In amore vince chi fugge?

Lui ha la licenza di ripescarti quando vuole
Lui ha la licenza di ripescarti quando vuole

Dice un vecchio adagio: in amore vince chi fugge. Io lo correggerei dicendo: finché lui sa che tu lo aspetti potrà andare dove vuole e tornare da te quando vuole.

È una regola senza connotazione di genere ma che viene applicata più spesso dagli uomini, perché più cinici e strategici, e più subita dalle donne, più sentimentali e arrendevoli, se innamorate.

E vale per le nuove fidanzate trascurate, per le mogli tradite e per le amanti che aspettano da troppi mesi, a volte anni, che lui scelga e che decidono di provare a lasciare l’eterno indeciso.

Si parte sempre da voi. Dalla fidanzata che si accorge di essere trascurata e a un certo punto dice il fatidico “torna da me quando sei convinto davvero” (leggi lui ti tratta male). Dalla moglie che scopre di essere stata tradita e che pensa di perdonare e ricostruire, a patto che lui lasci davvero l’amante (Leggi ti ha perdonato ma come ha fatto?). E infine l’amante che, stremata dalle sue promesse disattese mille volte di lasciare la moglie adotta il codice del silenzio (leggi qui).

Vi racconto come funziona per noi uomini il giochino. Funziona come la pesca. Noi buttiamo l’esca e voi abboccate. Vi peschiamo e vi portiamo nel nostro laghetto, dove abbiamo fatto vivere tanti pesci, anzi, potreste trovarvi non da sole in questo lago privato: pesci moglie, pesci “altre” possono esserci arrivati prima di voi. Ogni volta che vogliamo mangiarvi vi ripeschiamo. I pesci, però, imparano perché sono furbi. Diventa sempre più difficile ripescarli, non vengono su subito come la prima volta. E allora il pescatore deve affinare la tecnica: non può più dare uno strappo alla lenza perché rischia che voi lasciate e fuggiate spaventate. No, deve giocare di mulinello: tira la lenza e poi vi lascia lasco per nuotare. Poi ritira la lenza in tensione. Poi molla. Quando sarete abbastanza stanche arriverà lo strappo. L’amo si conficcherà nella vostra gola e non potrete impedire alla lenza di tirarvi fuori dall’acqua, ancora una volta. Per essere mangiate, ancora una volta. E rimesse poi nello stesso lago. Ad aspettare che torni lo stesso pescatore. Tu aspetti.

Storia triste, lo so, ma il mio compito è quello di raccontarvi quello che so, che mi raccontate voi, quello che vedo e quello, mea culpa, che ho fatto in passato anch’io più volte.

Ma come facciamo a tenervi legate alla lenza? Approfittiamo del fatto che voi siete innamorate, o comunque molto più prese di noi e che mollare la storia, chiudere, è la vostra ultima opzione. Le donne, insegna il parto, sanno soffrire pene indicibili prima di mollare. Questo vi rende madri eccezionali, lavoratrici decise e preziose, ma anche vittime dei sentimenti e resistenti, troppo resistenti al dolore del cuore. Noi maschi invece non lasciamo mai (leggi qui perché).

A parte la vostra condizione, noi maschi mettiamo in atto tutta una serie di “trucchi” per tenervi legate nonostante siate in “pausa di riflessione” o silenzio per colpa nostra. Eccone alcuni, in crescendo a seconda dei livelli di efficacia e di bisogno..

PRIMO LIVELLO: I MESSAGGINI
Le faccine (o emoticon) hanno cambiato la vita all’uomo moderno che vuole tenere il piede in due scarpe. Un classico esempio? Il fidanzato distratto che ti vuole tenere come base sicura ma intanto “gioca” sui social con altre possibili prede viene messo in pausa da te che ti sei rotta delle sue balle, dei buchi neri di notizie. Oppure non lo hai messo in aspettativa, sei lì che aspetti che voglia di nuovo uscire con te. Come fa lui a tenervi sulla corda o a sapere che siete sempre lì? Con un cuoricino. Un fiorellino. Un bacino. Ci mette un secondo. Gli costa un nulla. Eppure così vi fa sapere che vi ha pensato. Voi non sapete che è durato un secondo. Anzi, penserete “chissà quanto si è tormentato prima di mandarmi la faccina”. No, lui ha solo ributtato la lenza. Per vedere se il galleggiante si muove o sparisce nell’acqua, perché hai di nuovo abboccato. Basta che gli rispondi e lo saprà. Più in fretta gli risponderai più saprà che pendi dalle sue labbra. Più gli risponderai in modo articolato e maggiore del suo (più faccine delle sue, addirittura frasi, addirittura carine) più lui saprà di tenerti in pugno. E’ bastata una faccina per illudervi ancora. E lui potrà aspettare tranquillo di venirvi a trovare (e scopare) quando vuole, e proseguire con le sue nuove “attività”.

IL MESSAGGINO NON E’ BASTATO? LA FRASETTA
Capita che siate più dure del previsto. Magari siete l’amante, in media più sgamata (e trattata male) della fidanzatina. Quindi non avete risposto al messaggio. Lui è pensieroso. L’esca per il pesce non è bastata. Qui bisogna impegnarsi di più. Anche perché lei è incazzata, evidentemente. E già, ti ha beccato che chattavi con quella fighetta su Facebook e non sei stato convincente, mentre lei in costume da bagno lo era. E già, non è stato bello sapere che anche dopo questo Natale non potrete fare un weekend insieme da lungo tempo programmato. Che fare? Ma, soprattutto, che scrivere? Mi manchi. Scusa sono stato uno stupido conti solo tu. Ho voglia di vederti. Quelle chat non significano nulla. E via così. Gettata la lenza vale la regola “risposta, in quanto tempo, quanto elaborata e calda”. Servirà a lui per sapere se siete sempre nel laghetto di sua proprietà, nonostante lui abbia già un appuntamento per un aperitivo con la ragazza in costume o abbia prenotato con la famiglia lo stesso weekend che dovevate vedervi. Basterà che rispondiate nel modo giusto e lui sceglierà la mossa dopo, sapendo però che siete ancora lì, ad aspettarlo.

LA FRASETTA NON E’ BASTATA: IL MESSAGGIO VOCALE
Ahia, lei non ha risposto alla faccina, non ha risposto alla frasetta romantica… Lui inizia a essere in crisi. non è che “questa” si sta davvero staccando? Non è che si è davvero stufata? Non è che sta uscendo per i cazzi suoi dopo che il mondo ero solo io? Ahia. Qui ci vuole la mia bella voce radiofonica. La situazione non è così grave da telefonarle. Meglio un bel messaggio da lasciare lì, in modo che lo possa riascoltare, che inizi con Amore… Tesoro… Patatina o come cavolo vi chiama nell’intimità. Risposta? Stesse regole viste.

IL MESSAGGIO VOCALE NON E’ BASTATO: LA TELEFONATA
Allarme rosso! Faccine, frasette, persino il vocale alla Sinatra niente… Cazzo, ma non è che questa ha trovato un canale che collega il mio laghetto al mare e ha incontrato un cefalo d’altura che ha fatto da chiodo scaccia chiodo (leggi qui la grande funzione salvifica del chiodo). Qui bisogna prendere il coraggio in mano insieme al cellulare. Quante chiamate dovrà fare lui perché gli rispondiate? Quanto tempo gli dedicherete? Dal vostro tono, dalla vostra voce, da quello che direte lui capirà tutto in pochi minuti: se siete ormai lontane oppure, nonostante la “resistenza” che avete fatto ora state capitolando. Basteranno pochi minuti di telefonata per capire. Io ne avrò fatte 100 di queste telefonate. In tutte 100 capivo che lei c’era ancora. Nonostante non ci vedessimo da 20 giorni, nonostante l’avessi delusa per la 99ma volta, sentivo che lei era lì pronta a vedermi e ad accogliermi nel suo letto. Alla 101 non c’è stata più risposta. E allora ho dovuto correre. Fisicamente, altro che telefono.

LA TELEFONATA NON E’ BASTATA O E’ STATA DESTABILIZZANTE: IN GINOCCHIO DA TE
Alla 101ma telefonata lei non ha risposto. Sai dalle tue fonti (amiche comuni compiacenti, amici spie, profili spie) che sta pure uscendo, vedendo gente. Qui i casi sono due: o non te ne frega niente e quindi lasci andare perché il fidanzamento ti stava ormai stretto e l’amantato stava diventando ingestibile oppure te ne frega davvero, hai tirato troppo la lenza, il pesce ha imparato tutti i trucchi e sta guizzando via. La lenza si è rotta. Il pesce non ama più la solita esca. Che tu abbia deciso o no di “sposarla” (una decisione che puoi annunciare ma anche continuare a rimandare) ora la priorità è recuperare lenza e pesce. Non hai scelta. Devi incontrarla e guardarla negli occhi, giocartela di persona. Cena, aperitivo, almeno un caffè. E ora sta a te, a voi, ragazze, donne e Superdonne amiche e lettrici.

Avrete a questo punto capito come usiamo (non tutti, ma buona parte di noi maschietti) lenza, amo e mulinello per tenervi a nostra disposizione anche quando voi ci avete messo finalmente (ma quanta pazienza avete!) in discussione.

Avete capito che in amore vince chi fugge. Non chi aspetta troppo.

Molte di voi si sono sentite dire “non hai saputo aspettare, non hai saputo pazientare, hai mollato nel momento sbagliato, se avessi aspettato ancora un po’ sarei stato per sempre tuo”: balle, ballissime! Ma come, lui ha anche il coraggio di addossarvi la colpa dell’insuccesso della coppia perché non avete aspettato abbastanza? Ma vaffa! Voi siete spesso troppo, troppo pazienti, altro che aspettare ancora.

Però… a parte questa razza particolare che va lasciata immediatamente dopo aver pronunciato “non hai saputo” sta a voi misurare la sua sincerità. Se è arrivato in ginocchio da voi è veramente disperato per la paura di perdervi o è l’ennesimo tentativo di farvi rientrare nel suo laghetto privato?

La risposta dipende da vari fattori.
1. Quante volte avete assistito a questa scena? Più di tre volte? Se avete forti dubbi non posso darvi torto.
2. Quanta paura di perdervi leggete nei suoi occhi? L’avevate mai vista prima così? Se la risposta è tanta paura e mai vista prima nei suoi occhi, se ci tenete o lo amate ancora, forse vale la pena ritentarci. Ma basta con le parole e via con i fatti. Mai più galline in bikini e inizia il count down della separazione (con la nuova legge ci vuole un anno, non 5).
3. Da quanto tempo state insieme? Se siete insieme da poco lui può essere inciampato in un incidente o è così e non cambierà mai. Vedi il punto uno o due. Se siete insieme da tanto brutto segno se si comporta così ed è, spero per voi, una novità. Se siete amanti il tempo non lavora mai a favore. Dopo il periodo ludico e superato l’anno di conoscenza, ogni stop, silenzio e incidente di percorso grave, ogni lasciata e ripresa crea un solco. E’ arrivato il momento di chiudere per sempre? Forse sì.

