Amante pentito… sparisci!

Amante o sparisci o torni alla Ufficiale e gentiluomo
Amante o sparisci o torni alla Ufficiale e gentiluomo

Siete stati amanti per un anno, a volte due, a volte ancora di più. Avete passato tutte le fasi dell’amantato. I primi sei mesi ludici, avete vissuto poi i restanti sei a sognare e innamorarvi (almeno voi, care lettrici).

Lui ha iniziato a farvi promesse, a sognare una vita futura insieme a voce alta, a fare progetti.

Ma il tempo, intanto, passava. I sogni e le promesse si sono tramutati in litigi per vacanze disdette, notti mancate, promesse rimandate.

La lascerò dammi tempo. Sistemerò la parte economica, dammi tempo. I figli cresceranno e capiranno, dammi tempo.

Il tempo è passato. Non importa se lui, messo con le spalle al muro, vi ha detto “non posso lasciare mia moglie”. Non importa se vi ha detto non sono pronto. Non importano neanche i suoi perché, anche se alcuni, a tratti, erano anche sinceri.

Importa che è passato troppo tempo, le vostre scadenze (di solito almeno due, tipicamente dopo le vacanze: se dopo il prossimo Natale non ti liberi…) sono passate senza novità e, soprattutto, la vostra pazienza è finita.

Così avete iniziato ad adottare il Codice del silenzio, del quale ho scritto già. In sintesi, gli avete detto che finché non si rifaceva vivo con veri fatti e non parole voi non l’avreste visto più, risposto ai messaggi, alle telefonate e ad altri tipi di comunicazione.

Per fatti si intende la carta bollata della separazione o una sua uscita fisica da casa. No perché molte di voi mi raccontano che dopo un anno, a volte due anni di amantato, questi uomini sono spesso all’anno zero.

Della serie che la moglie non ha neanche sentore della crisi coniugale, nessuno ha mai dichiarato “sono in crisi il nostro rapporto coniugale è in discussione”. Leggo di gente che dice che con la moglie non fa sesso da anni (la balla più diffusa fra gli impegnati) e poi li vedi nelle foto delle vacanze tutti Casa e famiglia, vacanze che non di rado si erano dimenticati di preannunciare all’amante. Certo non possono impedire all’ignaro coniuge di postare foto di vita familiare normale (almeno per l’ignaro). Sono foto che dicono molto, più di quanto dica lui.

Non è che voi pretendiate che lui faccia subito outing con il mondo, ma almeno non raccontare palle tipo dormo sul divano o abbiamo venduto il letto matrimoniale e comprato un letto a castello e col rimanente l’ho portata alle Maldive per tirarla un po’ su…

Scherzi a parte avete staccato la spina. Esasperate, stanche, a volte costrette dalle sue continue non decisioni ce l’avete fatta.

O, peggio, vi siete sentite dire frasi tipo “ti amo, sei la donna della mia vita ma non posso lasciarla”.

Ripeto: avete analizzato fino alla nausea i suoi perché ma il risultato non cambia. Lui non ha scelto voi. Ecco perché dovete obbedire al codice del silenzio.

Ma il vostro duro percorso di distacco sarà messo alla prova dal suo egoismo. Farà orbiting, cioè aleggerà sui vostri social e attività, per poi fare zombieing, cioè riapparire dalla tomba.

No non ci saranno novità. Lui ufficialmente si rifarà vivo perché vuole sapere come state, perché vuole rimanervi amico (casi possibili ma rari come la pioggia nel deserto), perché gli mancate.

In realtà le vere motivazioni sono due: il controllo sulla vostra vita e/o il tentativo di rifarvi fare l’amante.

Si perché l’uomo amante standard, dopo aver sognato con voi una nuova coppia e realizzato con voi che la realtà è che non si può fare, vorrebbe mal celandolo farvi rifare l’amante a tempo indeterminato.

Perché a lui va bene avere la moglie e la sua vita ufficiale più una psicologa personale pornostar del suo letto in parallelo (perché è così che lui vi vede).

È semplicemente e solo puro egoismo.

E qui noi uomini ci dividiamo in due categorie.

I peggiori, cioè quelli che dopo avervi fatto fare tutto il calvario del vostro amantato fase sofferente (dopo la fase Ludica e dopo l’innamoramento) di fronte al vostro silenzio semplicemente non lo rispettano. E a nulla serve spiegargli che se lui non ha novità rivoluzionarie farsi vivo anche solo con un messaggio è come tirarvi di nuovo sott’acqua dopo che eravate riuscite a nuotare da sole e a prendere ossigeno dopo mesi, anni di annegamento e water boarding di balle e promesse. La vostra sofferenza non lo fermerà.

Poi ci sono gli umani, che di fronte al vostro silenzio magari all’inizio non riusciranno a rispettarlo, ma dopo aver capito quanto male vi procurano finalmente spariranno. O, in alcuni casi, torneranno con la famosa novità reale e rivoluzionaria.

In questi casi come vi dovete comportare?

Con il peggiore, che non sente ragioni, avete solo una scelta. Dopo massimo il secondo tentativo di approccio, qualunque esso sia e in qualunque forma, bloccatelo su tutti i fronti.

Via il numero di telefono, le chat, l’amicizia sui social, persino le amicizie in comune se serve. Le sue email nello spam.

Lui vi dirà e forse voi vi racconterete la balla che non è bello, non è educato tagliare fuori così una persona dopo tutto quello che c’è stato fra voi, in fondo c’è stato un periodo anche bello.

Vero, purtroppo è proprio il periodo bello che vi fa fare così fatica a dimenticarlo, ma non ve ne deve fregare se uno che non lascia la moglie per quello che chiamava e forse chiama ancora l’amore della sua vita (e continua a rompervi senza cambiare nulla) si offende. Cavoli suoi, voi dovete reimparare a vivere senza di lui.

A proposito del bel periodo. Ci sarà anche chi vi dirà: nel momento in cui hai accettato di fare l’amante hai anche accettato i limiti di questo tipo di rapporto. Giusto, gli amanti sono adulti vaccinati e consenzienti. A patto però che lui non abbia barato. E cioè che invece di dirvi fin dall’inizio “io non lascerò la mia famiglia” vi abbia venduto una separazione in casa o simile che non esiste (e senza la quale voi non avreste mai iniziato il rapporto) o, nel corso della vostra storia, si sia dichiarato innamorato e pronto a costruire a breve o nel futuro un matrimonio con voi. Eh no, chi bara non ha scuse.

Ci sarà anche chi in modo inaccettabile userà il vostro atteggiamento difensivo per dire: “vedi che ho fatto bene ad aspettare? Tu non mi ami abbastanza”. Vi chiedo solo una cosa: ma voi lo volete davvero un uomo che dopo quello che ha fatto, vi dice così? Ragionateci seriamente.

Se poi vi arriva sotto casa nessuna pietà, nessun caffè. Se insiste fate come se vi importunasse un malintenzionato: entrate in un negozio o in un luogo pubblico, vediamo se continua la questua.

Lavorate insieme? State sempre in gruppo e mai da sole con lui. Manco mangiarci in mensa. Lo so, è la situazione più difficile, ma se il suo egoismo supera anche le regole minime della professionalità non desistete. Gli uomini sono pigri, dopo una decina di facciate magari si farà ancora vivo alle feste comandate, ma voi sarete guarite.

Con gli umani mantenere il Codice del silenzio, per assurdo, può essere più difficile.

Lui vi manca, magari ha provato a contattarvi e lo avete giustamente rimandato dove vuole restare, cioè a casa sua. Fatti vivo con i fatti, gli avete giustamente ripetuto. E lui, umanamente, non ha insistito ed è sparito.

Passano le settimane, i primi mesi… ci vogliono circa tre mesi in media per iniziare a stare meglio e sei per iniziare a camminare senza di lui.

Sono i mesi più difficili, di ricordi, punte di disperazione, voglia di chiamarlo, almeno un messaggino…

Chi esce da una dipendenza sa che se toccherà anche solo una volta l’oggetto della sua dipendenza perderà tutto quello che è riuscito a ottenere con grandi sacrifici, che nel vostro caso si chiama serenità ritrovata.

Ricordo sempre che un bravo terapeuta, se gli amici non bastano, fa sicuramente la differenza se vedete che da sole non ce la fate.

Detto questo il vostro compito, secondo il Codice del silenzio, è resistere alle tentazioni più diffuse.

Quali sono?

Pensare che se dopo qualche mese di silenzio non vi fate vive almeno con un messaggio lui non tornerà più da voi perché si sente dimenticato e può pensare che non lo amate abbastanza. Guardate che Se LUI vi ama davvero nulla dovrebbe impedirgli di divorziare. Ricordate: fatti non parole. Voi siete entrate nel silenzio non perché non lo amate più ma perché non c’erano più alternative al suo promettere e non decidere.

Quindi no messaggi e prime mosse. Se non ce la fate bloccate tutto.

L’altro errore è fare orbiting voi, cioè andare a controllare i suoi social o quando è online e con chi. Inutile e doloroso. A che vi servirà vedere che è in vacanza con la moglie? Solo a piangere. Lo sapevate già, siete entrate nel silenzio perché non la mollava nonostante voi foste “la donna della sua vita!”.

Cercherà anche di parlare con la vostra amica più vicina, o quella che pensa di non avere contro. Il colloquio inizierà così: “ne parlo con te perché ti stimo ma non dirle niente”. Invece sa benissimo che Fra amiche il primo dovere è riferire e quindi tutto quello che dirà avrà due scopi. Farvi arrivare un messaggio del tipo non posso ma davvero soffro e sono innamorato veramente di lei e con questo controllarvi, porvi dei dubbi, farvi tornare a fare l’amante a tempo pieno. Se contatta l’amica fate un test: chiedete alla vostra amica di fare un test. Chiedetele di fare la gatta morta con lui. Il 50% abboccherà. E voi avrete il calibro del vostro “grande amore”. Se non abbocca non è che vi ama, non è un seriale, resta il fatto che non lascia la moglie.

Vi accorgete che sta facendo il cretino con altre? Lui entra ed esce dalla Chat in simultanea con quella tizia carina che gli mette un sacco di like e commenti? Bene, avrete scoperto che è un seriale, meglio tardi che mai, ma questo deve servirvi a mettere la lapide sulla vostra storia. Meglio inibirsi l’accesso ai suoi social, datemi retta.

Insomma, se volete risorgere e non perdere più prezioso tempo con chi ormai è solo un vostro ex, per quanto importante sia stato, e avere la concreta chance di una nuova vita serena e di nuovi amori (i cimiteri sono pieni di persone insostituibili), se non sparisce lui fatelo sparire voi.

Mai più uomini impegnati? Forse sì forse no, non sta a me giudicare e men che meno fare il moralista, ma a volte è meglio un single che si rivela una fregatura di uno sposato meraviglioso che potrebbe farvi soffrire come 100 single fregatura.

