Non c’è sesso senza amore?

Siete tutti uguali
Siete tutti uguali

Ah, io se non sono innamorata non faccio sesso. Ah io non faccio sesso finché non provo davvero qualcosa per lui. Ah io devo essere presa di testa altrimenti niente sesso. Ah, a me non importa di fare sesso con le donne che conosco, a me interessano solo e innanzitutto come persone.

Insomma, non c’è sesso senza amore, diceva la canzone.

E non pochi di noi, soprattutto donne, circolano sul mercato dei “disponibili”, siano essi single, separati o divorziati, proclamando al mondo la loro priorità nei rapporti di coppia, che sarebbe l’amore e non il sesso, o comunque la personalità innanzitutto, o la “mente”, e poi il sesso.

Che non siamo tutti dei malati di sesso e che cerchiamo negli altri anche cosucce tipo simpatia, intelligenza e cultura mi pare lapalissiano come dire che cerchi di andare in vacanza appena puoi.

Tuttavia, sfrondata della sua ovvia banalità, trovo questa posizione estrema, in certi casi falsa, in altri tale da impedire, di fatto, il formarsi di nuove coppie interessanti, solide, durature.

Mi spiego. Nella ricerca di una spiegazione alla domanda primigenia di questo blog, e cioè perché le mie amiche belle e intelligenti non riescono a mettere in piedi un minimo di relazione degna di questo nome, la risposta principale rimane “il mercato degli uomini papabili è desolante” ma un dubbio mi assale: non è che con questa storia della mente e dell’amore che devono prevalere sul sesso noi stiamo buttando nel cesso un sacco di buone storie potenziali che sì, magari iniziano più fondate su estetica e voglia di trombare, ma che poi potrebbero svilupparsi in qualcosa di più complesso e appagante?

Secondo me la risposta è sì. Non è che dobbiamo andare a letto e subito col primo venuto (oops), ma neanche mandare le partecipazioni a ogni incontro nuovo.

Insomma, mi sembra che soprattutto le donne abbiano perso, nella loro ricerca del partner ideale, la semplicità dell’amore. Che è fatto, all’inizio, di cose semplici e istintive, non frutto di tanti e troppi ragionamenti. Lui ti piace? È simpatico? Ti stimola sessualmente? Ti immagini a letto con lui o no? Qualche serata insieme basterà per avere queste risposte no?

E allora, se lui ha superato i test più semplici del mondo deve superarne uno solo ancora, ma il più importante: quello del letto.

Ah no, io non gliela mollo finché non sono sicura di avere a che fare con una persona seria, che è veramente interessata a me, che non è solo un pescatore a strascico di donne, un morto di Figa, un farfallone.

Vi rivelo un segreto: noi uomini siamo tutti, chi più chi meno, pescatori a strascico, morti di figa e farfalloni, e spesso lo sono ancora di più quelli che passano tutto il tempo a far vedere che loro nooo, loro non cercano donne belle ma solo e soprattutto intelligenti (leggi qui come funziona il marketing del sesso al maschile).

Allora che fate? Siccome siamo tutti uguali vi chiudete in clausura come certe vostre amiche che descrivo qui? Quanti morti di figa evitati, certo, ma anche quante belle storie potenziali sprecate.

Il sesso è normale e bello, è un linguaggio universale superiore a quello delle parole. Non usatelo come merce di scambio, usatelo perché è un modo piacevole e divertente per capire se davvero il discorso può proseguire. Il coinvolgimento mentale sparisce se a letto non funzionate. Quanti matrimoni bianchi o falliti dobbiamo ancora spendere per capire che il sesso non è un accessorio ma le fondamenta della coppia? Piacersi intellettualmente non basta, e il sesso non mente come la lingua.

Un altro piccolo particolare. Il sesso è così importante che è l’unica vera assicurazione di longevità della coppia. Sapete quante persone hanno tradito il proprio partner fisso almeno una volta nella vita? Almeno la metà. Saranno tutti maschi, direte voi… a parte il piccolo particolare che per tradire bisogna essere in tre, le donne ultimamente tradiscono di più. Sei su 10 almeno una volta, secondo le ultime stime. Io credo siano pure stime per difetto.

E sapete perché il più delle volte hanno tradito? Perché il sesso nella coppia era finito, era diventato noioso, ripetitivo, stanco, bimestrale. Quindi, se non siete fra le coppie che dicono di aver raggiunto la pace dei sensi e che il sesso può benissimo essere sostituito da un buon libro sappiate che ha un peso ben superiore a quello che gli danno coloro che dicono che non conta. Attenzione, sottolineo dicono perché poi se apri certi armadi spuntano più amanti che abiti, non nascondiamoci dietro un… anta. Conta eccome il sesso.

Il sesso è il termometro del benessere di coppia. Lo è dopo anni, come può essere non decisivo o poco importante all’inizio, quando ha come potenti alleati novità, passione, curiosità e scoperta?

E siccome conta tanto il consiglio è semplice: se vi trovate bene con un nuovo pretendente non usate il sesso come merce di scambio, ma come prova del nove. E non tirate troppo la corda prima di arrivarci, altrimenti succede come descrivo qui.

Vi dicevo che siamo un po’ tutti sciupafemmine, questo è il nostro difetto o, semplicemente, la natura dell’uomo. Sì, i più evoluti di noi vogliono anche una piacevole conversazione e una donna intelligente ma, come quelli meno evoluti della serie basta che respiri, tutti miriamo a una cosa sola: il gol in porta. Non si va alla partita per pareggiare o perdere.

Detto questo, sapete che dico sempre che apprezzo la vostra selettività, e vi sprono sempre a essere analitiche e più critiche con noi, ma senza esagerare. Non passiamo, per favore, dalla fase tipicamente femminile del cosa c’è di sbagliato in me all’opposto del gli uomini sono tutti trombatori seriali. Si gioca in due e il risultato finale dipende da tutti e due.

Anche perché, riconoscendo in voi donne una superiorità mentale rispetto all’uomo che è pari solo alla vostra fragilità sentimentale, noi possiamo migliorare solo grazie al vostro aiuto.

Se siamo tutti sciupafemmine nel DNA ma alcuni di noi ragionano e cercano qualcosa di più, certo magari dopo…, solo voi potete far pendere la nostra bilancia non solo dalla parte Figa ma anche dalla parte Sentimenti. Siete voi le maestre del rapporto equilibrato, noi siamo spesso scolari indisciplinati che tendono a bigiare la scuola. Credo sia anche per questo che nostro Signore abbia scelto voi come madri, e non i maschi.

Il mio ragionamento può sembrarvi a tratti un controsenso. Prescindere dal sesso, potrebbero dire alcuni “benpensanti”, quelli che ragionano col cervello e mai con gli ormoni, è logico se si vuole costruire un rapporto non superficiale e duraturo. Il sesso è un accessorio, ma sì, concedono, “abbastanza” importante, ma non è di certo tutto. Il sesso, col tempo passa, diventa meno importante. Mmmm posizione a rischio questa… Un viatico per potenziali corna da voglia di sesso latitante, e le statistiche non sono a favore della tesi sesso res nullius.

Ma, statistiche a parte, Rido. Dire che il sesso in una coppia è uno dei tanti elementi e neanche il più importante è Un po’ come quello che dice che l’attrazione fisica non conta, o siamo di fronte a una tesi precostituita e spesso fondata su tentativi fallimentari, o a una bugia tipicamente maschile, o siamo di fronte alla volpe e l’uva, o siamo di fronte a un assetto ormonale diverso dal mio e da quello di molti, che io rispetto se viene rispettato anche il mio equilibrio testosteronico e non mi prendo del maniaco sessuale o del morto di figa o, se fossi una donna, della Troia o ninfomane, solo perché a noi piace fare sesso e lo facciamo e lo faremmo anche solo per divertimento.

Dunque, senza trasformarvi in omologatrici di materassi (delle quali ho scritto qui) o, viceversa, in monache di clausura, nonostante gli insuccessi sul campo e il forte sospetto che tutti gli uomini vogliano Solo scoparvi, provate a scopare voi ogni tanto, se i famosi conti dei primi test tornano. Il sesto senso femminile è fatto anche di sana e inconsapevole libidine, per chiudere con un’altra canzone.