Amiche, l’amore ha poche regole e sono semplici: basta ricordare quando siete state innamorati per rimembrarle. I sotterfugi non hanno a che fare con l’amore. I trucchetti non c’entrano. L’amore non vuole un pesce rinchiuso in un lago e il pescatore che arriva e fa quello che vuole.

Smettila di aspettare e, se deve essere così, lascialo fuggire. Tenerselo alle sue condizioni, soffrendo così, non va bene.

ps: chiusa la storia, a volte certi signori si rifanno vivi dopo mesi, anni, tastando il terreno con gli stessi strumenti che vi ho descritto. Una sola parola: non Abboccate!

L’amore non vuole pescatori e prede: vuole due vele che navigano parallele verso il mare aperto, vicine ma anche indipendenti, libere di seguire la stessa rotta, verso un orizzonte che forse non si vede ma è sereno, solcando le onde della felicità, superando le burrasche con la volontà di stare sempre, semplicemente, insieme.

Sincerely yours

Uomini da evitare: il finto poeta

Ti ho scritto una poesia non mia
Ti ho scritto una poesia non mia

Per trovare una donna sui social e farci sesso al più presto c’è chi gioca la carta della poesia.

Avevo già parlato, nei miei vari profili di uomini da evitare, del finto romantico (leggi qui), tutto nuvolette e cieli azzurri.

Adesso una mia amica lettrice, la chiamerò Ofelia (un omaggio al Sommo poeta) mi racconta della sua esperienza con il suo finto poeta, e subito colgo diverse similitudini con il finto romantico ma anche con altri uomini che ho visto agire in simil modo sui social.

Il poeta a scopo conoscenza per sex usa la poesia per colpire la femmina desiderata.

Il problema è che il suo repertorio è frutto di clonazione, non di ingegno personale.

Le poesie che vi propina, in bacheca pubblica o in privata chat sono di altri autori, più o meno famosi.

I versetti li scova sui social, oppure su siti dedicati alla poesia o alle citazioni. Ne fa una cernita, sceglie quelli più adatti alla situazione (dallo sdolcinato a rischio diabete a quello più ammiccante per la fase avanzata del suo corteggiamento) e ve li propina, uno diverso per ogni donna che tampina, tanto ormai ha un suo archivio pronto.

Piccolo particolare… firma le poesie come se fossero sue. Il finto poeta un po’ più furbo non firma, ma quando la preda gli chiede pubblicamente “che bella è tua?” Lui attua una manovra elusiva del tipo “era adatta a te” oppure “è perfetta per te” o anche “ho pensato a te”. Insomma, non risponde ma ammicca. Il diritto d’autore non è però salvo, perché la poesia è di chi l’ha scritta veramente, e va citato.

Ma stiamo parlando di un finto poeta che campa sui lavori altrui, con la non attenuante della volontà scopatoria.

Ogni tanto qualcuna di voi lo sgama: ma questo non è Ozymandias di Shelley? E lui sparisce, toglie l’amicizia, vi blocca perché le altre estasiate non si destino dal torpore poetico per il fulmine della vostra rivelazione.

Voi mi direte: vabbè, a parte il fregare i versi agli altri che male fa? È uno che si destreggia con la poesia per farsi largo nella folta schiera dei pescatori a strascico e vari uomini che tentano il cuccaggio sui social… lodevole tentativo di distinguersi e poi… ma se è carino perché non uscirci per un caffè o aperitivo di prova?

Un caffè non si nega a nessuno? Forse. In effetti, se avete solo voglia di conoscere nuova gente che importa se faccia il pilota invece del poeta, mica dovete farci dei figli entro sei mesi…

Però…

Sapete che il destino è beffardo e che il mercato degli uomini papabili per una storia decente è irto di spine che possono far sanguinare il cuore (che poetico!) quindi attente.

Usciteci pure per il fatidico caffè ma ricordatevi che:

1. Il finto poeta ha mandato in parallelo altre sette poesie ad altre sette prede. In questo è come il pescatore a strascico classico (leggi qui).

2. Il finto poeta si vende per quello che non è. Lui non crea, copia. E incolla. Lo farà solo con le poesie o anche nei rapporti di coppia? Il buongiorno si vede dal mattino.

3. Il finto poeta mente sapendo di mentire. Sa che la poesia è di Shelley ma la firma come sua, o non la firma ma cerca di farvi credere che sia sua. Insomma, vi ha detto una bugia già prima di conoscervi nella vita reale. Quali altre fandonie vi riserva dopo il caffè?

4. Lo scopo è sempre uno: scoparvi. Non che sia proibito, siamo tutti adulti e consenzienti, una poesia non è ancora considerata molestia sessuale per fortuna, anche se chi ve la propina si spaccia per l’autore. Ma non era meglio propinarvi la poesia e dirvi… è di Shelley l’ho cercata per te? Ah già, quello lo sanno fare tutti. È diverso apparire agli occhi della donna come un poeta originale in carne e ossa. Fasullo però. Peccato veniale o mortale? Giudicate voi

5. Il finto poeta di solito rincara la dose aggiungendo complimenti e dichiarazioni amorose che se non ridicole dovrebbero suonarvi premature nella fase pre e post caffè. Certe smancerie non dovrebbero dirsi neanche alla prima cena. E non provate a metterlo in difficoltà chiedendogli una poesia dopo il dolce, perché con la scusa “ti leggo l’ultima che ho scritto ispirandomi a te” aprirà il file “playlist per galline” sul suo smartphone. Non mi è mai piaciuto il romanticismo un tanto al chilo.

6. Come molti affabulatori il finto poeta è uomo di tante parole e pochi fatti. Così, come i tanti supereroi del sesso che vi promettono o fanno intravvedere a parole mirabolanti imprese fra le lenzuola, anche il finto poeta potrebbe rivelarsi un mediocre amante, e il millantato credito sulla poesia ritrovarsi nella durata della prestazione o nella consistenza dell’erezione. Chi parla troppo… nulla fornisce?

7 E guai a pensare che il finto poeta sia un uomo sensibile, ci spiega Daniela, mia amica e brillante contributor, non foss’altro per la scelta delle poesie!! Lui, appena ne trova una….sta’ già a fregarsi le mani per la bella figura che ci farà e si sentirà ad un passo dalla meta, sbavando all’idea dell’imbarazzo della scelta tra le tante che sentiranno vibrare le corde del suo finto romanticismo.

8 Il finto poeta è il fratellastro del “canzoniere”, quello che vi corteggia a suon di canzoni, avendo per ogni situazione ed occasione le parole della canzone perfetta, quella che va dritta al cuore (il vostro) risparmiandogli fatica e pensiero per raggiungere lo scopo (il suo)….sempre il solito. Alla fine, tra la poesia, la canzone e il “ma dove sei stata fino ad ora….finirò con l’innamorarmi di te” non c’è molta differenza: è solo questione di tattica…..il fine? Sempre lo stesso…..il tipo? L’ennesimo impostore che sgomita per arrivare primo tra i tanti inseguitori, per poi rivelarsi insulso e insignificante a scopo raggiunto e a repertorio esaurito!

Insomma, diffidate amiche del finto poeta perché, così come la firma della poesia, potrebbero essere finte le intenzioni, l’interesse a minima duratura relazione e, peggio ancora, l’interesse per il vostro cervello.

Poi per carità, se il sesso sarà soddisfacente può valere il viaggio, ma si tratta di un tagliando, non di un’auto che farà con voi i 200mila chilometri. E chissà se i chilometri sul display sono effettivi o li ha “tirati giù” per vendervi l’auto “come nuova”.

“Ancora non capisci con che cosa hai a che fare, vero? Un perfetto organismo. La sua perfezione strutturale è pari solo alla sua ostilità.
Ammiro la sua purezza. Un superstite… Non offuscato da coscienza, rimorsi, o illusioni di moralità”.
Ash, Alien

Sincerely yours

Tutta e solo colpa dell’amante

Adesso chiami la tua amante davanti a me
Adesso chiami la tua amante davanti a me

È tutta colpa dell’amante: adesso la chiami e la lasci di fronte a me

Nella saga degli amanti, spesso tragedia dell’amore incompiuto, arriva un momento in cui il coniuge tradito di uno dei due scopre l’esistenza dell’amante.

Che cosa succede in questi casi? A leggere le vostre storie di amanti, i commenti su questo blog sul tema (tantissimi e interessantissimi, prendetevi del tempo per leggerli, ne vale la pena) e raccogliendo le vostre “confessioni” su messenger o alla mail anpellizzari@icloud.com spesso succede ciò che segue.

LA MOGLIE SE LA PRENDE SOLO CON L’AMANTE
Se una volta il tradimento veniva punito più frequentemente con un immediato calcio nel culo e telefonata all’avvocato più feroce del circondario oggi, complice la crisi economica, il panorama di solitudine sentimentale che caratterizza molte delle storie dei single over 40 (il mercato degli uomini papabili è desolante, lo descrivo spesso in queste pagine) e tutta una serie di vincoli matrimoniali che vanno dai figli piccoli al mutuo oggi, dicevo, la moglie tradita “perdona” e tiene in casa il marito traditore.

O meglio, più che perdonarlo lo tramuta spesso, seduta stante, in povera vittima delle trappole sessuali di qualche zoccola senza scrupoli, quella che qualcuno sui social ha descritto come “la vacca che arriva nel tuo giardino ben curato da anni e te lo divora in una scopata”. Ho già scritto qui che il tramonto del sesso di coppia, non la vacca, decreta spesso la fine di una coppia longeva.

Questo tipo di moglie tramuta il marito in una sorta di figlio aggiuntivo, sublimando la marachella (anche se lui ha l’amante da tempo, a volte anni) con un astio che si concentra tutto su “Quella Troia rovina famiglie”.

Come se il termometro fosse colpevole della febbre, come se non esistesse mai un concorso di colpa anche del coniuge tradito in queste vicende (leggi qui), come se lui fosse reso incapace di intendere e volere da una scopata fatta come si deve.

Insomma, come nelle dittature descritte dalla storia, certi coniugi additano come unico responsabile dell’attacco vile alla madre patria il nemico esterno, subdolo, feroce, rovinafamiglie.

È più facile fare così ma non salva il matrimonio è, soprattutto, non lo preserverà da future corna.

Perché un regime carcerario da 41 bis in casa, col telefono sotto controllo, i social chiusi per fine attività e le uscite da single del marito azzerate non potranno durare per sempre e, quando il tempo avrà fatto assopire il cane da guardia, il lupo pur avendo perso il pelo a suon di litigi e minacce ricomincerà col vizio.

Non solo perché il lupo è e rimane un predatore, ma perché evidentemente quello che non ha funzionato nel matrimonio, fosse sesso inesistente o routine da colpo di sonno ogni sera davanti alla tv, continua a non funzionare.