A voi uomini che continuate a sabotare questo difficile penoso silenzio del quale siete totalmente responsabili ho solo una cosa da dire: abbiate la dignità – dovere di sparire. L’alternativa a sparire è infatti una sola: la scena finale di ufficiale e gentiluomo.

Sincerely yours

Uomini in crisi: il mio articolo su Starbene

Il mio Uomo in crisi su Starbene
Il mio Uomo in crisi su Starbene

Il tuo uomo è in crisi? Ecco quello che devi fare per gestire la situazione e gli errori da non commettere.

Per chi si fosse perso il mio articolo su Starbene, il settimanale di salute della Mondadori dove lavoro, ecco il link per leggerlo sul sito del giornale.

Buona lettura!

Era sparito e riappare: fa zombieing

A volte ritornano: zombeing
A volte ritornano: zombeing

Vi siete frequentati per un po’ e poi lui è sparito di colpo, senza dare spiegazioni. Ora riappare, fa zombieing

Nell’era in cui tutto deve avere un nome in inglese lui ha fatto ghosting, è sparito come un fantasma (ne ho scritto qui).

Ora riappare e fa zombeing. Era letteralmente morto e ora arriva un cuoricino via messaggino. Dopo settimane, a volte mesi, riecco un like sulla tua bacheca. Osa persino commentare. Arriverà anche alla telefonata, all’incontro “casuale”, dipende solo da come vi comportate, dandogli corda oppure no.

Insomma è resuscitato. E cammina per i vostri social e vie di comunicazione, all’inizio timidamente e barcollando, come uno zombie.

Insomma, i fantasmi dell’amore possono tornare sotto forma di zombie, da qui il, come dicono i gggiovani, fare zombeing.

E che c’è di male?

Beh, sarò all’antica, ma se una donna si facesse corteggiare, uscisse con me, finissimo a letto e ci frequentassimo per un po’, se lei sparisse senza darmi spiegazioni, risultando irreperibile per chiamate messaggi o altro io sarei come minimo incazzato e offeso.

Se fai ghosting come minimo sei un maleducato. Dettagli in quest’era di disinteresse totale per il prossimo? Forse per te che sei sparito, per me, per noi no.

Se te ne vai ci metti la faccia, non un lenzuolo. E adesso che fai, bussi di colpo alla mia porta? Perché? E soprattutto, con che faccia? Quella di uno zombie appunto.

Vi svelo un segreto. Potete chiedervi mille perché si sia comportato così e ora torni. Lo fate perché ragionate e siete complesse. Perché siete belle dentro.

Noi siamo semplici e rispondiamo a un solo perché, molte volte su dieci: il sesso.

Chi fa zombeing non ha cambiato idea su di voi, non ha fatto un corso accelerato di bon ton e ora è resuscitato per scusarsi.

Torna perché ha il letto vuoto. Perché la tipa per cui vi aveva lasciato ora non c’è più o si è rivelata meno performante di voi a letto. O, semplicemente, lui è in un momento di magra e si sa, gli zombie si nutrono di carne umana.

Troppo semplice? Vero, ma spesso tristemente verissimo.

Ci sono anche i narcisisti (leggi qui), che fanno zombeing solo per il morboso piacere di dimostrare a se stessi che possono entrare e uscire dalla vostra vita, sconvolgendola, quando e come vogliono.

Per loro resuscitare per riprendere la storia con voi da dove l’avevano lasciata è una forma di potere che dà emozioni più forti del sesso. Contenti loro… peccato che ci siate di mezzo voi che gli date retta.

Lo zombeing esiste anche fra gli amanti, ma è mediamente molto più doloroso, grave, pesante per chi lo subisce.

Di solito lo zombie amante è un uomo sposato che vi ha tirato sceme per più di un anno (a volte 3, 5, dipende dalla vostra terribile e autolesionistica resistenza) promettendovi “questa è la volta buona dopo le vacanze la lascio”.

Purtroppo solo una minoranza lo fa davvero. La maggioranza, per sfortuna dell’amante ma spesso anche della moglie, nonostante le promesse e le dichiarazioni di amore eterno sceglie di stare a casa, o meglio, lascia che siate voi, ormai stremate, a dare forfait.

Tutto finito? Toccato il fondo potete piano piano risalire alla superficie e tornare a respirare una nuova vita senza di lui, senza promesse e speranze ogni volta disilluse?

Purtroppo, dopo qualche mese, a volte settimane, ecco riapparire lo zombie.

Che vuole? Alcuni dicono che vogliono rimanere vostri amici. Balle! Se uno tradisce o è un seriale che non doveva sposarsi o è uno che non ha risolto la sua crisi matrimoniale, quella stessa che lo ha portato fino a voi, ma che non ha le palle di concludere da una parte per ricostruire con la donna che dice di amare tanto (escludo solo quelli che rimangono per i figli, ma doveva essere chiaro fin dall’inizio, non si deve illudere nessuno). Quindi torna perché, con la scusa dell’amicizia, vuole riallungare le zampe.

Poi c’è quello che fa lo zombie ma ve lo dice: se vuoi possiamo tornare insieme per scopare. Beh, almeno questo è sincero, ma c’è un ma che vale per tutti gli zombie impegnati: se siete arrivati a mollare o a farvi mollare per stanchezza, rientrare nella vita di una donna che ha sofferto e sta finalmente liberandosi di voi è fallo da espulsione, è egoismo che solo un morto vivente dei sentimenti può dimostrare.

Che fare? Gli zombie devono tornare nella tomba dalla quale sono usciti.

Lo zombie single che aveva fatto ghosting va lasciato nel suo brodo perché se lo merita solo per come si è comportato, e poi perché se vi ha gia usato e gettato via chi gli impedirà di rifarlo? Le sue rassicurazioni? Il lupo perde il pelo ma non il vizio.

Lo zombie narcisista va evitato come la peste anche se credete che, poverino, sia affetto da patologia sentimentale. E voi volete di nuovo fare da cavia nel suo laboratorio? Non cadete nel tranello del vostro lato crocerossina del “io ti salverò”. Se sono recuperabili ci vuole un esperto di quelli bravi, non basta un “paramedico” in gonnella.

Lo zombie amante si vergogni. Se non ha in tasca la separazione sa benissimo che vi fa del male per rispondere a un suo bisogno. Forse soffre anche lui, ma non abbastanza per decidere. Quindi si tenga alla larga. Se gli avete già spiegato che questo comportamento vi fa soffrire e lui ci prova lo stesso avete solo una scelta. Se è un Uomo mi appello alla sua dignità e umanità residua: lasciala stare. In caso contrario… Bloccare ogni via di comunicazione senza possibilità di ritorno.

Ma guardateli: non sono tristi questi zombie ora che vedete la loro faccia? E sapendo le vere motivazioni non vi fanno ancora più senso?

Dorian Gray appariva bellissimo alle donne, è solo il suo ritratto rivelava la verità.

Lungi da me fare la morale, ma adesso il ritratto vero di lui lo vedete anche voi.

All’epoca di Oscar Wilde non esistevano gli zombie, ma probabilmente erano uguali al suo Dorian.

Ok ho scomodato il mio poeta preferito e mi piaceva l’immagine di Dorian: so che nessuno ha compiuto un delitto o le nefandezze di Dorian ma…

…Senza drammatizzare troppo, sono “solo” storie d’amore finite però…

…Seppelliteli lontani dal vostro cuore gli zombie

Sincerely yours

Troverò mai un uomo normale?

Un uomo normale non esagera con i fiori e non è uno scout
Un uomo normale non esagera con i fiori e non è uno scout a tutti i costi

Troverò mai un uomo normale?

Sembra una domanda inutile, ma me la fate in tante.

Mi dite: con il tuo blog ci aiuti a evitare i bugiardi, i manipolatori, i narcisisti, gli uomini solo a parole, ma dove sono gli uomini normali? Esistono? Come fare a riconoscerli?

In effetti qui parliamo dei problemi dei due grandi mondi dell’amore, quello fatto dalle single alla ricerca, appunto, di un uomo non dico ideale (visto il mercato degli uomini papabili attuale) ma almeno normale, in grado cioè di superare i 6 mesi di relazione iniziali senza farvi soffrire o ridurvi alla ruota di scorta (e di letto) della sua vita.

Non a caso la domanda che ha fatto nascere questo blog e il canale Superdonne rimane la stessa dopo 4 anni: perché le mie amiche belle e intelligenti non riescono a trovare un uomo degno di una relazione normale?

L’altra fetta del mondo dell’amore sono le amanti che, apparentemente, vivono una relazione “zoppa” e limitata per statuto e accordo iniziale: sanno che andare con un uomo impegnato pone grandi limitazioni, ma i patti sono chiari, le regole del gioco stabilite dall’inizio.

Ma anche le amanti, soprattutto quelle single, hanno a che fare con i bugiardi, quelli che siccome hanno capito che per entrare nel loro letto devono sembrare meno impegnati, all’inizio barano raccontando che sono separati in casa, che con la moglie non hanno rapporti da anni, che stanno per separarsi, solo questione di tempo… Come vedete, anche coloro che accettano di fare le amanti non sono sempre consce, e non per colpa loro, di quanto sia “sposato” l’uomo che gli interessa veramente.

Dunque mi rendo conto che questo blog parla perlopiù di problemi, e può dare una visione fosca della possibilità di trovare, non dico il principe azzurro, ma almeno un uomo normale.

Di fatto, e per fortuna, l’uomo normale, con cui poter costruire una relazione normale, esiste.

Rappresenta ormai una minoranza, questo non dobbiamo nascondercelo. Io credo che tolti gli impegnati più o meno “occupati” veramente o solo formalmente (il 40% dei papabili sul mercato), dobbiamo togliere un altro 30% di morti di F seriali, narcisisti, reduci ammaccati (i cosiddetti inconsolabili), collezionisti di donne, innamorati virtuali e che non quagliano mai. Resta un 30%. Poco? Pochi ma buoni, diceva qualcuno.

Ma come riconoscere l’uomo normale? Quali caratteristiche irrinunciabili deve avere? Poche ma buone e, appunto, irrinunciabili fin da subito.

Parlo di uomo normale intendiamoci bene, non dell’amore della tua vita. Di uno con cui starai bene fin da subito e poi, se son rose, fioriranno.

Ecco cosa non gli deve mancare.

DEVE ESSERE LEALE
Può sembrarvi scontato, ma molti uomini dicono un sacco di bugie e omettono di dire molte verità. L’uomo normale non ne ha bisogno. Perché non ha nulla da nascondere e può sempre essere se stesso. Non ha una tresca parallela con un’altra e quindi non deve nascondervi nulla, neanche sui social: diffidate di quelli che in qualche modo vi pongono restrizioni sui loro social o sulla comunicazione in generale, telefonica o via chat. La balla dell’indipendenza non se la deve bere più nessuno. Indipendenza non significa sparire per 24 ore o più, mica è in volo per l’Australia. E che ci vuole a mandare un misero ciao? E quelli che leggono i messaggi, vedete la spunta e non rispondono? Via, via!
Probabile, in questi casi, che siano non uomini normali ma sciupafemmine seriali, che chattano con voi e con altre cinque, che oggi prendono l’aperitivo con voi e domani con altre due, vinca la più carina e/o disponibile. Non è sposato e fa il finto separato, ve ne accorgerete dal tempo che vi dedica e dalla libertà che ha di vedervi, altro che impregni di lavoro! L’uomo normale è leale perché non ha bisogno di raccontarvi neanche piccole bugie: se non può uscire con voi quella sera vi spiegherà in modo semplice e chiaro perché, non avrà bisogno di far morire la nonna tre volte o di fare incidenti in tangenziale ogni settimana. L’uomo normale è normale che sia leale.