Sincerely yours

Vi siete lasciati? Chiodo scaccia chiodo

la soluzione alle lacrime (foto: MileA iStock)
la soluzione alle lacrime (foto: MileA iStock)

Stai con lui e sei infelice, perché è sposato e non lascia la moglie. Oppure è “libero” ma non vuole impegnarsi con te, ti trascura, forse ha un’altra, delle altre… Vi siete lasciati, vorresti lasciarlo o hai deciso di lasciarlo perché non vedi un futuro insieme ma è dura, perché sei innamorata, o ancora molto presa da lui. Che fare? Devi usare il chiodo scaccia chiodo.

Per dimenticare un uomo ci vuole un altro uomo: chiodo scaccia chiodo o, se preferite, lo schiaccia.

Il problema? Le donne non lo fanno. Lanciata la questione sulla mia pagina di facebook (https://it-it.facebook.com/alessandronicolo.pellizzari) il dibattito si è scatenato con tantissimi commenti femminili che hanno visto una maggioranza di donne che, di fronte all’opzione uomo scaccia uomo, hanno detto “meglio sola”, declinando la nuova clausura in varie sfumature, e una minoranza di amiche e lettrici (diciamo un 30%) che hanno detto “no, se ne trovo uno carino e simpatico ci vado subito, almeno ci provo”.

Signore, io sto con la minoranza. Perché il chiodo che prende al più presto il posto dell’altro chiodo è la medicina migliore, più efficace e veloce per lenire il dolore, addirittura spesso guarirlo, in modo miracoloso in tempi umanamente accettabili, a volte di una brevità da stupire. Perché finché siamo chiusi in un cortile, il mondo fuori è come se non esistesse. Ma se usciamo, ne saremo folgorati, stupiti.

Se siete arrivate al vicolo cieco del decidere di lasciarlo, o peggio siete state lasciate (evenienza rara, perché gli uomini che vogliono lasciare non lasciano, si fanno lasciare anche a costo di farvi morire: leggi il mio articolo sugli uomini che non lasciano mai), giratevi e vedrete che il muro che avete dietro le spalle ha una porticina, un via di fuga che si chiama “subito, presto un altro”.

“Facile a dirsi”, avete obiettato in tante. Sono d’accordo, non è facile essere prese-innamorate di un uomo, magari averci investito mesi (anche anni, nei casi delle amanti) in attesa di una sua decisione (lascio l’altra) o miglioramento (ti dedico più tempo e attenzione, andiamo a vivere insieme, persino facciamo un semplice weekend insieme…: gli uomini sono bravissimi a promettere a parole stando a zero con i fatti) e iniziare a guardarsi in giro ma, vi assicuro, o meglio vi assicurano quelle che ci hanno provato, è la medicina migliore.

In fondo non dovete fare molto. Una volta lasciate, o dopo averlo lasciato voi (più probabile), le regole da applicare sono semplici:

1. Silenzio assoluto con l’ex.
Serve a non soffrire voi e, se c’è una minima possibilità che lui si penta e torni a canossa, si avvererà solo se non avrà notizie di voi. Ricordate: la gelosia (se c’è voi contate ancora qualcosa per lui, altrimenti è perduto: leggi il mio articolo sulla gelosia come metro dell’amore) avvampa con silenzi veri e distanza, con la mancanza di notizie, non con il controllo a distanza di quello che fate. Quindi stop a messaggi, amicizia sui social, nemmeno una faccina deve vedere. Deve solo pensare che voi siete di nuovo sulla piazza, e che potreste scopare con un altro, da un momento all’altro. A prescindere da questo, il silenzio non serve tanto a ricatturare una preda (so che però ci tenete ancora, capisco, la speranza è l’ultima a morire), ma se voi continuate a tenere aperto anche un solo canale di comunicazione, sarà solo una tortura.
2. Uscite.
Andate nei locali con le amiche, nei luoghi affollati, accettate inviti a mostre e simili, andate in vacanza in un posto con tanta gente. Stare con la gente, vedere che esiste un mondo al di fuori del SUO mondo vi farà bene. E, in questo mondo senza di lui, vivono e cacciano altri LUI.
3. Non remate contro.
Vinta la voglia di segregarvi a piangere e mangiare cioccolata davanti a Love story, quando uscirete ci saranno dei maschi che vi corteggeranno. All’inizio forse vi farà “schifo”, non ne avrete voglia, ma voi NON DOVETE FARE NULLA, solo non remare contro. Se un lui carino, simpatico, piacevole, divertente vi aggancia e corteggia, godetevi la serata. Non dovete dargliela, dovete riassaporare il divertimento, le risate e il corteggiamento. Iniziate da qui, poi si vedrà.
4. Evitate le donne che si sono arrese.
Intendo le inguaribili pessimiste (gli uomini sono tutti così), l’amica in clausura da anni (perché meglio sola che con quei bastardi di uomini) che vuole regalarvi uno dei suoi gatti come succedaneo del maschio prossimo venturo. A loro è andata male? Hanno deciso che il bicchiere mezzo vuoto prevale sull’altro? Anche se hanno avuto una storia o delle storie simili alle vostre voi siete, dovete essere ancora in pista, non deve decidere il pessimismo o anche, non dico di no, la sfortuna di altre. Nei periodi di sfiga non si frequentano i pessimisti, si fa il pieno di ottimisti. Siate “egoiste”, ne avete bisogno ora.

Se seguirete queste semplici iniziali regole di ingaggio per tornare a una vita normale siete già sulla buona strada non solo per soffrire di meno da subito e a breve risorgere, ma per trovarvi il chiodo che scaccerà definitivamente il vecchio chiodo, cioè un nuovo partner. E senza che passino ere geologiche.

Che, dico il chiodo, intendiamoci, potrebbe non essere il partner della vita, certo. Le amiche che su facebook hanno reagito alla “vedovanza” accettando la corte di un nuovo “chiodo”, nella maggioranza dei casi ci sono anche andate a letto, dopo un po’ e quando si sono sentite “pronte”.

Il sesso the day after il “grande amore” che vi ha deluso può avvenire, in chi decide di rimettersi in gioco, presto o dopo mesi, secondo la vostra esperienza mediamente 6 mesi e dopo una corte di successo superiore a un mese.

Dipende da quanto voi, per vostra costituzione mentale e ormonale, scindete il sesso dai sentimenti (ovvero fate anche sesso solo per il piacere di farlo, vi capita e vi è capitato, è assolutamente “sano”) e da quanto è bello, simpatico e ci sa fare il nuovo chiodo. Ridere, scherzare, sentirsi bene fa venire, prima o poi, voglia di scopare. E scopare fa solo bene. Si chiama “scopare” anche perché richiama una ramazza che spazza via problemi, pensieri e… precedenti.

Tutto chiaro? Voglio però fare anche l’avvocato del diavolo e riprendere alcune delle principali obiezioni delle donne che, al mio “sondaggio” su facebook, hanno escluso l’opzione chiodo scaccia chiodo.