Le 2-3 coppie su dieci che vedo e delle quali sono a conoscenza che, di fronte allo shock del tradimento sono risorte davvero e hanno ricominciato rilanciandosi, non hanno infatti reagito additando il terzo incomodo come unico e solo responsabile del disastro. Anzi, spesso non se ne sono curate per nulla, se non per le ovvie domande di rito e utili a capire (la ami, da quanto siete insieme, che cos’ha lei più di me…). Queste coppie si sono concentrate sull’analisi interna del che cosa abbiamo sbagliato con l’intento di capire per ricostruire.

Queste coppie rinate hanno scoperto, grazie proprio a un tradimento, che l’affetto aveva sepolto l’amore nella routine.

Quindi non è il possesso e il controllo che salverà il tuo matrimonio. Mai.

E l’amante non c’entra nulla. È solo la buca su una strada sconnessa e non mantenuta ad hoc da immemore tempo.

A meno che non abbia fatto lei, l’amante, la grandissima cazzata di informare la moglie per ripicca, vendetta o nel tentativo folle di far prendere a lui una decisione troppo spesso rimandata, un atto di suicidio sentimentale e morale che non giustifica forse altrettanta violenza, ma il biasimo generale in questo caso sì (leggi qui). Ed è inutile, ma molto utile per disprezzarsi ed essere disprezzate. Un buon modo per passare dalla parte del torto quando non è un torto amare un uomo impegnato. Semplicemente succede. Anche a chi è stato precedentemente tradito.

LA MOGLIE LO COSTRINGE A CHIAMARE L’AMANTE
Fra le umiliazioni più dolorose e allucinanti che mi raccontate c’è quella di lei che dopo averlo catechizzato per bene e averlo costretto a giurare che lascerà senza indugio l’amante, non paga di aver assistito alla scena a volte raccapricciante per autolesionismo maschile del mea culpa, pretende che lui chiami l’amante in diretta per lasciarla.

Così lui chiama, recita la sua parte da cane bastonato e da uomo senza attributi (gli stessi che sfoggiava al motel) e l’amante sente pure sotto le contumelie e gli insulti della moglie inferocita.

Una scena penosa e soprattutto inutile per salvare un matrimonio spesso irrecuperabile. Ma tu moglie davvero vuoi tenerti un uomo così, al guinzaglio, col braccialetto elettronico alla caviglia che suona se si allontana da casa e ridotto a figlio minore ripetente? Questo sarà il vostro nuovo futuro, amore, matrimonio?

IL CONIUGE CHIAMA L’AMANTE DIRETTAMENTE
Un’amica ha paragonato questo gesto a quello di un bambino che sta perdendo al gioco e per questo ribalta per terra il tabellone o le carte, oppure se ne va o picchia l’avversario.

Apparentemente giustificato dalla disperazione, questo gesto, questa volta non solo femminile perché posto in essere anche da qualche marito, oltre ad avere tutti i difetti descritti nelle reazioni precedenti, ha in più una caratteristica di autogol pazzesco, e mi ricorda un po’ quel marito tradito che per fare dispetto alla moglie traditrice si era tagliato le palle.

Perché autogol? Perché per assurdo è meglio dibattere e coinvolgere il partner in una discussione che sfocia nel “adesso lo/la lasci” che entrare a gamba tesa costringendo l’altro o l’altra a lasciare il campo fra improperi e minacce spesso fuori da ogni logica ma anche legalità.

C’è gente che si è trasformata in stalker e ha avuto anche guai legali per aver tentato di “convincere” direttamente l’amante, attraverso la violenza verbale e spesso minacciando anche quella fisica, pensando che contro una persona spregevole come una o un “rovinafamiglie” tutto sia lecito.

Sfoghi a parte, il fatto che dall’altra parte la risposta possa essere pacata, soffocata da sensi di colpa vari e l’amante batte in ritirata, tu che hai preso in telefono in mano hai avuto una vittoria di Pirro. Forse hai scacciato la vacca che ti mangiava il prato ma il tuo esercito si è distrutto per questo. Ora ci sono solo morti sul campo di battaglia.

Non solo. Tua moglie o tuo marito forse ti lasceranno per questo, se non subito dopo, perché toccheranno con mano quanto il tuo gesto non sia disperazione ma prepotenza, non sia amore ma possesso.

Risultato? Forse quell’amante batterà in ritirata ma il tuo coniuge ti disprezzerà, perché ancora una volta gli avrai fatto toccare con mano che in fondo, lei o lui, non contano nulla anche in questo drammatico frangente. I loro sentimenti non contano nulla, se ne resteranno col cuore spezzato e identificheranno in te il fallimento della relazione (extraconiugale), che forse sarebbe fallita comunque ma sicuramente non torneranno tra le tue braccia. Non si vince al gioco dell’amore barando.

IL CONIUGE TI PERDONA. E BASTA
Lo so che sembra che io sia sempre dalla parte degli amanti, ma lo sono solo per un motivo che ripeterò alla nausea: il termometro non è la causa della febbre, ne dà la misura e basta.

Quindi inutile prendersela con chi va con gli sposati: il 50% della popolazione adulta ha avuto almeno una volta una storia con una persona impegnata quindi cosa ci stiamo raccontando? Forse dovremmo piuttosto rivedere dinamiche dogmatiche come quella dell’eterna fedeltà e dell’indissolubilità del contratto matrimoniale. E chi oggi si erge a censore della morale altrui il più delle volte di nascosto ne fa di cotte e di crude o potrebbe ritrovarsi domani nascosto nudo in un armadio, quindi un bel tacer…

Tornando al coniuge che perdona davvero, ecco una figura che io ammiro tantissimo. Perché così come me la prendo con il tradito cieco di livore che dà lui o lei il colpo di grazia al suo matrimonio come descritto nelle storie precedenti, così riconosco il grande dolore di chi ama ancora il coniuge che invece ha preferito, anche se temporaneamente, altri.

Un dolore profondo, il crollo delle certezze che ho provato anche io, come tutti i traditi. Eppure ci sono persone che amano così profondamente per le quali il tradimento non è sufficiente per non perdonare e per non riprovarci.

Queste persone non contattano l’amante, non minacciano, non pretendono nemmeno che il coniuge chiuda con la storia in atto, chiedono solo: ma tu mi ami ancora? E di fronte a veri o pietosi non lo so aggiungono: possiamo riprovarci?

E lo pensano veramente: dolore, soldi, figli non contano nella volontà di stare assieme, conta ancora l’amore.

Non sono mossi dall’egoismo nel rivolere che il partner torni da loro ma, mantenendo la dignità e lasciando lo spazio al coniuge per capire cosa vuole realmente, sono anche capaci di farlo ritornare grazie all’atteggiamento mantenuto. Queste due persone saranno probabilmente in grado di far ripartire la loro unione e l’amore perché non saranno stati intaccati dai gesti sopra descritti ma si alimenteranno della stima e del rispetto dimostrati.

Queste persone sono davvero le uniche ad avere reali chances di rigenerare la coppia e, in più, non dovranno mai maledirsi per aver costretto il coniuge a una convivenza forzata che poi spesso porta comunque ad altre corna e divorzio.

A loro i miei più sinceri auguri di successo o di autogiarigione, magari attraverso un nuovo amore anche per loro.

LA MORALE
Minacce, violenza fisica o verbale, proiettare all’esterno della coppia le responsabilità del fallimento interno o della fine di un amore possono soddisfare la sete di vendetta immediata o fare da paraocchi per un po’, possono mettere ko un amante non serio nelle intenzioni e far guadagnare tempo a una famiglia zoppicante, ma è una bomba a orologeria destinata a deflagrare presto.

Una bomba che non solo distruggerà quel che resta di quello che era il vostro amore di una volta, ma brucerà anche stima e affetto, due valori che mantengono buonissimi rapporti fra molti separati e divorziati, e Dio solo sa quanto ciò sia importante se ci sono di mezzo i figli.

Sincerely yours

Foto Voyagerix iPhoto

Coppie e amanti: quando il silenzio uccide, quando salva

Il silenzio scoppia la coppia
Il silenzio scoppia la coppia


Il silenzio uccide le coppie di lunga data, non è un buon segno in quelle nuove ma salva l’amante abbandonata.

Come ho già avuto modo di scrivere, ma l’argomento merita di tornarci visto il numero di commenti che ha suscitato l’articolo sugli amanti che si lasciano (o meglio lei lascia lui per sfinimento) e che fare dopo (leggi qui per saperne di più), il silenzio per la coppia, regolare o no, ufficiale o no, può essere un veleno o una medicina.

Vediamo perché e come mai il ruolo del silenzio fra lui e lei cambia a secondo del tipo di coppia ma anche della sua longevità. Ovvio che mi rivolgo innanzitutto alle amiche lettrici, le mie preferite in assoluto. I maschi sono i benvenuti ma sanno che di solito analizzo le loro malefatte, chi è senza peccato scagli il primo silenzio.

IL SILENZIO NELLA COPPIA RECENTE
Vi siete messi insieme da qualche mese e tutto sembra andare bene, anche perché di solito, secondo la mia “epidemiologia di coppia” (leggi qui se vuoi saperne di più), i primi sei mesi (si contano dal primo bacio, il bacio è fondamentale leggi qui perché) sono quelli ludici per tutti, amanti compresi. Ci si diverte, si scopa molto e si inizia a vedere se oltre al sei bello/a, simpatico/a, scopi bene c’è o ci potrebbe essere qualcosa di più in grado di far superare la boa del primo semestre. Come a scuola: promossi, bocciati o con debiti rivedibili.
Ecco, il silenzio, in questa fase, è la votazione che promuove, boccia o rimanda a settembre e poi vediamo se torni preparato.
In che senso silenzio? Omissioni o mancanza di confronto.
Il dialogo, in ogni coppia, è un po’ come il suo segno astrologico.
Se il segno di base (come il mio dei pesci) è rappresentato dalla qualità del sesso che si fa insieme (il sesso, lo dice l’epidemiologia di coppia, ha un’importanza sulla salute della stessa e sua longevità pari al 70%, che tradotto vuol dire che se non si scopa bene e spesso addio a presto o corna prima o poi) l’ascendente (per me leone), importante perché stabilizza ed enfatizza il segno-sesso di base, è il DIALOGO. Il contrario del dialogo è, appunto, il silenzio, l’altro ascendente del segno di coppia.
Dunque, l’oroscopo di una coppia appena formatasi sarà tanto favorevole quanto il suo ascendente è il dialogo.
Facciamo degli esempi concreti, perché ci sono due tipi di silenzio in questa fase da parte dell’uomo: il silenzio omissivo e quello egoistico.
Il silenzio omissivo di solito è quello dei primi due-tre mesi e si esprime con il fatto che lui, su certi argomenti, non si esprime. Non parla, svicola, se è prepotente li vieta addirittura. Comportamenti che rasentano a volte lo stashing (ne ho scritto qui se vuoi saperne di più) e che si concretizzano fondamentalmente con omissioni o non risposte su argomenti che vanno dalle sue storie precedenti, allo stato di famiglia, a che cosa fa quando non vi vede, a che cosa farà domani, a dov’è in quel momento e così via. Insomma, lui di voi ha tutte le informazioni in tempo reale e voi no.
Capite bene che se questi buchi neri toccano cose importanti come “dove vai questa sera senza di me” o “ma tu mi ami o no” la coppia ha un oroscopo che è nefasto quanto Saturno lo è stato per i Pesci negli ultimi anni (ah, fra un po’ dovrebbe togliersi dai cabbasisi, come dice Montalbano, cari Pesci). E non importa che vi dica che il silenzio omissivo è la bandiera della libertà individuale della coppia sana, perché o lo è per tutti e due (e allora forse diventerete una coppia aperta, della serie scopata liberi tutti) ma se vale solo per lui o non siete già importanti oppure sta broccolando un’altra o altre.
Il silenzio egoista è più grave perché non recuperabile. Infatti, se il silenzio omissivo può cambiare con la crescita dell’interesse dell’uomo per la donna (più diventate importanti, meno silenzio ci sarà però… attente: ciò deve avvenire presto e dare segnali di miglioramento precisi, non fate le crocerossine con la bandiera in mano del “io lo cambierò, cone me lui sarà diverso”) il silenzio egoistico è parte del Dna dell’uomo che vi è capitato. Che è uno che le donne come dire sono importanti come una bella auto, che il sesso e basta e poi avanti un’altra, che le donne sono tutte uguali e quindi sacrificabili sentimentalmente… insomma uno che di innamorarsi o ha già dato e pensa di aver sbagliato o non ha mai dato e, vista anche l’età (dopo i 40 si peggiora notevolmente), mai darà. Potete anche non credere all’oroscopo ma le vostre amiche che lo leggono in modo retroattivo (provate a leggere quello di ieri: era giusto?) potranno dirvi che silenzio omissivo o egoista non sono di… buon auspico.