GLI PIACETE DAVVERO
L’uomo normale non va con donne che non gli piacciono usandole come riempitivi per i periodi di magra o perché avete un bel seno o un bel lato b e gli piace solo quello. Già perché quelli che spariscono e tornano, rispondono e non rispondono, vanno e vengono, finito a letto devono subito andare a casa, non dormono con voi, limitano le uscite pubbliche sono uomini che, spesso, vi usano come ruota di scorta, come utilitaria da usare in città in attesa che arrivi il modello di auto preferito tutto accessoriato al quale stanno facendo la punta sui social da tempo. Voi gli scaldate il letto, ma presto lui cambierà le lenzuola. L’uomo normale, invece, ha scelto proprio voi. Gli piacete vi ha corteggiata è riuscito a superare il ponte levatoio e, finché tutto funzionerà con voi, non si guarderà in giro. Perché, semplicemente, gli piacete e vuole vedere come va, si è dato tempo. Ma con voi.

NON VI AMA
I cialtroni da tre botte e via sono cialtroni perché, per ottenere le tre botte e via, spesso esagerano. A parte i veri e rari colpi di fulmine, due persone che si piacciono (anche tanto) non si amano già dopo una settimana o un mese. Io diffido persino di quelli che dichiarano amore con la A maiuscola prima dei sei mesi di rodaggio con frequenza intensa (intendo almeno due weekend al mese e una o due sere insieme a settimana) e che parlano subito di convivenza, figli, vacanze, futuro. Sono, perlopiù, i peracottari dei sentimenti, quelli che svendono i propri un tanto al chilo per ottenere, poi, quello che otterrebbero il più delle volte comportandosi normalmente. Sono dei malati di bugie, dei venditori di frasi fatte e spesso copiate. L’uomo normale non vi dice che vi ama se non quando, dopo mesi di felice frequentazione, il piacere di stare insieme, il sesso che funziona e l’empatia che cresce reciprocamente non fa sbocciare, in modo naturale e semplice, i veri sentimenti.

DEVE COMUNICARE CON VOI
I furboni che tengono in piedi due o tre relazioni parallele si riconoscono dal telefonino che non prende, dalle interminabili riunioni, dal doppio telefono, personale e superpersonale, dove uno è dedicato a spizzichi e bocconi a voi (con l’ordine supremo del “ti chiamo io”) e l’altro è il dirty phone, quello che usa per le altre. Su facebook non amano vostre scorrerie, il profilo è blindato, gli amici invisibili e voi non lo sapete ma lui vi ha messo in modalità stealth, cioè non potete vedere tutto quello che scrive. Anche le chat sono oscurate, in modo che non vediate quando si collega e scollega. Insomma, state con un agente segreto, non con un uomo normale. L’uomo normale non ha, semplicemente, nulla da nascondere.

DEVE AVERE VOGLIA DI VEDERVI
L’uomo normale può anche essere molto impegnato, magari fa davvero l’agente di commercio per il nord italia, ma intanto comunica spesso e volentieri, e poi il suo poco tempo libero ha naturalmente piacere di condividerlo con voi. Se ha solo il sabato lo passerà con voi. Certo, magari fa sport o va alla partita allo stadio perché è un appassionato, ma poi, soprattutto se il Milan vince avrà più che voglia di venire a letto con voi. Ha gli amici? Vi presenta e li condivide, magari non sempre, ma neanche vi nasconde o crea due mondi paralleli. Il furbone di turno, invece, vi venderà il poco tempo che vi dedica come filosofia di vita. Il segreto della longevità di coppia è l’indipendenza e l’autonomia, vi dirà. Ho capito, caro furbone, ma se è vero che certe coppie fondano il loro successo e longevità sul mantenere domicili diversi e tempo personale riservato, di fatto poi si frequentano molto, dormono spesso insieme e le vacanze sono sempre in coppia.

Come vedete l’uomo normale vuole cose normali per qualsiasi coppia, l’abc dello stare insieme con piacere, che è il normale preludio all’innamoramento, tempo e andamento del rapporto permettendo.

Sapete perché invece i vari finti normali che avete trovato prima non andavano? Perché non erano normali per qualche motivo. E magari hanno avuto il coraggio di vendervi il sovvertimento delle banali ma basilari regole di coppia come lungimiranza, modernità, autonomia…

E voi a crederci? Già perché prima non avete dato retta al vostro prezioso sesto senso che vi aveva messo in allarme su dettagli apparentemente superabili. Dettagli come suoi piccoli egoismi, superficialità, difettucci. Non insistere per pagare lui la prima cena e dividerla, ascoltarvi distrattamente mentre guarda il telefonino o l’orologio (si sta annoiando?), non accompagnarvi alla porta o partire senza assicurarsi che siate al sicuro o, peggio, lasciare che pigliate un mezzo pubblico per tornare a casa, non siete voi che gli avete detto che li prendete sempre? Tutte stupidaggini certo, ma l’esperienza mi dice che è dai primi piccoli egoismi e “distrazioni” che si vede il buongiorno di una coppia.

E poi, dicono alcune di voi, se sei troppo selettiva proprio all’inizio non riuscirai mai ad avere e tenerti un uomo. Già…

Ma chi lo vuole un uomo che non risponde ai requisiti base essenziali per avere una relazione normale? Per forza poi rimanete con un pugno di lacrime in mano.

Ma il fallimento nelle relazioni sta nel dare delle chance a chi non se le merita, perché ogni bugia, mascalzone, tradimento, promessa disattesa, inutile attesa di un messaggio o una chiamata sono colpi bassi al vostro DNA emotivo che inizierà a danneggiarsi, trasmettendo al cervello l’idea, sempre più insidiosa, che c’è qualcosa che non va in voi e non negli uomini sbagliati che avete incontrato.

Oppure che è meglio vivere da sole e rinunciare all’amore che non esiste. O che non siete più capaci di fare selezione.

Oddio, lo dicevo all’inizio, gli uomini normali non sono tanti ma neanche pochi, non è impossibile incontrarli. Bisogna però saperli riconoscere, perché gli altri giocano proprio sul fatto di sembrare normali.

Che dovete fare? Continuare a mettervi in gioco senza accontentarvi. La trappola sta proprio nell’accontentarsi, perché il sottovalutare quei piccoli difetti che percepite già le prime volte con lui è accontentarsi. Ecco: accontentarsi, passare sopra, vi frega. Perché se lui entra nel vostro letto poi sarà più difficile staccarsi. Più il tempo passa e con esso i compromessi che dovrete sopportare per la sua cessata normalità iniziale, più sarà doloroso quando non vi chiamerà, vi trascurerà, vi tradirà, vi lascerà.

Care amiche, vi auguro quindi non il principe azzurro, ma un uomo normale. Perché i rospi non si tramutano in principi se li baci, mentre gli uomini normali qualche volta sì.

Sincerely yours

Se lui è in crisi cosa devi fare tu

Il numero di Starbene in edicola il 19 giugno con il mio articolo Se lui è in crisi
Il numero di Starbene in edicola il 19 giugno con il mio articolo Se lui è in crisi

Care lettrici e lettori, oggi 19 giugno è in edicola Starbene (www.starbene.it) con un mio articolo sull’Uomo in crisi.

Lavoro in bilico, litigi familiari, persino il compleanno dei 50 anni sono “prove” che possono mettere in ginocchio anche l’uomo più sicuro di sé.

Il punto è: tu che sei la sua compagna cosa devi fare e… non fare? Ce lo spiega lo psicoterapeuta Adriano Formoso (www.adrianoformoso.com), che ho intervistato per Starbene e che ha stilato per noi, per voi, una serie di regole d’oro da seguire in questi casi per non sbagliare e fare le mosse giuste.

Allora, appuntamento in edicola! E qui per i vostri commenti, sempre benvenuti.

Sincerely yours

Ti ha lasciato ed è sparito: il ghosting

Ghosting, fare il fantasma in amore secondo mia figlia, Rebecca Pellizzari, 8 anni
Ghosting, fare il fantasma in amore secondo mia figlia, Rebecca Pellizzari, 8 anni

“La sparizione è la più crudele delle azioni che si possano mettere in atto perché lascia l’altro in sospeso”. #ghosting Una lettrice di www.alessandropellizzari.com

Voglio iniziare così, con l’eloquente frase di una lettrice, a parlare di ghosting, il termine inglese che definisce uno dei malcostumi più un uso nelle relazioni di coppia, quello di lasciare e sparire letteralmente.

Niente spiegazioni, risposte, messaggi. C’è chi addirittura arriva a bloccare la vittima su tutti i canali social, persino a cambiare numero. La cosa è antica come il mondo, viene praticata da maschi (molti) e femmine (in minoranza) ma, al tempo degli smartphone e della comunicazione e collegamento h24, fa ancora più impressione.

Già perché chi mette in atto il ghosting, diventando per la ex un fantasma, non lo fa perché dall’altra parte c’è una stalker, ma per sue ragioni che ci illustra l’amica scrittrice Daniela Luisa Luciani, che qui ha già firmato articoli come il lettissimo Narcisista, Fai l’amore pensando a un altro e Primo appuntamento la prova del gioco.

Ecco cosa scrive Daniela sul ghosting

“Sono stata vittima del ghosting”. “Ho fatto ghosting”. Ma cos’è il ghosting? Sicuramente non una novità!

Se ne parla molto oggi, in tempi di social, ma non abbiamo fatto in tempo a metabolizzarlo che già è stato sostituito dall’orbiting (l’uomo che ti controlla a distanza sempre dopo la fine della storia) e dallo zombing (viene dopo l’orbiting, e succede quando lui si rifà vivo) soffermiamoci sul ghosting.

Piccolo identikit. Chi fa ghosting?

Sicuramente un pescatore a strascico, un vampiro di energia emotiva, un narciso ovvero tutti quelli che fanno del cucco usa e getta il loro motivo di vita.

Sempre pronti a lanciarsi sulla preda, erano già col pensiero altrove alla spasmodica ricerca di carne fresca non appena quella (la preda) fosse caduta nella loro trappola del “dov’eri” ” è una vita che ti aspetto” “sei di un altro pianeta” “lasciati andare” ” di te potrei innamorarmi” “finalmente ti ho trovata” e bla bla bla avanti col solito repertorio, per poi sostituirla con la prima che abbocca ad uno dei tanti ami lanciati.