Che cosa hanno detto le lettrici CONTRARIE AL CHIODO SCACCIA CHIODO?
1. Che non si può fare perché dopo aver lasciato o essere stata lasciata dal grande-medio-piccolo amore sei così fragile che ti capita sicuramente lo stronzo che se ne approfitta.
Cosa ne penso: è vero, sarete sicuramente più fragili, ma anche più selettive. Se non siete delle sentimentali cieche e irrecuperabili (e qui non esistono medicine) avrete capito, dopo aver subito valanghe di menzogne, promesse non mantenute, delusioni (scopo ancora con mia moglie, voglio ancora bene alla mia ex, non posso lasciarla, ho un’altra che mi piace di più…) che cosa è bene e male in quello che dice un uomo. Da cosa guardarsi e da cosa no. E poi, parliamoci chiaro, mica dovete sposarvi (vedi le regole sopra). Quindi fate prevalere la selettività sulla fragilità. Non esiste un altro “lui”, può esistere però uno meglio di lui (e spesso non ci vuole tanto, liberatevi dalla gigantografia che vi siete fatte dell’ex).
2. Che vi fa schifo essere toccate, anche pensarlo, da un altro.
Schifo è una parola grossa, ma per quanto l’idea di fare sesso con un uomo possa essere l’ultimo dei vostri pensieri adesso, ciò è perfettamente normale. Ma non siete voi a dovervi “far venire voglia”. E’ il nuovo chiodo che avrà questo compito. Se riuscirà ad attrarvi ma, soprattutto, a farvi ridere, rilassare, a farvi sentire di nuovo belle, riuscirà a farvi sentire, prima o poi, donne. E da qui a immaginarvi a letto con lui per poi provare (provare… si ricomincia così) ad andarci il passo non è enorme.
3. Che volete, avete bisogno di prendervi una pausa dagli uomini.
Anche questo è normale: chi vuole un’altra storia quando è appena uscita da un fallimento, costato lacrime sangue e soprattutto tempo e coinvolgimento? Ma chi vi ha detto che dovete per forza cercarvi subito una storia! Però non dovete neanche mettervi in clausura, non uscire più, frequentare solo amiche sposate, famiglie, vivere in situazioni “protette”. Da quello che ho capito dai vostri discorsi questo periodo di latenza può durare sei mesi o più. Io dico però NON PIU’ DI 6 MESI! Altrimenti la decantazione fisiologica inizia a diventare consuetudine, per poi trasformarsi in abitudine passati i 12 mesi, e “normalità” più avanti. Allora tutto si spegne: sentimenti, libidine, sogni, desiderio. E non basterà più un chiodo, ci vorrà un ariete da assedio per farvi resuscitare dalla tomba nella quale vi sarete rinchiuse.
4. Ci ho provato, ma è andata peggio.
Non eri pronta, in questo caso hai valutato male il chiodo o, molto più probabilmente, non hai saputo USARLO. Il chiodo non deve essere il principe azzurro, difficile possa essere migliore del periodo migliore del vostro ex (tutti gli ex hanno una fase di perfezione, è quella che vi ha “fregato”), deve essere una persona di cui non siete (ancora, mai dire mai) innamorate ma che vi fa divertire, uno scacciapensieri che vi fa dimenticare, anche se fosse solo per qualche ora, l’altro. E magari che vi scopa bene, anzi meglio dell’altro, una volta provato su pista. Così funziona: se invece cercate un clone dell’ex non lamentatevi dei guai, dopo.
5. Inutile, gli uomini sono tutti uguali, non mi fido più.
Vi capisco. Questo blog nasce anche dal fatto ormai assodato che il mercato degli uomini papabili è inflazionato da morti di figa, mammoni, narcisisti, maschilisti sciupafemmine, pescatori a strascico di donne, bugiardi patentati e separati con moglie ancora attiva a letto. Ma, credetemi, è fatto anche da uomini che sicuramente vogliono innanzitutto scoparvi (è la normalità normale, inutile nascondersi dietro a… scegliete voi) ma cercano anche loro qualcosa di più, per esempio una futura compagna che non hanno ancora trovato. USATELI, approfittate dei loro lati positivi (che devono essere preponderanti, senno ciao subito), poi si vedrà.

Insomma, davvero chiodo scaccia chiodo, perché da sempre il modo migliore per imparare l’inglese è farsi una fidanzata inglese. E, come diceva mio padre, chi non gioca la schedina è sicuro di non vincere. Ah, credo anche che papà abbia avuto almeno una ventina di fidanzate inglesi nel suo anno a Londra, ma lui era un chiodo simpatico.

Sincerely yours

Il benessere nasce dalla coppia

La pagina Facebook della manifestazione
La pagina Facebook della manifestazione

Un mio saggio amico medico soleva dire: “Ci sono tre cose che contano nella vita… Sono la salute, la salute e la salute”.

Ha così ragione che una delle poche cose alle quali non hanno rinunciato gli italiani, da quando è partita questa maledetta crisi economica, è la salute, intesa come benessere. In una sorta di introspezione difensiva, mentre il mondo esterno iniziava a crollare, la gente ha iniziato a curare di più se stessa.

Mi ricordo che le prime statistiche sugli effetti della crisi davano in flessione quasi tutti i beni di consumo ma non il mondo benessere e bellezza, dai massaggi al weekend in beauty farm. Meglio un vestito in meno e una coccola in più, così aveva reagito l’italiano medio a parole come spread, default e rating.

Non solo salute quindi, ma cura di sé a 360 gradi, benessere psicologico compreso.

Ecco perché ho accettato subito di partecipare con una conferenza sul Benessere di coppia Alla prima Fiera del benessere e della bellezza di Besozzo, un piacevole comune in riva al lago Maggiore dove, in questa occasione, si terranno anche le selezioni di Miss Italia (Se volete saperne di più sulla Fiera leggete qui).

Sono convinto che sentirsi bene e sentirsi anche più belli, dentro e fuori, interessi alle persone molto di più di mille bla bla sui nostri guai quotidiani. Anzi: la gente sta diventando sorda alle cattive notizie (o a quelle buone ma finte) e guarda sempre di più alle cose che contano: il benessere appunto.

È come si fa a ottenere il benessere? Bisogna sentirsi bene, semplice no?

Che cosa facciamo quando siamo nervosi e scontenti? Molti di noi mangiano. Aprono il frigo e si concedono un pezzo di cioccolato, un gelato, una fetta di salame (anche tre). Un gesto semplice e immediato, una medicina per il cuore e per la mente.

Qual è l’altra cosa che abbiamo a portata di mano e che può infonderci immediato benessere quando “fuori” le cose vanno male o non ci piacciono? Il partner.

Parlare, condividere, coccole, sesso: medicine immediate che la coppia può utilizzare per il proprio benessere. Lo sanno bene i fortunati che sono felici in casa: possono aver passato la peggiore giornata degli ultimi mesi lì fuori ma, chiusa la porta alle spalle, ci sarà lui o lei ad ascoltare, condividere, rassicurare.

Questa assicurazione sulla vita che è la coppia che funziona ha un però: regala benessere solo se c’è equilibrio. Ne parlerò alla conferenza: come si garantisce un equilibrio quando la coppia è chiamata a fronteggiare i problemi esterni? Cosa succede se uno dei due ha più bisogno di aiuto? Esiste un partner più “forte” emotivamente dell’altro in questi casi? Che ruolo ha il sesso in questo ambito?

Chi ci ammazza, diceva la lei di una coppia solida di fronte alla tempesta perfetta. E aveva ragione, perché i primi bastioni del benessere sono quelli che la coppia sa erigere (e mantenere in buona salute) intorno a sé.

Ci vediamo a Besozzo il 25 giugno.

Sincerely yours

Diffida degli uomini che si innamorano facile

ti dono il mio cuore dopo 3 minuti
ti dono il mio cuore dopo 3 minuti

Ci sono uomini che si dichiarano innamorati dopo poche settimane, al massimo qualche mese (anche solo uno o due) che vi conoscono.

Certi campioni dell’innamoramento si dichiarano persi per voi addirittura prima di consumare, e lo fanno in chat, al telefono, ai primi caffè aperitivi pranzi o cene, e addirittura senza aver ancora fatto sesso con voi, o averlo fatto magari una o due volte.

Diffidate di questi uomini. Non perché io non creda al colpo di fulmine, un’evenienza rara quanto il famoso vaso che cade dal balcone e centra in testa il più sfigato del mondo.

Diffidate di questi uomini perché l’innamoramento, checché crediate alle favolette e ai cieli azzurri, richiede tempo, prove reiterate di vero interesse e sesso gioioso e senza problemi.

Non mi piace l’innamoramento fatto di parole, di dichiarazioni mirabolanti, di programmi a lunga scadenza e impegnativi quali la convivenza, i figli, diffido persino delle vacanze insieme pianificate con largo anticipo e troppo lunghe. Tutto a parole naturalmente.

Cinismo il mio? Forse. Come dico sempre io non sono un esperto, non sono un medico, uno psicoterapeuta o un sessuologo specializzato nelle dinamiche di coppia, ma un semplice osservatore.

Un osservatore privilegiato però, perché non tutti hanno il vantaggio di avere tante lettrici e amiche social e-o reali che decidono di raccontare le loro storie e quelle delle loro amiche su questi temi.