IL SILENZIO NELLA COPPIA DI LUNGO CORSO
Il silenzio nella coppia di lungo corso è alla lunga e in genere un metodo infallibile per guadagnarsi le corna. La coppia di questo tipo usa il silenzio, di solito, per non discutere o litigare. All’inizio su piccole cose, piccoli sgarbi, disattenzioni o peccati veniali (una battuta infelice di lui o di lei davanti a estranei), poi per evitare scontri su grandi temi, importanti per la coppia.
I figli per esempio: le coppie che non sono unite di fronte a decisioni che riguardano i figli danneggiano la loro educazione ma anche la coppia stessa. Il papà che smentisce la mamma di fronte a loro, un genitore che revoca una punizione diventando il buono contro il cattivo, far assistere anche i più piccoli a una diatriba sulla maestra… avendo io tre figli potrei farvi milioni di esempi di occasioni per sbagliare ma di fatto, se i coniugi non fanno Testuggine Romana (formazione da guerra che rese gli antichi antenati di questa terra un esercito quasi invincibile) il risultato di fallimento sui figli e il fatto che uno dei due genitori uscirà come il cattivo o il perdente o il cretino di fronte ai figli sconvolgerà, è solo questione di tempo la coppia.
Il silenzio sul sesso è altrettanto deleterio. Ho già detto quanto conta il sesso e non ammorbatemi con il “c’è altro in una coppia”: sì certo ma se lei non ti fa scopare bene e spesso e tu non fai altrettanto prima o poi, a meno che gli ormoni non “spariscano”, si scoperà fuori. O l’uno, o l’altro, o tutti e due. Se fai un sesso routinario, ripetitivo, breve, ogni morte di governo (durano più del Papa ormai) e non ne parlate, o non ne parlate più perché non cambia nulla, le parole non dette si trasformeranno in rancore.
La parole non dette, il silenzio nella coppia di lungo corso, anche quello travestito da silenzio per quieto vivere ucciderà la coppia.
Ogni silenzio, dal più banale al più grave, riempirà il vaso della pazienza fino a farlo esondare anche con una sola ultima goccia, e allora si produrrà, spesso, un altro tipo di silenzio.
Il silenzio del tradimento. Le coppie che si abitueranno al silenzio per evitare chiarimenti o litigi, che non avranno più o poco dialogo, troveranno più facile celare nel silenzio il primo amante. Insomma, il silenzio in questi casi è un veleno che agisce lentamente e che non ha antidoto.

IL SILENZIO DEGLI AMANTI
C’è il silenzio di lui e quello di lei.
Lui di solito è quello che dice di amare la propria amante e poi però non lascia la moglie per mille ragioni (anche valide, come quella dei figli piccoli): sono coppie queste, dove uno dei due tradisce (o tutti e due) che vengono da silenzi come quelli descritti sopra. Con te, cara amante, il silenzio omissivo è quello che consiste nel dirti che lui non ha rapporti con la moglie (la stragrande maggioranza li ha, per quieto vivere anche ma li ha) e tutta una serie di omissioni che vanno dalle cene di anniversario (se non è così allocco da postarle sui social, ma magari lo fa lei) ai regali e al fatto che la moglie della crisi in corso non sa nulla, un po’ perché non la vuole vedere un po’ perché lui, al contrario di quello che ti ha detto (o non ti ha detto), in famiglia è quasi normale.
Questo tipo di silenzio è apparentemente da bugia bianca, quindi veniale, ma diventa dirompente quando tu ti accorgi (e prima o poi te ne accorgi, perché passa il tempo e lui non la molla) che il non detto nasconde un iceberg di “segreti di famiglia”.
L’altro silenzio è il tuo, ed è l’unica medicina capace di guarire da una storia fra amanti lunga arrivata al capolinea. Ormai siete insieme da più di un anno e lui, dopo aver giurato il suo amore, dopo aver detto questo è l’ultimo Natale in casa, questa è l’ultima estate in casa, questo è l’ultimo quadrimestre poi giuro signora maestra a settembre studio rimedio alle materie che mi ha dato e mi separo… non lascia la moglie.
Come ho già scritto in Crisi degli amanti e ora del silenzio la tua medicina è amarissima, indigesta, difficile come smettere di fumare per una fumatrice di quelle che si mettono la sigaretta in bocca sulle scale per guadagnare tempo e “ossigeno” prima di uscire dall’ufficio ma dopo tre sei mesi di silenzio assoluto, magari aiutati da amici e dalla strategia del chiodo scaccia chiodo (leggi qui) inizierai a sentirti più autonoma, libera, a disintossicarti, il mondo non sarà solo più solo e solo lui, ricomincerai a vivere e, rpima o poi, a cercare e probabilmente trovare un nuovo amore, forse non quello della vita ma cara, non lo era neanche lui credimi.
Ah, lo ripeterò fino alla nausea: il silenzio deve essere totale, ininterrotto e assoluto. Niente social. Niente telefonate. Niente messaggi. Niente incontri (se lavorate insieme leggi il link segnalato sopra). Solo così disintossica. Anche perché lui, il codice del silenzio, lo violerà. Gli uomini sono egoisti, anche quando sanno che fanno male e che il silenzio serve a te come terapia, perché lui ha scelto. Eccome se ha scelto. A meno che il silenzio non lo faccia rinsavire e correre da te veramente. Allora era vero amore e ritiro tutto. Ma deve correre e rimanere, il tuo silenzio deve farlo “impazzire” per farlo rinsavire.

E adesso… silenzio.

Sincerely yours

foto:Voyagerix iStock

Gli uomini non sopportano le coccole?

Che palle queste coccole!
Che palle queste coccole!

In verità vi dico… noi uomini le coccole non le sopportiamo proprio. Alt, ferme un attimo! Non sopportiamo di farvi le coccole, a noi va benissimo, egoisti come siamo, che voi le facciate a noi.

Lo spunto mi viene da una lettrice speciale, un’amica psicologa, che mi racconta di quanto questo sia diventato un problema, tale comunque da creare anche dissidi. E quello che lei mi segnala corrisponde a quello che non poche di voi mi raccontano direttamente. Che si riassume in: non mi fa più le coccole.

Ha ragione. Come la gelosia (leggi qui per saperne di più) le coccole sono un termometro dell’amore.

Ripeto il mio assunto: per quanto spiacevole possa essere, alla maggioranza degli uomini fare le coccole non piace, riceverle sì.

Ora, cari amici maschi che commenterete questo post per farvi belli con le pollastre da beccare, non ammorbatemi con la solita critica “non si può generalizzare, io per esempio sono uno che fa tantissime coccole e adora farle”. Non facciamo del banale e desueto marketing maschile per cuccare e farsi belli con le possibili papabili (leggi qui per saperne di più): anche tu, caro il mio eccezione che fa la regola, una volta ottenuto quello che cerchi (inizia per F) gradualmente smetterai di essere un campione di coccole.

Messi a tacere i campioni di coccole e omaggiato quei pochi (ma sì dai, concediamoglielo) che le amano davvero (fare, non ricevere, e non solo per il primo mese di scopate) torniamo alla verità: in otto casi su dieci l’uomo smette di fare le coccole quando smette di essere innamorato o ha ottenuto tutto quello che ritiene di volere. Facciamo sette, mettendoci il fattore pigrizia da partner con le pantofole..

Ecco perché le coccole sono anche un termometro dell’andamento di una coppia.

Quando l’uomo è innamorato fa delle cose contro il suo naturale egoismo: ascolta la propria donna, la guarda sognante, ama farle i massaggi, ama farle le coccole anche se non richiesto. L’uomo innamorato da egoista diventa altruista. Miracoli dell’amore.

Ma, se ci badate bene, anche quando siamo innamorati le coccole che vi facciamo, a guardarle bene, sono già un po’ un preliminare sessuale, preludono cioè al rapporto sessuale.

Sì, è vero, l’uomo innamorato è capace di fare le coccole anche dopo aver fatto sesso, ma quando le fa prima del sesso è il tempo che vi ci dedica prima di allungare le mani “lì” che lo differenzia dall’uomo interessato ma non innamorato che vi fa tante coccole.

Ancora una volta, il fattore TEMPO, nella coppia, fa la differenza nella qualità della coppia stessa (leggi qui per saperne di più).

Prendiamo l’uomo che non è innamorato di voi (non ancora perlomeno, o forse non lo sarà mai?) e che vi fa tante coccole, il campione di coccole di cui sopra appunto: cronometratelo. Inizia a farvi un massaggio sulla schiena bellissimo, fantastico, vorreste non finisse mai… Bene, quanto tempo ci mette per arrivare lì? No perché il massaggio è propedeutico, certo, ma l’uomo innamorato sarà instancabile nel farlo, anche se è visibilmente “pronto” (l’erezione è un complimento sincero) per fare altro.

Quindi la formula quasi matematica (non ho la pretesa che valga per tutti, chiaro?) è questa: minore è il tempo con cui la coccola si trasforma in sesso minore è il coinvolgimento sentimentale del vostro lui (se volete saperne di più leggete qui). Maggiore è il tempo maggiore è il coinvolgimento. Se poi si dedica dopo l’atto sessuale alle coccole beh… siete davvero fortunate, matrimonio in vista? Aspetterei un pochino prima di lanciare i fiori in aria verso altre… fortunate?

Già perché sarà il fattore tempo a dirvi come va la temperatura di coppia coccole comprese.