Il tutto può avvenire dopo una relazione virtuale di qualche settimana, due o tre incontri sfociati nel reale o una frequentazione vera di pochi mesi. Dopo avervi promesso mare e monti o avervi trascinate col suo entusiasmo lui sparisce, si spegne come un cerino sotto un colpo di vento e addio, non esiste più.

Altra categoria: il perverso.

Il narcisista patologico, il manipolatore perverso, il crudele, sempre con qualche patologia a carico. Questi soggetti non hanno bisogno di una relazione ma di esercitare il loro potere, godono semplicemente del fatto di poter disporre a loro piacimento di una persona (la “loro” donna) al pari di un oggetto: Ti voglio? Ti prendo. Sei mia? Non ti voglio più. Ci soffri? Fammi vedere fino a che punto arrivi. Hai bisogno di me? Sparisco. Questi soggetti terribili sono spesso nascosti dietro maschere interpretative degne dei migliori attori di Hollywood. Si sono immedesimati nella parte fino a convincerci per poi rivelarsi tutt’altro e scomparire incuranti dell’effetto, ma godendo di aver gestito la relazione dall’inizio alla fine. Avanti un’altra!

E ora veniamo all’amante.

Eri la sua nuova vita, con te avrebbe cancellato il soffocante passato, tutto aveva di nuovo un senso, si sentiva pronto a rinascere e giù con promesse: faremo, andremo, supereremo,riusciremo e tutti gli emo di questo mondo e poi? Scoperto dalla moglie, il cambio di vita tanto progettato, si infrange miseramente contro gli scogli della realtà. Si torna al presente, si resta a casina e con la coda tra le gambe si interrompe la relazione dall’oggi al domani con tanto di messenger bloccato, facebook bloccato, whatsapp bloccato, cellulare bloccato! Casomai che la donna della loro vita, quella dell’amore vero non capisca l’antifona e voglia rifarsi viva. E’ finita, tutto è finito, lui sparisce e a voi l’interpretazione dell’accaduto, tanto lui non ha bisogno di dare spiegazioni, sarete voi a fare mille congetture fino ad arrivare all’unica vera realtà: lui è diventato un fantasma.

Tutti questi soggetti hanno, a mio avviso, un comune denominatore: sapevano fin dall’inizio che non eravate la donna giusta (magari sul nascere qualcuno ci ha anche pensato) e poi col passar del tempo hanno realizzato che la storia doveva finire, che dovevano uscirne prima o poi… Ma come fare senza rimetterci la faccia, doversi rimangiare tutte le promesse, dare delle spiegazioni convincenti, non doversi sorbire le vostre accuse e recriminazioni?

Semplice: sparendo….da vigliacchi, da pusillanimi. Parlarne? E perché mai?La decisione l’hanno già presa e non c’è nulla che possa far loro cambiare idea, inutile discutere, inutile persino perder tempo.Un taglio netto e via, senza dolore…per loro ma per voi?

Iniziavate a crederci e sembrava che tutto andasse bene, vi eravate donate col corpo, con la mente ma soprattutto col cuore perché vi sembrava un tipo a posto e non l’essere ributtante che si è rivelato poi, eravate amanti e le sue tante parole assieme ai pochi fatti concessi a chi ha una doppia vita vi avevano convinte (parlava sempre male della moglie, non c’era più storia, si litigava sempre, per fortuna voi… la sua isola felice, il suo futuro) e ora? A tutte resta solo l’amaro in bocca, il nulla, il vuoto emotivo, l’assenza e soprattutto l’incomprensione.

Le mille domande a cui inizialmente si danno delle risposte pensando che magari si tratti di un imprevisto, una situazione contingente, qualcosa che si sbloccherà a breve per poi riprendere o tornare tutto come prima avranno una vera risposta?

Niente, nessun messaggio, nessuna spiegazione e soprattuto nessuna risposta ai vostri messaggi! Passano i giorni e ci si rende conto della realtà.

E’ finita,  così , senza la possibilità di capire se ci siano stati errori, se c’era qualcosa che potesse essere fatto o detto diversamente, se ci sono ancora dei sentimenti o della sofferenza da parte dell’altro.

Nulla invece, tutto riversato sulle vostre congetture e sui vostri dubbi fra mille domande ma soprattutto una: PERCHE’? Non era più semplice essere chiari? Non meritavo una spiegazione? Si può mancare così tanto di rispetto verso una persona a cui si dichiarava addirittura amore? Sì, se amore non era, sì, se si viene prima di tutto e tutti, sì, se non si ha semplicemente voglia di discutere perchè in realtà l’interesse si è esaurito. Lui è già a caccia di nuove fiamme.

Non diamo giustificazioni, piuttosto facciamoci le domande giuste: IO che ero presa, che amavo, avrei mai interrotto tutto a rischio di trovare una porta chiusa se avessi tentato di tornare?No, penso proprio di no (se avete risposto sì, in altre occasioni, avete fatto ghosting anche voi e cosa vi ha aiutate a tagliare di netto? il fatto di non essere interessate né alla persona né alla situazione).

Chi ama non vuole ferire, chi ama si dona, vuole dimostrare il suo amore in ogni modo ma soprattutto C’E’.

Quindi con chi scompare non fate l’errore di cercarlo, chi legge e non risponde vi sta dicendo vigliaccamente la sua, avete bisogno di un chiarimento? Fatelo! Anche senza interlocutore, dato che legge (ricordate che quasi tutti questi individui continuano a controllarvi a distanza facendo orbiting) e non risponde cantategliela! Avete mangiato la foglia ma vendete cara la pelle, avete scoperto il suo gioco e chiamatelo col suo nome: vi servirà a non far crollare la vostra autostima e darvi pace, nel tempo.

L’unica cosa che mi sento caldamente di sconsigliare è di cedere a vendette tipo rivelare tutto, cercare di danneggiare pubblicamente le reputazioni di questi “cuori impavidi”. Si rischia di passare inutilmente dalla parte del torto per una soddisfazione effimera. Chi si comporta così è marcio dentro. E, prima o poi, tutto il marcio verrà fuori.

Grazie Daniela, preziosa come sempre. Se devo dire la mia, a conclusione delle tue riflessioni, sono molto d’accordo su due punti: la NON vendetta e il diritto a “cantargliele” sfruttando la consapevolezza che il fantasma è sparito ma aleggia ancora nei vostri social, guarda cosa scrivete e quando siete online.

Vendetta: inutile, poco dignitosa e che vi fa scendere al livello del ghost, che è bassissimo. Inoltre, vi fa passare dalla parte del torto: sputtanare il ghost pubblicamente vi farà apparire come una stalker e gli darà modo di giustificare l’ingiustificabile, di fare la vittima, lui che è spesso carnefice.

No, meglio cantargliele con lui che legge e ingoia il rospo (sa bene che avete ragione ma contava sul vostro silenzio arrendevole e confuso) senza diritto di replica. Vi sentirete liberate.

Oppure non fate nulla: se questa meteora nella vostra vita in realtà, a pensarci bene, non è così importante per voi, fategli voi ghosting. È sparito? Per voi è morto. Punto.

Sincerely yours

Il disegno di apertura è di mia figlia Rebecca, che il 13 giugno avrà 9 anni. Ho spiegato all’artista l’oggetto dell’articolo e lei lo ha interpretato disegnando un fantasma che suona una chitarra per ammaliare le sue vittime. Notate la catena al polso strappata: lui ha lasciato lei che era incatenata, spezzando le sue catene. E nello specchio? Una frase di Rebecca sull’amore e il controllo, bella al punto da perdonarle il refusino…

Lui è sparito ma ti controlla: fa orbiting

l'uomo che fa orbiting ti controlla e osserva come se fossi la terra
l’uomo che fa orbiting ti controlla e osserva come se fossi la terra

Orbiting significa orbitare intorno a una persona con cui si è stati insieme per controllarla a distanza, ed è un neologismo che è entrato a far parte del lessico delle distorsioni dell’amore, del calvario delle donne diventate ex.

Fanno orbiting quegli uomini che se ne sono andati dopo mesi di frequentazione, o quegli amanti che dopo aver promesso mari e monti sono tornati dalla moglie.

Gente che si è fatta lasciare o che ha lasciato praticando spesso anche il Ghosting, sono cioè diventati fantasmi di colpo senza dare spiegazioni del perché e del percome vi hanno lasciato. Ma del Ghosting voglio parlarvene in un prossimo post.

Che cos’è invece l’orbiting con un esempio concreto.

L’uomo che fa orbiting vi ha lasciato o si è fatto lasciare e questo lo abbiamo capito. È sparito molto spesso letteralmente, nel senso che non risponde ai vostri messaggi, alle vostre telefonate, a nessun tipo di comunicazione. È semplicemente scomparso. Comportamento tipico per esempio degli amanti che vengono scoperti dalla moglie e passano da un modo di agire del tipo voglio vivere con te al silenzio assoluto.

L’orbiting si concretizza col fatto di rimanere nella vostra orbita: voi siete la terra e lui è un austronauta che ci gira intorno e osserva quello che fate.

Lui continua a non rispondere, non chiama, non si fa più vivo ma voi ne sentite la presenza perché sapete che legge le cose che scrivete su Facebook, le vostre storie sui vari social, verifica quando siete on-line sulle varie chat e possibilmente con chi lo siete in parallelo, legge quello che scrivete agli amici in comune e interagisce con essi ma non interagisce con voi, se non perché lo vedete che lascia tracce senza commentare, neanche con una faccina, semmai la mette all’altro o all’altra che replica nella vostra conversazione.

Controlla quello che fate e probabilmente si informa con i conoscenti comuni di quella che è la vostra vita attuale. Insomma mantiene un controllo a distanza su quello che dite e quello che vivete e scrivete.

La domanda che mi fate è: perché è ancora in orbita intorno al vostro mondo, pur non rispondendo e non facendosi vivo? Pur avendo chiuso con voi?

Me la fate perché, diciamoci la verità, siete ancora prese da lui, innamorate, o comunque vi tormenta il fatto di sapere perché vi ha lasciate, visto che non vi ha dato spiegazioni o non ve ne ha date abbastanza, oppure ha avuto comportamenti ambigui e contrastanti che vi hanno mandato in confusione. Voi vi state ancora chiedendo perché vi ha lasciato o si è fatto lasciare e, adesso, perché orbita ancora intorno a voi.

La risposta sta anche nel tipo di uomo con cui avete avuto a che fare.

Ci sono i narcisisti, di cui abbiamo già parlato, ci sono i seriali, ci sono gli amanti pentiti, ci sono gli struzzi, ci sono quelli che che non sono capaci di amare le donne, gli anafettivi di ritorno o viscerali.

Facciamoci una serie di domande e cerchiamo di dare le risposte anche con l’aiuto di un esperto vero: io, come dico sempre, sono solo un testimone delle vostre storie e uso, al massimo, la calcolatrice per misurare la ripetitività di certi comportamenti in amore, quella che chiamo epidemiologia di coppia e che dice: se in una stessa situazione amorosa otto persone su dieci si comportano allo stesso modo, quello sarà l’atteggiamento maggioritario e che si ripete nel tempo e nella storia.