Siete voi, care lettrici e amiche, che mi consentite di raccontare che cosa c’è dietro i comportamenti più diffusi dell’uomo medio attualmente sul mercato dei partner papabili.

E siete voi, cari uomini, che con il vostro comportamento mi raccontate quello che fate in certe situazioni, che di solito è ripetitivo e fa parte di un copione che ho vissuto anch’io per molti versi. Da maschio fra maschi, ovviamente.

Così, per la serie chi è senza peccato scagli la prima pietra, io stesso mi sono sentito dire da una donna molto importante nella mia vita, di fronte alla mia centesima promessa di amore eterno, A FATTI STIAMO A ZERO.

Gia perché anche l’innamoramento, uno dei più nobili e abusati sentimenti umani, vive di fatti, non di teoria e di promesse o dichiarazioni d’amore.

Fatti, care amiche, fatti.

Primo fatto: diffidate di chi si innamora senza prima fare sesso
Carissime, ve l’ho detto tante volte e lo ripeto per quelle che insistono con “io non faccio sesso senza sentimenti”. Fate sesso come e quando volete, anche dopo mesi che frequentate il nuovo pretendente (lui e la sua prostata sicuramente provvederanno in altro modo, a meno che non sia un monaco di clausura) ma sappiate che il sesso è la prova del nove di un rapporto che funziona. Solo dopo aver avuto diversi rapporti potrete dire “va tutto bene”. Quindi, se prima di questo momento lui si dichiara innamorato o è un adolescente, o è un uomo che ha avuto due donne nella sua vita o mente spudoratamente sapendo più o meno di mentire, dipende da quando recita questa parte e quanto vi si immedesima. Il sesso SERVE a voi, non è solo quello che vuole innanzitutto lui. A letto si capiscono molte cose, anche solo con un bacio.

Secondo fatto: alle parole seguono azioni concrete?
L’innamorato facile parla parla parla e fa pochissimo di quello che dice e promette. Quindi è facile giudicarlo, è solo questione di tempo e qui sta il disastro per voi. Gli concedete troppo tempo per menarvi per il naso. Il tempo passa e voi siete sempre lì a ballare la rumba con lui. Facciamo le vacanze insieme? Mostrami i biglietti, conviene farli subito che costano meno. Peggio se non avete ancora fatto un weekend insieme dopo due mesi di “amore” e questo vi parla di tre settimane ad agosto, con agosto lontano. Vediamo prima il weekend. Oppure: mi separo da mia moglie. Ok, fammi vedere l’atto, oggi ci vuole poco tempo per la parte operativa. E così via, fino alla promessa di convivenza, esagerata rispetto alla realtà che state vivendo, che è ancora ai primi passi della coppia. Siate realiste: prima lo sarete, meglio sarà per voi e per la grande delusione che vi aspetta.

Terzo fatto: chi è innamorato vuole stare tanto con voi, non poco o nei ritagli di tempo
Lui è così innamorato di voi che vi vedete una volta ogni dieci giorni? Capisco se lui ha famiglia, allora voi, come amante, avete già messo in conto le visite una tantum. Ma anche in questo caso l’innamoramento dichiarato non collima con una frequenza migliore. Non parliamo del caso in cui lui sia libero: vi vedete a spizzichi e bocconi? L’amore è semplice. Vuole vedervi tanto, scopare tanto, stare insieme tanto. Non poco. Il segreto dell’amore è la semplicità, non le complicazioni. Non si può bucare la gomma per non andare a scuola più di una volta. Se non lo vedete abbastanza lui non è innamorato, si fa i cazzi suoi.

Insomma, care amiche, di fronte a queste incredibili dichiarazioni d’amore avete due scelte: sorridere facendo buon viso a cattivo gioco, prendendovi quello che lui vi può dare stando bene attente VOI a non innamorarvi (di un venditore di fumo o, nella migliore delle ipotesi, di un immaturo che sogna tanto ma agisce poco) oppure tagliare la corda.

Tagliare la corda soprattuto se sentite, dentro di voi, che lui sta diventando sempre più importante e che, quando vi dice “sono innamorato di te” vi si smuove dentro qualcosa. Allora, se i fatti non ci sono e siamo solo a reiterate promesse, prima di essere voi davvero innamorate e iniziare a soffrire come bestie per diecimila promesse mirabolanti disdette, chiudete.

Non ce la fate? In ogni caso non regalate più (meglio mai) la vostra vera voi stessa a chi non vi merita.

Non è clausura, non deve esserlo (mica bisogna rinunciare alle relazioni perché ci sono in giro “questi tipi di innamorati”), è accortezza ed esperienza, che porta alla selezione della specie anche fra finti e veri innamorati. Così, se l’uomo indossa una maschera, voi indossatene tre, una per ogni occasione.

A Venezia, la mia amata (innamoramento profondo e quasi unico) città, si usava portare la Bautta anche nella vita di tutti i giorni, perché la Serenissima considerava normale difendere la propria privacy celandosi dietro a un mantello con cappuccio e una maschera che alterava persino, grazie alla sua foggia, il timbro vocale. Indossare una maschera, in certe occasioni, serve non solo a difendersi ma a testare il pretendente finché non abbia superato tutti gli esami, e non è un consiglio che vale solo per noi Veneziani.

La bautta, in un famoso quadro di Pietro Longhi
La bautta, in un famoso quadro di Pietro Longhi

Sincerely yours

credito foto: fcscafeine istockphoto.com

Lui ti ha tradito? Non prendertela con l’altra

two teenagers having a fight and getting physical

Lui ti ha tradito e tu te la prendi con l’altra, la sua amante. Sbagli: oltre che inutile il vero colpevole non è uno, ma spesso tutti e tre. Un concorso di colpa che non di rado coinvolge la “vittima”, che sia un lui o una lei

Come al solito il tema nasce da un dibattito accesissimo su Facebook, quando ho lanciato l’argomento in bacheca, che ha diviso gli amici fra colpevolisti (chi ti porta via il marito è comunque una rovina famiglie) e non (l’amante non c’entra nulla).

Senza contare i commenti che potete leggere su questo blog: ogni volta che parlo di amanti c’è qualcuno che dice “lei mi ha rubato il marito”, quasi come se lui fosse la vittima di qualche vampira a caccia degli uomini degli altri. La trovo una follia, con tutto il rispetto per i traditi e tenendo conto che tutti siamo, siamo stati o saremo prima o poi traditi, se le statistiche più recenti e disparate dicono che circa 6 persone su 10, più donne che uomini (questa la novità) hanno tradito il partner almeno una volta nella vita.

Facciamo qualche considerazione, per poi lasciarvi al dibattito e ai commenti.

Non si tradisce da soli
Ci vogliono tre persone per consumare il tradimento. Un tradito, chiamiamolo per ora la vittima, anche se come vedremo spesso è causa o concausa di ciò che è accaduto, un traditore, il marito o più spesso la moglie, e l’oggetto del desiderio, ovvero l’amante. L’atteggiamento imperante della vittima, soprattutto se è donna (gli uomini in genere non se la prendono con l’amante di lei, a meno che non sia a tiro di sberle al momento della scoperta) è quello di minimizzare o perlomeno contenere le responsabilità del marito per addossarle alla “rovina famiglie”. A parte i casi (una minoranza) di vere cacciatrici di uomini altrui (leggi qui il profilo della “calciatrice”, come la chiamo io) prendersela con la terza incomoda significa avere il prosciutto sugli occhi o comunque essere attaccati al proprio marito (e non sempre è solo per amore) al punto da perdonargli ogni cosa, anche in anticipo. L’unico modo per perdonarlo per queste donne è trasformare lui in una specie di figlio che sbaglia ma in fondo è bravo e l’altra in vipera mortale e diavolo tentatore. Tutto ciò forse salverà il matrimonio asfittico come una bombola di ossigeno ma non salverà lei da future corna.

Il marito non è un santo, è lui che decide
Le motivazioni che spingono un uomo al tradimento possono essere leggere (sesso e divertimento) o pesanti (non vi ama più ma ha ancora motivi per non lasciarvi) ma, qualunque esse siano, qualcuno deve decidere se andare a letto con un’altra donna oppure no. E questo qualcuno non è la terza che si può anche offrire in modo più o meno eclatante, ma non è lei a decidere. Perché basta un no per fermare una donna. Basta non uscirci per non andarci a letto. Non ci prendi neanche l’aperitivo. Semplice. Quindi inutile cercare colpevoli in giro. È lui.