Le coccole si diradano, diventano frettolose e lasciano sempre più spazio al sesso vero? Non avvengono mai dopo il rapporto o al di fuori del letto? Anche se richieste a gran voce vengono rifiutate o si limitano a un breve massaggino al collo mentre guarda il telefonino? Ahia. Forse è ancora innamorato, forse siete ancora al centro dei suoi pensieri ma o sta per indossare le pantofole o sta chattando con un’altra. Magari no ma, come diceva Andreotti, a pensare male si fa peccato ma spesso ci si azzecca.

Dunque, inutile chiedere e pretendere da un uomo coccole che non vuole fare. Anzi, lasciate che sia lui a proporle: vi darà una buona temperatura delle sue attenzioni per voi. Oddio, anche il migliore intenzionato, essendo maschio, ha quel bel mix di pigrizia ed egoismo che lo porta gradualmente a comprimere il tempo delle coccole a favore del sesso puro (o della tv o del telefono? Ahia), per cui qualche avvertimento va lanciato, ma deve essere una tantum, altrimenti diventate un memo salva coccole che non va bene e che falsa il risultato del test di coppia.

Dunque, l’unico vero campione di coccole è l’uomo innamorato, perché le sue coccole sono spontanee, disinteressate, lunghe, appaganti e durano per tutto il tempo dell’innamoramento che, ricordo, per la scienza ha un longevità che in media va dai 18 ai 36 mesi (o era meno? Spero di no). L’innamorato vi bacia, vi abbraccia continuamente, vi tiene la mano in auto rimanendo in seconda con il motore che urla per non lasciarla, vi massaggia con gusto, e lo fa anche e soprattuto fuori da un contesto sessuale.

L’uomo interessato a voi eminentemente (almeno inzialmente) per il vostro TESSSORRROOO fa anche lui le coccole ma… osservatelo bene: si finisce sempre lì. E sempre prima.

Sincerely yours

foto: teksomolika iPhoto

Serata Pellizzari con il giallo

Martedì 21 novembre vi aspetto a Milano per presentarvi il gustosissimo libro giallo della mia cara e bravissima amica scrittrice Marina Martorana.

Tutto inizia alle 19 (i dettagli nella locandina) e poi… se magna!

Vi aspetto numerosi

Sincerely yours

Amore: perché le donne soffrono e gli uomini no

divertirsi, la priorità maschile
divertirsi, la priorità maschile

Perché noi uomini viviamo le relazioni con le donne in modo più superficiale, ludico e, anche quando ci sono dei problemi, con una minima sofferenza?

Perché c’è una così abissale differenza, nella maggioranza dei casi, nel coinvolgimento in una storia rispetto a voi donne?

Potrei liquidare la cosa in una battuta: l’uomo medio è “semplice” ed egoista, mentre la donna è “intelligente” e altruista.

Confesso la mia ammirazione per il cervello femminile, così complesso e affascinante da far valere la pena di amarvi solo per la vostra intrigata e mai noiosa complessità. Ma confesso anche di soffrire per come il vostro cervello, sempre alla ricerca di risposte, vi fa soffrire per amore.

Ed ecco quindi la prima analisi sul comportamento maschile e sulla capacità di tollerare il dolore che può nascere da una relazione, capacità inversamente proporzionale a quello che un uomo prova con 38 di febbre, quando cioè crede di morire. Pochi uomini sentono di morire per amore.

Insomma, la nostra soglia del dolore per le pene d’amore è altissima, la vostra minima: voi sopportate un parto gemellare, noi neanche un mal di testa. Voi piangete per amore, noi quasi mai.

Perché? Perché noi abbiamo inscatolato l’amore e i suoi capitoli, dividendoli e isolandoli.

Cerco di spiegarmi. La mente femminile ha una visione di insieme dell’amore: sesso, sentimenti, emozioni, futuro della coppia, procreazione, senso di protezione, senso di maternità… Potrei andare avanti con l’elenco ma la cosa importante è che per voi il rapporto di coppia è un insieme, l’amore è un tutto complesso, per noi no.

Noi lavoriamo a camere stagne. Voi a loft enormi.

Per esempio, un primo incontro fra lui e lei.
Per lei lui deve essere piacevole, se non bello almeno affascinante nell’insieme, intelligente, simpatico, empatico, sufficientemente colto, corteggiatore ma sincero e, infine, sexy (dovete immaginarvi con lui a letto e la cosa deve essere già, a livello teorico, accettabile).
Per lui lei deve essere semplicemente figa, ben vestita, sexy, far trasparire una minima certezza che non è un legno ma che le piace fare sesso, essere un minimo piacevole come conversazione (l’uomo sa già di doversi sorbire un tot di cose che non gli interessano minimamente per passare dalla conversazione al letto) e non dare già segnali di essere una rompicoglioni che vuole attaccarsi alla giugulare dopo il primo giro dell’orologio sul matrimoniale.
Queste aspettative, seppur iniziali, rendono per l’uomo meno doloroso che per una donna la disattesa delle stesse. Lei non soddisfa tutte le prerogative? Avanti un’altra, senza tanti problemi. Abbiamo la memoria corta, vi dimenticheremo presto. Forse quello che ci rompe di più è aver investito tempo e denaro per nulla. Sì, ho detto nulla, nessun uomo esce con voi solo per conversare.
Lui si rivela diverso da quello che vi ha fatto accettare l’invito a cena e sognare, anche se solo per un momento, che questo che vi piace esteticamente non è l’ennesimo scopatore seriale? La cosa vi seccherà dieci volte di più rispetto al maschio, facendovi passare da uno stato di “cazzo non ce n’è uno che si salva” al “sono io che non vado bene nessuno mi vuole, che cosa ho che non va per gli uomini” anche se siete belle, intelligenti e perfette. L’autocritica femminile vi farà soffrire anche se è solo tre volte che vedete il tizio e non gliela avete nemmeno data, mentre lui sta già chattando con un’altra.
Uomini 1, donne zero

Gli uomini sanno benissimo che ormai lo sapete come la pensiamo, ma il gioco sta nel farvi credere che “ma io non sono come gli altri“. E via col repertorio di balle: è il cervello che conta, mi piacciono i bambini, mi piacciono i gatti, il sesso non esiste se non c’è sentimento, non potrei mai andare con una se non provo qualcosa, non potrei andare mai con una che non è intelligente e profonda, complessa e intrigante. Disse lui guardandovi la scollatura e le labbra, non perché vuole baciarvi ma perché pensa “sarà brava a…”? Ma andiamo avanti.

Il sesso per noi uomini è LA meta, per voi è diventata una moneta di scambio.
Gli uomini, lo dicevano persino le nostre nonne, vogliono solo una cosa. Ed è vero. E ci semplifica la vita. Noi possiamo giocare anche la vostra partita, fare i passaggi i dribbling i calci d’angolo. Possiamo anche metterci novanta minuti ma, al novantesimo, dobbiamo averlo messo in porta. Non ci riusciamo? Questa è la massima delusione sopportabile. Dolore vicino allo zero, brucia ma avanti un’altra.
Per voi il sesso è, troppo spesso, la vostra cittadella da concedere solo all’ultima battaglia, quando lui ha superato fossato, ponte levatoio, bastioni, fortezza e finalmente è arrivato al portone reale. Ma se aprite la porta non è per godervi una bella scopata o per vedere se siete compatibili su un banco di prova che rappresenta la colonna portante della futura coppia ed è tutto qui. Se vi “concedete” è troppo spesso diventato: “barattare” la vostra cosa più preziosa con un’assicurazione onnicomprensiva firmata da lui fatta di sentimenti, coccole, esclusiva, amore, stare insieme, vedersi tanto, dormire insieme, stare bene insieme, condividervi con il mondo, essere la sola anche su Facebook, cento messaggi al giorno e telefonate illimitate. Facendo così diventare il sesso da linguaggio profondo e universale e normale scambio fra adulti che si piacciono una moneta di scambio per avere sentimenti in cambio. Una volta concessa la patata d’oro, di fronte a una clausola recessiva dal contratto “e adesso facciamo i piccioncini” vi sentirete usate, tradite, turlupinate, stupide, credulone, insomma infelici.
E così lui, dopo aver fatto il romanticone, vi dirà che è meglio se dormite a casa vostra perché domani deve alzarsi presto e se la doccia potete farla non da lui che il taxi (spero ve lo paghi) sta arrivando (perché lui a casa non vi accompagna).
Uomini 2, donne zero.

Sulla comunicazione poi c’è un abisso.
Quando vi mettete con noi voi generalmente vi aspettate un minimo di frequenza nelle comunicazioni e anche di qualità, commisurate a quanto tempo avete a disposizione da condividere con lui (quante volte vi vedete al mese?). Quindi una o più telefonate al giorno e poi, visto che chat e messaggi sono così comodi, perché no, due o tre messaggini carini al giorno? la buonanotte? il buongiorno tesoro? Avete perfettamente ragione, vi manchiamo, sentite la voglia di averci e questa cresce fino al prossimo incontro.
Per noi tutto ciò è tempo perso. Non che ci dispiaccia fare una telefonata, ma è in coda a tutte le altre, tanto mica scappate no? I messaggini? che palle, per fortuna ci sono le faccine: così a una lunga e articolata, bellissima frase d’amore vostra ce la caviamo col cuoricino. Se non vi faceste vive per 24 ore noi non risponderemmo: provate. E sapete perché? Perché noi non soffriamo se non vi sentiamo, sappiamo che sabato si scopa assicurato e tanto basta. Ecco, magari intensifichiamo la conversazione alle idi della trombata, tanto per scaldare l’ambiente, ma il resto ci provoca dolore zero. Non sentirvi per 24 ore e anche più equivale a dolore zero. Mentre voi vi tormentate con: perché non mi chiama? Non mi pensa? Non gli piaccio abbastanza? Lo chiamo io? Che sofferenza!
Uomini 3, donne zero

Anche con le amanti soffriamo meno
Devo dire che gli uomini sposati che hanno un’amante spesso hanno una sofferenza superiore agli altri uomini. Se si “innamorano” dell’amante, faranno molta fatica e proveranno sincero dolore, il più delle volte, a non lasciare la moglie, la scelta più diffusa anche dopo anni di storia parallela. Ma la sofferenza maschile, anche in questo caso, è mitigata dal fatto che l’uomo sa, spesso fin dall’inizio che, nonostante le fantasticherie su un futuro con un’altra donna e il sesso fantastico con l’amante, non lasceranno mai la sicurezza economica e comoda della famiglia, mettici i figli e il gioco è finito prima di iniziare. Il cervello di un amante maschio parte già con una grande riserva: sa, anche se in certe fasi scaccia il pensiero, che non lascerà mai la moglie o, come minimo, lo farà sempre “domani”. Ciò succede in molti casi, non tutti ma in molti. E questo preserva dalla sofferenza che arriverà alla rottura con l’amante. Mentre lei soffrirà al massimo e sempre: soffrirà mentre lui è a casa con la moglie (mentre lui magari nella routine ci sta anche, nonostante tutto), soffrirà per le lunghe attese e le feste comandate da soli, soffrirà se anche lei ha famiglia (perché una donna sposata che ama un altro uomo non desidera più il marito anche psicologicamente), soffrirà quando, di fronte al tempo che passa senza che lui si decida di lasciare la moglie, sarà lei a decidere di rompere la relazione.
Uomini 4, donne zero

Ora che avete letto sarebbe semplicistico dirvi “diventate più maschi”, siate più selettive (questo ve lo dico sempre), vivete il sesso in modo più istintivo e spontaneo (invece di considerarlo IL DONO che si concede sempre e solo in cambio di amore o sentimenti) e imparate a fregarvene e a farvi non dico meno aspettative, ma fatevele al momento giusto, quando lui davvero ha dimostrato un interesse sempre più crescente.