Dicevo che il tipo di orbiting dipende dal tipo di uomo.

Iniziamo con il narcisista.
Perché il narcisista fa orbiting? L’uomo che ama solo se stesso succhia energia emotiva dal vostro essere per buttarvi via quando siete rimaste uno straccio (leggi anche qui). Però la sua sete di controllo, la sua sete di potere su di voi non si esaurisce con la fine della vostra storia. Il narciso ritorna sempre, anche sottoforma di astronauta che orbita intorno alla vostra vita sociale e reale. Quindi lui trae dal controllo su quello che scrivete e dal farvi sentire comunque la sua presenza, anche se solo presunta o virtuale, un piacere patologico che è quello di sapere che voi non riuscite a staccarvi da lui, non riuscite a staccare la spina, non riuscite a dimenticarlo, e lui può riprendervi quando vuole. Quindi il godimento che prima poteva essere fisico, se il narciso era overt (sessualità presente), o solo psicologico, se il narciso era covert (sessualià assente o minima), ora diventa il godimento di vedere che voi sopportate la sua presenza e probabilmente sperate in un suo ritorno o in un suo semplice cenno. Lui è il Re sole e voi siete ancora lì, alla sua corte, siete la ex favorita che continua a rimanere a Versailles soffrendo le pene dell’inferno sapendo che, probabilmente, lui ha già un’altra favorita. Voi non riuscite a staccare dal lui. Questo gli basta e avanza. Per ora, perché il controllo serve anche per rientrare dalla finestra, non si sa mai.

L’altro astronauta orbitante è l’ex amante.
Dopo anni che vi dice che lui non ha rapporti con la moglie, che ormai lui e la moglie sono fratelli, che lui ha occhi e cuore solo per voi siete arrivati a un punto in cui, mettendolo con le spalle al muro (della serie o me o lei) ha risposto tornando dalla moglie, magari dicendovi che vi ama alla follia ma che non può lasciarla per i soliti motivi che c’erano prima, c’erano durante e che ci sono anche dopo nonostante le promesse e i sogni condivisi (figli soldi malattie e il femore della nonna). E allora perché rimane nei paraggi? Perché, come molte di voi raccontano, lui non vi lascia andare, si è fatto lasciare, ma non vi lascia andare? Anche in questo caso, come nel caso del narciso, è una forma di controllo, ma qui non è un godimento egoistico egocentrico e fine a se stesso, qui l’egoismo non si esprime con il potere di controllo e basta. Qui l’amante rimane della vostra orbita di ex intanto perché vuole vedere se vi trovate un altro: se vi trovate un altro a lui è preclusa la via del ritorno, una cosa che prima o poi cercherà di sfruttare, perché se ci pensate bene il suo bisogno di trovare un’altra donna risponde a un bisogno molto preciso, fisico e sessuale. Infatti, se le donne tradiscono soprattutto per noia, non solo sessuale ma anche emotiva, l’uomo tradisce soprattutto per un bisogno sessuale, fisico. Che non passerà tornando con la moglie. Allora o lui è un seriale e vi avrà sostituita con un’altra amante, oppure non è un seriale e quindi prima o poi vorrà tornare nel vostro letto. Ma diciamo che anche i seriali vogliono riassaggiare certe pietanze, magari in tempi di magra. Quindi l’orbitare intorno a voi significa controllare quand’è il momento giusto per riproporsi. Ecco perché dice spesso rimaniamo amici, ecco perché rimane nella vostra orbita.

Lo struzzo, l’uomo che di fronte alle responsabilità mette la testa dentro a un buco (leggi anche qui), rimane nell’orbita perché quando vi ha lasciato o si è fatto lasciare si era spaventato dall’impegno che potevate rappresentare per lui. Lui, che in fondo vuole solo una gran movimento sessuale, cioè cambiare donne senza prendersi responsabilità. In questo sta la sua vigliaccheria: voi eravate così bella, così intelligente, così tanta da imporre una scelta che lui non si sente di fare. Lui non può fronteggiare una donna superiore o troppo impegnativa. Sarebbe come scegliere di prendersi responsabilità sul lavoro, cosa che questo tipo di uomo non fa, non a caso, anche se è in posizioni di potere, ci è arrivato con una lunga storia da Yes man. Lui non si prende responsabilità di nessun tipo, però vi desidera e quindi rimane nella vostra orbita. Non illudetevi: è solo una questione fisica, e lui non ha nessuna intenzione di riprendere una relazione seria. Una volta che vi avrà riassaggiato, in un momento di vostra debolezza e riapertura, scapperà di nuovo o rimetterà la testa nella sua buca.

I seriali spesso coincidono con gli uomini che non sono capaci per vari motivi di amare le donne, gli anafettivi di ritorno o viscerali, e questa è l’ultima categoria che fa spesso orbiting.
Il seriale anafettivo, proprio perché vede la donna come uno strumento di piacere usa e getta, una collezione, qualcosa che deve essere cambiato a piacimento, a differenza degli altri “liquidatori di amori” molto spesso non si fa lasciare ma lascia lui, anche se pratica con frequenza il ghosting, cioè lascia senza dare spiegazioni e sparisce, appunto, come un fantasma. Perché orbita ancora intorno a voi? Per una questione logistica, puramente logistica. Qualsiasi uomo, anche il più prestante, il più sciupafemmine, ha dei momenti di stasi, cioè dei momenti in cui le varie donne che sta pasturando e che tiene in stand-by in chat per vedere quale sarà la prossima a entrare nel suo letto spariscono: non ci sono, non sono disponibili. Sono i classici periodi di magra che capitano anche ai più avvezzi al cucco social-generalizzato, ai pescatori a strascico via chat. E allora quando sei nel deserto e hai sete che cosa fai? Visto che di oasi nuove non ce ne sono all’orizzonte, il nostro amico torna all’oasi precedente, che sa dove si trova, che conosce bene, alla quale si è già abbeverato fino a prosciugarla. Ed è proprio grazie all’orbitarci intorno, nonostante abbia impalmato almeno altre cinque femmine nel frattempo, che sa che c’è ancora acqua da bere (nonostante tutto) in quell’oasi, “vecchia” ma sicura, e che lei è ancora single, e che in fondo potrebbe ancora essere lì ad aspettarlo. A quel punto lui si rifarà vivo. Dapprima in punta di piedi: faccina, like, messaggino. Poi attaccherà col grosso delle forze, facendo breccia nei punti che lui conosce bene.

L’orbiting può essere adottato anche da altri tipi di uomo, ma questi sono i profili che più lo usano.

Ma tu come mai sei vittima di questo, e cioè stai subendo coscientemente l’orbiting tollerandolo?

La risposta è semplice: anche se tu sei ferita e in certi momenti odi persino il tuo ex e vorresti fare di tutto per liberartene, sei ancora presa da lui, sei ancora dipendente da lui, sei ancora innamorata di lui, e dentro di te speri che lui ritiro ritorni.

Quindi non prendi l’orbita per quello che è, cioè una sorta di controllo inaccettabile e viscido, ma la prendi come l’ultima speranza di vederlo, di riallacciare, di rilanciare la coppia.

Ecco perché non fai l’unica cosa che dovresti fare in questi frangenti, e cioè impedirgli di orbitare intorno al tuo mondo, impedirgli di tornare, impedirgli di farti di nuovo del male, ancora più male di quello che ti ha fatto.

Che fare dunque in questi casi? Come dico spesso farsi aiutare da un esperto psicologo o psichiatra o comunque un “guru” nella terapia di coppia, soprattutto se ci sono sintomi di dipendenza (hai capito cosa devi fare ma non ci riesci pur provandoci diverse volte), fa la differenza.

Vediamo allora cosa ne pensa dell’uomo che fa orbiting lo psicoterapeuta Adriano Formoso, illuminato “sbrogliatore” di guai delle coppie (per saperne di più su di lui lo trovate qui).

Per parlare di orbiting è inevitabile porre l’attenzione su le radici nei traumi infantili che hanno impedito all’“uomo orbiting” di costruire un’identità funzionale alle relazioni personali e sociali. I legami e l’affettivtà sono le prove più difficili da affrontare perché spesso, il soggetto che fa orbiting, non ha sviluppato una idea chiara di sé e della propria vita, sostituendo il proprio sé reale, fragile e traumatizzato, con un’idea delirante di sé, grandiosa e reattiva.
Generalmente “l’uomo orbiting” è soggetto ad un costante senso di vuoto nel profondo e incline alla depressione a cui cerca di sfuggire, talvolta atteggiandosi a persona brillante che non ha bisogno di nulla e di nessuno, talvolta da “soft-stalker invisibile” chiuso nel risentimento e mosso dal piacere di padroneggiare osservazioni altrui non del tutto desiderate.La donna che non sa difendersi dall’uomo “orbiting” diventa vittima dell’ossessione amorosa percependo costui un essere migliore e con maggior successo rispetto a se stessa.Nelle mie stanze d’analisi incontro molte donne che idealizzano e percepiscono l’altro come un essere più forte e più capace di amare, senza sospettare minimamente di avere a che fare con una personalità fragile e con un’affettività sofferente. Così molte collaborano involontariamente e a volte consapevolmente all’orbiting di alcuni uomini, annullandosi e senza pensare quanto siano indispensabili al loro “carnefice”.

Il nostro esperto sottolinea bene le motivazioni profonde di molti uomini che fanno orbiting, ed è giusto analizzare certi aspetti che producono comportamenti anomali per capire le loro dinamiche, e per capire come mai molte donne li subiscono, li sopportano, cercano addirittura di soccorrerli, di “guarirli”, quasi fossero loro lo specialista.

Ma se è giusto ed è bene sapere perché un uomo arriva a fare orbiting io qui aggiungo una cosa semplice: se vuoi fare del male alle mie amiche, caro uomo che prima prende e poi molla, e che poi controlla a distanza, fai una cosa sola. Fatti curare, perché il primo a vivere male, dopo aver fatto vivere male gli altri, sei tu.

Conosco molti uomini che fanno orbiting. Forse hanno avuto un’infanzia difficile ma quando fanno orbiting lo fanno a ragion veduta con obiettivi precisi. Lo fanno per egoismo e per potere. Lo fanno per gelosia fine a se stessa e per esercitare il loro potere di controllo sulle ex.

Io ti ho presa, ti ho fatto innamorare, ti ho trattata prima bene e poi male, ti ho mollata sparendo senza spiegazioni e adesso sfrutto ciò che ti lega ancora a me per controllarti a distanza. Perché, se voglio, torno quando e come mi pare e ti riprendo.

Un uomo così per me può aver avuto tutti i problemi di questo mondo con la mamma, col papà, con la ex o col panettiere ma non deve fare il fantasma orbitante con chi gli vuole e gli ha voluto bene.