Non esistono le rovina famiglie
Non credo alle rovina famiglie, cioè a donne predatrici che vanno a letto con gli uomini impegnati per il gusto esclusivo di sottrarli a un’altra donna che, il più delle volte, non conoscono neanche. E anche in quelle situazioni in cui lei è un’amica della moglie o frequenta la famiglia, per quanto sia più degli altri censurabile questo tipo di tradimento (ho visto fratelli e sorelle “rubarsi” i partner), considero prevalente la contiguità dei rapporti, della serie è più facile che assaggi una torta che ti mettono sotto il naso tutti i giorni (come una collega) che una torta che vedi passare per caso. Quindi, a parte rari casi di donna calciatrice (vedi sopra) la donna che accetta la corte di un uomo sposato non pensa alla famiglia dell’altro, ma egoisticamente, in modo spontaneo e umano solo agli affaracci suoi: lui le piace? Ha voglia di divertirsi e di andarci a letto? Ci sono tante donne che non hanno nessuna intenzione di rubare i mariti, anzi li accettano perché mediamente rompono meno le palle degli ex mariti nuovi single invasivi, assillanti. Insomma, sono donne più indipendenti delle altre, non meno.

Mal comune mezzo gaudio?
Molte donne che diventano amanti sono a loro volta sposate. E, come l’uomo che tradisce, tradiscono perché, pur non avendo ancora deciso di mollare la famiglia per vari motivi, hanno bisogno di sentirsi vive, belle, cercate, ammirate, corteggiate. O, semplicemente, fare del buon sesso, quello che magari manca nel talamo nuziale da anni. Il tradimento è un Mal comune quanto i matrimoni zoppicanti.

Il concorso di colpa
Esistono coppie che si vogliono bene, si stimano ma che non si amano più, però stanno insieme perché hanno dei progetti importanti, per esempio i figli, ancora attivi. Ci sono coppie che non fanno più sesso. Ci sono coppie, spesso formate da persone che si sono sposate molto giovani, che ormai sono coppie di fratelli e sorelle. Ci sono mogli che si trasformano in madri e non tornano più a essere mogli: dopo un figlio, pensano solo al figlio, ai figli, e il marito diventa uno dei figli. Ci sono mariti sposati con il lavoro, con gli amici, con il calcio. Mogli che si lasciano andare, non si curano, sempre lamentose. Mariti che non si lavano o radono, sempre davanti alla TV, con la pancia. Questi e altri casi rappresentano un concorso di colpa nel tradimento. Mia madre diceva: un marito o una moglie devi saperteli tenere, non basta firmare un contratto.

La fedeltà sessuale non è di questo mondo
Invidio molto i miei genitori come coppia. Si amavano molto ma, nonostante questo, non sono sicuro neanche della fedeltà di mio padre. Che era un bellissimo uomo, moro, alto e con gli occhi azzurri. Un uomo cresciuto all’epoca dai casini, che aveva frequentato. Un uomo che aveva vissuto a Londra, e che mi insegnava a usa la metro (the tube!) mostrandomi le fermate delle sue fidanzate inglesi. Un uomo che ha fatto il giornalista ad Amburgo, città di liberi costumi dove lui cucinava la carbonara per gli amici e… le amiche tedesche. Un uomo abituato a lavorare ad agosto in città e a vivere da solo per raggiungerci nel weekend a Venezia. Mio padre era fedele? Per quanto amasse mia madre, bellissima donna innamorata, non credo. Perché la fedeltà sessuale non ha a che fare con i sentimenti. Certo, nel periodo di nascita di una coppia, se c’è innamoramento i due non vedono nessun altro, e ciò può durare anche per anni forse. Ma poi? Poi inevitabilmente arriva la routine sessuale, mentre le tentazioni esterne aumentano. Ed è quasi inevitabile caderci. Certo, ormoni, età, carattere aiutano a resistere o aumentano la voglia di trasgredire. Ma la fedeltà fisica non è una condizione naturale dell’uomo e della donna. Siamo pur sempre animali con un cervello non monogamo. Quindi non giudichiamo in base agli ormoni, non giudichiamo quelli che dormono in verginale o quasi beatitudine e non giudichiamo quelli che hanno pulsioni neo-adolescenziali, perché non sappiamo chi è “normale” e chi no, e non sempre basta la firma sul contratto, anche se spesso basta, visto i soldi, per fare i separati in casa.

La soluzione
Visto che il 50% per difetto tradisce, che la monogamia è merce rara e innaturale, visto il numero di matrimoni marcescenti e quello di separazioni (comprese quelle in casa, tantissime in tempi di crisi e figli piccoli) credo che ci aspetti un futuro di coppie aperte. Un futuro, come scrivevo qui, di coppie che stando bene insieme per tanti motivi tranne quello del sesso (che prima o poi finisce ma rimane il pilastro portante di tante coppie), faranno un più o meno tacito accordo che prevede la scappatella una tantum, sottaciuta ma approvata in silenzio assenso dai coniugi. La parola tradimento cadrà finalmente in desuetudine e verrà sostituita da boccata d’aria. Gli avvocati divorzisti si occuperanno solo dei casi in cui davvero i coniugi vogliono rifarsi una nuova famiglia o non vanno più d’accordo su niente. E quando lei ci dirà “esco con le amiche” avremo l’animo in pace perché, ci esca o no, anche noi avremo “amici” con i quali uscire ogni tanto.

Il trionfo dell’ipocrisia? No, quello della realtà. Facciamocene una ragione, il matrimonio di una volta non funziona a forza di belle promesse. E non è colpa di “quella lì”.

Credito foto: Syda – Dolgachov – iStock

Lui ti dedica poco tempo? Ecco perché

L'attesa (puhaa/iStock)
L’attesa (puhaa/iStock)

Lui ti dedica poco tempo e ti chiedi perché. Se lo chiedono milioni di donne adesso, alle prese con un uomo che ha sempre troppo “da fare” per chiamare, vederti, a volte addirittura fare sesso con te.

Perché? Sarà davvero il lavoro? I suoi impegni? La risposta vera, spesso, dipende da quanto tempo state insieme, ma comunque ha un unico presupposto: l’amore, nella sua grande semplicità, richiede il massimo tempo disponibile in modo spontaneo e naturale.

Che tradotto vuol dire: se tu gli piaci è normale che, esattamente come te, lui voglia stare il più possibile con te, dormire con te, fare le vacanze con te, almeno dei weekend, scoparti sempre, spesso, tanto. Ecco perché la lontananza, il poco tempo dedicato (a meno che non siate amanti, ma comunque ci sono dei minimi sindacali persino se si è impegnati in un matrimonio o simili) sono sinonimi di poca attenzione e legame labile.

L’amore, che parola grossa! Certo non si attaglia a una storia nuova e di pochi mesi, ne convengo (e qui torniamo alla risposta che cambia a seconda del “da quando vi siete conosciuti”). Per quanto vi piacciate, lui ti piaccia e tu provi già dei sentimenti non credo nei colpi di fulmine e quindi non aspettiamoci l’entusiasmo dell’innamoramento ma… La novità dove la mettiamo? Tu per lui sei una persona nuova, un corpo nuovo tutto da scoprire e lui che fa? Invece di vederti il più possibile, dico almeno una volta alla settimana (mica si lavora tutti i sabati!), è sempre, sempre occupatissimo. Tanto che è difficile anche comunicare con lui, se non per brevi messaggi o telefonate lampo.

No qualcosa non va in questo caso. Perché allora ti dedica così poco tempo, i rimasugli del suo tempo? Semplice: non gli interessi abbastanza. Oppure ha anche un’altra. O altre. Non pochi single hanno l’Harem. Oppure non gli piaci così tanto come dice: eppure scopiamo dici tu? Sì ma quanto? Oppure… fate solo quello principalmente? Se lui non è impegnato non ha bisogno di clandestinità, di nascondersi e nasconderti… A meno che non ti consideri sufficientemente bella da mostrarti in giro, te lo sei chiesta? Ti bacia in pubblico? No? Potrebbe essere questo, io non credo agli uomini “presi” da una donna che fanno i riservati. Un uomo al quale piaci vorrebbe toccarti appena può. L’amore, il sesso, sono semplici: si nutrono di voglie, non di distanze fredde.