Purtroppo o per fortuna, dipende dai punti di vista, le relazioni sono tante e sono diventate sempre più superficiali fra uomo e donna. L’uomo se le gode perché le considera IL divertimento principale della sua vita, voi troppe volte andate oltre al divertimento, entrate nell’area dell’amore vero e delle aspettative grandi e lo fate anche quando la storia è acerba.

E’ come affrontare un gelido inverno noi con la tuta termica e voi in maglietta perché siete convinte che arriverà un sole caldo e ristoratore. Ecco perché certe storie vi gelano.

Imparate a divertirvi di più e a soffrire di meno.

Perché il rischio è quello di alcune care amiche che dichiarano di preferire ormai di vivere da sole, meglio sole che con questi uomini. E così non hanno più relazioni per anni, non fanno sesso per anni, e sono anche giovani e belle.

Ma care amiche siete perfettamente in grado di riportare la partita in parità semplicemente evitando di crearvi aspettative eccessive quando i tempi non sono abbastanza maturi decretando un bel 1 a 1. Se poi doveste esservi sbagliate (anche per l’ennesima volta) non fatevene una colpa, non è voi stesse che dovete mettere in discussione, si sa, e perdersene uno che non vale tutte le vostre attenzioni è un bel 1 a zero per voi!! Non rinunciate alla vita perché gli uomini fanno soffrire. Per fortuna qualche principe azzurro (per chi ancora ci crede) o semplicemente l’uomo capace di amarvi come meritate gira ancora per strada e magari vi aspetta proprio dietro l’angolo.

Sincerely yours

foto DGlimages-iStock

Che cos’ha lei che io non ho? L’altra donna

due si contendono un uomo, una sola vince: perché?
due si contendono un uomo, una sola vince: perché?

Spesso, nelle nostre storie amorose, esiste un’altra con cui competere. Moglie, amante, una fidanzata che lui continua a frequentare, persino altre donne di cui non sappiamo ma che lo “distraggono” dal concederci le stesse attenzioni di una volta, o darci l’esclusiva.

La domanda, per tutte, rimane la stessa: che cos’ha lei che io non ho? Perché non mi sceglie in modo definitivo? Perché non la lascia ancora?

Vediamo che cosa dice quella che io chiamo l’epidemiologia di coppia, la “mia personal scienza” che studia “statisticamente”, attraverso le vostre storie e confessioni (con un pizzico della mia esperienza) l’andamento delle relazioni di coppia.

La risposta cambia a seconda del vostro ruolo. Vediamoli singolarmente

SEI LA MOGLIE
L’altra, ovviamente, è l’amante. Da quando hai saputo o hai scoperto che c’è, a parte lo sgomento e la disperazione iniziali e tendenti al cronicizzarsi, soprattutto se hai deciso di lottare per tenerti il marito, il fatto di sapere che cos’ha lei più di te ti tormenta ma è anche la chiave per capire quante probabilità hai che tuo marito torni a Canossa.
Beh, lei ha innanzitutto una carta che tu non hai più: il sesso. Tuo marito ti ha tradita, secondo la mia epidemiologia di coppia, perché non scopavate più, oppure non scopavate abbastanza (e abbastanza non è una volta al mese, anche se lui è over 50) oppure scopavate così così. Scopare così così significa che il modulo sequenza (preliminare preferito, posizione preferita, durata preferita, orgasmo preferito) che all’inizio funzionava perché rappresentava il mix del sesso di coppia preferito (appunto) da tutti e due ora è diventato routine, noioso, quasi uno sfogo fisico più che vera attrazione e voglia di farlo. Se poi lo fate così solo o meno di una volta al mese non solo lui ma anche molte donne, prima o poi, spinte proprio da questa mancanza, troveranno un modo per fare del sesso migliore.
E l’amante scopa SEMPRE meglio di voi. Perché ha deciso di mettersi con vostro marito per le sue stesse esigenze (qualità del sesso e suo fascino), perché se è single evidentemente non gliene frega niente che lui sia occupato (e una donna che dà questa sicurezza è un enorme vantaggio per uno sposato, almeno finché lei non si innamora e inizia ad avanzare pretese), perché è un “corpo nuovo” tutto da scoprire, perché è più giovane (non sempre ma spesso sì, o solo più in forma e curata), perché lo riempie di quelle attenzioni che voi ora date a casa, lavoro e figli. L’amante sullo scopare è invincibile per almeno 3-6 mesi, la fase ludica dell’amantato, quella con molto sesso, emozioni e novità.
E non importa che lui scopi ancora anche con voi (cosa che i più negano quando l’amante glielo chiede): lo fa perché in un primo tempo l’eccitazione di avere un’amante ha un effetto ridondanza, porta cioè ad avere più rapporti su due fronti (mio padre diceva che l’esercizio sviluppa l’organo); poi perché un uomo “caldo” difficilmente rifiuta un approccio; infine perché non concedersi a voi, almeno una volta ogni morte di Papa (avete forse notato che siete voi ultimamente a farvi avanti senno lui sta tranquillo?) toglie inevitabili sospetti, e anche quando lo avete scoperto è un buon “calmante” (teorico, ma vi fa sperare in un “mi vuole ancora”).
Scopare meglio di voi non è poco: sono convinto che il sesso rappresenti l’80% dell’asse portante di una coppia, visto che è anche il motivo numero uno, insieme a noia e voglia di emozioni/sentimenti, a portare più del 50% di noi a tradire almeno una volta.
Altro che lei potrebbe avere più di voi? Di solito è una versione riveduta e rinfrescata di quello che eravate voi nei tempi d’oro della coppia: divertente, brillante, vogliosa, fresca, magari senza figli fra le balle e tanti pensieri mutuo compreso.

SEI L’AMANTE
Perché, nonostante il grandissimo sesso che state facendo, la passione, magari anche i sentimenti che state provando tutti e due (almeno dice che è così anche per lui) e il divertimento, le affinità elettive, la luna e le stelle lui non lascia la moglie? Lasciamo per un attimo da parte le solite ragioni che sappiamo pesano tantissimo sulla bilancia (figli, reddito, casa, beni, separarsi costa un botto e non solo in avvocati, sensi di colpa) e concentriamoci su quelle che, sotto sotto, non lo convincono a fare il grande passo, soprattutto se lo ha annunciato (salvo retromarcia) tante volte.
Che cos’ha più di voi la moglie? Di fatto e spesso lui la stima (sì, ho detto stima) più di voi. Quando lui pensa a un possibile futuro con voi, messi da parte gli accessori che rendono una mezza giornata con voi una vacanza (sesso e divertimento, possibilità di parlare ed essere capito, persino poter parlare male di moglie colleghi e amici con qualcuno nudo – in tutti i sensi- di fianco a te), lui lo paragona a quello che ha. E lui ha una donna che certo non scopa più bene come voi, ma alla quale è affezionato (salvo casi di guerra familiare, qui stiamo parlando di una moglie che può competere, non di un’arpia che lo tiene per il collo con figli e soldi: ripeto, andiamo sullo psicologico questa volta, non sul materiale). Magari la stima anche sul lavoro.
Rimarrà sempre la madre dei suoi figli, e questo è un legame viscerale, come quello dei figli con la madre. Tu non ce la fai a scalzarla perché, nonostante tutto, non reggi il paragone. E lui, quando vi pensa sotto lo stesso tetto in un futuro, pensa che tu potresti non essere all’altezza di colei che per tanti anni lo ha reso felice al punto di costruirci una famiglia. Già perché, anche se il loro matrimonio è “finito” da certi punti di vista, lei rimane la casa, tu sei la palestra, la piscina, il campo da tennis. Belli quanto vuoi, ma “annessi” alla casa di famiglia. E se lui non riesce a vederti come “casa”, non andrà a vivere in un campo da tennis.
Sul sesso, poi, ci sono due tipi di uomini: quelli che scopano davvero solo con voi e quelli che scopano ancora, non importa se ogni tanto, con la moglie. La maggior parte degli uomini, su questo punto, mente all’amante: bisogna avere del coraggio per porvi di fronte a questa ammissione che è fonte inesauribile di gelosia e dolore, quindi perché farlo? Una bugia “bianca” si dice, ma nasconde un pericolo. Perché mi risulta, da quello che mi raccontate e ho visto con i miei occhi, che sono quelli che davvero non hanno più rapporti sessuali con il coniuge da tempo non irrilevante a essere quelli che poi si decidono (pochi), purtroppo o per fortuna (dipende dai punti di vista) a crearsi una nuova famiglia.
Insomma, lasciare la strada sicura, per quanto ammaccata vecchia e da riparare, per una nuova della quale non si intravede l’orizzonte è difficilissimo per gli uomini, fatta anche la tara sul discorso soldi e figli, che comunque pesa come la carta legale. Dovete davvero valerne la pena, il letto da solo e due risate non basteranno, quello è l’effetto vacanza e novità.
Dimenticavo: gli uomini parlano meno delle donne ma quanto a promesse alle amanti, se non sono eccezione di correttezza (lui non ti ha mai detto la lascerò, per esempio), sono logorroici. Credo faccia parte dell’eccitazione sessuale per voi dire che siete la migliore, che non si era mai sentito così eccetera eccetera. Se è vero davvero la lascerà. Se, come spesso accade, è una dichiarazione di intenti dettata da entusiasmo coitale, voi non avrete abbastanza carte per vincere la partita.
Ma se è più di sei mesi che state insieme forse lo sapete già dentro di voi: lui fa tante parole, ma pochi fatti. Viene comunque, per un motivo o per l’altro, sempre prima lei e voi non guadagnate terreno: questo è il vero termometro del futuro.