Quindi tu, cara amica, non fare la donna ospedale. Non sei una psicologa professionista. Per quanto tu ti senta crocerossina e lo ami ancora lascia ai veri esperti il lavoro da esperti, ammesso che lui abbia voglia di farsi aiutare invece di mietere vittime.

Se hai ancora le forze dentro di te per reagire da sola, l’unica cosa da fare è staccare la spina e impedire l’orbita adesso.

Ottenere questa cosa è molto semplice da un punto di vista pratico, quanto difficile da un punto di vista psicologico, perché significa che il ghosting lo devi iniziare a fare tu. Devi sparire e soprattutto non devi fare orbiting tu.

Cosa significa in pratica? Sostanzialmente bloccare il suo numero, bloccare il suo profilo, bloccare le chat, cancellare tutto, arrivare forse anche a non avere amicizie in comune, altrimenti in qualche modo vedrai cosa fa.

E poi smettere di controllare quando è on-line e con chi potrebbe essere on-line (molto difficile da fare), lasciando aperta la possibilità di vederlo nella messaggeria o nei contatti.

Quindi la cosa deve essere radicale per essere efficace: cancellate il suo numero, cancellate i collegamenti, mettete le sue e-mail nello spam.

Molte di voi si nascondono dietro al dito dell’educazione e del “non si fa e io sono superiore a queste cose”.

Forse un giorno lo sarai, Ma tu oggi sai dentro di te che in realtà questa tua presunta superiorità è una grandissima debolezza che nasconde la speranza che lui torni, che nasconde il fatto che tu appena vedi che in qualche modo lui sta orbitando intorno al tuo mondo sogni di poter ricominciare.

Sbagliatissimo. Depurati da questa menzogna che ti stai raccontando: taglia ogni tipo di comunicazione. Non fare orbiting anche tu.

E poi, scusa, con tutti gli uomini che ci sono, perché proprio tu devi dare ancora corda a uno dei maschi più problematici circolanti sul mercato? Ricordati: riprendere un uomo che ti ha deluso e trattato come ti ha trattato, e poi essere lasciata di nuovo, significherà creare un danno emotivo ai tuoi sentimenti e alla tua femminilità e capacità di interagire con l’altro sesso talmente pesante che in certi casi potrebbe essere una via senza ritorno.

Gli astronauti lasciali nello spazio profondo.

Sincerely yours

Uomini che non amano: il reduce ammaccato

L'uomo in crisi reduce ammaccato secondo Rebecca Pellizzari, 8 anni, mia figlia
L’uomo in crisi reduce ammaccato secondo Rebecca Pellizzari, 8 anni, mia figlia

Il reduce ammaccato rappresenta, nella grande famiglia degli uomini che non amano, cioè ormai incapaci di costruire relazioni normali per durata e coinvolgimento con una donna, una delle presenze più frequenti e insidiose.

Già perché se incontrare un narciso può uccidere emotivamente (leggi qui), incontrare un reduce ammaccato lascia dentro una stanchezza emotiva che può protrarsi per lungo tempo e interferire, poi, nei tuoi futuri rapporti con gli uomini, anche quelli “sani emotivamente”.

Questo tipo di uomo in crisi mi fa venire in mente la mononucleosi, la famosa malattia del bacio che non uccide (quasi mai salvo complicazioni rare) ma ti lascia senza forze per mesi, sonnolenta e incapace di sollevare persino la borsa della spesa.

Ecco, il reduce ammaccato fa un effetto mononucleosi, se hai la sventura di cedere alle sue iniziali lusinghe, fare coppia con lui per più di 3-4 settimane (fase del contagio) e non ti accorgi per tempo (diciamo nei primissimi mesi di frequentazione, fase acuta della malattia) di qual è la sua vera natura, e cioè quella di un virus che prosciuga forze mentali e fisiche alla propria partner.

E non è facile accorgersi subito che si ha a che fare con un reduce ammaccato, perché anche lui “deve mangiare-contagiare” e quindi, per procurarsi relazioni nuove, almeno ai primi appuntamenti, durante le prime settimane di frequentazione, indossa una maschera che lo rende generalmente simpatico, seducente, interessante, sexy. In una parola, quello che dovrebbe essere un uomo “normalmente interessante”.

Però, se ci pensate col senno di poi, il finto maschio alfa aveva già dei sintomi rivelatori della sua vera identità di ammaccato. A partire dall’identikit di partenza.

Già perché il reduce ammaccato è di solito un uomo vicino ai 40 e “rimane così” fino ai 60 anni e oltre, separato o divorziato (anche più volte), oppure è un single impenitente con qualche convivenza (che lui dice lunga), senza figli o con figli “addebitati” più che meno alla ex, scolarità medio-alta, cultura buona che sciorina soprattutto all’inizio per rendersi interessante, non eccessivamente sportivo (se per sport non si intende seguire le partite alla TV), con molte amicizie maschili reali e molte femminili sui social. Sessualmente, all’inizio, molto attivo

Mi rendo conto che questo identikit può combaciare con moltissimi uomini che non è detto che si rivelino poi dei reduci ammaccati, ma in una manciata di poche settimane, se concederete al soggetto in questione le vostre attenzioni, vi si rivelerà in tutto il suo splendore (si fa per dire).

Ma chi è, realmente, questo reduce ammaccato, una volta svestita la maschera da cucco iniziale?

Dicesi reduce ammaccato l’uomo che per esperienze pregresse, sua indole, un innato senso di sottovalutazione del genere femminile (confermatosi nel fluire delle sue vicende amorose) e inguaribile voglia di singletudine mista a promiscuità nella ricerca di nuove femmine da consumare (e non solo fisicamente), si rivela nel tempo come un soggetto esattamente contrario a quanto promesso e presentato fino al momento dei primi rapporti completi. Un soggetto eminentemente lamentoso, pedante, noioso e spesso tirchio.

Era brillante? Diventa mano a mano noioso e lamentoso, ammorbandoti sempre di più con i suoi problemi presenti, passati e futuri che ne condizionano la felicità e, di riflesso, le vostre uscite, persino il sesso (credo che sia stato un reduce ammaccato a coniare il popolare detto “il cxx non vuole pensieri”).

Era splendido? Ora vi ammorba con il mutuo, con il commercialista che non sa fare i conti, con gli alimenti dei figli o le pretese della ex (e gli scappa ogni tanto un “siete tutte uguali”), nei viaggi passa il tempo a controllare gli scontrini della carta di credito e ti propone di fare cassa comune come al liceo. Insomma, da principe a taccagno.

Era prestante? Beh, il sesso si fa inesorabilmente meno frequente e attivo dopo le sperimentazioni interessanti dei primi giri di orologio. Qualità e quantità cambiano. Perché lui non ha voglia e ne ha sempre meno, perché ci sono tanti problemi da risolvere e i pensieri, si sa, non aiutano. Così le sveltine guadagnano terreno su quelle ore esplorative dei primi tempi a letto, e le richieste di essere “coccolato” senza ricambiare più frequenti. E le vostre proposte indecenti per muovere un po’ lo stagno? Più che indecenti diventano inopportune: non sarà mai il momento giusto.

Era sociale? Tu casa es su casa. Perché andare al cinema, a teatro, al ristorante o vedere gli amici come una volta quando si può risparmiare rimanendo a casa tua dove, fra l’altro, tu cucini così bene? Sai che risparmio (soprattutto per lui, tu devi fare la spesa)! E poi, fra le quattro mura domestiche, lui ti può usare come personal Psicologa, sciorinando tutti i suoi guai e lamentele. Ah, vi vedete anche meno perché lui ha tutti quei problemi da risolvere… poi però te ne parla, tanto.

Era curato? Ora vi si presenta spesso in versione nutria. Barba sfatta, doccia a secco (leggi abuso di deodorante), inesplorabile dell’ombelico in giù. Si è lasciato andare, ha smesso gli abiti di seduttore per rimettere su la giacchetta consunta e che sa ancora di canfora del suo passato, la sua copertina di Linus che è l’abito dell’uomo lamentoso e trascinato. Ferito dalla vita e dalle donne. E dagli amici. E dalla mamma. Pure dai cugini.

Insomma, ecco che ti si rivela in tutto il suo grigiore il reduce ammaccato, come una vecchia auto piena di gibolli e ruggine, sopravvissuta a mille mogli e guai, ma sempre pronta a rievocarli e riversarli sulla compagna di turno.

Che di solito ha una forte indole da crocerossina (leggi qui), soprattutto se cerca di resistere a fianco del noioso e lamentoso partner. Io ti salverò e ti cambierò in un nuovo uomo, pensa illudendosi lei.

E invece lui, che non è migliorabile, cambierà fisicamente lei. Si perché il reduce sarà ammaccato, ma non lo è così tanto da sopire il suo lato narcisista (leggi qui) che richiede nuove prede da un lato per rinnovare il suo bisogno di piacere e autostima (ce l’ha, ce l’ha, solo che è monocentrica ed egoista) e dall’altro per scaricare su una nuova partner tutto il suo bagaglio di sconfitte e disillusioni, per poi dire: anche questa non è all’altezza della situazione, nessuna è all’altezza della mia situazione.

Trovo analogie fra il reduce e il mammone (leggi qui), solo che il secondo non cerca solo una discarica emotiva nella partner. Essendo cozza, cerca un solido appiglio per accasarsi. Il reduce no: lui ha fatto la guerra, si trova bene solo con altri reduci. Quindi, una volta che la crocerossina ha lenito le sue ferite, cambia ospedale perché, in fondo, quella fasciatura mica l’aveva fatta così bene.

Questo è quanto penso io, ma vediamo cosa ci dice una vera esperta, l’amica Giovanna Crespi. Chi è Giovanna? In due parole è una psichiatra e psicoterapeuta, coordinatrice locale della sezione Onda Osservatorio nazionale donna per lo studio e prevenzione dei disagi psichici nella donna. Ma su di lei trovate più notizie qui, sul suo sito.

Ecco come legge il reduce ammaccato la dottoressa Crespi

Il reduce ammaccato è colui che è in debito con la vita dalla quale pretende una ricompensa infinita e lo fa in modo subdolo, in termini tecnici con comportamento passivo-aggressivo.

Invece di trovare soluzioni ai problemi quotidiani il passivo-aggressivo esprime una rabbia rivendicativa verso il mondo e lo fa passivamente attraverso atteggiamenti di impotenza, arrendevolezza. Ma attenzione, non avendo il coraggio di affrontare le situazioni, tende, il reduce, a manipolarle a suo piacimento e convenienza.

È un buco nero che risucchia energie , perché lui non ha più nulla da dare, perché ha già dato tutto, è come un sacco vuoto, da riempire e con molte pretese.

Per alcune donne questa diventa una sfida pericolosa!

Questa situazione di bisogno attrae infatti molte persone, che si identificano con la sofferenza dell’altro cercando in ogni modo di alleviarla. Ed è proprio questa sfida che rende tutto complicato e vischioso.