Oppure lui non condivide i tuoi sentimenti. Già perché se è vero che non credo all’amore a prima vista credo invece che dopo qualche mese, un po’ di frequentazione e diversi rapporti sessuali e molti baci una persona possa già sviluppare un sentimento di legame con un’altra. Voi donne siete più portate per questo moto dello spirito, noi più utilitaristici. Non è ancora amore, ma ne è la base. E’ la fase prima dell’innamoramento, non troppo forte per tornare indietro ma abbastanza forte per andare avanti, dando sempre di più.

E questo sentimento di attaccamento iniziale spiega perché tu ti stai facendo la domanda “perché mi dedica poco tempo” e lui risponde “purtroppo non ho abbastanza tempo”, il più delle volte mentendo (magari solo per non ferirti, non esageriamo con i pensieri cattivi al maschile) o, semplicemente, relegandoti fra i suoi “tempi” da gestire con priorità diverse, e tu, evidentemente, non sei in cima alla lista: c’è il lavoro certo, ma può esserci anche il suo hobby, i suoi amici, il suo sport, un’altra che ti ha taciuto ma che scopa meglio o è più bella di te o magari solo esiste, e lui deve gestire due, tre donne, e non ha abbastanza tempo per tutto.

Insomma, il suo non tempo per te significa che tu, per qualsiasi motivo dei suddetti, non sei abbastanza importante per lui. E lui, non provando il sentimento di legame che già tu provi, non ha paura di perderti, così come non ha sempre e spesso voglia di vederti, a volte di scoparti persino (un dato anomalo per un uomo, ma molto significativo per qualsiasi coppia: il sesso è il termometro della coppia).

Mi chiedi: e allora perché non mi lascia, se non gli interesso abbastanza? Innanzitutto gli uomini lasciano raramente, preferiscono farsi lasciare, fare in modo di essere lasciati. Così non hanno colpe, anche se certi uomini possono arrivare a essere crudeli per farsi lasciare. Per non avere grane e scenate pubbliche. Perché hanno già una sostituta. Perché già ce l’avevano prima.

Mettiamo anche che lui non abbia un’altra: lui, nella sua testa, non ti sta frequentando poco, ti sta frequentando a sufficienza per lui, per le sue esigenze. Sei comoda: ti vede quando vuole, ti scopa quando vuole. Tu non obietti o protesti, se non flebilmente, perché hai già una forma di dipendenza verso di lui, non vuoi che il legame si sciolga, per quanto claudicante e insufficiente per te, altrimenti non saresti qui a leggere il mio articolo.

Perché dovrebbe rinunciare a una scopata comoda e sicura quando vuole lui? O anche alla tua compagnia, sempre nei limiti segnati da lui? L’uomo medio è pragmatico ed egoista: una “cosa” si usa quanto serve, nel modo che ti piace di più, ti è più utile, nei tempi decisi da lui.

Il non amore è semplice come l’amore, inutile farsi tante seghe mentali. Soprattutto su che cosa non va in te: non sono abbastanza bella, non sono abbastanza intelligente, non sono abbastanza furba, abbastanza gatta morta… Stop! In te non c’è nulla che non va. Non l’hai obbligato a corteggiarti e a portarti a letto, lui era consenziente. Quindi non trasformiamo limiti suoi in problemi tuoi, addirittura estetici o di carattere. Non confondere l’esistenza con una storia all’inizio o alla fine del suo tempo (poco).

Ma, mi chiedi, tutti gli uomini sono così? Ma è desolante! E li trovo tutti io? La risposta è no, per fortuna no. Ci sono uomini che sono sinceramente alla ricerca di una storia vera e normale, non sono tutti morti di figa o egoisti calcolatori. Ma tu non devi fare neanche l’ingenua o lasciarti andare troppo facilmente ai sentimenti, soprattutto se vedi che non sono corrisposti. Forse in questo puoi proteggerti nel futuro: non ti sto dicendo di diventare una rompicoglioni (leggi qui) o una fredda, ma di non cedere a troppo facili entusiasmi sì, soprattutto quando il fattore tempo è quello che ho descritto.

Attenzione: io non biasimo l’uomo che gestisce una storia come descritto. Può sembrare uno stronzo ma lo è solo se è disonesto, se cioè racconta balle (sono single e poi non lo è) o illude (faremo le vacanze insieme, e sa già che non succederà), o baratta speranze con sesso. Se invece non illude, è onesto per quanto “cinico” e diretto (ti ha detto io sono così, prendere o lasciare), non puoi rimproverargli nulla, neanche che non sia lui a lasciarti (a meno che tu non gliel’abbia chiesto e lui abbia detto, invece che “io questo ti posso dare” un “no tu sei importante sono solo incasinato andiamo avanti”). L’onestà, per quanto cruda, non può essere biasimata.

Chiediti piuttosto che film ti sei fatta tu: sei andata a vedere una commedia sexy e spensierata e sei uscita con Love story in testa? Lui non sembra, da come si comporta, il tuo uomo ideale… E poi esistono coppie che stanno insieme per qualche motivo (sesso, comodità, solitudine, attesa di una nuova e migliore occasione) donandosi poco tempo, almeno all’inizio della storia o per il periodo che dura. Non è il tuo caso? Parliamone ora, adesso, ma smettiamo di sognare una realtà diversa che non c’è e non ci sarà.

Esistono persino donne che si comportano in modo simile (migliore di solito) all’uomo medio descritto, che usano l’uomo come toy, come trombamico, come cavalier servente (leggi qui). Meno degli uomini, ma ci sono. Ma torniamo a lui.

E se invece state insieme già da tempo, diciamo più dei fatidici 6-12 mesi, e lui da assiduo o più assiduo diventa latitante? Il più delle volte è il segnale che la storia è al rush finale o che lui ha un’altra, o perlomeno gli interessa, e si sta sganciando da te per lei.

Un uomo che vi ha dato il giusto o tanto che sia, che ti ha sempre dedicato tempo e non te ne dedica più o è diventato amministratore delegato (ma esiste sempre il weekend no?) o ha altri, nuovi interessi, o tu hai perso interesse per lui. Semplice, come l’amore. Più chiaro in questo caso, perché ci sono dei precedenti, la vostra storia non è più nuova e in fase esplorativa.

Anche se, ripeto, l’amore è semplice e vuole tempo, ne vuole sempre di più insieme, non meno. Conosco uomini occupatissimi che hanno macinato centinaia di chilometri di notte per raggiungere l’amata. Hanno fatto voli pindarici per una scopata all’ora di pranzo alla faccia degli appuntamenti con i clienti. La passione e la voglia di stare insieme lo trova il tempo, fosse anche mezz’ora in un ristorante dall’altro capo della città.

Quindi ora hai capito spero: tu non conti abbastanza per lui, o non conti più.

Che fare? Niente scenate innanzitutto, sia che lui sia stato onesto sia che ti abbia raccontato balle (ci sono anche le bugie bianche, quelle che si raccontano per non ferire: non tutti gli uomini sono spietati). Fare scenate espone solo te al pubblico imbarazzo (la gente è cattiva, non premia i perdenti e gode spesso dei guai altrui), e il danno che puoi fare a lui non lenirà le tue ferite. Non c’è danno possibile in chi non ti vuole già da un po’.

Che fare allora? Chiediti, nel profondo, quanto ti senti legata a lui, e perché, pur sapendo in cuor tuo che tutto questo “non tempo” per te non è frutto di varie ed eventuali, ma solo del fatto che lui, per qualsiasi motivo, non sente quello che tu senti per lui, sei andata avanti e, come nella foto di questo articolo, rimiri il tuo telefono in attesa di un solo cenno di sua vita e interesse.

Quanto ti farebbe male lasciarlo? Tanto? Ti fa più soffrire la sua eventuale e totale sparizione o continuare a trascinare questa storia così, aspettando sempre che chiami, che arrivi, che rimanga un po’ di tempo con te?