SEI LA FIDANZATA UFFICIALE
Non poche fidanzate single, non importa l’età, devono spesso competere con una o più sconosciute. Sono cioè delle “concubine” a loro insaputa, cioè secondo Treccani Donna che convive in unione libera con un uomo. Per te la domanda diventa “che cosa hanno le ALTRE più di me”. Credo che questo sia un tipo di lotta con l’altra possibile nella vita del vostro uomo che forse non ha la drammaticità delle vostre “colleghe” amanti o mogli tradite ma che ha un grande limite che vi rema contro, se siete prese o addirittura innamorate di lui: l’altra c’è ma è un fantasma. E voi siete la seconda scelta, concubina o riserva, non importa come chiamarvi.
Nel senso che l’altra o le altre sono reali, ma lui ne nega l’esistenza (un po’ come con l’amante all’inizio), e questo non vi permette spesso addirittura di capire perché con voi le cose non vanno bene o come andavano all’inizio. Come si fa a rispondere alla domanda “che cos’ha lei più di me” se non sei neanche sicura o al corrente della sua esistenza?
Facciamo un esempio concreto. Lui dice di essere innamorato, affezionato (ahi affezionato… che è tuo fratello?) preso da voi ma… sta tantissimo su chat telefoni e social. Esce per i cavoli suoi ha molti amici e vi coinvolge in queste cose una volta ogni dieci. Il tempo insieme è limitato: lavoro certo, amici certo, libertà personale (è vero che preserva la coppia, ma non se la coppia di fatto non c’è per mancanza di tempo insieme). Se non siete vittime di un caso di stashing (Lui ti nasconde? Non ti fa mai uscire in pubblico con lui, non conosci i suoi amici, men che meno i familiari, sai poco della sua vita? leggi qui di cosa si tratta) lui potrebbe avere un’altra.
Può essere in fase di corteggiamento di un’altra, o di altre, perché molti maschi, grazie ai social, lavorano su più donne contemporaneamente, in attesa che la prima abbocchi. Oppure aver già rivisto la ex ripescata su Facebook che da acerba bellina si fatta una over superdonna irresistibile. Oppure è già andato a letto con una che gli piace più di voi. In ogni caso, se lui è in caccia, che cos’ha lei più di me ha una risposta: tutto perché tu non basti e, per questo, tutte sono migliori di te potenzialmente. Insomma, sei messa male perché il nemico è nascosto nella giungla, ti spara addosso e tu non capisci neanche da dove arrivano i colpi. Una cosa la capisci: lui è cambiato o sta cambiando. E tu non sei più sul piedistallo, perché c’è (o ci sarà presto) un nuovo sceriffo in città.
Perché non vi lascia? A parte che l’uomo non lascia mai (leggi qui perché) voi siete comode: se è in caccia intanto ha la scopata assicurata, così come in fase di corteggiamento. Se sta già scopando con un’altra magari voi andate, per adesso, ancora bene per alcuni aspetti, anche sessuali. Un consiglio a voi lo passo, ve lo meritate: se appena avete sentore di qualcosa del genere scappare da lui a gambe levate. Non prima di avergli fatto un terzo grado: leggetegli negli occhi le risposte. Nel bellissimo film il Destino di un cavaliere il protagonista dice al suo avversario: Sei stato pesato. Sei stato misurato. E quant’è vero Dio, sei stato trovato mancante.
Se tu sei una “concubina” a tua insaputa non processarti: condanna lui e liberatene. Perché tutte quelle “nuove” hanno qualcosa più di te già da ieri.

Sincerely yours

credito foto iStock princigalli

Amanti: quando lui sparisce perché viene scoperto

Lui sparisce di colpo? È la moglie
Lui sparisce di colpo? È la moglie

Lui è il tuo amante da un po’ e ti ricopre di attenzioni. Messaggi, telefonate, vi vedete appena può, il sesso va da dio.

Avete anche iniziato a fare progetti insieme per il futuro, visto che avete superato quella fase prettamente passionale e di divertimento che caratterizza il periodo ludico dell’amantato e che, in genere, corrisponde ai primi sei mesi della vostra storia.

Tutto fila liscio, e veramente ti stai facendo concrete illusioni di costruire con lui, se non subito nel giro di un anno o giù di lì, tempi tecnici delle separazioni e varie da rispettare, una nuova vita insieme.

Poi, di colpo, il mondo ti crolla addosso. Lui passa da 100 a zero. Silenzio assoluto. Non risponde alle telefonate. Non dà spiegazioni. Niente messaggi. Zero. Per giorni.

Sei anche preoccupata, cos’è successo, cerchi di informarti… finalmente un messaggio. Lapidario. Mia moglie ci ha scoperto ed è successo un casino: ti prego, non contattarmi più.

Ma come! Mi lasci così? Ma la moglie non era quella che non scopavi da anni, che volevi lasciare, che gli avevi già detto che eravate in crisi, che eravate separati in casa?

Tutte balle? Tutti sogni, nell’ipotesi lui non ti avesse raccontato storie inesistenti ma solo belle intenzioni?

Ma tu ti sei innamorata di un pallista, di un millantatore o di un matto? L’uomo che ti ha fatto sognare non era il dottor Jekyll ma mister Hyde?

Di uomini che raccontano balle sul loro stato matrimoniale (la più diffusa è quella che non fanno mai sesso con la moglie, ma c’è anche quella dei separati in casa che non lo sono per niente, certi raccontano persino di dormire su un divano letto che non c’è) ce n’è oggettivamente un sacco: se leggete i commenti delle lettrici su questo blog a corredo di certi articoli scoprirete addirittura quello che chiede all’amante di scrivere alla moglie che “no non è vero niente non siamo mai andati a letto insieme”.

Certe balle non sono cattive, a onore del vero, si dicono all’amante per non rovinare il momento o i momenti magici, tipo appunto quella che con la moglie non si fa mai sesso. Una bugia bianca che evita tante discussioni e, forse, non fa male a nessuno? Può darsi, la trasparenza non è molto maschile. Però c’è una bella differenza fra il non dire ho scopato ieri con mia moglie e dire che in casa c’è un disastro mentre invece le cose funzionano, più o meno. O dire lascerò mia moglie che sai benissimo, e lo sai mentre lo dici all’amante, che non lo farai mai.

Ma, a parte i bugiardi incalliti e senza ritegno e quelli delle piccole bugie “perdonabili” una cosa unisce tutti questi uomini nel momento in cui la moglie scopre la relazione extraconiugale: la paura!

E la paura è più forte di voi tanto desiderate amanti.

Che paura? Ma quella di perdere la moglie.

Perché l’altro comune denominatore degli uomini scoperti dalle mogli che fanno una ritirata repentina e disordinata nel panico totale è che loro, consciamente o meno, in modo premeditato o imprevisto, la moglie non la vogliono perdere. Con tutti i suoi difetti, limiti, problemi loro la moglie non la lasciano. E forse non la lasceranno mai.

Il bugiardo lo sapeva già che non l’avrebbe mollata mai, quindi quando viene scoperto va in panico perché la paura è di perdere il suo stato sociale, i soldi, i figli. In fondo lui si è messo con te per farsi un’avventura, per divertirsi con la tua massima partecipazione, anche a costo di riempirti di balle.

Ma non tutti gli uomini sono così bugiardi. Certi ci credono veramente alla seconda famiglia, a costruirsi un futuro con te. Quando ti dicono ti amo ti amano, sognano, ci credono ma…

Ma per l’uomo fra il dire e il fare in amore c’è un oceano, non il mare.

L’ho scritto tante volte: in tema d’amore e, soprattutto, quando si tratta di lasciare moglie amante convivente o fidanzata l’uomo medio, nella maggioranza dei casi, non decide, non lascia (leggi qui un altro articolo sul tema). Si fa lasciare. È praticamente statistico, fatte le solite eccezioni ma, in quanto eccezioni, di minoranza.

Ricordata questa piccola tendenza all’indecisione maschile, cosa succede al vostro amante versione “sincero” quando la moglie lo scopre? Stessa reazione dell’amante “pallista” : paura, panico.

Anche quest’uomo, che era davvero legato a voi, di fronte alla furia o ai pianti della moglie vede spesso crollare le sue certezze, quelle che tenevano e facevano sognare un futuro con voi.

Un conto è pensare di mollare la moglie, prendendosi anche del tempo e tutte le cautele del caso, un conto è farlo davvero, o addirittura trovarsi nella posizione di non essere l’attore del cambiamento, ma di colpo la vittima, con lei che ti dice ti rovino, ora vai fuori di casa, non vedrai più i figli.

Oppure, dopo lo sgomento, gli dice ma io ti amo ancora, possiamo ricostruire, è un incidente di percorso, possiamo farcela, per noi, per i figli. I sensi di colpa possono esplodere come un’atomica, in questi casi.

Oppure da traditore si trasforma in vittima, con la moglie che lo tratta come un ulteriore figlio, e se la prende con quella zoccola (leggi qui non è la zoccola ma il sesso il vero rovinafamiglie) che lo ha traviato, poverino, e lui ci è caduto. Ci sono donne, lo raccontate voi, che arrivano a chiamare l’amante per accusarla, a volte perseguitarla, perché non vogliono vedere le colpe del marito e magari anche le loro colpe, perché spesso il naufragio di un matrimonio è frutto di concorso di colpa (leggi qui l’articolo dedicato). Sbagliatissimo, inutile e, soprattutto, significa chiudere gli occhi sul problema interno.

Prendersela con l’amante è come prendersela con il termometro per la febbre.

Insomma, mentre tu ti chiedi perché l’uomo che ti giurava amore fra le lenzuola solo il giorno prima è sparito nel nulla lui sta lottando con una moglie disperata, arrabbiata o vendicativa a seconda delle molteplici versioni e reazioni, e spesso lotta non per fare finalmente outing dichiarandoti, ma per negare e minimizzare la tua presenza. In una parola, per restare con la moglie.

A meno che non sia uno di quegli uomini con la U maiuscola che hanno sempre detto la verità, che non solo hanno “provato” amore per te ma sono innamorati di te, e che il loro primo pensiero non è perdere lei, ma perdere te. E allora approfitteranno (certo avrebbero preferito dirlo loro a tempo debito e in modo meno drammatico) per dire la fatidica frase: sì sono innamorato di un’altra, cerchiamo di gestire la cosa in modo civile.

Ma in questo caso saresti la prima a essere avvertita dell’accaduto e non ci sarebbero lunghi e strani inspiegabili black out.

Che fare in questi casi? Rincorrerlo per recuperarlo o per avere spiegazioni?

Io credo che qualsiasi tipo di uomo descritto, dal ballista a quello che ci credeva e adesso non ci crede più e ha scoperto che è la moglie a essere la più importante, non tu, ti debba una spiegazione decente e di persona, altro che messaggino liquidatorio, fosse anche per dire alla moglie “l’ho vista e le ho spiegato, ho chiuso”.

È una questione di correttezza e di dignità, e vale anche per quello che ha sempre raccontato palle: deve avere il coraggio di incontrarvi e di chiedervi scusa, di spiegare il suo comportamento.

Non ne ha le palle? Non insistete più di tanto. Un uomo che si rifiuta di incontrarvi un’ultima volta per spiegare e per affrontare la vostra giusta delusione non merita un minuto in più del vostro tempo. Vuol dire che non ha neanche la decenza di fare il suo ultimo dovere, congedarsi di persona magari chiedendovi scusa.

Vi siete sbagliate, anche se lui era in buona fede (a maggior ragione dovrebbe venire a spiegarsi, mi aspetto di più dal pallista che scappi, non dal’innamorato pentito).