Nel tentativo di lenire la sofferenza del reduce bisognoso si cerca in realtà di dar sollievo alla propria sete d’amore e di mancanza di attenzioni, come le bambine che quando sentono la mancanza di ciò di cui hanno bisogno cullano e coccolano la propria bambola. Così, prendendosi cura del reduce, si cerca di alleviare le proprie sofferenze con la convinzione che, riuscendo a eliminare le sue ammaccature, si avrà sollievo anche per le proprie.

Ma, purtroppo, il reduce le ammaccature se le porta come medaglie, trofei da esibire e, pertanto, difficilmente se ne vorrà privare. Così, più che ottenere sollievo si incorre in una profonda frustrazione con peggioramento della propria immagine e identità.

Alla base di tutto ciò vi è nelle donne, che incappano in un reduce ammaccato, un bisogno d’affermazione di sé attraverso il riflesso dell’altro, per cui il consiglio è fare di meno, preservarsi, pensare di più alla proprie ammaccature e non a quelle dell’altro, e vivere la relazione come un valore aggiunto, non cercando nella stessa una cura ai propri problemi personali o uno specchio ove ricercare la propria identità.

Fare di meno significa dedicare meno tempo a pensare alle sue pseudo preoccupazioni, ai suoi problemi, e porre più attenzione a voi stesse e alla vostra vita.

Imparare a lasciar perdere… a non entrare nei giochi di interazione quali il cercare di “aiutare” cercare di “spiegare”… Occorre rinunciare al bisogno di vincere o lottare con il reduce ammaccato mantenendo la propria centralità e dignità, avere piena consapevolezza di se stesse di cosa è giusto per voi per star bene.

Questo il parere di Giovanna Crespi che, come avrete capito, vive le vostre storie di crocerossine dell’ammaccato (come vi chiamo io) quando ormai, spesso, ci siete dentro fino al collo, ed è difficile recuperare senza l’aiuto di un esperto.

Il mio consiglio, da semplice osservatore e amante della semplicità felice dell’amore vero, è questo: fidatevi del vostro intuito, non sottovalutate i primi sintomi della sua “malattia” e usateli per… scappare a gambe levate! Prima, non dopo, quando è tutto più difficile.

Sincerely yours

Un sentito grazie a Rebecca Pellizzari, mia figlia, per aver pazientemente ascoltato la mia descrizione del reduce ammaccato per realizzare la sua prima opera sul mio blog. Ti amo mia Rebecca.

Sei la donna della mia vita

Ogni donna è l'amore unico della sua vita (foto ANP)
Ogni donna è l’amore unico della sua vita (foto ANP)

Sei la donna della mia vita

Sei davvero tu la donna della mia vita.
Ecco cosa scrive e dice spesso l’uomo comune dall’amore facile, pret a porter, il predator vulgaris dei social e dei territori di caccia per single (o separati, o separati finti, o sposati ma non morti) alla sua nuova amata nel breve periodo di “successo” della coppia. Notate bene i termini che usa perché ne faremo analisi per trarne insegnamento per il futuro, care amiche.

PRIMO MESE DI FREQUENTAZIONE
Io credo che sia davvero tu la donna della mia vita. Io non ho mai provato un sentimento così forte per una donna, tu mi hai sconvolto. Sei la più bella. A letto non ho mai provato un piacere così intenso. Io ti amo, sono innamorato di te, mi piaci tantissimo. Adoro fare l’amore con te lo farei tutti i giorni tre volte al giorno. La Voglia è talmente tanta da far fioccare sempre più spesso improvvisi pranzi di lavoro (che adesso è una scusa per vedersi, non per non vedersi) al ristorante “Lo Specchio”(leggi motel) noto per avere una copertura rete da caveau bancario.
ANALISI
Care amiche, notate l’esagerazione e l’enfasi dei termini a sole 4 settimane (poi il tempo non è una variabile costante, queste frasi mi raccontate vengono dette anche dopo pochi giorni o nel secondo mese di sesso, e sottolineo sesso, non frequentazione). Siete già la donna della sua vita… crede. Forse ci crede, ma non è un po’ presto? Certo esistono i colpi di fulmine, gli innamoramenti subitanei, ma hanno delle caratteristiche che poi vedremo che vanno aldilà delle parole. Che a letto non abbia mai provato un piacere così intenso mi fa sorridere: l’orgasmo è l’orgasmo e, per quanto voi siate brave nell’arte dell’erotismo, certi entusiasmi o sono da veri innamorati o da enfasi della novità. Ma per ora crediamogli, anche se noterete come il sesso sia molto presente in questa sua fase di amore, forse c’è più sesso che amore? A livello di parole siamo alla pari direi.

SECONDO MESE
Amore mio, sono tormentato dalle immagini di quando facciamo l’amore. Lo farei con te 5 volte al giorno e ti amo davvero tantissimo. Sto pensando a un weekend io e te soli non importa dove, basta che ci sia una camera da letto. Anzi no voglio pianificare un mese di vacanza, voglio stare con te voglio vivere con te. Ti amo. Ti ho fatto un regalo un po’ osé ma so che ti piacerà.
ANALISI
Nel secondo mese il sesso la fa troppo da padrone non trovate? Anche i riferimenti alla condivisione del tempo insieme hanno un chiodo fisso: farlo. Non fatevi abbindolare dall’idea della vacanza, promessa lontana. Vivere con te: ancora più esagerata come affermazione dalla proiezione tipo mutuo trentennale. Quello che vuole lui si esprime con il regalo osé (un vestitino, un sex toy?): ci sta benissimo, il sesso è l’80% della coppia (ed è naturale che sia copioso e sfrenato i primi tempi), ma un innamorato vero che regalo fa subito? Un anello. E non è solo una questione di tradizione.

TERZO MESE
Cara, devo scusarmi ancora per il nostro weekend continuamente rimandato ma davvero il lavoro mi sta facendo impazzire. Ho talmente da fare che non riesco più a fermarmi di notte da te, e ho paura che la cosa peggiorerà. Sai che ti voglio bene e tu sei sempre nei miei pensieri. Sei bellissima, ci rifaremo con le vacanze spero. Ah dimenticavo: dopodomani sera potrei passare da casa tua: mi prepari qualcosa e mi dedichi la tua specialità, quella cosa che mi fai e sai che mi piace tanto (e non parlo di ricette…). Non ti preoccupare per quelle nuove amicizie su facebook, sono innocue. Io non vedo che te, i loro mi piace manco li vedrei se non me li facessi notare tu.
ANALISI
Il lavoro è la scusa più usata dagli uomini che si stanno stufando di una relazione nuova, o perché ha esaurito la sua propulsione sessuale (avete finito il kamasutra due volte e state ripetendo le stesse posizioni, quelle preferite da lui) o perché ha adocchiato una sostituta che sta rispondendo (non sottovalutate le nuove amicizie social, seguite la vocina che vi sussurra “occhio”). Lavoro taglia la testa a ogni opposizione: taglia tempo e ha un grande alleato, la stanchezza. E quindi non si ferma più a dormire da voi, anche perché una volta di notte lo facevate tre volte, adesso a lui basta una e ste coccole sono un rompimento, era motivato a farle all’inizio, per ottenere più prestazioni da parte vostra e sottolineare il grande amore. E poi basta con le uscite e i ristoranti, lui ha poco tempo: si fa a casa vostra e magari con solo la specialità che piace tanto a lui (indovinate qual è la più richiesta…). Nota bene: la parola amore e donna della tua vita si sta diradando. Non a caso gli scappa un sintomatico ti voglio bene (io voglio bene a mia sorella).

QUARTO MESE
Tesoro, non capisco le tue lagnanze. Ti ho già spiegato che per vivere devo lavorare e che la cosa si è fatta più impegnativa e io devo tagliare giocoforza il tempo a nostra disposizione. Se è vero che facciamo sesso più raramente è scesa la quantità ma non certo la qualità. Sai quanto tenga a te. Ho qui un depliant per le vacanze al mare, fra due settimane quando ci vediamo a casa tua lo guardiamo insieme. Un abbraccio forte forte e dai, non perdiamo tempo a litigare. Per me sei la numero uno.
ANALISI
Come mai il sesso e la frequentazione si sono diradati? Si è stufato, non del tutto ma conta la qualità adesso, ieri contava anche la quantità. Ah, sei diventata la numero uno, un po’ meno dell’amata donna della sua vita ma farete le vacanze insieme, dice il depliant specchio per le allodole.

QUINTO MESE
Sono avvilito. Mai mi sarei aspettato da te che tu sbirciassi in modo fraudolento, mentre ero sotto la doccia, le chat del mio telefono. Ammetto di aver sbagliato a fare lo stupido con quella ragazza su facebook ma era uno scherzo, un divertimento per distrarmi. Sai che lavoro troppo. Lo so che dalla chat il linguaggio può sembrare troppo confidenziale ma non è colpa mia se questa ci sta provando. Sì lo so, avevo fissato una cena con lei, ma era solo per tenere a bada la sua corte. Io sono molto educato e non voglio offendere nessuna, e quelle sue foto che mi ha mandato in costume sono un problema suo non mio, cosa dovevo scriverle che non mi piacevano? Vedi, è questione di fiducia, se fossi davvero innamorata di me potrei andare a quella cena senza farti diventare furiosa di gelosia cieca per una chat banalissima e una cena solo promessa (e non ancora fatta, vorrei sottolineare). Invece ci rinuncerò, e questo dovrebbe farti riflettere su quanto tu sia importante per me. Mai però mi sarei aspettato un controllo da parte tua e sto pensando di chiederti di non essere più mia amica su facebook, ci fa solo litigare. Questa tua sfiducia mi fa pensare.
ANALISI
Cosa fa un traditore preso con le mani nella marmellata? Attacca. Cerca di ribaltare la situazione. Non è importante che lui stesse preparando un incontro con un’altra che palesemente ci sta, è inaccettabile che voi gli abbiate guardato il telefono per un sospetto che avevate da tempo (chi non lo ha mai fatto e neanche pensato di farlo dopo comportamenti strani del partner se è senza peccato scagli il primo smartphone). Tira fuori la fiducia per colpevolizzarvi e, mossa astuta, per farvi fuori dal suo social, zona di pesca per il futuro (altro che depliant delle vacanze). Insomma. Il quinto mese…spesso questi soggetti hanno sempre un’ottima scusa per tener celata la donna della loro vita(…) ma la realtà è che non vogliono e non possono rovinarsi la piazza col pubblico di amiche che ambiscono a diventare la sua futura donna della sua vita. Quindi? Siete scorrette, esagerate, invasive, non pensate a quanto lavora e ve la prendete per una cazzata come una cena organizzata con una che gli manda foto mezza nuda! Ma dai, non vi vergognate ? Forse siete VOI a non essere innamorate… Amore è sentire anche la mancanza di un messaggio per due ore