Prova a immaginarti senza di lui: è fattibile? Tollerabile?

Un’amica mi dice sempre che prima di baciare un uomo, la prima volta che esce con qualcuno di interessante (il bacio per lei, giustamente, è la boa dopo la quale si va avanti o si torna indietro), prova a immaginarsi a letto con lui. Che effetto gli fa? Eccitamento? Schifo? Passività? Prova a immaginarti senza di lui: che effetto ti fa? Disperazione? Fastidio tollerabile? O semplicemente paura della solitudine? Su questa base decidi.

Io, fossi in te, non lascerei mai un uomo se non sono pronta a vivere il day after da sola. Mi prenderei tempo, usando, come usa lui, il poco tempo a disposizione, ma intanto eviterei di viverla come una Caporetto personale (io attiro solo stronzi, sono io che non funziono: no! NO! NO!) e inizierei a uscire di più con le amiche e, soprattutto, con altri uomini. Scopri di essere innamorata di lui, altro che sentimento di legame! e non riesci a uscire con altri? Non sei pronta, temporeggia.

Ma, se continua così, appena puoi lascialo tu. L’agonia va fermata appena possibile, e devi essere feroce, ma non facendo scenate, feroce opponendo il black out totale. Dopo un ultimo saluto in campo neutro (niente scopate di addio, ti renderebbero solo la cosa più difficile) via l’amicizia dai social, blocco di messaggi, like, telefonate. S I L E N Z I O.

Il silenzio ti guarirà, alla peggio lo sveglierà se se la prendeva solo comoda, facendolo tornare al galoppo verso di te. Ma noi non crediamo alle favole e dobbiamo pensare al tuo futuro. Che non è con lui. E’ con te, che non hai niente di sbagliato. Te lo proverà l’uomo giusto, abbi fede.

Ps: per favore non diventarmi adesso una monaca di quelle che basta uomini, niente sesso e viva i gatti e basta. L’amore si trova uscendo, frequentando gente e mantenendo la propria identità salda. Lui non ha tempo per te, non gli piaci abbastanza? Si accomodasse fuori dalla tua vita.

Sincerely yours

Amanti o traditori? 

Io non sono fra quelli che chiamano gli amanti “traditori”. Gli amanti spesso non sono il mero prodotto della lussuria, e uso un termine caro ai facili censori con i sentimenti degli altri. Gli amanti sono spesso il prodotto di una coppia decotta dove quello che è diventata è l’inevitabile prodotto di un concorso di colpa. Oltre certi limiti la fedeltà è impossibile. Un esempio? Esistono monte coppie bianche, ma l’assenza o quasi di sesso (o della sua qualità) non le qualifica come coppie reali, sono avanzi di coppia. E poi, se non esistessero gli amanti, non nascerebbero molte coppie nuove. E verissime… a meno che voi non consideriate il matrimonio un contratto e la famiglia un’azienda, allora tutto è possibile. Separarsi dite? Certo. Facciamola facile, ma la realtà spesso è ben più complicata, disse l’amica che, rispondendo all’altra sullo stato del suo matrimonio esclamò: facendo le corna tutto bene grazie. 

Separati in casa: il video

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Separati in casa: ecco il video riassunto della mia partecipazione come opinionista a Torto o Ragione su Rai Uno.

Qui trovate tutte le puntate compresa quella dei Separati in casa: Rai Replay Torto o ragione

Ho scritto anche un articolo sui Separati in casa: leggi qui

Come si lascia un amante?

Come si lascia un amante?

Come lasciare lui, il tuo amante? Con dolcezza? Rabbia? Lacrime? Sorrisi di rassegnazione? Facendogli capire il dolore che si prova?

Me lo chiede un’amica lettrice di questo blog, lei sposata, lui sposato, amanti da dopo l’estate, il dopo vacanze, il periodo in cui le coppie tradizionali scoppiano (leggi qui quanto letali e perché possono essere le vacanze insieme).

Laura, la chiamerò così, vive una situazione ormai molto diffusa. Qualche mese fa si è ritrovata, così mi racconta, fra le braccia di un altro uomo. È successo, nonostante il matrimonio suo e del nuovo partner, a dispetto della logica, delle convenienze, dei sensi di colpa.

Gli amanti sono così, rispondono a un bisogno, sopito e che esplode in presenza della persona, dell’occasione giusta. Che sia fisico, mentale o tutti e due, il “tradimento”, come continuiamo a chiamare per me in modo repressivo, eccessivo, sbagliato e colpevolizzante quello che è ormai pratica comune, il tradimento risponde a qualcosa che manca.

Ma non voglio tornare ancora una volta sulle motivazioni che spingono ad aprire quella finestra che dal matrimonio fa scappare nel mondo esterno alla ricerca di passione, amore, emozioni.

Qui si parla della quasi inevitabile fase finale, perché quasi tutti gli amanti si lasciano. E Laura mi chiede, vi chiede: come lasciarlo?

Già perché c’è un’altra costante nelle storie degli amanti: lui non decide. Non sceglie fra moglie e amante. Oppure sceglie la moglie, ma non ha il coraggio di essere lui a lasciare. Un uomo non lo fa quasi mai.

Perché? Vigliaccheria? Probabile. Calcolo? Spesso. L’uomo medio pensa spesso che in ogni caso è meglio fare in modo di essere lasciati, quindi fa di tutto, a parole e a fatti, per essere lasciato. Ma non pronuncerà mai la frase ti lascio. Non vuole sentirsi in colpa, per quanto il suo immobilismo possa provocare dolore, possa essere crudele. Non vuole essere accusato o sentirsi più in colpa di quello che si sente.

Pochi uomini infatti hanno i coglioni di prendersi la responsabilità di dire è finita, io non posso e non voglio lasciare mia moglie per questo e questo motivo. Si limitano a dire io non posso, punto. A volte aggiungono il perché, per esempio se ci sono di mezzo i figli, sanno che una donna questo lo capisce più di ogni altra cosa, ogni donna è madre, anche se non ha figli o non li ha ancora avuti.

Quindi eccoci qui Laura, come tante, per i motivi che ho detto, dovrai essere tu a fare il grande passo, altrimenti lui aspetterà che tu lo faccia all’infinito, lasciando che l’attesa ti logori fino a non poterne più. E tu non devi aspettare questo momento, devi lasciarlo adesso.

Sì ma come, tu chiedi.

Molti anni fa sono stato lasciato anch’io. Lei mi ha detto, voglio un’ultima cena. Mi sono detto, una cena, l’ultima gliela devo, non ho avuto il coraggio di essere così vigliacco da negarmi un’ultima volta, imponendomi mentalmente di essere corretto ma fermo e, soprattutto, di non cadere nella fortissima tentazione di andare ancora una volta, l’ultima indimenticabile volta, a letto con lei.

Lei, bellissima, con gli occhi lucidi ma ferma, mi ha presentato uno specchio dove ho rivisto tutti i miei limiti con lei. Ho rivisto felicità, passione, gioco, serenità, ma ho anche visto la razionalità che mi faceva decidere di rinunciare a tutto quello.

Lei ha concluso dicendomi. Lo vedi questo tavolo? Una volta era tutto tuo, ora lo hai perso. Non del tutto, ha aggiunto, non posso negarti che questo angolo del mio cuore sia ancora tuo, ma è un angolo, non è più il tavolo. Ci siamo detti addio con un bacio che non posso scordare.

E tu cosa devi fare? O meglio, come lo devi lasciare? Dici che lui rifiuta persino un ultimo incontro, probabilmente perché ha paura di cedere, o si vergogna, banalmente, di guardarti in faccia. O non vuole soffrire.

Forse ha ragione lui, meglio tagliare come se usassi una scure. Fai come quei pochi maschi che lasciano davvero, con una telefonata, un messaggio, e poi silenzio.

Lo so, è brutto, maschile, poco coraggioso, superficiale, ma lui forse se lo merita, se non ti concede neanche l’ultima cena. Quindi fai scattare la ghigliottina tu. Senza rabbia, non ti posso dire senza rimpianti, ma è la cosa giusta da fare, e la devi fare tu perché lui non lo farà.