Fa male, è doloroso, ma non dovete processarvi come se foste delle stupide allocche oppure odiarlo perché vi ha illuso, non ne vale la pena. Soprattutto, non prendetevela con voi stesse.

La moglie vi contatta? Voi non dovete nessuna spiegazione. È lui che deve spiegare alla moglie, non voi. Nessun altro. Che poi gli racconti un sacco di balle e riversi tutte le colpe su di voi sarà un problema per chi gli crederà ciecamente, sarà peggio per quella famiglia che non avrà colto questa occasione per rompere o rinascere, per ripartire da zero insieme o separati.

Chi si comporta così o spiega o va cancellato, possibilmente anche dalla memoria. Impossibile? No, difficile ma non impossibile. Il silenzio e il distacco (leggi qui di cosa si tratta) materiale totale è terapeutico, e non passeranno anni. Imparerai a sostituire il senso di sgomento per il crollo del vostro castello con l’indifferenza.

E presto incontrerai un uomo magari non della tua vita, ma con il quale ricomincerai anche a fare l’amore in modo bello. Basta che non ti chiudi in clausura, leggi chiodo scaccia chiodo e capirai.

Cancellalo. Rinascerai.

Ps: e se a breve si fa vivo perché gli manchi o la moglie lo ha sbattuto fuori di casa?

Una domanda da fargli: perché vieni qui adesso che ne senti il bisogno e non ti sei degnato neanche di vedermi una sola ultima volta per spiegarmi? Perché dovrei credere a uno che mi ha raccontato balle per anni? Perché dovrei investire in un uomo che mi ha promesso la luna, che sembrava davvero innamorato e che invece è scoppiato come una bolla di sapone di fronte alla moglie?

No. Se ha bisogno di scopare si cerchi una prezzolata se vuole. Se ha bisogno di una casa si rivolga a una agenzia immobiliare. E per i soldi ci sono le banche o le finanziarie.

Il re è morto, viva un nuovo, spero prossimo, vero re.

Sincerely yours

Fai l’amore pensando a un altro?

Fai l’amore pensando a un altro?
Fai l’amore pensando a un altro?

Fai l’amore pensando a un altro: normalità o crisi di coppia?

La risposta è sì, mentre lo faccio mi capita nell’80% dei casi, stando ai risultati del sondaggio che ho lanciato sulle mie pagine social e non solo.

Anzi. Alcune di voi mi hanno bonariamente (voi donne lettrici mi coccolate sempre) dileggiato scrivendo: te ne accorgi adesso che noi donne possiamo fisicamente farlo con un uomo sognandone un altro?

Insomma, dopo il grande numero di orgasmi simulati (leggi qui il mio articolo “donne grazie perché fingete l’orgasmo”) ora noi maschi dobbiamo preoccuparci anche del se “mentre” siete con noi o da un’altra parte?

Dai numeri del sondaggio in otto casi su dieci forse sì.

Preoccuparci… magari no, non sempre. Il sesso più evoluto è mentale e, in quanto tale, femminile. Quindi ci sta qualche fantasia erotica che sia proiettata fuori dalla coppia.

Magari chi “interviene” oniricamente durante l’amplesso non è un vero amante (se lo fosse inutile per noi farci domande: siamo già stati sostituiti a letto e forse non solo) ma un sogno, magari è una persona reale ma non “consumata” nella realtà dalla nostra partner però…

Il fatto è che, volenti o nolenti, nel nostro letto spesso entra un terzo non invitato che fa godere la nostra donna, se non al posto nostro quasi.

Sarà lui a farle raggiungere l’orgasmo o “aiuta” e basta? Siamo noi strumento e lui protagonista o viceversa?

Rispondere a questa domanda ce la può dire lunga anche sul livello di tenuta della coppia.

Già, perché tutto dipende da chi è questo sconosciuto che entra a nostra insaputa nel letto coniugale o simile. E quante volte ci entra.

Naturalmente mi interessa il punto di vista femminile in primis.

Lui è il tuo amante? Tutto “normale”, come detto il marito è solo una comparsa, e scopare con lui fa parte di un effetto ridondanza che ha il sesso con l’amante, soprattutto nei primi mesi di amantato (della serie lo fate così tanto e bene da avere voglia di farlo anche col marito di più).

Lui non esiste nella realtà, è un sogno: ok la coppia regge, le fantasie su altri fanno parte del gioco ma… perché non dichiararlo e condividerlo? Troppa gelosia? È un vostro segreto? Lo capisco, è normale e diffuso ma… leggete dopo.

Lui esiste: è uno sconosciuto che vedi sul tram. O al lavoro. O è un amico di amici. Non importa. Però è reale, vuoi immaginartelo ricordandolo, non è un sogno…

Che cosa importa davvero? Quanto “usate” questo terzo comodo nelle vostre fantasie, perché a mio modesto avviso è un metro di solidità di coppia.

Il terzo comodo interviene ogni tanto
E magari è condiviso nelle fantasie di coppia, della serie glielo dite al partner e ne fate un gioco di coppia? Non può fare del male, anzi. Se lui lo accetta però.

Il terzo comodo interviene spesso. Ahia. Il vostro rapporto di coppia richiede una stampella, almeno sessuale. Perché? Chiediti se puoi farne a meno e come la sua assenza inciderebbe sulla qualità del vostro sesso.

Il terzo comodo è necessario. Beh, il tuo partner reale forse è in pericolo. Perché non funziona se tu non pensi all’altro. Scopate troppo in tre. Allarme rosso per la coppia o no?

Lo chiedo a Daniela, lungimirante nuova contributor femminile e ospite di questo blog.

E ti chiedo anche Daniela, a beneficio di tutte le lettrici… le due sue dieci che hanno risposto “io non penso mai a un altro” o, ancora più forte “se pensassi a un altro mentre lo faccio saremmo una coppia finita” ci sono o ci fanno secondo te?

Grazie Alessandro, l’argomento al primo impatto può sembrare banale e liquidabile con un “no, mai” o “sì, sempre” e invece si apre a sfumature, letture tra le righe e interessanti approfondimenti.

Innanzitutto le fantasie sessuali sono fantasie e, in quanto tali, spinte ed “eccessive”.

possono essere una costante dei rapporti, e questo non significa che la relazione vacilla o che il partner non è all’altezza e va sostituito col pensiero ma che, mentre il corpo si lascia andare al piacere, la mente si libera alla ricerca di un desiderio fatto anche di immagini, non solo di sensazioni.

La fantasia sessuale è una delle tante sfaccettature della sfera sessuale, quindi nulla che si possa bollare come interferenza anzi, è un completamento affinchè il divertimento sia totale.

Condividerle col partner? Bellissimo e consolidatore della coppia.

Non condividerle col partner? Bellissima relazione totale con noi stesse, anche all’interno di una relazione di coppia che funziona benissimo.

Come lo chiami “deliziosamente” tu il terzo comodo è il benvenuto e non deve fare da termometro della stabilità di coppia. Magari il punto può essere: prima non serviva e ora c’è, prima faceva capolino ogni tanto e ora è necessario.

Queste sono avvisaglie che forse la fantasia sessuale prima o poi porterà anche il nostro cuore altrove perché la mente già lo è, e sta interferendo eccessivamente con la realtà.

Allora, in questi casi, la fantasia sessuale vista come via di fuga può essere nascosta, celata perchè in realtà stiamo mentendo a noi stesse, e qui mi riallaccio alle due lettrici su dieci che hanno risposto “mai” o addirittura “vorrebbe dire che non lo amo più”.

Certo se non siamo all’inizio di una relazione e innamorate il ” no, non penso mai ad un altro” è ovvio, perché siamo prese dalla scoperta del nuovo partner e concentrate sulle nuove sensazioni che ci regala.

Chi afferma invece troppo facilmente e con sicurezza monolitica “se penso a un altro mentre lo faccio è perché siamo una coppia finita” forse non dice fino in fondo la verità, e se poi fa qualche piccolo inconfessabile viaggio di fantasia “durante”, nella realtà finisce col mettere in discussione se stessa anziché la relazione.

Significa forse ancora vivere il sesso come qualcosa di “sporco”, un sesso soggetto a regole, limiti da non oltrepassare (fosse anche solo con la fantasia) e condizionamenti? dove questo si può e questo non si deve?

La fantasia è arricchimento della nostra sfera sessuale intima e, come tale, lecita. Liberiamoci da qualsiasi preconcetto, non sottoponiamoci sempre a giudizi interni ed esterni, viviamo il sesso in modo gioioso.

Il sesso si vive in coppia ma è anche la più profonda e alta relazione che viviamo con noi stesse. La totale accettazione di ciò che siamo maturata attraverso la conoscenza del nostro corpo e l’unicità dei nostri pensieri, dove non c’è spazio per menzogne e moralismi.

A questo punto, potremmo far entrare il nostro partner in quelli che sono gli accessi più segreti della nostra anima coinvolgendolo, ma solo quel tanto che basta per una maggiore partecipazione, per essere più in sintonia, lasciandolo però, fuori da una piccola, indicibile e quasi inammissibile parte, da tenere tutta per noi.

Daniela Luciani

Dunque, per Daniela e per la maggior parte di voi, pensare a un altro “mentre” non solo è frequente, non solo è normale, ma è anche un arricchimento della vostra sessualità e piacere, condiviso o meno con il partner.

Poche le assertrici del “non lo faccio mai e se lo facessi significherebbe fine della storia”.

Da uomo, dico solo che sono rimasto fanciullescamente stupito dalla diffusione di questa fantasia femminile.

Confesso che di primo acchito non mi piacerebbe sapere che, mentre lo faccio con la mia donna, lei pensa a un altro, soprattutto se reale, fosse anche solo uno “strumento di piacere” e non uno che davvero ci è stato a letto (o addirittura ci va) con la mia lei.

Ma io sono un geloso, e credo fermamente che la gelosia sia un metro dell’amore, come potete leggere qui.

Però capisco che il sesso non segue regole, e che il cervello femminile, più evoluto del nostro, trova appagamento su piani intellettuali superiori alla nostra visione anatomica del corpo femminile, del sesso qui e adesso, del sesso come solo quello che vedo e che sento, non quello che penso o sogno.

Siamo meno fantasiosi di voi ma, come uomo, se mi infastidisce il terzo comodo come vostro segreto, forse potrei accettarlo, e non solo io nel mondo maschile, come gioco di coppia condiviso.

Mi “tranquillizza” la naturalezza con la quale Daniela descrive il terzo comodo onirico, quasi te lo fa piacere e accettare, pur essendo consuetudine inveterata che un uomo voglia “marcare e difendere” il suo territorio. Sono antico? Siamo antichi noi uomini su questo? Forse sì.

D’altra parte, molte coppie fanno sesso raccontandosi storie e interpretando ruoli di fantasia.

Forse solo Adamo ed Eva non si immaginavano ogni tanto a letto in tre, ma perché erano oggettivamente soli nel Paradiso terrestre.

Aspetto i vostri commenti

Sincerely yours

(Foto sunemotion)