SESTO E ULTIMO MESE
Ti devo chiedere scusa, ma dopo le inutili discussioni per quanto è successo o credi sia successo ho bisogno di riflettere e di una pausa di riflessione. Oggi ti ho tolto l’amicizia su facebook dopo che mi hai accusato di aver reso le mie nuove amicizie non visibili per te. È vero, l’ho fatto, ma non ci ho pensato proprio, e non c’è nessun secondo fine. Sarà anche per questo che non facciamo l’amore da tre settimane e ci siamo visti solo dieci giorni fa a pranzo. Troppi pensieri, troppa sfiducia. Anche i tuoi messaggi e telefonate sono diventati troppo insistenti e interferiscono con il mio lavoro e la mia serenità. Certo che ti amo, anzi ti amo troppo. Tengo troppo a te ma proprio per questo credo che dobbiamo staccare per un po’, proprio per capire cosa c’è che non va e credimi, le altre donne non c’entrano, non esistono, esisti solo tu. Ma io non voglio farti soffrire, non voglio farti del male, piuttosto rinuncerei a te. Che ne dici se facciamo un periodo di silenzio e vediamo quello che succede? Ti amo tantissimo ma dobbiamo ritrovare la serenità. E non vederci e sentirci per un po’ è la cosa migliore. Ti voglio e ti desidero tantissimo, ma devo resistere per il nostro, soprattutto il tuo bene. Sei la più bella. Ti amo troppo. Ma decidi tu.
ANALISI
Siamo all’epilogo della vostra storia, ma in realtà ci eravamo già qualche mese fa, quando ha conosciuto la vostra potenziale sostituta. Contate quanti “troppo” usa. Sono troppo ben diversi da quelli iniziali dedicati all’amore, ma badate, le esagerazioni sono raramente fisiologiche in amore, sono proibite oltre una certa soglia glicemica come è proibito dire ti amo durante i primi orgasmi. La pausa di riflessione è una strada senza ritorno, un modo vigliacco di non dire ti lascio, perché come scrivo sempre la maggior parte degli uomini non ha le palle per lasciare, si fa lasciare. Silenzio, riflessione, stacco dai social: ha un’altra, punto. O l’avrà fra poco. Meglio staccare, perché lui pensa soprattutto al vostro bene. La donna della sua vita si è trasformata in fretta nella solita rompiballe, ossessiva gelosa e soffocante….

TRE MESI DOPO IL BLACK OUT
Ciao cara come stai? Lo so che non ho risposto ai tuoi messaggi e telefonate ma, credimi, il lavoro è stato opprimente e poi è morta la nonna di mia cugina, una persona alla quale ero molto legato sin da bambino. Ho fatto anche un incidente con l’auto ma per fortuna non mi sono fatto nulla solo che sai lo spavento… avevo davvero la testa da un’altra parte. È vero, sono stato via con quella di cui ti lamentavi qualche mese fa ma ti giuro, è stata una stupidaggine e quel weekend di cui ti hanno raccontato le tue amiche vedendo le foto sulla bacheca di quella mia conoscente (scusa, ma che infami, fra moglie e marito non si mette mai il naso!) l’ho passato con lei ma a casa sua al mare c’erano anche dei suoi amici, anche se non si vedono dalle foto e sì, eravamo abbracciati in una foto ma giuro non abbiamo fatto sesso. Comunque frequentare quella persona mi ha fatto capire che tu sei unica e vorrei rivederti. Mi sono reso conto di amarti ancora tantissimo e ho tanta voglia di rivederti presto. Cenetta a lume di candela o posso venire direttamente a casa tua? Ti amo tantissimo. Sei tu la donna della mia vita, l’ho capito forse tardi ma adesso ne sono certissimo.
ANALISI
Come mi raccontate spesso, le pause di riflessione finiscono quando l’altra, la “conoscente”, ha cessato di esistere (sarà stata un’altra donna della sua vita? Probabile) e questi uomini che vi amano troppo tornano sempre, ci riprovano sempre. Ma è solo una questione di fame e logistica. Non importa come si siano comportati, quanto siano stati lontani e assenti, al punto dal non degnarsi di rispondere neanche a un messaggio con un faccino. Più del dolor (e della dignità) poté il digiuno, e voi siete una occasione sicura in tempo di carestia, mentre è ripartita la caccia sui social. Ecco perché ora vi ama di nuovo tantissimo. Ah, lascio a voi meditare sul suo weekend senza sesso con la tipa: io vi dico che mi ricorda tanto quei mariti che dicono all’amante che non fanno sesso (mai!) con la moglie da dieci anni.

Dunque non eravate voi la donna della sua vita e sapete perché? Perché, per questo tipo di uomini dal facile amore della vita, tutte le donne sono le donne della loro vita. Non è colpa sua poverino: confonde solo il sesso con i sentimenti. Diciamolo che ha un’anima “social”. Basta che voi lo sappiate e ve ne accorgiate prima di soffrirne.

Ps
esagerare nei termini d’amore è giustificato sono in un caso: il vero colpo di fulmine. Chi l’ha vissuto veramente sa che è la forma di amore più irrazionale, travolgente è bella che si conosca. I due amanti colpiti all’unisono dal fulmine non pensano, agiscono. Si guardano, e sanno. E anche quando si giurano amore i fatti ne provano la veridicità. Vivono sospesi sul mare azzurro, veleggiando verso un futuro di felicità, senza chiedersi perché sono, uno per l’altra, i veri amori della loro vita. E nulla potrà fermarli, lavoro o social. Buon viaggio a voi, veri eroi dell’amore esagerato ma concreto, fatto di fatti, e non solo di parole. Il sole vi illumina, non vi acceca. Sembrate ciechi, ma siete solo luminosi.

Sincerely yours

Litigare fa bene o male alla coppia?

Litigare riempie o svuota il vaso che contiene l’anima della coppia
Litigare riempie o svuota il vaso che contiene l’anima della coppia

Conosco coppie che litigano per ogni inezia. Ma anche coppie che sembrano vivere in Paradiso: mai uno screzio, mai una parola fuori posto e, se capita, uno dei due diventa un cuscinetto e col suo silenzio, o cambiando discorso, va oltre.

Chi di queste due coppie sopravviverà ai più acerrimi nemici della coppia stessa, e cioè il tempo che passa, la routine e il sesso che scende inesorabilmente in quantità e qualità?

Nessuna delle due, ma se dovessi scommettere voto per i litiganti.

Perché se litigare troppo e in un modo che denota poco affetto e a volte disprezzo lo considero uno dei pochi motivi per cui è giusto separarsi anche in presenza di figli piccoli, liberandoli così da scene quotidiane tipo la Guerra dei Roses, anche il silenzio pressoché totale di due fidanzati compagni o coniugi che non danno sfogo nemmeno alle normali ostilità che caratterizzano la vita di una coppia, non sono da meno come arma letale per la longevità del loro amore.

Litigare è fisiologico, ed un modo che la coppia ha di crescere. Sbagliando, discutendo per poi chiarirsi è un modo di crescere insieme, di consolidare la coppia.

Io immagino l’anima della coppia come un grande vaso dove vengono messe, in comune, le cose buone e le cose meno buone.

Ogni giorno la coppia ci mette una carezza, un’ora di sesso appagante, un litigio, un cattivo pensiero, un silenzio di sopportazione, un chiarimento costruttivo: le cose buone svuotano l’orcio di terracotta, quelle cattive, ma anche i silenzi, lo riempiono.

E quando la misura è colma l’orcio, per quanto pesante e robusto, è di terracotta, ed esplode.

Esplode in litigi fatti di quelle parole dalle quali non si torna indietro, crea schegge volanti che procurano ferite che si infettano e non si rimargineranno, oppure, nella migliore delle ipotesi, lasceranno vistose cicatrici che ogni volta che le guardi (e non puoi fare a meno di notarle) ti ricorderanno il dolore subito in quella occasione.

Sì perché ci sono cose che non si possono dire, dalle quali non si torna indietro. Le parole possono ferire più di un tradimento: ho visto coppie riprendersi da una scappatella, altre non riprendersi da offese verbali così profonde da rimanere indelebili.

E l’amato o l’amata sono coloro che ti conoscono più nel profondo, e quindi sono capaci di capirti meglio di chiunque altro, ma anche di usare i tuoi punti deboli più profondi per ucciderti.

Posso paragonare queste offese profonde e laceranti solo la violenza fisica: un uomo o una donna che mettono le mani addosso al proprio partner compiono un atto spesso senza ritorno. La violenza fisica può sembrare meno grave di certe violenze verbali, ma non è vero che ferisce più la parola che la spada, la spada uccide.

E l’omicidio dell’amore è possibile, e da quello non si torna indietro.

Il silenzio, tornando al fatto di non litigare mai o quasi mai, è letale quanto l’offesa più pesante. E’ più subdolo, perché lavora nel tempo e in modo strisciante. Al momento sembra anzi un buon modo per non fare di un piccolo fuocherello l’incendio di tutta la foresta, ma non è così.

Ogni fuocherello soffocato sul nascere col silenzio mette un pezzo di rancore e di sofferenza non detti nell’orcio dell’anima della coppia, facendo salire il livello delle cose cattive.

Litigare fa bene. Litigare chiarisce. Litigare fa crescere.

Nessuno ama litigare. Soprattutto noi uomini, campioni nelle gare di evitamento di rotture di balle, opponiamo il silenzio o svicoliamo di fronte a problemi di coppia. Se invece avessimo la vostra forza di discutere, spesso venduta con ironia come la tendenza tutta femminile a parlare troppo e a rompere anche sui dettagli, chiariremmo molte cose subito e bene e l’orcio, il nostro orcio di uomini, non si riempirebbe di quella sensazione del “che rottura di balle”, una sensazione che alla lunga fa di lei una compagna diversa da quella che avevamo amato.

Litigare, piangere, scontrarsi (senza superare le linee di non ritorno che tutti conosciamo) per poi chiarirsi, approfondire fino a ripulire l’anima dall’ultimo dubbio, lì, subito, insieme, significa rafforzare quel vaso che contiene l’anima della coppia, non solo svuotarlo. E’ come se, ogni volta che dopo aver litigato ci capiamo e capiamo perché il litigio è successo, la coppia crescesse.

Ecco perché le coppie che funzionano, quelle in crescita anche se nate da pochi mesi, dopo un litigio provano quella bellissima sensazione di amarsi di più, e spesso fanno l’amore.

E poi quanto sono importanti il tono, le parole, gli sguardi usati nelle discussioni…quando un litigio è davvero per costruire perché ci si ama, quando è solo per ferire perché ci si disprezza, piuttosto che l’indifferenza quando non si ama più… l’indifferenza che cos’è se non il silenzio e l’assenza di litigio, o se preferite di confronto animato, ma interessato ad andare fino in fondo?

Il silenzio uccide sicuramente, la parola può ferire, ma anche ricostruire la casa più forte e solida di prima.

Il silenzio è senza ritorno, alla lunga diventa tombale. Anche nell’amicizia.

Care amiche, amici, innamorati o coppie nuove, vecchie, solide e meno solide, in crisi oppure no: litigate, parlate, affrontate i problemi. Prima che l’orcio esploda.

Sincerely yours