È poi silenzio. Sparisci. Non rispondere, non cercarlo, togli contatti social e messaggerie che lo riguardano. Tu resta invece, vivi la tua vita reale e virtuale senza di lui, perché la vita deve andare avanti, e ti ci devi abituare. Silenzio, ma silenzio davvero, altrimenti non sarà una chiusura vera, ma per te uno stillicidio dolorosissimo.

Fatti aiutare in questo periodo. Amiche, psicologo, quello che vuoi, ma non rimanere da sola con il cuore spezzato. Ti sentirai anche meglio, credimi, negli intermezzi della disperazione, ma non durerà a lungo il dolore, soprattutto se reagirai e starai in mezzo alla gente.

Dimenticavo. Io sono tornato indietro. Qualche mese dopo quell’ultima cena non ce l’ho più fatta e sono tornato a cercarla. L’ho riconquistata per il rotto della cuffia, perché lei era bellissima e molto corteggiata e si sa, chiodo schiaccia chiodo. Come è finita? Mi ha fatto i tre regali più importanti della mia vita, i miei figli.

Ecco ora tu dirai Laura, perché Alessandro mi racconti questo? Perché mi dai una speranza, ora che mi avevi quasi convinto a chiudere senza se e senza ma?

Laura, il mio lieto fine in realtà è passato anche lui attraverso l’abbandono. L’amore, soprattutto quello fra amanti, richiede questo nella maggior parte dei casi. E, in alcuni casi, purtroppo credo minoritari, serve proprio a svegliare l’uomo che non decide. A dargli quello shock che gli serve per capire se sulla bilancia pesa di più l’amore o la convenienza, che si chiami figli soldi o non posso abbandonarla.

Ma lui deve vedere, deve toccare con mano che tu non ci sei più, che sei ormai perduta. E questo dipende da te, lui non collaborerà.

Tornerà? Te lo auguro, ma solo se torna per non andarsene più. Non tornerà? Lasciarlo è comunque, a questo punto di tutte le storie di amanti quando si infilano nel vicolo cieco del non decidere, non andare avanti, lasciarlo dicevo è comunque la scelta da fare.

Quindi Laura armati di coraggio e fallo. Senza rabbia, senza dolcezza, fallo come se fosse un telegramma. Tanto i rimpianti ci saranno. Ma la malattia non durerà e, un giorno, sarai guarita, magari con a fianco il vero uomo della tua vita.

Dimenticavo. Non rassegnarti a una vita grigia, non chiuderti in convento. Molti matrimoni rinascono da questi dolori. O, se finiscono anche per questi dolori, se non erano già finiti prima, preludono a una vita migliore. Ma tu non rinunciare all’amore nel futuro, perché a dispetto di quello che ti è successo, esiste. Ma chi non gioca la schedina è solo sicuro di non vincere.

Sincerely yours

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L’uomo paguro, quello che non viene mai allo scoperto

Hermit crab - Coenobita perlatus

L’uomo paguro, quello che non viene mai allo scoperto

Un’amica di Facebook mi fornisce un nuovo, interessante profilo dal mercato degli uomini papabili: l’uomo paguro.

Sapete come fa il paguro no? Gira con la sua casetta sulle spalle a caccia di cibo che, con le sue tenaglione, ingurgita avido.

Appena c’è un rischio, un pericolo, il paguro si ritrae nella sua fortezza. Non solo. Man mano che mangia e che cresce, cambia casa occupandone una più grande lasciata libera da un paguro come lui, ma che è diventato più grosso.

Non solo: il paguro è un simbionte. Se può si procura un’attinia che decide di trasportarsi sulla sua casetta, cioè un animale “adesivo” con tentacoli urticanti che lo protegge e che, per questo, si accontenta delle briciole del cibo che il paguro le lascia.

Kwiktor
Kwiktor

Questa lezioncina di biologia marina, che mi riporta indietro a una mia ricerca delle medie sulla simbiosi ieri, e oggi al mio acquario dove vive da anni un paguro, mi serviva per spiegarvi le dinamiche dell’uomo paguro.

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Per l’uomo paguro il cibo sono le donne. Come vedete dalla foto, un paguro è un animale curioso, che può apparire forte (riesce a trasportare pesi non indifferenti) e anche bello, perché può avere colori sgargianti e simil-arcobaleno. L’uomo paguro, quindi, può attrarre le donne. Solo che se ne “ciba”.

Potrebbe essere paragonabile in un certo senso allo sportivo, un profilo che ho già descritto e che potete leggere clikkando qui, ma mentre lo sportivo colleziona trofei e mette in bacheca le donne conquistate (di solito ha anche un archivio con foto ricordo) l’uomo paguro non colleziona, mangia. Anzi, si nutre dei vostri sentimenti.

Quando riesce ad afferrarvi con le sue tenaglie, molto forti, vi sentite prese e soggiogate. Il resto del compito lo fa il carattere dell’uomo paguro. Gli fate domande alle quali lui non vuole rispondere? Si chiude nella sua conchiglia, e non vi risponde oppure vi risponde con una domanda, oppure svicola. Sparisce, non risponde ai messaggi, finché voi non rinunciate ad avere la risposta alla quale tenevate.

Perché non hai risposto al telefono? Ma tu mi ami? Dov’eri ieri sera? Chi è questa che ti manda messaggi o ti mette tutti questi like su facebook? Ma tu vuoi dei figli? Ma tu mi sposerai? Lascerai mai tua moglie? Niente. Lui si ritira nel suo guscio inespugnabile. E se voi cedete rinunciando, per stanchezza o debolezza a ottenere una risposta vuol dire che ormai siete ben salde nelle sue chele, e che lui si sta cibando non solo del vostro corpo, ma anche dei vostri sentimenti.

Dicevo che l’uomo paguro, mangiandosi sempre più donne, cresce e deve cambiare casa. Più vi mangia più acquisisce esperienza, diventa bello grosso, astuto e forte. Quindi a un certo punto lascerà i vostri poveri resti per ghermire un’altra di voi, una casa-donna più grande, comoda, appetibile. Lo farà senza rimorsi, tanto alla domanda “perché mi hai lasciato” o “hai un’altra” risponderà ritirandosi nel nuovo grande guscio. Imprendibile, insondabile, inespugnabile. L’uomo paguro non viene mai allo scoperto.

E l’attinia, l’animale urticante che si porta a spasso? Di solito è la partner, perché anche l’uomo paguro può essere sposato o convivente o fidanzato, ma questo non gli impedisce di cacciare altre donne. Tanto l’attinia rimane lì, accontentandosi delle briciole che lui gli passa, accontentandosi di farsi vedere insieme a lui, in bella vista sulla sua conchiglia.

Anzi, lo difende con i suoi tentacoli dalle altre donne, che lui comunque riesce a catturare e consumare. Lo perdona ogni volta e lo difende dicendo che sono le prede, non il predatore, le vere colpevoli, e va avanti così. Finché l’uomo paguro non lascia anche lei, quando cambia casa per un guscio più grande e una donna più interessante, un’attinia più urticante e seducente, nuova.

Avete riconosciuto un uomo paguro che sta cercando di stringervi fra le sue chele? Depuratevi dal fascino dei suoi colori e della sua forza, e quelle tenaglie non illudetevi, sono per ghermirvi e controllarvi, non braccia possenti di un uomo che saprà proteggervi.

Avete dubbi? Misurate la sua reticenza, anche sulle piccole cose. Quanto sapete di lui? Quanto vi racconta di lui? Non confondete il suo “lasciarvi parlare” con la capacità di ascoltare le donne e comprenderle: è solo una tattica per non parlare lui ma far parlare sempre voi. Ricordate: l’uomo paguro non viene mai allo scoperto.

Provate a fargli una domanda cruciale per la vostra coppia, sul presente o sul futuro, e se lo vedrete ritirarsi, sparire nella sua conchiglia, non avrete più dubbi. Lui non ha bisogno di mentirvi, la sua forza sta nel non rispondere mai, sta nel ritirarsi nella conchiglia.

Questo è l’uomo paguro e, a meno che non abbiate il desiderio di diventare un’attinia, se imparate a riconoscerlo potrete evitare le sue chele, o una simbiosi poco felice.

Sincerely yours

Foto apertura: globalP