze, per favore, non scherziamo con la vostra salute sentimentale e anche mentale.

Questo, se le cose non sono cambiate realmente e stiamo di nuovo a promesse per il futuro, può anche darvi nuove scadenze (la prossima estate sarò libero: chissà perché non il prossimo mese, settimana; lasciami il tempo di preparare il divorzio… ma come, lo dovevi preparare due anni fa!) ma non fatevi abbindolare.

Perché lui è lì per un solo motivo: ha bisogno di voi. Del vostro corpo. Della vostra testa. Della vostra disponibilità che rasenta la geisha.

Lui non vi ama, ama solo se stesso e i suoi bisogni. Vi ha amato forse, siete forse davvero stata la MIGLIORE di tutte (ed è per questo che torna anche), ma non vi sposerà, non lascerà l’altra, a meno che alle parole ci siano i fatti ora, qui, subito.

Vuoi entrare nel mio letto perché mi ami e te ne accorgi solo davvero adesso o di nuovo proprio perché questo “periodo di riflessione” (leggi qui) ha funzionato? Va bene, ma non esci da quella porta, non torni più a casa da lei. E vedrete che lui, di fronte a questo, non entrerà in casa vostra.

Perché è tornato allora? Perché vuole scoparvi. Perché vuole la sua psicologa e tutto quello che non gli dà l’altra, ma senza rinunciare a nulla. Vuole voi come completamento, l’altra per tutti i soliti motivi. Vuole due donne. Magari fra un po’ anche tre, una scappatella dalle due “ufficiali” ci sta, abbassiamo l”età anagrafica delle scopate ogni tanto.

Siete di fronte a un “mostro” di egoismo? La risposta è sì se non si ritira subito da questo tentativo non serio e a “scopo di scopata”, rendendosi conto che non può e non deve farlo se non ha deciso davvero di stare con voi e basta. Attente ai narcisisti (leggi qui)!

Non importa che sia confuso davvero anche lui, non si fa soffrire la gente perché lui ha “bisogno di rivederti” a costo di riaprire una ferita che si stava rimarginando lacerandola. Non importa che sia “solo per provare a rimanere amici”: chi ha amato e poi si è lasciato drammaticamente non può diventare amico (leggi qui).

Sono tutte scuse e il prezzo di questo ritorno non lo paga lui lo pagate voi. E lui, che è in cattiva fede anche se si dà mille scuse per rivedervi tutte validissime e ricolme di buone intenzioni, non si fa scrupolo di rifarvi male.

Ma non si rende conto che se vi abbandonerà di nuovo voi, oltre che distrutte nuovamente, vi odierete per esserci ricascate e la vostra autostima richiederà il triplo del tempo di prima per risollevarsi? No, per lui saranno problemi vostri. Lui sarà di nuovo lontano.

Lui, come alcune di voi mi scrivono, sta davvero male e ha problemi patologici affettivi che vengono dal suo rapporto con la madre o il bisnonno cretese? Voi ci avete provato, non siete una terapeuta… che si faccia curare seriamente e guarisca dai suoi problemi affettivi con chi di dovere. Se poi ci sarete quel giorno, karma. Ma guarito, non da guarire! Avete già dato, non ha funzionato, chiaro?

E poi ragazze, non confondete più l’amore con la sua voglia di figa, come qualcuno saggiamente ha detto.

Che fare? Non fate l’errore di ascoltarlo troppo, di rispondere al messaggio, di vederlo. Se proprio non ce la fate a mettergli un muro davanti, torturatevi il minimo indispensabile per capire se è cambiato tutto (qualcosa non basta) o siamo alle parole per l’ennesima volta.

Qualcuno torna davvero con serie intenzioni ma devono essere senza appello, senza ulteriori ritardi e senza esitazioni, senza se e senza ma. Potete dire finalmente e, soprattutto realizzare immediatamente cose semplici ma impossibili fino a ieri come: stasera dormi qui. Domani ci vediamo. Sabato partiamo. Ti chiamo io quando voglio. Ti presento alle mie amiche, alle persone che contano per me.

Non andateci a cena o a pranzo “per parlarne per l’ennesima ultima ultimissima giuro volta”. Men che meno a letto.

Altrimenti tutto quello che avrete sofferto e fatto per liberarvi dal suo giogo emotivo non sarò servito a nulla e ricadrete nel baratro.

Non ce la fate? La tentazione è troppo forte? Prendete tempo prima di rivederlo e andata dall’amica o dal terapeuta, esperto, quel che volete per farvi consigliare e aiutare, ma soprattutto per ragionare a voce alta su questo “ritorno di fiamma”, la sua concretezza e le conseguenze fisiche e reali di riprovarci con lui.

Siete riuscite, come spero, a respingere l’attacco e dopo un po’ lui, senza ritegno e pietà, ci riprova? Bloccate il numero. Bloccate le chat. Bloccate tutto. Altro che amore, questo è egoismo da diffida con zona di rispetto lontano da voi tipo polizia scientifica.

Non cadete più nella trappola del tutto chiacchiere, libidine ed egoismo. Vivete di nuovo. Troverete, così, anche il vero amore (leggi qui). Perché, come diceva il grande Indro, i cimiteri sono pieni di persone indispensabili.

Sincerely yours